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PROFESSIONE MEDICINA : Intervista a Silvestro Scotti Segretario Nazionale della Fimmg

scotti thumb250 250Un intervista realizzata a Silvestro Scotti Segretario Nazionale della Fimmg sabato scorso a Frosinone fa un escursus sulla situazione attuale della sanita' italiana affrontando temi come il nuovo governo , il federalismo le aggressioni ai medici le fake news e altro.

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PRIVACY: Fimmg, Ecco i passaggi per mettersi in regola entro il 25

privacy44 thumb other250 250Il prossimo 25 Maggio entrerà in vigore il Nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR - General Data Protection Regulation).
Il nuovo GDPR attribuisce ampie autonomie ma anche maggiori responsabilità ai titolari del trattamento dei dati (nel nostro caso, a noi medici), sia in materia di gestione dei consensi che sulla adozione di comportamenti operosi in grado di dimostrare la concreta attuazione di misure finalizzate ad assicurare l'applicazione del Regolamento.
Il MMG dovrà attuare pertanto una serie di procedure indirizzate a rafforzare la protezione dei dati personali che gestisce e a impedirne la condivisione non autorizzata. Con questi obiettivi, gli adempimenti che il MMG dovrà svolgere consistono principalmente:nella analisi dettagliata della propria attività, orientata ad individuare eventuali criticità per provvedere a corregerle;
nella partecipazione ad un processo di formazione continua, rispetto alle normative sulla tutela della protezione dei dati, che dovrà essere garantito anche al proprio personale di studio.
Esistono poi altri aspetti dello stesso Regolamento, sottoposti a specifici approfondimenti, sui quali emergono difficoltà e disallineamenti interpretativi, che richiedono chiarimenti per orientare correttamente le indicazioni, verso cui FIMMG si sta in queste ore attivando; ci riferiamo in particolare all'obbligo sulla designazione del RPD (Responsabile della Protezione dei Dati personali) e alla modalità per acquisire, presso lo studio del MMG, il consenso da parte dell'assistito al trattamento dei dati.
Gli adempimenti certi a cui il MMG deve rispondere verranno supportati dall'intervento di FIMMG.
Dal portale di NetMedica Italia sarà attiva, dalla mattina di Sabato 19 Maggio, "NetMedicaPrivacy", uno strumento informatico, costruito in maniera specifica per la Medicina Generale, per l'analisi dei profili di sicurezza e per l'adeguamento alle disposizioni del Regolamento. "NetMedicaPrivacy" consente, attraverso un questionario articolato sui diversi aspetti della attività del medico, di esaminare il dettaglio dei propri comportamenti e delle procedure adottate. Questo strumento produrrà, al termine della valutazione, i documenti, le raccomandazioni, gli avvisi che serviranno per adeguarsi alle disposizioni delle nuove norme.
Per accedere allo strumento è necessario iscriversi a NETMEDICA ITALIA, dal suo portale www.netmedicaitalia.it alla voce "Registrati come Medico di Assistenza Primaria".
Il servizio "NetMedicaPrivacy" va ad integrare così le altre risorse che NETMEDICA ITALIA offre ai propri iscritti. L'iscrizione a NETMEDICA ITALIA ha un costo di 50,00 euro (comprensivi di IVA e detraibili).
Abbiamo previsto anche, per chi desidera comunque utilizzare unicamente il servizio "NetMedicaPrivacy", un modalità di accesso dedicata che però avrà lo stesso costo.
Al termine della procedura di registrazione, dopo avere regolarizzato il pagamento con carta di credito (preferibile per una maggiore rapidità nella attivazione del servizio) o bonifico bancario, l'utente avrà accesso al servizio di "NetMedicaPrivacy" e alle eventuali altre funzioni abilitate.
La compilazione del questionario sarà semplice e intuitiva. Al termine, saranno proposti al medico i documenti previsti dal GDPR (in formati stampabili e/o inviabili per email), le raccomandazioni e gli avvisi.
Per quanto riguarda la Formazione, la normativa non prevede la necessità di acquisire un attestato di avvenuta formazione come ad esempio le questioni sulla sicurezza in ambito lavorativo, ma un "obbligo di conoscenza" per ottenere il quale il Titolare dello studio medico si dovrà attivare affinchè siano realizzate tutte quelle iniziative di sua competenza idonee a dimostrare un reale impegno nella acquisizione da parte sua e dei suoi Collaboratori, delle conoscenza delle nuove norme sulla sicurezza dei dati. Per tali motivi FIMMG Nazionale attraverso APRIFORM, Ente Formativo di ConfProfessioni, provvederà a realizzare i necessari corsi formativi per ottemperare agli obblighi di conoscenza, previsti dal nuovo regolamento. Utilizzando le risorse dei Fondi Bilaterali per la formazione continua (FONDOPROFESSIONI per i Settore degli Studi Professionali), APRIFORM, in totale gratuità realizzerà piani formativi per i Collaboratori di Studio iscritti a Fondoprofessioni. Ricordiamo che l'iscrizione al Fondo è del tutto gratuita e deve essere fatta una sola volta, annotando la sigla "FPRO" sul modello UNIEMENS (ex DM-10), da parte del consulente del lavoro. Per i Titolari di Studio i cui Collaboratori parteciperanno ai Corsi di Formazione APRIFORM, metterà a disposizione un Corso FAD sulla Privacy della durata di 8 ore per la loro formazione personale.I corsi inizieranno da OTTOBRE 2018 e verrà rilasciata una dichiarazione al momento della avvenuta iscrizione al Corso, per ogni partecipante, affinché ogni Titolare di Studio Medico possa dimostrare l' avvio del processo formativo volto a sviluppare maggiori conoscenze e competenze in ambito di privacy.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni ai corsi potranno essere consultate la pagina "area sanità e salute" del sito www.apriform.eu o contattare la Segreteria APRIFORM (Dr.ssa Valentina Gottardo) al numero telefonico 06 54220278.
Invitiamo tutti a seguire i canali informativi di FIMMG nei prossimi giorni per rimanere correttamente aggiornati.

