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FIMMG : Mozione del Consiglio Nazionale del 21 Marzo 2020

consiglionazionale3Il Consiglio Nazionale della FIMMG riunito in videoconferenza in data 21 marzo 2020, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.
Il Consiglio Nazionale,
si stringe attorno al dolore delle famiglie, degli amici e dei colleghi dei Medici di Medicina Generale deceduti a causa del Coronavirus, il cui numero è in incremento nelle aree maggiormente colpite, volendo ricordare simbolicamente per tutti uno dei suoi componenti, ovvero il Segretario Provinciale FIMMG di Lodi Marcello Natali, ricordo accompagnato da rabbia e ostilità nei confronti di tutti quelli responsabili a livello aziendale, regionale e nazionale della assenza di adeguati mezzi di protezione idonei per i medici di medicina generale, ancora oggi non forniti alla nostra categoria che conta il 60% dei medici totali caduti per COVID-19.
Il Consiglio Nazionale,
premesso che a tutt'oggi non si assiste ad un progetto organico per la partecipazione e il ruolo di Medici di Medicina Generale alla gestione assistenziale nel corso di pandemia, con il risultato di avere una categoria esposta in assenza anche di strumenti organizzativi e di indirizzi terapeutico – assistenziali per i pazienti in loro carico, ribadisce che le Unità Speciali di Continuità Assistenziale debbano essere integrate nella organizzazione con la Medicina di Famiglia, con coordinamento della loro azione assistenziale anche partecipata a distanza dal medico fiduciario del paziente attraverso video e teleconsulenza e condivisione delle informazioni cliniche presenti sul gestionale dello stesso medico, con un'azione che sia pertanto protetta per il medico U.S.C.A. anche sulla presa in carico clinica e fiduciaria di quel paziente, oltre alla necessità di protezione con DPI adeguati e procedure di vestizione e svestizione e mobilità chiari e coerenti con il biocontenimento.
Richiede un immediato investimento sulla reingegnerizzazione delle attività standard della Medicina Generale durante il periodo pandemico vista la necessità del contenimento a casa della popolazione, attraverso strumenti di reperibilità e di assistenza medica a distanza tramite telefono, SMS, sistemi di messaggistica, di videocontatto e di videoconsulto, per attività di domiciliarità virtuale e ambulatori virtuali, tesi a non interrompere la presa in carico e la gestione dei pazienti fragili e con patologie croniche come pure le esigenze in acuto e prescrittive dei nostri pazienti.
Richiede inoltre che gli stessi strumenti, realizzati e gestiti dalla Medicina Generale, devono poter permettere di implementare i meccanismi di continuità dell'assistenza attraverso la condivisione delle informazioni cliniche su piattaforme dedicate che permettano grazie al coinvolgimento dei Medici della Continuità Assistenziale da subito l'H24, 7 giorni su 7, nell'ambito dei rispettivi orari di competenza, ma non sottovalutando il conseguente coinvolgimento diurno del nostro personale di studio, potendo così garantirne e svilupparne il fondamentale ruolo di supporto in questa fase di smart working della medicina generale piuttosto che dover applicare i meccanismi di ricorso a cassa integrazione se non peggio di licenziamento, ricordando che la Medicina Generale dà lavoro a circa 30.000 cittadini italiani tra infermieri e collaboratori di studio.
Reclama, in attesa della conclusione delle trattative per l'ACN 2016-2018 oggi impedita dalla impossibilità di riunire le parti trattanti, l'immediato intervento del Governo affinché attraverso un atto transitorio ed eccezionale connesso alle fasi emergenziali che definisca i compiti descritti nel punto precedente e conseguentemente riconoscere da subito l'adeguamento delle quote capitarie e oraria dei Medici di Medicina Generale ai valori già previsti per il 2018, stabiliti dall'atto di indirizzo per il rinnovo dell'ACN della Medicina Convenzionata, approvato dal Comitato di Settore Regioni – Sanità in data 9 luglio 2019 e 29 agosto 2019 su proposta della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che ha già ottenuto il parere positivo del Governo.
Esige attenzione da parte del Governo e delle Regioni affinché parte dei 235 milioni destinati alla tecnologia di studio di cui all'art. 1 comma 449 della Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, venga immediatamente destinata all'acquisto di pulsossimetri da distribuire ai Medici di Medicina Generale e che possano pertanto dotare i pazienti Covid positivi per l'automonitoraggio domiciliare. Ribadisce la necessità inderogabile, soprattutto in carenza di DPI, di proseguire l'attività ambulatoriale a porte chiuse, con accesso comunque garantito su prenotazione a seguito di triage effettuato dal medico per le necessità non differibili.
Approvata all'unanimità

MEDICINA PENITENZIARIA : Di Franco Alberti, Segretario Nazionale Fimmg MED. PEN situazione critica i medici scappano dalle carceri

carcere 1La situazione nelle carceri italiane è già critica in condizioni normali per il perdurare del sovraffollamento, il rischio di aggressioni fisiche e rischi biologici ai quali è esposto il personale sanitario che vi opera.
Le criticità si sono poi manifestate in maniera drammatica in questi ultimi tempi con i noti episodi di rivolta dei detenuti in vari istituti penitenziari italiani che hanno visto coinvolto in prima persona il personale sanitario che vi opera sfociato nel sequestro del personale medico e altro nel carcere di Melfi, passato inosservato o sminuito dagli organi di stampa.
Questo clima è aggravato dalla non gestione da parte del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria dell'infezione da coronavirus, fino ad arrivare in alcuni istituti a vietare l'uso delle mascherine protettive "perché generebbero un clima di pericolosità all'interno".
Il personale che vi opera teme per la sua incolumità personale e per il clima che si respira all'interno degli istituti.
Nella maggior parte dei casi opera senza o con scarsa dotazione dei DPI, non se ne parla di eseguire tamponi è c'è difficoltà di isolamento per i casi sospetti o provenienti dalla libertà o da altri istituti a seguito di trasferimenti per i noti fatti di cronaca.
Tutto tace, non ci si rende conto che qualora in un istituto si verifichino positività per il coronavirus vista la promiscuità e gli spazi ristretti dove sono costretti a vivere si verificherebbe una situazione veramente tragica
Ci sono problemi per i cittadini liberi, criticità delle terapie intensive, i detenuti che avessero bisogno di terapia intensiva dove andrebbero a finire?
E' necessario prevenire al massimo una situazione del genere per questo con forza chiediamo che ci vengano dati gli strumenti adatti anche per salvaguardare gli operatori sanitari, che cominciano a scarseggiare perché un lavoro non ambito in quanto precario dal 2008 momento del passaggio al SSN, ancora in attesa di un contratto nazionale, di un riconoscimento del lavoro di tipo particolare ( sottolineato da numerose sentenze e dalla Corte Costituzionale ), sottopagati e scarsamente tutelati
In questo clima in cui vengono richiesti medici nelle strutture pubbliche è da temere una fuga all'esterno con conseguenze facilmente intuibili.
Siamo consapevoli delle responsabilità che ci assumiamo durante il nostro lavoro e per questo ripetiamo con forza dateci gli strumenti per operare e nello stesso tempo e si arrivi a un inquadramento giuridico economico adeguato.
IL Coordinatore Nazionale FIMMG Settore Medicina Penitenziaria
Dott Franco Alberti

