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76° CONGRESSO NAZIONALE FIMMG-METIS: La relazione di Silvestro Scotti

sala5"L'unica risposta che riusciamo ad immaginare è che va cambiato il contenitore. Da questo nasce la proposta di FIMMG del Microteam, dove il contenitore non è più il singolo medico ma una unità multi professionale composta da un medico di famiglia, un collaboratore di studio medico, un infermiere e, attraverso la definizione del ruolo unico, integrata dal medico di continuità assistenziale o, come sarà definito nel prossimo ACN, dal Medico di Medicina Generale a ciclo orario". E' uno dei passaggi della relazione di Silvestro Scotti al 76° Congresso FIMMG-Metis in corso a Villasimius.
"È chiaro che per cambiare il contenitore servono risorse – ha aggiunto Scotti - Risorse che da anni si è cercato di individuare attraverso meccanismi di sperimentazione anche all'interno dell'Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale, meccanismi correttamente e fortemente voluti dagli stessi professionisti per tentare un indirizzo di sviluppo del proprio lavoro. Ma, diciamolo con chiarezza, quelle risorse non avrebbero dovuto essere orientate alla incentivazione degli obiettivi professionali e assistenziali e non di quelli organizzativi e strutturali come succede per tutte le altre categorie contrattuali del SSN? ".
 
LA RELAZIONE

IL VIDEO DELLA RELAZIONE

FIMMG: incontro con il Ministro Speranza, Scotti: «Dialogo proficuo, avvenuto in un clima di collaborazione e di apertura. Disponibilità a risposte concrete e visibili nella prossima finanziaria».

Visitasperanza«Un incontro proficuo, avvenuto in un clima di collaborazione e di apertura. Resta tuttavia la nostra attesa di risposte concrete e ben visibili nella prossima finanziaria su cui abbiamo verificato un forte interesse del Ministro della Salute Roberto Speranza». Silvestro Scotti, Segretario Generale FIMMG, commenta con ottimismo l'odierno incontro avvenuto con il ministro della Salute Roberto Speranza e la delegazione FIMMG in cui era affiancato dal Vicesegretario Vicario Pierluigi Bartoletti e il Vicesegretario Domenico Crisarà. «Abbiamo portato sul tavolo del ministro - dice Scotti - i motivi per i quali, nonostante la firma della pre-intesa per la convenzione della medicina generale, la categoria ha mantenuto il suo stato di agitazione». Il leader nazionale della FIMMG sottolinea infatti che non esistevano impegni del nuovo Governo rispetto ad investimenti economici quali la riduzione dell'Iva, una decontribuzione per il personale di studio, iperammortamento e altri strumenti nella prossima legge di Stabilità, necessari allo sviluppo dei micro-team al servizio della Medicina Generale. Scotti chiarisce ancora una volta l'urgenza, non più procrastinabile, di «un investimento specifico nel quadro della prossima Finanziaria per il cambiamento della Medicina Generale», e ribadisce che «non è più possibile pensare che le risorse per i fattori di produzione della Medicina Generale possano essere individuati nel Fondo Sanitario Nazionale. La valorizzazione dell'autonomia gestionale prevista dal Legislatore per la Medicina Generale Convenzionata, che permette ai colleghi di investire su se stessi (di fatto investendo sul Pubblico in termini di prestazione per i pazienti), ha bisogno a questo punto di un investimento specifico». La ratio che ispira l'azione della FIMMG, per il tramite del Segretario Generale, è quella di portare avanti le istanze della categoria e innestare un circolo virtuoso che alla fine possa avere ricadute positive sull'assistenza ai cittadini. «Non si comprende perché si dovrebbe valorizzare l'imprenditoria giovanile - prosegue Scotti - ed escludere i giovani medici di Medicina Generale che entrano nel mondo del lavoro. Parliamo di ragazzi chiamati ad investire sull'apertura di uno studio, sull'assunzione di personale e l'acquisto di attrezzature diagnostiche, senza avere in prima battuta risorse adeguate. Basterebbe, per cominciare, attivare misure di agevolazione sull'Iva per l'acquisto di apparecchiature di diagnostica, lo diciamo ormai da anni, lo si potrebbe fare in linea con contratti definiti e certificati dalle Aziende sanitarie». Richieste FIMMG che avrebbero ricadute importanti sul mondo del lavoro, non solo in favore dei medici, giovani e meno giovani, della Medicina Generale. Scotti ricorda infatti che si potrebbe definire una strategia a supporto della Medicina Generale partendo dal Reddito di Cittadinanza, con politiche che favoriscano le assunzioni di collaboratori di studio e infermieri. Farlo significherebbe creare opportunità occupazionali nei 60mila studi di Medicina Generale che ci sono sul territorio. Chiaramente, si dovrebbe realizzare un percorso formativo dando vita ad un network che ricomprenda gli uffici di collocamento e i navigator. «Non è certo un segreto - conclude il Segretario Generale FIMMG - quali siano le dinamiche demografiche in atto nel nostro Paese. L'età media della popolazione è sempre più alta e i pazienti sono sempre più interessati da patologie croniche, la nostra società avrà bisogno in maniera crescente di prossimità e assistenza domiciliare. Questi sono temi ai quali la politica deve guardare, comprendendo che valorizzare la Medicina Generale significa valorizzare un sistema di assistenza di qualità per i cittadini».

CASO RANITIDINA: Scotti (Fimmg) il nostro compito è mettere a punto una terapia alternativa per chi assumeva medicinali con Ranitidina

farmaci 6 66471Fake news e informazione troppo tecnica un mix che ha creato scompiglio tra i cittadini che hanno preso d'assalto farmacie e medici a complicare la situazione false notizie che girano con farmaci che nulla hannoa che vedre con la ranitidina "Il nostro compito è mettere a punto a punto una terapia alternativa per chi assumeva farmaci con Ranitidina," ha dichiarato Silvetro scotti Segretario Generale Nazionale Fimmg "ma ci troviamo di fatto a doverli rassicurarli in generale sull'uso un pò di tutti i medicinali, anche a seguito della richiesta, da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), di controlli su tutti i prodotti Lo sforzo che dobbiamo fare è cercare di parlare in modo semplice, perché la confusione si crea anche per via del tecnicismo che a volte accompagna alcune comunicazioni istituzionali».