VIOLENZA AI MEDICI: Fimmg, è violenza contro il sistema della sanità anche innescata dalla burocrazia

pronto-soccorso-catanzaro«La violenza a cui stiamo assistendo quasi tutti i giorni, non è contro i singoli medici o infermieri: è un'aggressione al sistema della Sanità. La politica deve tenerne conto." ». Così Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione Fimmg) che interviene dopo l'ennesima aggressione a Napoli «se il personale sanitario viene aggredito, vuol dire che non c'è più la stima del cittadino. Su questo bisogna interrogarsi. E del resto, non è pensabile che fare il medico, sia come stare in una zona di guerra». secondo Scotti pero' ad inasprire i rapporti tra il medico e il cittadino sono stati anche i tanti provvedimenti che hanno ristretto le prestazioni mediche nonostante le richieste dei pazienti, e alla prescrizione di farmaci che non può più essere decisa autonomamente dal medico ma solo sulla base delle regole previste dal Ssn.

LAUREA ABILITANTE: FIMMG Fomazione: risultato tanto atteso. Da sempre una grande battaglia del nostro sindacato

medicoscrive thumb medium250 250FIMMG Formazione esprime grande soddisfazione per la firma, ad opera del ministro Fedeli, del decreto che introduce una rilevante novità per il mondo dei neolaureati in Medicina e Chirurgia: la laurea abilitante. Un risultato tanto atteso, in quella che, da sempre, è stata una delle principali battaglie del nostro sindacato, che ci rende orgogliosi e ci consente di osservare quanto, ancora una volta, le nostre lotte contribuiscano a ottenere risultati concreti. Si tratta infatti una grande conquista per la Medicina Generale in quanto il laureando verrà a contatto la nostra disciplina in tempi più precoci rispetto al passato poiché sarà prevista come una delle tre tappe del tirocinio obbligatorio, e verrà quindi anticipata la possibilità di conoscere questa professione in un periodo precedente la laurea, dando così la possibilità di includerla con consapevolezza fra le scelte di vita professionale post laurea. Auspichiamo che questo sia il primo passo per un futuro inserimento della Medicina Generale nell'iter formativo universitario.