CORONAVIRUS: Editoriale la cicala e la formica ? si dicava nel 2003.....di P.Luigi Bartoletti

coronsviru2020Era il 2003 e si scriveva:
"Il punto sulla Sindrome Acuta Respiratoria Grave perché la SARS è una minaccia particolarmente seria, secondo l'OMS La SARS dimostra in modo drammatico il caos globale che può essere provocato da una nuova malattia. Le autorità sanitarie, medici, infermieri, ricercatori e laboratoristi in tutto il mondo stanno lavorando a contrastare la SARS mentre ancora permane la speranza di poter contenere ed eliminare la malattia. Gli economisti intanto fanno i conti dei costi attuali e futuri dell'impatto della SARS sui mercati. Inizialmente tali costi sono stati stimati in 30 miliardi di dollari nel solo estremo oriente. Si è diffuso il panico, alcuni funzionari governativi sono stati licenziati, la stabilità sociale è stata messa a rischio in alcune aree. Ospedali, scuole e dogane sono stati chiusi e alcuni governi hanno raccomandato ai propri concittadini di non recarsi nelle aree dell'epidemia. A Hong Kong, un sistema elettronico che la polizia criminale usava per le indagini è stato adattato per rintracciare i contatti e monitorare il rispetto della quarantena. A Singapore, i militari sono stati impiegati per rintracciare i contatti e garantire la quarantena, per questo la vita di migliaia di persone è stata cambiata e la visite in ospedale sono state vietate. La SARS deve essere considerata una seria minaccia per diverse ragioni: - non esiste vaccino nè trattamento - le autorità sanitarie sono costrette ad usare misure di controllo che ci riportano ai tempi della microbiologia empirica: isolamento e quarantena. - Il virus proviene da una famiglia nota per essere soggetta a frequenti mutazioni, ponendo importanti domande circa la futura evoluzione della malattia e le prospettive dello sviluppo di un vaccino. - L'epidemiologia e la patogenesi sono ancora scarsamente compresi. - I sintomi iniziali sono comuni e non specifici. Tutti i test diagnostici sviluppati fino ad ora hanno importanti limiti. Se i test sono eseguiti scorrettamente o i risultati non attendibili i pazienti sfuggono alla rete di controllo e possono infettare altri. - La malattia colpisce lo staff ospedaliero: la risorsa vitale per controllare la malattia. - Una significativa proporzione di pazienti richiede cure intensive, un peso notevole per il sistema sanitario. - Si accumulano prove che alcuni casi sono stati particolarmente contagiosi e ciò ha contribuito al rapido diffondersi dell'epidemia. - La durata dell'incubazione che può raggiungere i 10 giorni consente la diffusione, con i viaggi aerei, tra due qualsiasi città nel mondo. - La letalità è tra il 14% e il 15%. Nelle persone con più di 65 anni la letalità può superare il 50%. - Con l'eccezione dell'AIDS, la maggior parte delle nuove malattie emerse negli ultimi venti anni del 1900 ha caratteristiche che ne limitano la capacità di minacciare seriamente la salute dell'umanità. - Molte (influenza aviare, Nipah virus, Hendra virus, Hanta virus) non sono riuscite a stabilire una trasmssione da uomo ad uomo efficiente. - Altre (Escherichia coli O157:H7, la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob) dipendono dal cibo come veicolo di trasmissione. - Malattie come la febbre West Nile e la febbre della Rift Valley si sono diffuse a nuove aree geografiche ma richiedono la presenza di un vettore come parte del ciclo di trasmissione. - Altre (Neisseria meningitidis W135, e le febbri emorragiche Ebola, Marburg, e Crimea-Congo) hanno una forte localizzazione geografica. Sebbene epidemia di febbre emorragica Ebola siano state associate ad una letaltà che va dal 53% (Uganda) all'88% (Congo), la trasmissione persona-persona richiede una esposizione intensa a sangue o altri liquidi biologici. Inoltre, i pazienti affetti da Ebola, quando sono contagiosi, stanno molto male e sono incapaci di viaggiare."
Non abbiamo imparato niente.

CORONAVIRUS : CAOS certificati di malattia l'INPS sospende le visite fiscali ma obbliga i Mmg a visitare prima di rilasciare la certificazione Scotti /Fimmg) Ricorso ai prefetti

inps thumb large300 300L'Inps con circolare alle sedi sospende le visite fiscali al casa e le visite per le invaldita' ma non fa nessuna disposizione per i certificati di malattia dei medici di famiglia che sono ancor costretti a visitare i pazienti prima del rilascio con altissimo rischio di contagio in caso di presenza di Coronavirus. La disposizione ha mandato su tutte le furie il Segretario della Fimmg Silvestro Scotti che si sfoga in un lungo post su face book invocando un ricrso ai prefetti contro INPS.
"La pazienza è finita stiamo sottolineando da giorni la difficoltà di mantenere obblighi amministrativi" tuona il segretario " sostenuti da un obbligo penale che oggi espone il medico di famiglia e di continuità assistenziale a contatti a rischio per sé e per i suoi assistiti , ebbene chiederemo ai Prefetti e quindi al Governo se sia coerente sospendere in alcune Regioni le visite di controllo fiscali con la scusa di ridurre i contatti e obbligare noi senza i DPI invece a farle. Il Presidente dell''INPS Triddico e i suoi dirigenti regionali (Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Veneto, Piemonte, Marche), apparentemente tutelano i medici ma di fatto tutelano le casse dell' Ente previdenziale visto che i medici fiscali sono pagati a visita e pertanto lui risparmia mentre i medici di famiglia finiscono in quarantena già 13 tra Lombardia e Veneto ergo 20.000 pazienti senza il loro medico di fiducia. Siamo stufi domani indicherò a tutti i dirigenti provinciali di chiedere un incontro urgente ai Prefetti delle province delle regioni suddette perché venga sospesa l'azione penale ai sensi dell"art. 54 c.p. nei confronti di medici che per tutela di sé e degli altri (i propri assistiti) faranno i certificati di malattia nei casi sospetti di affezioni respiratorie senza la costatazione diretta ambulatoriale o domiciliare che sia nonché nei confronti dei soggetti in isolamento o quarantena se richiesto specificando nella descrizione del certificato. #FIMMGcè ed è al fianco dei medici di medicina generale."
L'articolo 54 del codice penale prevede che: "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo."