ADERENZA TERAPEUTICA : Studio Fimmg C.R.E.A. Sanità

medicofamiglia thumb250 250Lo studio "I problemi di aderenza alle terapie in campo cardiovascolare", promosso dal centro studi della FIMMG (Federazione italiana Medici di Famiglia) e C.R.E.A. Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) è stato realizzato per analizzare le principali criticità connesse all'aderenza alle terapie farmaceutiche, attraverso il punto di vista di professionisti in prima linea nel rapporto con i pazienti: i Medici di Medicina Generale (MMG), e tanti sono gli Italiani che si allontanano in un modo o nell'altro dalle cure mediche. la ricerca ha coinvolto 823 medici: il 6,8% con meno di 40 anni, il 4,0% tra i 40 e i 50 anni, il 31,7% tra i 50 e i 60 anni e il restante 57,5% più di 60 anni. Il 26,6% del campione opera nel Nord-Ovest, il 20,9% nel Nord-Est, il 19,8% nel Centro e il 32,7% nel Sud. Il 96,7% degli intervistati evidenzia al paziente "spesso/quasi sempre" l'importanza dell'aderenza alla terapia. gli elementi alla base dello scollamento tra terapia prescritta e atteggiamento del paziente sono diversi: presenza di disturbi cognitivi/psichiatrici, complessità della terapia, scarsa consapevolezza della malattia, comorbidità, livello culturale del paziente. Tra le ragioni riferite dagli assistiti, invece, si collocano con maggiore frequenza: il timore di effetti collaterali o la loro effettiva (o presunta) insorgenza. Segue poi un analisi sulle singole realta' regionali "Dall'indagine – commenta Paolo Misericordia, che è il responsabile del centro studi FIMMG – emerge con evidenza che i medici ritengono fondamentale, ai fini del miglioramento dell'aderenza ai trattamenti, l'organizzazione della propria attività. La presenza di personale di studio e infermieristico, e la disponibilità di algoritmi informatici di supporto, costituiscono gli elementi che maggiormente possono incidere nell'incremento dell'aderenza alle terapie proposte. Per questo stesso obiettivo la survey conferma quanto per i medici sia importante l'intervento sulla semplificazione del regime farmacologico, premessa migliore per rendere efficace le attività di educazione terapeutica del paziente".

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PROFESSIONE: Sgravi, misure fiscali e decontribuzione. Ecco la ricetta Fimmg per rilanciare la medicina di famiglia

medici99 thumb250 250DOCTOR 33 - Di Mauro Miserendino «Ai medici di famiglia e ai cittadini non serve più il modello contrattuale degli aumenti a quota capitaria definiti sul Fondo sanitario nazionale. Serve invece essere aiutati a investire sullo studio e sui fattori produttivi: strumentazione e personale. Quindi gli aumenti chiave non li chiederemo alle Regioni; queste ce li daranno se otteniamo i risultati richiesti sul fronte delle cronicità, delle liste d'attesa, dell'evitamento dei carichi in pronto soccorso, delle vaccinazioni. Ma per ottenere quegli obiettivi l'interlocutore è il Governo. Abbiamo bisogno di sgravi, misure fiscali, decontribuzione». Parla Silvestro Scotti segretario Fimmg a margine del tour che sta portando il camper di #Adesso Basta!, iniziativa del suo sindacato per coinvolgere cittadini e istituzioni nella campagna con cui i medici spiegano che ce la possono fare, ad assistere 500 over 65 su 1500 assistiti, ma vanno aiutati a cambiare marcia. In Lombardia alla presenza dell'Assessore Giulio Gallera che elogia Fimmg per essersi messa a disposizione della riforma delle cronicità caldeggiando la presa in carico dei pazienti con cooperative e medicina di iniziativa, Scotti spiega a DoctorNews le prossime mosse dopo la firma della pre-intesa sulla convenzione. «L'accordo manda a regime arretrati che nell'intesa del 2018 avevamo recuperato ma di cui non era scontato il "trascinamento"», ricorda Scotti. «Ieri in Emilia Romagna abbiamo raggiunto un'intesa con il Presidente della Conferenza delle Regioni e il Presidente del Comitato di Settore, che sono rispettivamente il governatore regionale Stefano Bonaccini e l'assessore alla sanità Sergio Venturi, per portare a tutti gli assessori il nostro messaggio così da discutere tra il 25 settembre e fine anno la parte normativa della convenzione e giungere a un accordo. Noi abbiamo recuperato gli arretrati ma ora dobbiamo far fronte a un'ondata di nuovi cronici, e trovare i mezzi perché il nostro servizio, il più "prossimo" al paziente (sarà anche il tema del Congresso Fimmg di Villasimius, 7-12/10) dia le risposte attese».
L'interlocutore è il governo, anziché le Regioni?
«Esatto. Chiedessimo ora aumenti sul Fondo sanitario nazionale, ci scontreremmo - ad esempio - con la priorità di acquisire costosi farmaci innovativi a disponibilità invariate o quasi. Dobbiamo cercare le risorse altrove, ad esempio nella legge di stabilità. A partire dagli strumenti di innovazione tecnologica che mostriamo nel camper: elettrocardiografi, spirometri portatili, holter cardiaci che danno il tracciato di 7 giorni H24, ecografi per approfondire le nostre visite. Il finanziamento dei fattori produttivi per gli ospedali esiste già. E ancora, chiediamo che sia lo stato a pagare il reddito di cittadinanza per due anni ai percettori che intendessimo formare come assistenti di studio medico, visto che la legge ci equipara ad imprese e per le imprese prevede tale benefit: diventeremmo presìdi del servizio sanitario più forti a invarianza di oneri per lo stato. E ancora: in qualità di fornitori di servizi per i nostri assessorati regionali, perché non potremmo fruire di un'Iva agevolata al 4%?»
Tutte norme che trovano allineate le regioni e riguardano Def e Finanziaria. Le risorse sono state quantificate?
«Sono somme esigue, poche decine di milioni di euro per iniziare un percorso virtuoso. Contestualmente vogliamo introdurre nell'accordo nazionale una revisione delle prestazioni di particolare impegno: in tempi di telemedicina le attuali sono superate e spesso sono di netta pertinenza infermieristica. Forse finanziare una legge sull'infermiere di famiglia come quella proposta in parlamento è sproporzionato, ma dobbiamo crescere. E si deve mettere nel nuovo accordo che è diverso avere1000 o 1500 assistiti, cambia il carico delle cronicità e degli altri, quindi occorre avere una dotazione adeguata. Nel decreto legge Calabria sono stati previsti aumenti di massimale in particolari situazioni. Bene. Quegli aumenti vanno correlati alla presenza di strumenti che il medico non può finanziarsi da solo, la scommessa deve essere condivisa».
Che cosa rimane in queste trattative convenzionali delle richieste del 2007 quando Fimmg ideò una Rifondazione della Medicina generale, medici di famiglia e guardia a pari dignità, convivenza potenziale totale tra numero di scelte e di ore?

«Le Unità di Medicina Generale, il nucleo della Rifondazione, rispecchiano il microteam di cui parliamo oggi, una soluzione (coordinamento del medico più collaboratore con infermiere e medico di continuità assistenziale in proporzioni pre-assegnate ndr) che risponde esattamente ai bisogni di comuni sotto i 5 mila abitanti, che sono il 69% dei comuni e coprono 10 milioni di italiani. E che, soddisfatte le nostre richieste, darebbe slancio ai giovani e responsabilizzerebbe tutta la categoria, a patto che poi i risultati ottenuti sui pazienti siano a loro volta valorizzati».

LEGGE GELLI: Anaao e Fimmg Bene proposta FNOMCEO per un tavolo con i professionisti su decreti attuativi legge 24

medici99 thumb250 250"Non possiamo che sostenere la proposta della Fnomceo di istituire un Tavolo tecnico di confronto con i professionisti sui decreti attuativi della legge 24. Riteniamo fondamentale che i medici siano coinvolti in una materia, come quella dell'obbligo assicurativo, che interesserà così da vicino la loro professione". E' quanto dichiarano il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, il segretario nazionale di ANAOO Assomed, Carlo Palermo, e il presidente del Patto per la Professione Medica, Guido Quici. "In questo momento in cui si decidono le nomine dei sottosegretari alla Salute pensiamo sia necessario valorizzare figure che hanno dimostrato competenze tecniche maturate negli ultimi anni – proseguono - in particolare sulle norme che riguardano le coperture assicurative nell'esercizio della libera professione, il loro collegamento con assolvimento dell'obbligo Ecm. Particolare rilievo dovrebbe essere dato alla valutazione delle conflittualità che potrebbe insorgere in sede di applicazione della normativa sulla privacy".