PRIVACY: Con la Nuova legge come comportarsi intervista con Paolo Misericordia Resp. Nazionale Fimmg Centro Studi

foto misericordiaPAOLO MISERICORDIA : Resp. Nazionale Centro Studi Fimmg e ITC ha illustrato in un intervista a "professione medicina-" quali adempimenti effettuare alla data del 25 maggio e la situazione attuale nei confronti del Garante e dell'applicazione della Legge

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SANITA' DIFGITALE: La Guardia medica ignora i dati del paziente: ecco le soluzioni digitali al problema

sanitatelematica thumb other250 250(Agenda digitale) di Paolo Misericordia Sarà probabilmente capitato anche a chi legge di avere avuto la necessità di consultare la Guardia Medica, il servizio di Continuità Assistenziale (C.A.) che, nei giorni festivi e negli orari notturni, garantisce la presenza di un medico sul territorio. Sarà anche successo di doversi rivolgere al proprio medico di famiglia, cercandolo in un giorno in cui era assente e di trovare quindi un suo sostituto.
Guardia medica senza continuità informativa sul paziente
Le differenze che saranno più evidentemente emerse tra queste due situazioni, che garantiscono entrambe la continuità delle cure primarie, è che nel primo caso il medico "di guardia" non conosce assolutamente niente sul paziente che sta visitando; invece il medico sostituto ha quasi sempre la possibilità di accedere al database ambulatoriale del medico di famiglia (o del pediatra di libera scelta), per poter consultare le patologie presenti e pregresse del paziente, la terapia in atto e le precedenti prescrizioni, le allergie, gli esami richiesti e, se il medico titolare ha la costanza di riportarli nel suo gestionale, anche i relativi risultati; riesce, cioè, ad avere, attraverso questi dati, le migliori consapevolezze della situazione clinica per poter fornire i consigli e le soluzioni più adeguate al caso.
La connessione al database è facilitata, chiaramente, dal fatto che il medico sostituto spesso opera nella stessa sede fisica dove normalmente lavora il medico titolare. Nel caso delle medicine di gruppo, ad esempio, si tratta, normalmente, di un collega dello stesso gruppo; nelle medicine "di rete", è collegato con sistemi informatici di allineamento, sincroni o asincroni, al DB del medico titolare.
Al medico che lavora in Continuità Assistenziale (questa è la corretta dizione del servizio, ... a fronte del fatto che non dispone, appunto, di alcuna continuità informativa) è precluso strutturalmente qualsiasi accesso alla scheda informatizzata ambulatoriale del paziente. Certamente il medico di C.A. lavora su postazioni logisticamente distanti dallo studio del medico di famiglia, ma non dovrebbe essere questa una limitazione invalicabile nel 2018, perché possa andare a colmarsi questo significativo gap organizzativo.
Sarebbe inoltre importante, come per altri sistemi che lavorano reciprocamente informati, che dell'intervento della C.A. avvenuto alcune ore prima, venga messo a conoscenza il medico titolare della scelta del paziente. In realtà è prevista la compilazione di un documento cartaceo da parte del medico di C.A., dove vengono riportati i motivi e gli esiti dell'intervento, che il paziente dovrebbe esibire al proprio medico. Accade, di fatto raramente, che questa documentazione venga recapitata con tempestività, impedendo quindi il determinarsi di quelle sinergie operative utili ad affrontare compiutamente queste situazioni.
Una ulteriore importante distorsione provocata da questi sistemi "informativamente disconnessi" è quella di precludere al medico di C.A. qualsiasi feedback assistenziale sul proprio operato. In altri termini questo medico non è mai in grado di conoscere le successive evoluzioni cliniche del caso trattato, non avendo così fondamentali elementi per valutare la congruità del proprio intervento professionale.
Se questo è il quadro attuale della continuità dell'assistenza medica sul territorio, esistono oramai soluzioni tecnologiche ed organizzative che possono aiutare ad affrontare efficacemente questi problemi.
Le soluzioni per la continuità informativa in guardia medica