CORONAVIRUS; Scotti (Fimmg) sara' un medico della rete territoriale attrezzato a recarsi dai casi sospetti, i medici di famiglia non possono finire in quarantena

scottiSara' un medico della rete territoriale di competenza dei medici di Famiglia che si rechera' a domicilio dei pazienti per accertarsi della sospetta infezione di Coronavirus dopo il triage telefonico del Medico di famiglia . Lo ha dichiarato Silvestro Scotti Segretario Nazionale della Fimmg in una intervista all'agenzia di informazione SIR (leggi QUI)  "Il primo strumento per scongiurare i rischi di contatto è un triage telefonico" ha dichiarato il segretario , "Di fronte ad una "valutazione forte" di sospetto, il medico assicurerà al paziente la sua presenza nella gestione del caso, ma sarà un medico indicato all'interno della rete territoriale dei medici di base ad affrontare, dotato dei necessari dispositivi di sicurezza, il contatto domiciliare con questo o anche altri pazienti dedicandosi loro in maniera specifica. " A lui il compito di "validare il sospetto o escluderlo. Se lo valida, verranno attivati i meccanismi dell'isolamento, domiciliare o ospedaliero in base alla gravità del paziente; in entrambi i casi andranno attivati i meccanismi per ottenere la valutazione sierologica". Solo con queste precauzioni, sottolinea Scotti, si può tentare di prevenire "il rischio che la medicina generale venga contaminata. Se uno o più medici di famiglia vengono contaminati e messi in quarantena, che cosa accadrà ai loro pazienti?".

CORONAVIRUS; Scotti (Fimmg) sara' un medico della rete territoriale attrezzato a recarsi dai casi sospetti, i medici di famiglia non possono finire in quarantena (2)

scottiSara' un medico della rete territoriale di competenza dei medici di Famiglia che si rechera' a domicilio dei pazienti per accertarsi della sospetta infezione di Coronavirus dopo il triage telefonico del Medico di famiglia . Lo ha dichiarato Silvestro Scotti Segretario Nazionale della Fimmg in una intervista all'agenzia di informazione SIR (leggi QUI)  "Il primo strumento per scongiurare i rischi di contatto è un triage telefonico" ha dichiarato il segretario , "Di fronte ad una "valutazione forte" di sospetto, il medico assicurerà al paziente la sua presenza nella gestione del caso, ma sarà un medico indicato all'interno della rete territoriale dei medici di base ad affrontare, dotato dei necessari dispositivi di sicurezza, il contatto domiciliare con questo o anche altri pazienti dedicandosi loro in maniera specifica. " A lui il compito di "validare il sospetto o escluderlo. Se lo valida, verranno attivati i meccanismi dell'isolamento, domiciliare o ospedaliero in base alla gravità del paziente; in entrambi i casi andranno attivati i meccanismi per ottenere la valutazione sierologica". Solo con queste precauzioni, sottolinea Scotti, si può tentare di prevenire "il rischio che la medicina generale venga contaminata. Se uno o più medici di famiglia vengono contaminati e messi in quarantena, che cosa accadrà ai loro pazienti?".

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG : Mozione della riunione di Napoli del 7 e 8 febbraio 2020

consiglio thumb250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG riunito a Napoli in data 7 presso l'Hotel Royal Continental e 8 febbraio 2020 presso la Sede dell'OMCeO, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.
Il Consiglio Nazionale,
esprime soddisfazione per lo stanziamento di 235 milioni di euro, approvato con la Legge di Bilancio del 2020, per fornire ai Medici di Medicina Generale strumentazione e innovazione diagnostica per lo studio medico, nonché per il successivo decreto attuativo firmato dal Ministro Speranza il 28 gennaio 2020;
riconosce l'importanza del significato determinato dall'introduzione di tale normativa, che rinforza il ruolo del Medico di Medicina Generale per la appropriata presa in carico della tutela della salute di tutti i cittadini ed in particolare delle persone affette da patologie croniche e da fragilità, al fine di favorire lo sviluppo di un modello di prossimità dell'assistenza, anche attraverso la propria organizzazione professionale.
Per questo motivo, il Consiglio Nazionale
Chiede
al Segretario Generale Nazionale di sospendere lo stato di agitazione, ferma restando la possibilità di nuova proclamazione nel caso in cui l'ACN firmato il 5 settembre 2019, le cui procedure di ratifica da parte del MEF e del Comitato di Settore stanno lentamente procedendo, non entri in vigore nel breve termine.
Chiede inoltre al Segretario Nazionale di istituire in tempi rapidi un gruppo di lavoro nazionale finalizzato all'individuazione di percorsi formativi, soluzioni tecniche e strategie negoziali al fine di rendere omogenea l'applicazione del decreto nelle realtà regionali.
Il Consiglio Nazionale,
seguito il dibattito su temi presentati dall'Esecutivo Nazionale, esprime le seguenti linee di indirizzo.
In riferimento al personale di studio per gli studi medici, ribadisce la necessità di implementare con personale di studio e infermieristico l'intera organizzazione della medicina generale, con politiche economiche, contrattuali e formative dedicate. Il personale deve essere contrattualizzato e retribuito direttamente dal medico o indirettamente tramite società o cooperative con funzione di fornitura di servizi, comunque prive di ruolo rappresentativo su questioni contrattuali o di pertinenza sindacale
In riferimento agli argomenti affrontati sul rinnovo contrattuale attualmente in discussione per la chiusura del triennio 2016-2018, chiede che venga garantita la libera professione dei medici di medicina generale, anche nei confronti dei propri assistiti per le attività non previste dai compiti previsti dall'ACN e per l'offerta sanitaria integrativa nell'ambito di accordi con le aziende sanitarie.
Auspica che vengano ridotte le incompatibilità con le attività formative, di cui il contemporaneo svolgimento dell'attività professionale può rappresentarne la parte di formazione sul campo e di ricerca, e tra l'attività oraria e fiduciaria, nel perseguimento dell'obiettivo del ruolo unico.
In riferimento alle problematiche relative ai diritti sindacali, auspica che attraverso l'ACN il diritto costituzionale all'attività sindacale sia mantenuto e garantito con chiarezza, in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.
Il Consiglio Nazionale,
conferma la quota capitaria come fondante la struttura del compenso, inserendo anche meccanismi di quota capitaria variabile ponderata sulla base della complessità assistenziale prestata e su obiettivi di performance.
Il Consiglio Nazionale
esprime apprezzamento per l'avvio del progetto FIMMGreen, che vuole sottolineare il ruolo fondamentale del Medico di Medina Generale come interfaccia, diffusa, capillare e di fiducia, tra scienza e cittadini anche in relazione alla problematica dei cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale e alimentare.
Il Consiglio Nazionale
ringrazia Nicola Calabrese e lo staff di Net Medica Italia per la realizzazione della convenzione per agevolare gli iscritti anche dal punto di vista dei costi rispetto all'utilizzo del POS previsto dalla recente normativa.