SANITÀ: Intesa a Bologna tra Bonaccini e Scotti (FIMMG). Bonaccini:

scobonacini"Lavoriamo per costruire insieme alla medicina generale la sanità regionale del futuro". Scotti:"Un ulteriore passo avanti per chiudere entro l'anno un ACN veramente innovativo"
Firmato oggi a Bologna un documento con obiettivi e impegni comuni, dopo la firma dell'intesa del 6 settembre scorso
Bologna – Consolidare la rete della sanità territoriale e l'alleanza tra i sistemi sanitari regionali e i medici di medicina generale per rispondere ai bisogni degli assistiti, a partire dai bisogni delle persone più fragili, che hanno malattie croniche o patologie rilevanti. Questi gli impegni comuni assunti dal presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e dal segretario Generale Nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, che si sono incontrati oggi a Bologna e hanno firmato una dichiarazione di intenti, che vuole essere di riferimento per le politiche di sviluppo della sanità territoriale.
Il documento segue, infatti, la pre-intesa sulla medicina generale, firmata con i sindacati il 6 settembre scorso a Roma, nell'ambito delle trattative per il rinnovo dell'accordo collettivo nazionale per la Medicina Generale, da chiudere entro l'anno.
"Lavoriamo per costruire insieme alla medicina generale la sanità regionale del futuro e per un sistema sanitario nazionale più forte, che valorizzi il ruolo fondamentale dei Medici di Medicina Generale, rafforzando nei territori la possibilità di copertura dei nuovi bisogni dei cittadini- ha sottolineato Bonaccini-. Questa stagione di rinnovi contrattuali, che sta facendo passi avanti, deve assolutamente coincidere anche con nuove assunzioni di personale, investimento sulla formazione dei medici del territorio e la possibilità di accedere alla specializzazione per tanti giovani medici. Per poter dare risposte sempre migliori ai pazienti, soprattutto cronici".
"Questa intesa rafforza e indirizza la nostra azione verso tutti gli appuntamenti dei prossimi mesi: finanziaria, Patto per la salute e chiusura dell'ACN. Doveroso dare atto al Presidente Bonaccini dell'impegno che sta dedicando personalmente a seguire i temi della medicina territoriale ed in particolare quelli condivisi della medicina generale, impegno che corrisponde esattamente alla nostra richiesta di un tavolo fiduciario con le Regioni dove si realizzi il meglio per i cittadini, gli operatori e la sostenibilità dell'offerta anche grazie ai medici di famiglia", ha aggiunto Scotti.
Il documento
Nel documento firmato oggi si sottolinea la centralità del ruolo dei Medici di Medicina Generale nel dare risposte soprattutto ai pazienti con patologie croniche concomitanti e con sempre maggiore bisogno di assistenza a lungo termine. Tali medici, infatti, rappresentano "il professionista di riferimento per il singolo paziente proprio per la capacità di un approccio sulla persona e non sulla singola patologia"
all'esterno dell'ambito ospedaliero.
"In questo contesto l'organizzazione e lo sviluppo delle cure primarie rappresentano uno degli obiettivi principali da perseguire" attraverso "la creazione di alleanze tra sistemi sanitari regionali e medici di medicina generale quale strumento indispensabile per indirizzare le attività verso i bisogni sempre più complessi e articolati dei cittadini".
In particolare, si tratta di orientare l'organizzazione dei servizi ai bisogni degli assistiti; offrire più prestazioni sanitarie (ad esempio attraverso le medicine di gruppo e il day service ambulatoriale nelle case della salute), garantendo lo sviluppo e la continuità dell'offerta assistenziale negli ambulatori e domiciliare, integrando le competenze di medici e operatori e attuando percorsi diagnostico- terapeutico-assistenziali (PDTA) per le patologie croniche o rilevanti.
Inoltre, si vuole fare riferimento al ruolo di sentinella che può essere svolto dal rapporto tra farmacie dei servizi e medicina generale, incentivare il coinvolgimento della medicina generale nei programmi di ricerca e formazione per sviluppare innovazioni organizzative e assistenziali (come la teleassistenza per i soggetti fragili e cronici) e ampliare la collaborazione tra il sistema delle cure primarie e intermedie, quali: assistenza domiciliare, ambulatori infermieristici territoriali, poliambulatori e case della salute, rete delle cure palliative, ospedali di comunità, servizi socio-sanitari, centri per i disturbi cognitivi e demenze, attività proprie della geriatria territoriale.
Per far fronte a questi nuovi scenari, conclude il documento, occorre consolidare la rete territoriale "sia come sistema integrato di servizi al cittadino che come sistema di relazioni tra i professionisti e gli operatori", oltre alla "definizione di uno scenario tecnologico moderno che impieghi strumenti smart per la gestione delle comunicazioni con e nelle unità complesse di cure primarie".

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG : Mozione finale del 7 settembre 2019

medico thumb medium250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG riunito a Roma in data 7 settembre 2019 presso lo Sheraton Hotel, via del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.

Il Consiglio Nazionale,

ridiscusse le motivazioni alla base della richiesta dello stato di agitazione del Consiglio Nazionale del 6 luglio 2019, esplicitate con l'avvio dell'iniziativa #ADESSOBASTA!, e in particolare:
la necessità di evoluzione dell'attuale sistema organizzativo per garantire la presa in carico attraverso modelli di medicina di iniziativa e di accessibilità domiciliare,
l'incapacità di programmazione da parte delle istituzioni con il perdurare della mancata pubblicazione dei bandi di concorso per il triennio di formazione specifica 2019-2022,
il fiorire di proposte legislative che introducono e valorizzano altre figure professionali senza alcuna volontà di integrazione con la medicina generale, con l'evidente obiettivo di sostituzione e di task shifting della figura medica che gode del maggior gradimento da parte dei cittadini,
la problematica del ricambio generazionale e la particolare sofferenza del settore dell'emergenza sanitaria territoriale per il quale FIMMG ha già individuato nella differenziazione dei percorsi formativi la soluzione in grado di sopperire alla carenza di medici,

prende atto

che la firma della preintesa dell'ACN avvenuta il 5 settembre 2019, in seguito alle iniziative intraprese da FIMMG con una forte interlocuzione politica in particolare con il Presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini e del Comitato di Settore Sergio Venturi, ha dimostrato la necessaria attenzione e considerazione nei confronti della Medicina Generale per affrontare e risolvere i principali temi della riorganizzazione che da anni FIMMG ritiene vitale per la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale;

esprime soddisfazione

per il riconoscimento dell'incremento a regime delle quote orarie e capitaria ridefinito al 31 dicembre 2017 e del riconoscimento dei relativi arretrati calcolati per il 2018 e 2019,
per la regolamentazione di quanto disposto dai cosiddetti decreti "Semplificazioni" e "Calabria" in tema di formazione specifica in medicina generale, garantendo criteri chiari e norme inequivocabili garantite dall'ACN, rispetto all'assegnazione ai medici in formazione degli incarichi rimasti vacanti dopo le procedure a favore degli aventi titolo, nonché il medesimo trattamento economico dei colleghi a tempo indeterminato.
Pur riconoscendo nella preintesa del 5 settembre un significativo passo avanti per il rinnovo complessivo dell'ACN, per il quale è stato condiviso dalle parti l'impegno ad accelerarne la definizione con un serrato calendario di incontri,
considerato che, a seguito della crisi di governo e della successiva formazione del nuovo governo, in attesa delle necessarie interlocuzioni e incontri, sicuramente urgenti, con i ministeri competenti, non esistono impegni governativi di investimento economico (riduzione IVA, decontribuzione per il personale di studio, iperammortamento, strumenti impresa 4.0) da ricavarsi nella prossima legge di stabilità necessari allo sviluppo dei micro-team in cui il medico di medicina generale trovi supporto di personale di studio e per l'introduzione di tecnologie di diagnostica e di telemedicina nella gestione della presa in carico e di altri strumenti innovativi (intelligenza artificiale) e in ulteriori provvedimenti legislativi per quanto dettagliato nelle motivazioni dello stato di agitazione.