Certamente utilizzare l'email per realizzare un flusso dati tra i diversi professionisti coinvolti, non rappresenta una strategia praticabile: la fragilità delle sicurezze, in questo caso, è tale da rendere del tutto sconsigliabile l'uso di questo mezzo per condividere dati sensibili.
I Fascicoli Sanitari regionali, potrebbero in qualche modo aiutare; è bene sapere comunque che si tratta di sistemi che non vanno confusi con una cartella clinica dove poter condividere ipotesi diagnostiche e strategie assistenziali; e comunque la loro marginale diffusione sul territorio nazionale non consente di considerarli, al momento, una valida alternativa.
La soluzione più adeguata è quella di permettere un accesso online, chiaramente protetto, alla scheda sanitaria del paziente gestita dal MMG (proprio come avviene per il medico sostituto) nella quale il medico di C.A. è in grado di ritrovare, in tempo reale, i fondamentali dati anamnestici, di riportare le sue conclusioni, ma anche di ritrovare a distanza di qualche giorno le informazioni sulle evoluzioni cliniche del caso.
Il medico titolare della scelta è subito informato sull'accesso ad un record assistenziale di un proprio assistito da parte di un altro medico (questo dato, può transitare anche per email o sms, non riportando i nominativi di alcuno), e ritrova, appena accede nella sua cartella, gli esiti dell'intervento avvenuto.
Esistono già soluzioni tecnologiche che rendono possibili tali percorsi.
Il cloud di NETMEDICA ITALIA in particolare, in grado di aggregare online su un unico DB standardizzato, i dati estratti dai diversi gestionali ambulatoriali dei MMG, offre le possibilità sopra descritte.
In questo sistema il MMG sceglie di condividere con i medici di C.A. della postazione di riferimento le schede sanitarie dei propri assistiti. Il medico di C.A., in occasione del contatto con un paziente, dopo avere ottenuto dallo stesso le autorizzazione per procedere, accede online al suo record assistenziale, consulta i dati presenti, inserisce le sue prescrizioni e conclusioni professionali. L'accesso viene notificato in tempo reale (email/sms) al medico titolare che, consultando la piattaforma, verifica quale paziente ha avuto esigenze di tipo sanitario in sua assenza, quale intervento è stato effettuato e da quale professionista.
Tutto quanto è garantito da un sistema dotato di crittografia "forte", asimmetrica all'origine, le cui chiavi di decifratura sono nella esclusiva disponibilità di ciascun medico, ed il cui algoritmo è detenuto da una Università, quale ente terzo.
In questo sistema i medici utenti devono registrarsi sulla piattaforma e possono accedervi tramite specifiche credenziali. La piattaforma traccia stabilmente sui file di log, le attività eseguite ed i rispettivi protagonisti.
Vengono offerte al paziente le tutele previste dal Codice per la Privacy, in riferimento alla possibilità di ottenere l'oscuramento di alcuni dati presenti, in modalità da consentire anche l'oscuramento dell'oscuramento.
La logica che sostiene l'opportunità di procedere alla condivisione dei dati clinici, non solo tra medici di assistenza primaria coinvolti nello stesso gruppo, aggregazione, rete (o nelle altre modalità associative previste dai diversi contratti regionali della MG), ma anche tra questi e i medici di C.A., è quella di considerare, appunto, tale Servizio una vera e propria CONTINUITÀ dell'ASSISTENZA nelle Cure Primarie, che non deve essere tagliata fuori dalle continuità informative che possono e devono essere garantite.
Certo è che, come molte altre modalità di condivisione informativa su dati di salute nel territorio (vedi, ad esempio, il patient summary per il FSE), anche questa non va intesa come strumento certificativo dello stato sanitario del paziente. Si tratta di sistemi che aiutano il medico ad inquadrare meglio e più rapidamente le condizioni di salute del paziente, nel rispetto e dovere del professionista di eseguire una corretta indagine anamnestica e di effettuare gli accertamenti che riterrà, anche deontologicamente, più opportuni.
Questo strumento viene, ad oggi, utilizzato in diverse zone del Paese, su iniziative sostenute dalle locali Aziende Sanitarie, con evidente soddisfazione dei pazienti e dei medici coinvolti.