Approvata all'unanimità

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG : Mozione della riunione di Napoli del 7 e 8 febbraio 2020 (2)

consiglio thumb250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG riunito a Napoli in data 7 presso l'Hotel Royal Continental e 8 febbraio 2020 presso la Sede dell'OMCeO, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.
Il Consiglio Nazionale,
esprime soddisfazione per lo stanziamento di 235 milioni di euro, approvato con la Legge di Bilancio del 2020, per fornire ai Medici di Medicina Generale strumentazione e innovazione diagnostica per lo studio medico, nonché per il successivo decreto attuativo firmato dal Ministro Speranza il 28 gennaio 2020;
riconosce l'importanza del significato determinato dall'introduzione di tale normativa, che rinforza il ruolo del Medico di Medicina Generale per la appropriata presa in carico della tutela della salute di tutti i cittadini ed in particolare delle persone affette da patologie croniche e da fragilità, al fine di favorire lo sviluppo di un modello di prossimità dell'assistenza, anche attraverso la propria organizzazione professionale.
Per questo motivo, il Consiglio Nazionale
Chiede
al Segretario Generale Nazionale di sospendere lo stato di agitazione, ferma restando la possibilità di nuova proclamazione nel caso in cui l'ACN firmato il 5 settembre 2019, le cui procedure di ratifica da parte del MEF e del Comitato di Settore stanno lentamente procedendo, non entri in vigore nel breve termine.
Chiede inoltre al Segretario Nazionale di istituire in tempi rapidi un gruppo di lavoro nazionale finalizzato all'individuazione di percorsi formativi, soluzioni tecniche e strategie negoziali al fine di rendere omogenea l'applicazione del decreto nelle realtà regionali.
Il Consiglio Nazionale,
seguito il dibattito su temi presentati dall'Esecutivo Nazionale, esprime le seguenti linee di indirizzo.
In riferimento al personale di studio per gli studi medici, ribadisce la necessità di implementare con personale di studio e infermieristico l'intera organizzazione della medicina generale, con politiche economiche, contrattuali e formative dedicate. Il personale deve essere contrattualizzato e retribuito direttamente dal medico o indirettamente tramite società o cooperative con funzione di fornitura di servizi, comunque prive di ruolo rappresentativo su questioni contrattuali o di pertinenza sindacale
In riferimento agli argomenti affrontati sul rinnovo contrattuale attualmente in discussione per la chiusura del triennio 2016-2018, chiede che venga garantita la libera professione dei medici di medicina generale, anche nei confronti dei propri assistiti per le attività non previste dai compiti previsti dall'ACN e per l'offerta sanitaria integrativa nell'ambito di accordi con le aziende sanitarie.
Auspica che vengano ridotte le incompatibilità con le attività formative, di cui il contemporaneo svolgimento dell'attività professionale può rappresentarne la parte di formazione sul campo e di ricerca, e tra l'attività oraria e fiduciaria, nel perseguimento dell'obiettivo del ruolo unico.
In riferimento alle problematiche relative ai diritti sindacali, auspica che attraverso l'ACN il diritto costituzionale all'attività sindacale sia mantenuto e garantito con chiarezza, in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.
Il Consiglio Nazionale,
conferma la quota capitaria come fondante la struttura del compenso, inserendo anche meccanismi di quota capitaria variabile ponderata sulla base della complessità assistenziale prestata e su obiettivi di performance.
Il Consiglio Nazionale
esprime apprezzamento per l'avvio del progetto FIMMGreen, che vuole sottolineare il ruolo fondamentale del Medico di Medina Generale come interfaccia, diffusa, capillare e di fiducia, tra scienza e cittadini anche in relazione alla problematica dei cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale e alimentare.
Il Consiglio Nazionale
ringrazia Nicola Calabrese e lo staff di Net Medica Italia per la realizzazione della convenzione per agevolare gli iscritti anche dal punto di vista dei costi rispetto all'utilizzo del POS previsto dalla recente normativa.

Approvata all'unanimità

FNOMCEO ENPAM E FIMMG: incontro con Manfredi su carenza medici all'Università spazio per la medicina del territorio, Enpam, pronti per dare borse aggiuntive a giovani medici di famiglia

concorsuoSi è tenuto un incontro al vertice tra Ministero dell'Università, Fnomceo, Enpam e Fimmg sul tema della carenza di medici di medicina generale.
"Al ministro, come Federazione degli Ordini, abbiamo chiesto di essere presenti negli organismi dove si determina il fabbisogno dei medici e anche dove si valutano le esigenze di formazione post laurea", ha dichiarato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli.
Il ministro Gaetano Manfredi ha condiviso l'opportunità di una revisione organica della formazione universitaria che possa indirizzare i futuri camici bianchi verso il territorio, già durante il corso di laurea.
"La scelta del territorio non deve essere residuale ma vocazionale – ha detto il presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti –. Per questo come ente previdenziale della categoria siamo pronti a investire concedendo prestiti d'onore a chi non riceve una borsa o ancora meglio, se ci verrà concesso con una modifica legislativa, potremmo destinare una parte del patrimonio che eccede la riserva legale all'aumento del numero delle borse".
"È tempo di soluzioni concrete – ha commentato Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale –. I rappresentati della professione, dell'ente di previdenza e della categoria sono compatti. Ci aspettiamo ora un tavolo interministeriale Università-Salute che dia risposte in tema di ampliamento delle possibilità di formazione".
Durante l'incontro sono stati toccati anche temi di natura previdenziale. Il ministro Manfredi ha riconosciuto l'importanza che l'università informi compiutamente gli studenti sui loro diritti di welfare, che possono scattare già dal quinto anno di corso laurea in medicina attraverso l'iscrizione volontaria all'Enpam.