Il Consiglio Nazionale

chiede

al Segretario Generale Nazionale di mantenere lo stato di agitazione in atto, e lo delega alla gestione delle azioni conseguenti in base all'evoluzione della situazione politico-sindacale.

Il Consiglio Nazionale

ratifica la proposta del progetto "#ADESSOBASTA!" già avviato nelle sue prime tappe e da tenere attivo fino alla discussione parlamentare della legge di stabilità, per ascoltare e coinvolgere i cittadini, i colleghi e gli amministratori rispetto ai fondamenti che rendono la professione del Medico di Medicina Generale centrale nei percorsi di cura della persona e rispetto alle proposte di rinnovamento dell'organizzazione della medicina del territorio che riconoscano al medico di famiglia, responsabile del proprio studio anche nella funzione economica, le opportunità previste per l' "impresa" ad alta connotazione sociale; offre pertanto la propria disponibilità a sostenere con la propria presenza l'organizzazione e il coinvolgimento nel tour dei colleghi di tutte le province italiane, siano esse sede di tappa o ad esse vicine.

Infine,

nell'augurare al nuovo Ministro alla Salute Roberto Speranza buon lavoro, auspica che venga al più presto convocato un primo incontro nell'interesse del Servizio Sanitario Nazionale sui temi e le proposte illustrate dal Segretario Nazionale Generale di cui le strutture ministeriali sono già a conoscenza.

FIMMG #ADESSO BASTA : Parte dal Piemonte il tour itinerante

camperFimmgParte dal Piemonte il tour nazionale #AdessoBasta*, l'evento itinerante con il quale la FIMMGintende ascoltare le esigenze dei cittadini italiani che sono anche, tutti, assistiti e pazienti dei medici di medicina generale. Obiettivo dell'iniziativa "poter avanzare al Governo del Paese richieste che tengano in considerazione i reali bisogni sanitari e socio-sanitari della popolazione".
A bordo di un camper, la FIMMG, capitanata dal segretario generale nazionale Silvestro Scotti, toccherà, in questa prima fase, 15 città in 30 giorni di viaggio percorrendo 1.800 chilometri. La prima tappa sarà a Biella.
"Vogliamo sottolineare l'importanza del ruolo del medico di medicina generale, la sua capillarità territoriale come punto di riferimento della salute dei cittadini e come presidio del servizio sanitario nazionale spiega Roberto Venesia, Segretario generale regionale della FIMMG Piemonte - Il tour toccherà i comuni piccoli perché vogliamo sentire quali sono le esigenze assistenziali che hanno. È in questi territori che sarà più difficile portare le nuove tecnologie, ma abbiamo una risorsa in carne e ossa che gode di grande fiducia che è il medico di medicina generale. Questo lo sappiamo da tutte le indagini e dalle statistiche che ci indicano che nel 70% dei casi è il principale riferimento per i problemi di salute. Fiducia che raggiunge percentuali superiori all'85% nella popolazione più in là con gli anni".
"Noi chiediamo - prosegue - che il medico di famiglia non sia lasciato solo e a mani nude. Chiediamo che sia rinforzato nel personale di studio dedicato e preparato, nel personale infermieristico, ma anche in altre figure come per esempio il riabilitatore. Abbiamo una popolazione in crescita di età e di disabilità. Inoltre, chiediamo nuove tecnologie: nei piccoli centri abbiamo bisogno di avere diagnostica di primo livello e di avere la telemedicina".
Infine, Venesia rivolge il proprio appello al mondo della politica, che "deve volgere lo sguardo sul territorio e verso di noi. Siamo coscienti che il finanziamento del servizio sanitario nazionale è insufficiente e quindi chiediamo alla politica centrale un'attenzione particolare nella prossima finanziaria.

LA CAMPAGNA CON LE TAPPE E GLI APPUNTAMENTI

#adessobasta #mobasta #adesbasta #teilafò #orafiniemula #orafinnimmila #mòavast #ohbbasta #mobast #naidasè #adesabastapò #móchela #cumòvonde #Oraviremudifinilla.

MEDICINA FISCALE: Grave atto intimidatorio nei confronti di un medico Inps di Foggia, Petrone (FIMMG INPS): "Piena solidarietà alla collega".

inps thumb large300 300"Come collega e come Segretario Nazionale del Settore INPS FIMMG, esprimo la massima solidarietà, mia personale e della categoria che rappresento, al medico INPS che nei giorni scorsi ha subìto, mentre svolgeva il proprio lavoro, l'incendio doloso della propria auto che ha coinvolto anche la macchina di un infermiere parcheggiata accanto.
Purtroppo non è la prima volta che i medici INPS sono costretti a subire ingiustificate aggressioni e intimidazioni da parte dell'utenza, determinate a volte anche dalla assenza di un corretto filtro e di adeguate misure di sicurezza delle sedi. Pensiamo sia necessario da parte dell'Amministrazione dell'Istituto una verifica delle norme di sicurezza dei Centri Medici Legali INPS e nel contempo chiediamo che si proceda subito alla apertura del tavolo di trattativa con le OO.SS., al fine didare alla categoria dei medici esterni convenzionati un contratto che dia quelle tutele, oggi assenti, che i professionisti aspettano da un decennio". E' quanto dichiara il segretario nazionale del Settore FIMMG INPS, Alfredo Petrone.