NAPOLI : Medico di famiglia accoltellato al volto durante una domiciliare Scotti (Fimmg): "Azione penale d'ufficio per i medici in servizio"

violenzame thumb other250 250Un medico di famiglia è stato accoltellato al volto durante una visita domiciliare per una lite scoppiata all'improvviso tra un paziente psichiatrico e la madre. E' stato medicato con sei punti di sutura al mento e ha riportato la frattura di una scapola.
Dichiara Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia, in seguito agli ultimi fatti. E propone che il medico, durante l'esercizio delle sue funzioni, venga considerato un pubblico ufficiale che difende la Costituzione oltre che occuparsi della salute dei cittadini: "questo consentirebbe l'avvio dell'azione penale d'ufficio, senza aspettare la denuncia di parte", spiega. E aggiunge:
«Mi chiedo – dice Scotti – se vi sia da parte delle Istituzioni preposte un'adeguata valutazione del rischio. Parlo di valutazione perché la gestione è già qualcosa di ben più complesso, e presuppone un'organizzazione che non sembra esserci».
"Bisogna capire che i dottori sono in trincea, e non si possono scaricare su di loro i problemi della Sanità italiana"."
Il Capo dello Stato intervenga come garante della Costituzione sul tema delle continue aggressioni al personale sanitario. Difendere i medici, che ormai si sentono abbandonati dalla politica – conclude Scotti – significa proteggere l'articolo 32 della Costituzione».
Scotti, rilancia anche la proposta di qualificare i medici nell'esercizio delle proprie funzioni quali Pubblici Ufficiali.
«In questo modo le denunce potrebbero partire in automatico e le pene sarebbero adeguate

PRIVACY : NetMedica una risorsa sul web per gli iscritti Fimmg per mettersi in regola con la nuova legge

PrivacyNetmedica Italia www.netmedicaitalia.it presenterà a breve una risorsa che permetterà al MMG italiano di adeguarsi alle disposizioni del nuovo regolamento europeo per la privacy (GDPR - General Data Protection Regulation). Questo regolamento entrerà in vigore il prossimo 25 Maggio, in sostituzione del Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali di cui al D.L. 196/93 tuttora vigente. Il nuovo GDPR è orientato a conferire ampie autonomie ma anche maggiori responsabilità ai titolari del trattamento dei dati, sia in materia di gestione dei consensi che sulla adozione di comportamenti proattivi tali da dimostrare la concreta attuazione di misure finalizzate ad assicurare l'applicazione del regolamento.
Una parte rilevante di questi processi è riferita alla corretta analisi della propria attività, delle criticità da curare e delle situazioni da correggere. La risorsa che NetMedica Italia renderà a breve disponibile è indirizzata appunto a realizzare questa valutazione, con l'obiettivo di produrre le indicazioni e gli strumenti per apportare gli opportuni adeguamenti. Il medico potrà compilare un questionario sulla piattaforma di NetMedica Italia al termine del quale verrà fornita la documentazione e le raccomandazioni che serviranno ad adeguare ed eventualmente correggere la propria posizione. Con questo, NetMedica Italia rende disponibile alla Medicina Generale italiana un ulteriore strumento per affrontare le esigenze della professione.

CONSIGLIO Nazionale FIMMG: La mozione finale del 21 Aprile 2018

fimmg copyIl Consiglio Nazionale della Fimmg riunito a Roma in data 21 aprile 2018 presso lo Sheraton Hotel, via del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg
ratifica
l'ipotesi di Accordo collettivo nazionale firmato in data 29 marzo 2018 tra le OOSS e la SISAC.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg
auspica
una rapida conclusione dell'iter di approvazione dell'ACN e la sua attuazione, necessaria come premessa per aprire le trattative della nuova Convenzione, con la certezza che non mancherà l'impegno del nuovo Presidente del Comitato di settore, Sergio Venturi, anche verso la Conferenza Stato Regioni per la sua adozione come atto di Intesa.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg
indica
come necessaria una rapida risoluzione dello stallo politico con la formazione del nuovo Governo per richiedere agli interlocutori istituzionali un confronto ampio sui temi economici che interessano le cure primarie non più rinviabile anche in vista della definizione di un DEF che individui altre forme di investimento per finanziare lo sviluppo della medicina territoriale oltre al comunque necessario aumento del FSN.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg
prende atto
della prossima entrata in vigore del Regolamento Europeo n. 679/16 sul trattamento dei dati personali (privacy) che pone l'accento sul concetto di "accountability" (responsabilizzazione) e della necessità di realizzare attività formative strutturate in materia di protezione dei dati personali per i propri dipendenti e di protezione dei dati nella postazione dei medici singoli e in associazione.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
sostiene
il progetto per l'adeguamento al Regolamento europeo presentato da Netmedica.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg
promuove
l'opportunità, attraverso il "sistema della bilateralita' " (Confprofessioni) e gli enti preposti (Fondoprofessioni, FonCoop, APRIFORM) di avviare questo percorso conoscitivo che rappresenta l'iniziale garanzia per individuare le misure più adeguate da applicare all'interno del proprio contesto professionale, assicurando in questo modo il più sicuro e corretto approccio alla nuova normativa sulla privacy.
Approvata all'unanimità