TECNOLOGIA E PRIVACY : La messaggistica nella rete è in linea con la Privacy ? intervista a Paolo Misericordia, Resp. Naz. Centro Studi FIMMG ed ICT

WhatsApp thumb250 250W.app e-mail sitemi di condivisione dei dati in medicina sono in linea con la Privacy o sono sistemi che espongono il dato ad un possibile utilizzo fraudolento ce lo spiega in una intervista il Dott. Paolo Misericordia, responsabile nazionale Centro Studi FIMMG ed ICT realizzata durante la trasmissione
"La Nostra Sanita"

TECNOLOGIA E PRIVACY : La messaggistica nella rete è in linea con la Privacy ? intervista a Paolo Misericordia, Resp. Naz. Centro Studi FIMMG ed ICT (2)

WhatsApp thumb250 250W.app e-mail sitemi di condivisione dei dati in medicina sono in linea con la Privacy o sono sistemi che espongono il dato ad un possibile utilizzo fraudolento ce lo spiega in una intervista il Dott. Paolo Misericordia, responsabile nazionale Centro Studi FIMMG ed ICT realizzata durante la trasmissione
"La Nostra Sanita"

ACN : Arretrati e adeguamento busta paga ai livelli 2017, Scotti (FIMMG): «Incontro positivo con il ministro Speranza. Ora rapidi all'iter finale, siamo certi che anche il ministro Gualtieri darà alla questione la giusta importanza»

medico thumb medium250 250«Un incontro molto positivo e di grande sostanza». Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, sottolinea positivamente il colloquio avuto stamane con il ministro della Salute Roberto Speranza. «Incontro - commenta Scotti - che ha visto l'ok del ministero della Salute sull'atto di indirizzo relativo alla rivalutazione della retribuzione ai contenuti economici previsti al 2017 come previsti dalla preintesa del 5 settembre u.s. dei medici di medicina generale, ferma da un decennio».
Proattivo nell'accogliere le istanze sospinte dal segretario Scotti, Speranza ha sbloccato in tempi rapidissimi una impasse che si era generata con il cambio di Governo e ora la categoria attende che a esprimersi sia il titolare del dicastero dell'Economia Roberto Gualtieri. Il parere del Mef è infatti essenziale per poter dare il via all'iter definitivo che si dovrà realizzare tra Comitato di Settore, Corte dei Conti e definitiva approvazione in Conferenza delle Regioni.
«L'auspicio di tutti noi - prosegue Scotti - è che entro due mesi i medici si vedranno riconosciuti gli arretrati e l'adeguamento degli stipendi al 2017. Siamo certi che il ministro Gualtieri non si lascerà distrarre dalle elezioni suppletive del collegio Roma 1 della Camera e avrà la giusta attenzione per un tema di grande importanza sul quale non si può più tergiversare».
Altra questione affrontata stamane è stata quella del decreto attuativo per le dotazioni diagnostiche ai medici di medicina generale (come previsto dalla Legge di bilancio). «Il dialogo tra le parti - dice il Segretario Generale della FIMMG - è serrato e si stanno affrontando tutti nodi che potranno rendere applicabile il prima possibile questo importante cambiamento».
Non si esclude che l'annuncio della firma del decreto possa arrivare proprio il prossimo 30 gennaio, quando all'Auditorium Cosimo Piccinno si terrà la giornata conclusiva del tour FIMMG #adessobasta con la partecipazione del ministro Roberto Speranza.

FIMMG: Silvestro Scotti , le priorita' per il 2020

scotticonvegnoIl 2019 si è chiuso con alcune importanti novità per il nostro SSN: da una parte la firma del Patto per la Salute 2019-2021 tra Regioni e Governo con cui si sancisce un incremento delle risorse destinate alla sanità nel prossimo triennio oltre che prevedere provvedimenti specifici per il personale, lo sblocco di ulteriori risorse per gli investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, la revisione dei meccanismi dei piani di rientro e la prospettica evoluzione di ruolo dei vari soggetti professionali operanti sul territorio; dall'altra la Legge di Bilancio che per quanto riguarda nello specifico i medici di medicina generale prevede lo stanziamento di oltre 235 milioni di euro per la dotazione di strumentazione di diagnostica di primo livello nei propri studi. Così Silvestro Scotti a Quotidiano Sanità. Ma la vera sfida inizia adesso. È prioritario dare operatività a queste scelte, ovvero procedere rapidamente con l'adozione dei provvedimenti attuativi. Insomma "dai documenti ai fatti". Contiamo su una rapida emanazione del decreto attuativo e del suo necessario raccordo con ACN e AIR per rendere fruibili ai cittadini gli effetti di questa rivoluzione assistenziale. Essenziale pertanto concludere i percorsi di un ACN, e dei conseguenti AIR, che diano innanzitutto respiro al necessario recupero economico di una categoria ancora ferma redditualmente al 2010, ma contengano anche elementi di coinvolgimento professionale e obiettivi per una nuova medicina generale, più capace di presa in carico delle varie sfide assistenziale e di evoluzione delle offerte di cura del SSN e non solo; più capace, inoltre, di normare i modelli di coordinamento con gli altri soggetti professionali, a loro volta orientati da contrattualità specifiche, ma che contengano norme omogenee su tale tema, come oltretutto previsto per legge per esempio con i farmacisti (lettera a) del comma 1, art. 2, d.lgs. 153/2009). La seconda azione che ci vedrà impegnati, chiaramente collegata alla prima, sarà quella di rendere più velocemente fruibili gli strumenti di finanziamento e in particolare il fondo ex art. 20 per l'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico quando questi saranno utilizzati per il territorio e per i professionisti, medici di medicina generale che vi operano. Ci troviamo di fronte a strumenti concepiti in origine prevalentemente per la parte d'investimento strutturale e poi evoluti sulla dotazione tecnologica, quest'ultima, nel caso del territorio e dell'interesse nostro e dei nostri assistiti, rimane la parte realmente interessante in termini di utilizzo. È necessario, però, un provvedimento di legge che individui un fondo specifico territoriale con nuove modalità di utilizzo, non tanto per la fase di metodologia relativa a programmazione, progettazione e autorizzazione, quanto nel metodo di affidamento dei fondi che dovrebbero evolvere da fondi in conto capitale a fondi in conto corrente, se non in toto almeno in parte. Provvedimento necessario sia per il paradosso che quando si investe in tecnologia la patrimonializzazione della proprietà dello strumento perde dopo l'acquisto buona parte del proprio valore, ergo il mantenerlo in un regime in conto capitale di fatto non rende valori patrimoniali utili ai bilanci delle aziende, ma soprattutto non permette il finanziamento diretto proiettato sull'investimento del singolo medico di medicina generale che, nel suo ruolo di piccola impresa, velocizzerebbe le fasi di acquisto e fruibilità e sicuramente ne ridurrebbe i costi potendosi pensare, in considerazione del ruolo libero professionale seppur convenzionato, anche ad una partecipazione economica diretta del medico che quindi di fatto percentualmente aumenterebbe il fondo. La terza priorità non potrà che riguardare il finanziamento per il personale convenzionato. Sarà necessario pensare ad un specifico impegno nella prossima legge di bilancio, che individui meccanismi diretti e indiretti di finanziamento più corrispondenti al mutato impegno legato ad un maggiore carico di lavoro necessario per rispondere alle dinamiche demografiche che, come noto, vedono e vedranno sempre di più un aumento degli anziani, dei super-anziani e conseguentemente dei malati cronici e non autosufficienti, e al conseguente impegno economico di cui il territorio e i medici di famiglia si dovranno caricare, per esempio per il proprio personale in un'ottica di microteam. Infine avremmo una quarta priorità, che in termini comunicativi diventerà la prima nel corso del 2020, a rappresentare il ruolo di stakeholder politico-istituzionale che Fimmg si sta sempre di più ritagliando, non in maniera autoreferenziale ma per i numeri dei rappresentati, per i numeri e la qualità delle proposte di soluzione sempre portate sui tavoli, ovvero entrare da protagonisti, con il nostro progetto FimmGreen, nella dinamica di coinvolgimento alle tematiche di tutela dell'ambiente dei nostri medici, dei nostri assistiti, dei cittadini e quindi del Paese, ma questa è un'altra storia e la racconteremo presto di nuovo nelle piazze, di nuovo "strada facendo"