VIOLENZA MEDICI: Bartoletti (Fimmg) utenza esasperata, maggiore sensibilità da parte della politica

prontosocc1 thumb250 250"Constatare che spesso la politica entra nel campo sanitario e registrare, giorno dopo giorno, nuove aggressioni a carico di medici e di operatori sanitari, non sono altro che la spia di un sistema impazzito che porta all'esasperazione le persone. " Così Pier Luigi Bartoletti, segretario Provinciale della Fimmg Roma e vice segretario nazionale vicario della Federazione italiana medici di medicina generale alla notizia dell'ennesima aggressione di una infermiera all'ospedale San Camillo di Roma "Gli utenti che si sentono inascoltati o che non ricevono le giuste informazioni finiscono per prendersela, purtroppo, con il primo che capita e nel 99 % dei casi si tratta di un medico oppure di un infermiere. Per uscire da questa situazione servirebbe anche una maggiore sensibilità da parte della politica soprattutto in questo momento di difficoltà che il Paese sta attraversando. Bisogna sostenere il servizio pubblico e chi vi opera evitando frasi, che magari possono anche essere state enfatizzate, ma che confermano una certa volontà. E' più di un anno " continua Bartoletti "che siamo concentrati sul tema della sicurezza tanto che abbiamo chiesto alla regione Lazio ma anche a livello nazionale pene più severe ma anche misure di sicurezza attraverso l'installazione di telecamere di sorveglianza collegate alla questura nei punti più critici come i pronto soccorso. L'obiettivo è far sentire al sicuro chi va a lavorare poichè il clima che si respira negli ospedali, tra gli operatori, è abbastanza teso. Vorrei che in questo momento, conclude Bartoletti, più che mai si evitassero giudizi 'tranchant' e commenti, che nella sostanza, deleggittimano il sistema sanitario pubblico. Il Ssn è una risorsa e va potenziato",

AGGRESSIONE AL SAN GIOVANNI BOSCO: Silvestro Scotti (Fimmg): «Solidarietà alla collega, vittima dell'inerzia della politica nazionale.

violenza-medici thumb large300 300«Come medico e come Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli e Segretario Nazionale di Fimmg, esprimo massima solidarietà alla collega brutalmente aggredita la scorsa notte al San Giovanni Bosco. Solo l'ultimo dei medici che, a questo punto, è vittima dell'inerzia della politica nazionale sul tema delle aggressioni ai camici bianchi complicata oggi dalla caduta del governo quando ormai sembrava prossima una soluzione legislativa». Queste le parole con le quali Silvestro Scotti ha voluto mandare un messaggio di solidarietà alla dottoressa in servizio all'ASL Napoli 1 vittima di una brutale aggressione. Scotti, che da anni si spende sul tema della salvaguardia della sicurezza dei medici, non si limita però ad un messaggio di sostegno nei confronti della collega, richiama alla propria responsabilità una politica nazionale di Governo e di opposizione colpevole di «aver affrontato in maniera estremamente rilassata la questione e nel non aver considerato il tema come degno di un provvedimento di urgenza». La scelta è stata quella di trascinare per 14 mesi, sino alla caduta del Governo, la discussione sul disegno di legge che avrebbe finalmente inasprito le pene per coloro che aggrediscono dei camici bianchi. «Compito della politica - ricorda Scotti - è quello di rispondere alle istanze che arrivano dalla società civile e, in questo caso dal mondo dei professionisti della salute, individuare delle soluzioni concrete e farlo tempestivamente se il tema mette in discussione l'assistenza stessa dei cittadini. Mi fanno inorridire le discussioni di questi giorni sulle soluzioni estemporanee sulla carenza di medici in pronto soccorso, che sembrano ricercare "carne da macello" piuttosto che comprendere che prima di tutto bisogna assicurare sicurezza a quei medici. Siamo però oltre il punto di non ritorno, il prossimo Governo, ma in sintesi il cosiddetto "parlamento sovrano" come qualcuno sta sostenendo in questi giorni (a noi non interessa quali siano i colori in campo), dovrà mettere in calendario la questione e affrontarla immediatamente. Su questo tema, ne sono certo, la Federazione Nazionale degli Ordini non avrà tentennamenti. Quindi chi ha la responsabilità di rappresentarci, ricordando che siamo medici ma anche cittadini di questo Paese, si prepari a passare dalle parole ai fatti o, in alternativa, si prepari ad affrontare l'onda d'urto dei camici bianchi con elezioni o senza».

TRIENNIO DI FORMAZIONE: Fimmg, bene la firma della proroga nessuna borsa di medicina generale si deve perdere

medicoscrive copy"Il ministro Giulia Grillo c'è ed è sul pezzo, per dare, in futuro, sempre la scelta di un medico di famiglia ai cittadini di questo Paese. E sta lavorando insieme alle Regioni per garantire che nessuna borsa vada persa, non possiamo permettercelo dopo gli sforzi fatti per aumentarle». Così Silvestro Scotti segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), sulla propri apagina facebook alla notizia della firma del decreto per scorrimento graduatorie "Nel nostro essere presenti e propositivi possiamo dire che #FIMMGcè e continuerà insieme ad associazioni come l'Als l'Associazione liberi specializzandi, a sorvegliare che i giovani abbiano opportunità ma soprattutto che i cittadini non perdano un loro diritto: scegliersi il proprio medico di famiglia"

DATI OSMED: Commissione Sanita' Senato , incontro con il Senatore Sileri , trasparenza su dati SOGEI, sorveglianza LASA sparita dal 2010

farmaci 6 66471 thumb250 250«Un incontro fattivo, tempestivo ed efficace, che evidenzia la sensibilità del Senatore Sileri su temi di grande importanza per la salute dei cittadini. Temi sui quali è importante fare presto chiarezza viste le preoccupazioni nate tra i nostri assistiti per le polemiche innescate da una visione economicistica e semplicistica sulle posizioni espresse nella presentazione dei dati OSMED da parte di AIFA e dei cosiddetti esperti».
Con queste parole il Segretario Generale FIMMG Silvestro Scotti ha voluto ringraziare Pierpaolo Sileri, Presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e Sanità), per la convocazione che oggi ha visto al tavolo le principali società scientifiche e professionali mediche e le associazioni dei pazienti con in testa Federanziani (quest'ultima tra i promotori dell'incontro).
«Già per il mese di settembre – dice Scotti - è stato previsto un secondo incontro che coinvolgerà anche AIFA. Come FIMMG abbiamo richiesto che vi sia una raccolta dei dati SOGEI sulle nostre prescrizioni che dimostri chiaramente se sono i cittadini a scegliere il farmaco cosiddetto "di marca" e se i medici mantengono la loro responsabilità di indirizzo finalizzata solo all'interesse del paziente, e non a imposizioni prescrittive sottese a non far sostituire i farmaci senza motivazioni professionale o peggio con motivi in contrasto con la deontologia. Solo con questi dati potremo parlare di fatti. Su questo tema - continua Scotti - esistono una serie di questioni che ai medici sono ben note e che andrebbero risolte per aiutare i pazienti a non entrare in confusione, dovendosi riferire non più ai nomi dei farmaci bensì delle molecole e con scatolette tutte uguali anche se contenenti farmaci diversi, con la conseguente difficoltà di pazienti anziani o badanti stranieri nella gestione della corretta adesione terapeutica. Parliamo del cosiddetto rischio connesso ai farmaci detti LASA (Look Alice, Sound Alike), conosciuti anche come farmaci sosia, vale a dire quei farmaci che possono essere facilmente confusi con altri per una notevole somiglianza grafica della scatola o fonetica del nome. Su questo tema nel 2010 era stato lanciato un interessante progetto di sorveglianza da parte del ministero della Salute con la pubblicazione di un documento a cui aveva partecipato anche l'esperto di AIFA, del quale però non si è saputo più nulla, a mio avviso colpevolmente, visto che in questi 9 anni la quota di popolazione anziana e con più patologie è aumentata esponenzialmente. Anche su questo progetto, dopo 9 anni di silenzio, il Senatore Sileri si è detto disponibile a verificare le disponibilità del Ministero dalla Salute a riproporre attenzione su questo rischio da considerare tra le cause di una minore penetrazione della scelta degli equivalenti da parte dei cittadini italiani. Abbiamo ricordato al Senatore che i nostri pazienti ancora oggi vengono a richiederci la prescrizione dei farmaci nella scatoletta blu piuttosto che rossa, figuriamoci se gli cambiano continuamente le scatole o piuttosto gliele forniamo tutte uguali».

DATI OSMED: Commissione Sanita' Senato , incontro con il Senatore Sileri , Trasparenza su dati SOGEI e dati su sorveglianza LASA sparita dal 2010 (2)

farmaci 6 66471 thumb250 250«Un incontro fattivo, tempestivo ed efficace, che evidenzia la sensibilità del Senatore Sileri su temi di grande importanza per la salute dei cittadini. Temi sui quali è importante fare presto chiarezza viste le preoccupazioni nate tra i nostri assistiti per le polemiche innescate da una visione economicistica e semplicistica sulle posizioni espresse nella presentazione dei dati OSMED da parte di AIFA e dei cosiddetti esperti».
Con queste parole il Segretario Generale FIMMG Silvestro Scotti ha voluto ringraziare Pierpaolo Sileri, Presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e Sanità), per la convocazione che oggi ha visto al tavolo le principali società scientifiche e professionali mediche e le associazioni dei pazienti con in testa Federanziani (quest'ultima tra i promotori dell'incontro).
«Già per il mese di settembre – dice Scotti - è stato previsto un secondo incontro che coinvolgerà anche AIFA. Come FIMMG abbiamo richiesto che vi sia una raccolta dei dati SOGEI sulle nostre prescrizioni che dimostri chiaramente se sono i cittadini a scegliere il farmaco cosiddetto "di marca" e se i medici mantengono la loro responsabilità di indirizzo finalizzata solo all'interesse del paziente, e non a imposizioni prescrittive sottese a non far sostituire i farmaci senza motivazioni professionale o peggio con motivi in contrasto con la deontologia. Solo con questi dati potremo parlare di fatti. Su questo tema - continua Scotti - esistono una serie di questioni che ai medici sono ben note e che andrebbero risolte per aiutare i pazienti a non entrare in confusione, dovendosi riferire non più ai nomi dei farmaci bensì delle molecole e con scatolette tutte uguali anche se contenenti farmaci diversi, con la conseguente difficoltà di pazienti anziani o badanti stranieri nella gestione della corretta adesione terapeutica. Parliamo del cosiddetto rischio connesso ai farmaci detti LASA (Look Alice, Sound Alike), conosciuti anche come farmaci sosia, vale a dire quei farmaci che possono essere facilmente confusi con altri per una notevole somiglianza grafica della scatola o fonetica del nome. Su questo tema nel 2010 era stato lanciato un interessante progetto di sorveglianza da parte del ministero della Salute con la pubblicazione di un documento a cui aveva partecipato anche l'esperto di AIFA, del quale però non si è saputo più nulla, a mio avviso colpevolmente, visto che in questi 9 anni la quota di popolazione anziana e con più patologie è aumentata esponenzialmente. Anche su questo progetto, dopo 9 anni di silenzio, il Senatore Sileri si è detto disponibile a verificare le disponibilità del Ministero dalla Salute a riproporre attenzione su questo rischio da considerare tra le cause di una minore penetrazione della scelta degli equivalenti da parte dei cittadini italiani. Abbiamo ricordato al Senatore che i nostri pazienti ancora oggi vengono a richiederci la prescrizione dei farmaci nella scatoletta blu piuttosto che rossa, figuriamoci se gli cambiano continuamente le scatole o piuttosto gliele forniamo tutte uguali».

DATI OSMED : Bartoletti (Fimmg), critiche ai Medici di Famiglia infondate. Forse si vuole prescrizione di stato? Rispetto per chi lavora ogni giorno per la salute dei cittadini.

farmaci-contraffatti-aifa-guida"Si rimane molto perplessi a leggere alcune recenti dichiarazioni sui medici di medicina generale rilasciate da esponenti del governo e noti esperti a margine della presentazione del rapporto Osmed." Così Pier Luigi Bartoletti vice segretario nazionale vicario Fimmg " Perplessi come cittadini, perplessi come professionisti. Forse il Governo vuole limitare ai cittadini l'accesso ai nuovi farmaci antitumorali? Immagina una sorta di prescrizione di stato? Lo dicesse chiaramente. Altrimenti non si capisce proprio quale sia il messaggio che si vuole lanciare. Negli ultimi anni la spesa farmaceutica convenzionata" Continua Bartoletti "è sempre diminuita mentre altre fonti di spesa sono cresciute. Partiamo dai dati non da opinioni ammuffite. Come cittadini l'idea che deriva da tali dichiarazioni è quella di essere oggetto di speculazioni circa le terapie che vengono prescritte, cioè un tradimento del patto di cura operato da medici. A peggiorare tali parole gli inviti ad introdurre "fattori di incentivazione " ai medici per consentire loro di poter ottenere performance "ottimali anche dal punto di vista finanziario". Cioè si vuole pagare i medici per incentivarli a prescrivere certi farmaci e non altri ? Forse quelli che costano meno? Le dichiarazioni degli "esperti" sono forse anche peggiori. Richiamano "inspiegabili asimmetrie prescrittive" che perlomeno fanno venire qualche sospetto sul medico che prescrive. Come professionista,"ribadisce Bartoletti " penso che se un medico dovesse prescrivere al di fuori di logiche legate all'interesse del proprio assistito e sulla base delle proprie competenze scientifiche, e se ciò fosse documentato, dovrebbe essere radiato. Senza se e senza ma. Quindi, se ci sono le prove, si avviino i dovuti accertamenti. Altrimenti siamo nel territorio delle calunnie. E' ben triste il tempo che vive questo nostro Paese. Sta perdendo il rispetto verso chi tutti i giorni cerca di fare il proprio lavoro con passione, verso le persone anziane che con fiducia si rivolgono ai medici italiani che in tutto il mondo sono ricercati e stimati. Meno che in Italia. "Qui vengono dipinti da esponenti illustri del nostro Paese, come "disinformati", anche un po' "bombardati" dagli informatori farmaceutici," conclude Bartoletti " quindi anche un po' "condizionati" dalla promozione commerciale della terribile "BigPharma", dipinta un poi' come la plutocrazia internazionale. Forse qui si sta perdendo il senso della misura. I dati Osmed sono numeri, indici. Vanno analizzati, inquadrati al fine di suggerire miglioramenti di sistema per l'assistenza ai cittadini e supportare la classe medica nel proprio difficile lavoro. Non sono esami di laboratorio per formulare diagnosi e quadri clinici "fai da te".