RICETTE DEMATERIALIZZATE: il sistema va in tilt, Paolo Misericordia (Fimmg) aumentato il tempo dedicato alla burocrazia e levato alla clinica per colpa della burocrazia informatica

misericordiLa burocrazia telematica sta levando tempo alla clinica dei medici e la situazione con gli ultimi blocchi del sistema è peggiorata ripercuotendosi sui cittadini, questa di oggi è una falsa digitalizzazione ancora stampiamo un promemoria che dovrebbe essere abolito . Questi alcuni punti dell'intervista che ha rilasciato Paolo Misericordia Resp ITC e centro studi della Fimmg nazionale nel corso della trasmissione "LA NOSTRA SANITA" commentando il blocco del sistema informatico delle ricette dematerializzate giovedi scorso . Il sistema non è sicuro e potrebbe andare in tilt ancora purtroppo ma che i medici siano in imbarazzo e questa digitalizzazione invece di snellire leva tempo al ns lavoro.
 

VIOLENZA CONTRO I MEDICI: una frequenza eccessiva nell'inizio del 2020 i sanitari hanno paura e non ne possono piu' intervista con Francesco Marino segretario Naz. Fimmg Emergenza S. 118

marinoESI casi più clamorosi sono accaduti a Napoli nei giorni scorsi: prima un petardo contro un'ambulanza il 1 gennaio poi qualche giorno dopo un gruppo di minori hanno sequestrato un'ambulanza e operatori sanitari del 118 all'ospedale Loreto Mare di Napoli per costringerli a soccorrere un amico 16enne con una distorsione al ginocchio. Ecco il video dell'intervista al SEGRETARIO NAZIONALE FIMMG Emergenza sanitaria 118 Francesco Marino resa durante la trasmissione "LA NOSTRA SANITA' su Fimmglazio TV

VIOLENZA CONTRO I MEDICI : Fimmg C.A."Ospedali i luoghi più sicuri per i Medici di CA? Ma scherziamo? I fatti dimostrano il contrario"

violenza medici thumb other250 250La sequela di aggressioni a danno del personale sanitario, che ci vede spesso tristemente coinvolti, richiede da parte del Governo e del Parlamento un intervento che sia di attenzione agli operatori e di soluzione per la riduzione della numerosità e gravità degli episodi.
Ciò può e deve realizzarsi attraverso la salda tutela legislativa del riconoscimento dello status di Pubblico Ufficiale, come proposto in sede Parlamentare dallo stesso Ministro Speranza, nel Disegno di Legge a prima firma On. Rostan, che ormai rappresenta una integrazione indispensabile a quanto già approvato al Senato, come bandiera per il personale sanitario che si vedrà così riconosciuto dallo Stato nella propria funzione costituzionale, ovvero quella della tutela della salute di cui all'Art. 32.
Solo partendo da questa base, avendo garantito la motivazione degli Operatori con migliori effetti in termini di sicurezza, si potranno affrontare gli altri aspetti, a partire sicuramente da quello organizzativo. Tali azioni però non possono essere semplificate recuperando vecchie soluzioni di spostamento delle sedi di CA con la conseguente confusione dei setting assistenziali che riguarderebbe non solo i professionisti ma anche i cittadini che vi si rivolgono, probabilmente aumentando la conflittualità.
Pertanto proporre come soluzione per i Medici di Continuità Assistenziale il trasferimento all'interno degli ospedali, senza considerare i processi di riorganizzazione delle reti ospedaliere che stanno di fatto allontanando gli ospedali dalle esigenze di una popolazione sempre più anziana e più fragile, invece di migliorare le condizioni di sicurezza, sia per caratteristiche delle sedi sia per l'evoluzione professionale fiduciaria verso un ruolo unico di medici di cure primarie, ci fa arretrare di decenni e contraddice il modello di assistenza sostenuto anche da FIMMG Continuità Assistenziale durante il Tour #Adessobasta, caratterizzato dai principi fondanti un vero modello di assistenza territoriale ovvero fiduciarietà, prossimità e domiciliarità.