DATI OSMED : Bartoletti (Fimmg), critiche ai Medici di Famiglia infondate. Forse si vuole prescrizione di stato? Rispetto per chi lavora ogni giorno per la salute dei cittadini. (2)

farmaci-contraffatti-aifa-guida"Si rimane molto perplessi a leggere alcune recenti dichiarazioni sui medici di medicina generale rilasciate da esponenti del governo e noti esperti a margine della presentazione del rapporto Osmed." Così Pier Luigi Bartoletti vice segretario nazionale vicario Fimmg " Perplessi come cittadini, perplessi come professionisti. Forse il Governo vuole limitare ai cittadini l'accesso ai nuovi farmaci antitumorali? Immagina una sorta di prescrizione di stato? Lo dicesse chiaramente. Altrimenti non si capisce proprio quale sia il messaggio che si vuole lanciare. Negli ultimi anni la spesa farmaceutica convenzionata" Continua Bartoletti "è sempre diminuita mentre altre fonti di spesa sono cresciute. Partiamo dai dati non da opinioni ammuffite. Come cittadini l'idea che deriva da tali dichiarazioni è quella di essere oggetto di speculazioni circa le terapie che vengono prescritte, cioè un tradimento del patto di cura operato da medici. A peggiorare tali parole gli inviti ad introdurre "fattori di incentivazione " ai medici per consentire loro di poter ottenere performance "ottimali anche dal punto di vista finanziario". Cioè si vuole pagare i medici per incentivarli a prescrivere certi farmaci e non altri ? Forse quelli che costano meno? Le dichiarazioni degli "esperti" sono forse anche peggiori. Richiamano "inspiegabili asimmetrie prescrittive" che perlomeno fanno venire qualche sospetto sul medico che prescrive. Come professionista,"ribadisce Bartoletti " penso che se un medico dovesse prescrivere al di fuori di logiche legate all'interesse del proprio assistito e sulla base delle proprie competenze scientifiche, e se ciò fosse documentato, dovrebbe essere radiato. Senza se e senza ma. Quindi, se ci sono le prove, si avviino i dovuti accertamenti. Altrimenti siamo nel territorio delle calunnie. E' ben triste il tempo che vive questo nostro Paese. Sta perdendo il rispetto verso chi tutti i giorni cerca di fare il proprio lavoro con passione, verso le persone anziane che con fiducia si rivolgono ai medici italiani che in tutto il mondo sono ricercati e stimati. Meno che in Italia. "Qui vengono dipinti da esponenti illustri del nostro Paese, come "disinformati", anche un po' "bombardati" dagli informatori farmaceutici," conclude Bartoletti " quindi anche un po' "condizionati" dalla promozione commerciale della terribile "BigPharma", dipinta un poi' come la plutocrazia internazionale. Forse qui si sta perdendo il senso della misura. I dati Osmed sono numeri, indici. Vanno analizzati, inquadrati al fine di suggerire miglioramenti di sistema per l'assistenza ai cittadini e supportare la classe medica nel proprio difficile lavoro. Non sono esami di laboratorio per formulare diagnosi e quadri clinici "fai da te".

AGGRESSIONI AI MEDICI: FIMMG e Croce Rossa Italiana siglato protocollo d'intesa per promozione campagna "Non sono un bersaglio

non sono un bersaglioFIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e Croce Rossa Italiana insieme contro le aggressioni al personale sanitario, un fenomeno che in Italia sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti. Siglato oggi a Roma un Protocollo d'Intesa per realizzare attività di promozione della Campagna "Non sono un bersaglio" (https://www.cri.it/nonsonounbersaglio) e per la valorizzazione della figura dell'operatore sanitario in ogni contesto.
La violenza contro il personale sanitario è diventata un'emergenza e, allo stesso tempo, è particolarmente avvertito il rischio di una mancata o corretta attenzione al problema che condiziona sempre più l'attività di medici, infermieri e operatori sanitari.
Per questo motivo, nell'ambito della campagna "Non sono un bersaglio", FIMMG e Croce Rossa Italiana hanno sottoscritto un Protocollo d'intesa, presentato stamattina durante una conferenza stampa organizzata sotto gli auspici e la collaborazione della FNOMCeO (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), nella sede di via Ferdinando Di Savoia.
L'intesa è stata firmata dal Segretario Generale Nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, e dal Presidente Nazionale di Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, alla presenza del Presidente della FNOMCEO Filippo Anelli.
"Le aggressioni al personale sanitario sono ormai diventate un'emergenza e non si può restare fermi a guardare - sottolinea Silvestro Scotti - Per questo FIMMG e Croce Rossa hanno deciso di avviare una collaborazione importante per sensibilizzare, ognuna in base alle proprie competenze, su un tema così delicato e sentito dalla nostra categoria. Servono urgentemente leggi chiare e stringenti per arginare questo fenomeno preoccupante, che potrebbe sfociare presto in un vero e proprio allarme sociale".
"Come auspicato e annunciato sin dal suo lancio, la vocazione di 'Non sono un bersaglio' è quella di essere veicolo di mobilitazione a livello nazionale - spiega Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana - di tutti gli attori del soccorso e della società civile. Dobbiamo riscrivere insieme le regole del gioco attraverso un lavoro di squadra e, nello stesso tempo, dobbiamo riaffermare la neutralità di chi soccorre, troppo spesso violata. Neutralità che è anche uno dei Principi cardine della nostra Associazione, una delle ragioni per cui la Croce Rossa esiste. Ecco perché è molto importante il Protocollo con FIMMG, ulteriore tassello verso la riconquista della dignità e dell'integrità dell'operatore sanitario".
"Apprezziamo molto l'impegno comune della FIMMG e della Croce Rossa Italiana e sosteniamo questo Protocollo d'intesa – aggiunge Filippo Anelli, presidente della Fnomceo -. La situazione dei nostri medici, dei nostri infermieri, dei nostri operatori è gravissima e rappresenta una vera emergenza di sanità pubblica, che mina alla base il nostro Servizio Sanitario nazionale e necessita di un intervento immediato, anche a livello legislativo. Risulta urgente l'adozione di valide soluzioni volte a garantire la sicurezza dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari e dei cittadini. Auspichiamo pertanto una rapida approvazione del Disegno di Legge n° 867, sulla materia, attualmente all'esame del Senato".
Tra i punti previsti nell'accordo quello di condividere le reciproche professionalità per attuare progetti, programmi e iniziative congiunte di sensibilizzazione sull'importanza delle attività di assistenza sanitaria e della tutela degli operatori in ogni contesto.

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

LA LETTERA DEL MINISTRO GLRILLO

FEDRANZIANI: Fimmg,Anni di rapporto di fiducia non si disperdano per un esperto qualsiasi

federanziani"Riteniamo doveroso, non fosse altro per i due milioni di pazienti, prevalentemente senior come ama chiamarli Roberto Messina, che sono presenti ogni giorno nei nostri ambulatori, chiarire che la medicina di famiglia mai tradirà la fiducia che deriva dalla scelta del proprio assistito." dichiara Silvestro Scotti Segretario Nazionale di FIMMG, in risposta alle preoccupazioni espresse da Federanziani.

"Le affermazioni venute fuori durante il rapporto OSMED sono sicuramente allarmanti ma lo diventano ancora di più soprattutto se le mettiamo insieme, in una sorta di disegno strategico, a quanto si discute in questi periodi soprattutto rispetto alla assistenza territoriale." rimarca Scotti.

"Se nel Patto per la salute e non solo si insinua come necessaria anzi indispensabile la rivalutazione del contratto dei medici di famiglia sottintendendo, ma nemmeno troppo, un passaggio al contratto di dipendenza quale soluzione alla integrazione con altri professionisti del territorio (che verrebbe da chiedersi ma quali? visto che medici di continuità assistenziale, specialisti e pediatri sono anch'essi convenzionati, forse gli infermieri ma allora non sarebbe più semplice rendere loro convenzionati?) che cosa si vuole fare se non eliminare il rapporto di scelta del paziente che libera il medico dal governo che gli si vorrebbe imporre?"