FIMMG: Silvestro Scotti: «Legge di Bilancio e Patto per la Salute le basi per chiudere ACN» Incontro con il ministro Speranza,

minstroscotti«Diamo atto al ministro Speranza di aver tenuto fede a quanto promesso in occasione dell'ultimo congresso nazionale e al tempo stesso gli chiediamo di tenere dritta la barra, per una medicina di famiglia che sempre più sia il perno di un'assistenza domiciliare e di prossimità. I problemi da affrontare sono ancora molti, ma siamo certi che con l'impegno di tutte le parti si potrà costruire qualcosa di molto valido per la salute cittadini». Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, commenta così l'incontro avvenuto oggi a Roma con il ministro Roberto Speranza. Incontro d'auguri per le festività che non poteva certo non essere occasione per tirare le somme di quanto fatto sino ad ora e guardare al prossimo futuro. E così è stato. In un clima di grande rispetto dei ruoli e di collaborazione, il segretario Scotti ha affrontato assieme al ministro Speranza il tema delle dotazioni strumentali diagnostiche, che sono passate attraverso il maxi emendamento / Legge di Bilancio (Articolo 55) con un finanziamento da 236 milioni.
«Si sta già lavorando sul decreto attuativo - dice Scotti - e sugli indirizzi delle intese specifiche tra Ministero e Regioni per gli accordi integrativi regionali che valorizzino l'omogeneità di questa offerta per tutti i cittadini. Sarà questo l'unico modo per realizzare risposte omogenee e sistemi che impediscano l'aumento delle diseguaglianze tra le varie parti del Paese e che possano valorizzare, nel pieno rispetto dei ruoli di ciascuno, una capacità di sintesi tra l'azione di indirizzo e verifica del Ministero della Salute, la capacità organizzativa e di esecutività delle Regioni e la coerenza contrattuale con il progetto sostenuta da FIMMG anche sui livelli periferici. Solo così si creerà un'offerta di salute uguale in tutte le regioni del Paese e per tutti i cittadini che, se sono tutti uguali davanti alla legge, devono essere uguali davanti al loro medico di famiglia».

Oggi è anche stata la giornata della firma relativa al Patto per la Salute, un patto che individua proprio nel territorio una delle risposte fondamentali per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. «Si sbloccano i finanziamenti previsti - sottolinea Scotti - consentendo l'immissione nel sistema di risorse che possano rilanciare il Servizio Sanitario anche sotto il profilo della percezione dei cittadini. Una percezione corretta dell'offerta sanitaria è importante quasi quanto l'offerta stessa. Anche su quello - ribadisce il segretario generale - FIMMG farà la propria parte, soprattutto in ordine agli investimenti in quella tecnologia che di fatto amplifica le capacità del territorio». La speranza, che è anche un'esortazione, è quella che a tutto il lavoro messo in campo possa corrispondere una velocizzazione dell'Accordo Collettivo Nazionale ancora in discussione. «Abbiamo anche chiesto al ministro Speranza - conclude Scotti - di intervenire con decisione in sede di Governo per garantire la procedibilità dell'Accordo Collettivo Nazionale firmato a settembre, che tuttavia è ancora bloccato al Ministero dell'Economia e delle Finanze». Un incontro proficuo, insomma, al quale si aggiunge l'esortazione del segretario generale indirizzata alla categoria dei Medici di Medicina Generale: «Serve ora un grande impegno anche in termini di entusiasmo, contiamo sui giovani ma non solo, anche sulla vecchia guardia, che ha il dovere se crede in quello che ha fatto in tutti questi anni, di far trovare ai primi una Medicina Generale sempre più capace e autorevole nel farsi carico dei pazienti. Puntando quanto più è possibile sui modelli innovativi ma solidi della fiduciarietà per la gestione delle sfide della domiciliarità e della prossimità»

INFORMATICA: Paolo Misericordia (Fimmg) Mail e WhatsApp per inviare referti , ricette e rendiconti alle ASL, illegali per la privacy.

priva44DOCTOR 33- C'erano una volta le ricette spedite via WhatsApp o via e-mail, un servizio che qualche medico di famiglia qua e là offriva all'assistito. Ma è durata poco: fino a che punto quei documenti erano al sicuro da occhi indiscreti? Oggi WhatsApp o la posta elettronica servono al più ad avvertire l'utente di venire a prelevare la ricetta a una certa ora in studio senza fare la fila. E il promemoria cartaceo stampato dal medico curante e consegnato a mano resta documento insostituibile, con buona pace dei fans della dematerializzazione. In realtà, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, grazie al fascicolo sanitario, esiste anche l'app per scaricare la ricetta su telefonino e pc: ma è sicura?
Facciamo un quadro con Paolo Misericordia esperto informatico del sindacato Fimmg. Che boccia nettamente mail e WhatsApp per inviare referti e ricette. «Tutti i dati che viaggiano via internet, fino a prova contraria non sono protetti da una chiave crittografica e possono essere intercettati», afferma. «Non garantiscono cioè che solo il paziente destinatario legga le informazioni sulla sua salute. Il General Data Protection Regulation entrato in vigore nell'Unione Europea due anni fa e la policy che in Italia stiamo mettendo in atto tendono ad alzare la soglia di sorveglianza. Come Fimmg abbiamo dissuaso gli iscritti dall'usare WhatsApp ed e-mail persino per l'invio all'Asl dei rendiconti delle prestazioni di particolare impegno. Alcune regioni tra cui le Marche dove opero hanno vietato l'invio per e-mail di ricette dematerializzate, anche le più semplici, emanando una direttiva che impone di consegnare il promemoria prescrittivo direttamente al paziente».
Come evitare spostamenti all'assistito? Le risposte sono in arrivo. Ad esempio, spiega Misericordia, «c'è qualche software organizzato per crittografare il dato inviando le ricette in una modalità che consente di criptarle pure via mail. Ma c'è un banale problema: in genere con la stessa e-mail si invia all'utente il codice per decrittarle. All'atto pratico si tratta di una soluzione che non tutela al 100%». Ci sono sistemi più sicuri. Come il cloud, «oggi nei nostri studi ci sono gestionali che mettono a disposizione aree di archiviazione e conservazione del dato, in remoto, alle quali il paziente dotato di credenziali accede e visualizza il "cassetto" con le ricette che lo riguardano. Però -ammette Misericordia -quando ai colleghi elenchiamo le precauzioni adottate dalle software house più avanzate, loro giustamente obiettano che un ente istituzionale come l'Inps per i certificati di malattia al lavoratore consente l'uso dell'e-mail, e là ci sono diagnosi e prognosi esposte. E ancora, il pro-memoria cartaceo fatica ad essere abolito. Anche se le regioni hanno le specifiche per non usarla, la carta impera, indipendentemente dallo sviluppo del fascicolo sanitario elettronico che troppo spesso a sproposito ci viene presentato come cavallo di Troia della dematerializzazione: questo perché i farmacisti sul promemoria stampato da noi medici e consegnato dall'assistito attaccano le fustelle e verificano i quantitativi di medicinali erogati per conto del Ssn. Insomma, il sistema istituzionale spesso è il primo a non aderire alla lettera alle indicazioni della normativa sulla privacy».
È più grave far viaggiare fuori dal sistema di accoglienza ricette per farmaci o per esami? «Entrambe contengono dati sensibili», dice Misericordia. «Certo, sull'impegnativa per visite ed esami c'è la segnalazione esplicita del sospetto diagnostico, ma il paziente va protetto in tutti i casi». Quindi il sistema più sicuro per inviare la ricetta al paziente è in prospettiva il fascicolo sanitario elettronico consultabile anche da telefono cellulare? «In prospettiva forse, al momento no. Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, presto il Lazio, hanno repository per ricette e referti, ma tutto viene inviato senza che sia prevista la raccolta del consenso dell'assistito da parte delle regioni. Siamo sempre più convinti che un consenso esplicito al trattamento dati nel Fse andrebbe raccolto. Dovremmo chiederci quanti dati sensibili da noi inviati al sistema di accoglienza nazionale o regionale siano stati archiviati e trattati senza che il paziente fosse stato adeguatamente informato su tutte le figure che li trattano. Né è considerata la possibilità che il paziente dica no a che i suoi dati vadano a finire a Ministero dell'Economia ed altri archivi. C'è una lunga strada da fare».

INFORMATICA: Paolo Misericordia (Fimmg) Mail e WhatsApp per inviare referti , ricette e rendiconti alle ASL, illegali per la privacy. (2)

priva44DOCTOR 33- C'erano una volta le ricette spedite via WhatsApp o via e-mail, un servizio che qualche medico di famiglia qua e là offriva all'assistito. Ma è durata poco: fino a che punto quei documenti erano al sicuro da occhi indiscreti? Oggi WhatsApp o la posta elettronica servono al più ad avvertire l'utente di venire a prelevare la ricetta a una certa ora in studio senza fare la fila. E il promemoria cartaceo stampato dal medico curante e consegnato a mano resta documento insostituibile, con buona pace dei fans della dematerializzazione. In realtà, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, grazie al fascicolo sanitario, esiste anche l'app per scaricare la ricetta su telefonino e pc: ma è sicura?
Facciamo un quadro con Paolo Misericordia esperto informatico del sindacato Fimmg. Che boccia nettamente mail e WhatsApp per inviare referti e ricette. «Tutti i dati che viaggiano via internet, fino a prova contraria non sono protetti da una chiave crittografica e possono essere intercettati», afferma. «Non garantiscono cioè che solo il paziente destinatario legga le informazioni sulla sua salute. Il General Data Protection Regulation entrato in vigore nell'Unione Europea due anni fa e la policy che in Italia stiamo mettendo in atto tendono ad alzare la soglia di sorveglianza. Come Fimmg abbiamo dissuaso gli iscritti dall'usare WhatsApp ed e-mail persino per l'invio all'Asl dei rendiconti delle prestazioni di particolare impegno. Alcune regioni tra cui le Marche dove opero hanno vietato l'invio per e-mail di ricette dematerializzate, anche le più semplici, emanando una direttiva che impone di consegnare il promemoria prescrittivo direttamente al paziente».
Come evitare spostamenti all'assistito? Le risposte sono in arrivo. Ad esempio, spiega Misericordia, «c'è qualche software organizzato per crittografare il dato inviando le ricette in una modalità che consente di criptarle pure via mail. Ma c'è un banale problema: in genere con la stessa e-mail si invia all'utente il codice per decrittarle. All'atto pratico si tratta di una soluzione che non tutela al 100%». Ci sono sistemi più sicuri. Come il cloud, «oggi nei nostri studi ci sono gestionali che mettono a disposizione aree di archiviazione e conservazione del dato, in remoto, alle quali il paziente dotato di credenziali accede e visualizza il "cassetto" con le ricette che lo riguardano. Però -ammette Misericordia -quando ai colleghi elenchiamo le precauzioni adottate dalle software house più avanzate, loro giustamente obiettano che un ente istituzionale come l'Inps per i certificati di malattia al lavoratore consente l'uso dell'e-mail, e là ci sono diagnosi e prognosi esposte. E ancora, il pro-memoria cartaceo fatica ad essere abolito. Anche se le regioni hanno le specifiche per non usarla, la carta impera, indipendentemente dallo sviluppo del fascicolo sanitario elettronico che troppo spesso a sproposito ci viene presentato come cavallo di Troia della dematerializzazione: questo perché i farmacisti sul promemoria stampato da noi medici e consegnato dall'assistito attaccano le fustelle e verificano i quantitativi di medicinali erogati per conto del Ssn. Insomma, il sistema istituzionale spesso è il primo a non aderire alla lettera alle indicazioni della normativa sulla privacy».
È più grave far viaggiare fuori dal sistema di accoglienza ricette per farmaci o per esami? «Entrambe contengono dati sensibili», dice Misericordia. «Certo, sull'impegnativa per visite ed esami c'è la segnalazione esplicita del sospetto diagnostico, ma il paziente va protetto in tutti i casi». Quindi il sistema più sicuro per inviare la ricetta al paziente è in prospettiva il fascicolo sanitario elettronico consultabile anche da telefono cellulare? «In prospettiva forse, al momento no. Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, presto il Lazio, hanno repository per ricette e referti, ma tutto viene inviato senza che sia prevista la raccolta del consenso dell'assistito da parte delle regioni. Siamo sempre più convinti che un consenso esplicito al trattamento dati nel Fse andrebbe raccolto. Dovremmo chiederci quanti dati sensibili da noi inviati al sistema di accoglienza nazionale o regionale siano stati archiviati e trattati senza che il paziente fosse stato adeguatamente informato su tutte le figure che li trattano. Né è considerata la possibilità che il paziente dica no a che i suoi dati vadano a finire a Ministero dell'Economia ed altri archivi. C'è una lunga strada da fare».

FIMMG INPS: Petrone piena soddisfazione per approvazione norma assunzioni medici INPS

petrone2 copy thumb medium250 250"Non possiamo non condividere i contenuti ed esprimere piena soddisfazione per quanto contenuto nella proposta normativa della legge di Bilancio 55.0.99( testo 2) a prima firma Nocerino". Lo dichiara Alfreto Petrone segretario del settore INPS di FIMMG.
"Porre fine al decennale precariato dei medici convenzionati esterni INPS tramite una convenzione (ACN) tra INPS e Sindacati, a seguito di Atto di Indirizzo Ministeriale, che dia le necessarie tutele normative e previdenziali al pari di quelle presenti nel SSN è quanto abbiamo da sempre richiesto e auspicato – aggiunge Petrone - Nelle scorse settimane avevamo ribadito al Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, le nostre aspettative ed ottenuto il Suo impegno a verificare se già in questa legge di Bilancio fosse stato possibile l'inserimento di una norma che rispondesse alle aspettative dei medici Convenzionati INPS. Felici di poter ringraziare per la risposta concreta e ben visibile, siamo fiduciosi che la proposta normativa possa trovare la sua definitiva approvazione".