"Quando si continua a valutare nella centralizzazione distrettuale, con distretti che diventano sempre più grandi territorialmente e conseguentemente sempre più lontani dal cittadino, la soluzione a tutto, aumento di intensità assistenziale, carenza di medici, integrazione, controllo di spesa etc, dimenticando prossimità e domiciliarità che invece sono le richieste maggiori di un paese che diventa sempre più senior, che cosa si vuole fare se non ridurre una offerta vicino casa e costringere i pazienti a percorrere kilometri per ritrovare il proprio medico che nel frattempo non sarà più il loro medico perché dipenderà dall'orario di presenza dei singoli professionisti e non dalla negoziazione individuale tipica del rapporto medico di famiglia e assistito".

"Quando, infine," conclude Scotti "si parla di un DM 71 per il territorio senza individuare come per l'ospedale un investimento strutturale tipo l'articolo 20 della legge 67/1988, che cosa si vuole fare se non le nozze con i fichi secchi e i fichi li dovremmo portare noi medici di famiglia o peggio i cittadini attraverso un aumento di spesa privata per essere assistiti. Importante però a questo punto chiarire che il nostro stato di agitazione è la chiamata alle armi di chi invece crede ancora in questo paese ad un SSN, a misura del cittadino, caratterizzato per la medicina di famiglia da fiduciarietà, prossimità e domiciliarità, SSN in cui l'equità è garantita da un medico di fiducia che possa tradurre e interpretare l'offerta di cure secondo le caratteristiche di ogni singolo assistito. Noi ci crediamo e a settembre, quando gireremo gli ambulatori periferici dei nostri iscritti e le piccole piazze d'Italia per spiegare le nostre ragioni, speriamo che con noi ci siano i nostri pazienti, cominciando dai senior, cominciando da Federanziani."

MEDICI DI FAMIGLIA E FARMACI: Bartolazzi replica a Fimmg: "Tutti possono migliorare",tutti gli altri specialisti hanno migliorano i MMg no .

Bartolazzi2Il sottosegretario alla Salute replica al segretario del sindacato dei medici di famiglia che ieri aveva criticato le affermazioni dell'esponente del Governo che aveva parlato di 'ottimizzare' le prescrizioni farmaceutiche dei Mmg. "Conosco molti Medici di medicina generale e non hanno alcuna difficoltà ad ammettere che si può fare di più e meglio. Loro, noi, tutti"
Egregio dr. Scotti,
ritengo doveroso rispondere alle sue dichiarazioni riportate ieri su Quotidiano Sanità, a seguito del mio intervento in occasione della presentazione del rapporto OSMED, presso la sede AIFA, lo scorso 18 luglio.
Premesso che lo scrivente ha un'alta considerazione del lavoro svolto dai medici della medicina generale, che lei ben rappresenta, e ne riconosce il ruolo fondamentale sul territorio a vantaggio di tutti i cittadini e del sistema.
E mi pare doveroso sottolineare che il lavoro svolto dai colleghi Mmg con competenza e passione sia fondamentale non solo per l'erogazione di prestazioni sanitarie di prossimità, ma anche per la sostenibilità del nostro SSN universalistico. Basti citare quanta importanza assume un corretto percorso diagnostico-terapeutico, soprattutto nei pazienti in condizioni di cronicità, che sia tale da ridurre al minimo il ricorso al pronto soccorso e gli accessi ospedalieri in generale.
Questa missione accomuna tutti noi medici (e non solo) in uno sforzo unitario a servizio dei pazienti e del Paese, pur nelle difficoltà imposte dal dilagare ormai cronico della medicina difensiva che tutti noi, ahimè, ben conosciamo.
Tornando alle Sue dichiarazioni di ieri, devo però sottolineare che le mie parole devono essere contestualizzate nel discorso che stavo facendo.
Le stesse seguono infatti la presentazione dei dati macro dell'OSMED che mostrano 29 miliardi di spesa farmaceutica sostenuta nel 2018 con una netta prevalenza di prescrizioni effettuata dai Mmg. Questo chiaramente è un dato statisticamente atteso, non sorprende nessuno, né tanto meno va interpretato come colpa.
Il mio intervento, inoltre, è stato immediatamente successivo a quello del Prof. Silvio Garattini, che a differenza dello scrivente è un esperto di farmaci, anzi è "l'esperto" di farmaci per eccellenza, che ha mostrato le cifre dell'esistenza di un'asimmetria informativa in ambito di prescrizione farmaceutica e, soprattutto, presentato dati inequivocabili sulla presenza di una moltitudine di farmaci ridondanti nel prontuario terapeutico con differenze di prezzo quasi sempre ingiustificate e poco conosciute, che vanno a impattare negativamente sulla spesa sanitaria.
Ora, pur comprendendo il suo ruolo dr. Scotti quale segretario nazionale della FIMMG che deve necessariamente rappresentare e tutelare al meglio i propri iscritti, appare alquanto improbabile che mentre per tutte le altre professionalità mediche e specialistiche del SSN vi siano margini di miglioramento delle performance sanitarie, e nella fattispecie prescrittive, invece nulla si possa dire dei medici di medicina generale (e in particolar modo di quelli iscritti alla FIMMG...) che, come lascia intendere il loro più alto rappresentante, non necessitano di alcuna "ottimizzazione" operando già al massimo dell'efficienza.
Per onestà intellettuale bisognerebbe affermare invece che tutti possono fare meglio, e lo dico da medico oltre che da sottosegretario alla Salute, perché se è vero che il nostro SSN è considerato internazionalmente uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, è altrettanto vero che non esiste alcuna categoria di "fenomeni", di professionisti "perfetti" o non criticabili. Conosco molti Mmg e non hanno alcuna difficoltà ad ammettere che si può fare di più e meglio. Loro, noi, tutti.
L'Agenzia italiana del farmaco rende disponibili report regionali sul consumo dei farmaci con l'obiettivo principale di fornire uno strumento preciso a supporto della programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. Le grandi differenze di spesa presenti sul nostro territorio, non supportate da fenomeni epidemiologici, devono far riflettere tutti noi e spero anche i medici appartenenti al suo sindacato.
Due giorni fa, nelle conclusioni del mio intervento all'Aifa (forse non è stato ben compreso), lungi dal colpevolizzare l'operato di qual si voglia categoria medica, ho voluto ribadire semplicemente la necessità di ottimizzare sempre più le performance di tutti gli operatori del sistema per raggiungere l'obiettivo comune di mantenere un SSN universalistico e sostenibile.
Prendo atto che lei a nome della FIMMG abbia bocciato nettamente l'ipotesi da me azzardata di prevedere incentivi premianti per le migliori performance. Questo lusinga, forse, gli iscritti al sindacato (e il suo segretario nazionale), e allo stesso tempo solleva lo scrivente dallo sforzo di reperire in questo momento storico tutt'altro che semplice, ulteriori risorse finanziarie per questi incentivi.
Per compensare poi le mie conoscenze della medicina generale che risalgono al periodo universitario e necessitano dunque - come ha detto lei dr. Scotti - di "ottimizzazione", sarei ben felice di confrontarmi con la FIMMG pubblicamente, nella consapevolezza che solo con un dialogo sano e costruttivo si possono ampliare le conoscenze, migliorare le pratiche e far nascere le idee.