NOMINA VENTURI: Fimmg adesso avanti su acn e si affronti la carenza dei medici

venturi33"Auguro a nome di tutta la FIMMG buon lavoro al nuovo presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità Sergio Venturi. Sono certo che questa nomina è all'insegna della continuità e che il nuovo presidente proseguirà il percorso avviato dal suo predecessore Massimo Garavaglia che ringrazio per il lavoro svolto in questi anni". E' quanto dichiara Silvestro Scotti, segretario nazionale della FIMMG Federazione italiana medici di medicina generale). "Ringrazio inoltre la Conferenza delle Regioni per la tempestività di questa nomina che permette il rapido completamento dell'iter di approvazione dell'ACN firmato nelle scorse settimane e la riapertura del tavolo di trattative per il completamento dell'ACN 2016-2018 che deve dare il via alla Convenzione del cambiamento. Inoltre siamo certi che non saranno sottovalutate e rimandate oltre tematiche come l'aumento delle borse per il Corso di Formazione Specifico in Medicina Generale, di fatto emergenza del paese per la possibile desertificazione nei prossimi anni dell'offerta della medicina di famiglia ." conclude Scotti.

VIOLENZA AI MEDICI : Scotti (Fimmg ) Picchiate me, lettera aperta ai cittadini di Silvestro Scotti

medicodonnA tutti quelli che pensano che sia giusto picchiare un medico che cerca di fare il proprio dovere nei limiti di un'organizzazione che non dipende da lui, di una logistica che non dipende lui, di una condizione di malattia la cui evoluzione - nonostante il suo impegno - non potrà cambiare voglio dare un'occasione: picchiate me!!
A tutti quelli che rivolgendosi in una sede di continuità assistenziale (ex guardia medica), e trovando una donna, pensano per questo di essere "i più forti" e la aggrediscono dico: picchiate me!!
A tutti quelli che in un pronto soccorso, senza considerare il diritto di assistenza di tutti, penseranno di farsi giustizia da soli senza una prova, senza una possibile difesa,
senza una condanna, ma solo certi delle proprie ragioni figlie solo d'ignoranza e asocialità dico: picchiate me!!
A tutti quelli che solo perché un'autoambulanza, a loro avviso e nella tensione di un'emergenza, appare arrivare in ritardo o non si reca nell'ospedale che loro credono più adatto. A quanti aggrediscono medici ed equipaggio e poi sono gli stessi che se sono nel traffico non danno spazio ai mezzi di emergenza o vanno in ospedale per le ragioni più inappropriate - determinando loro stessi le ragioni dell'attesa in pronto soccorso - dico: picchiate me!!
A tutti quelli che considerano che un medico debba essere aggredito perché magari ha assistito al meglio il paziente che ha di fronte (sulla base di regole che impongono di dedicare immediate attenzioni ai casi più gravi per poi passare a tutti gli altri), ma piuttosto credono che debba dedicarsi prima di tutto a loro, perché sono arrivati prima o perché hanno deciso che sono loro i più gravi, dico: picchiate me!!
Picchiate me! Perché così in un atto solo avrete simbolicamente fatto "ingiustizia" verso tutti i medici della provincia di Napoli, ma anche verso tutti i medici di famiglia, di continuità assistenziale (ex guardia medica) e di emergenza sanitaria territoriale (medici del 118) da me rappresentati a livello nazionale e sono tanti!! Picchiate me!
Poiché come tutti i medici aggrediti, non riconosciuti in un ruolo di pubblico ufficiale, non rischierete nulla. Perché come medico, qualunque cosa mi facciate sceglierò sempre di non essere contro di voi con una denuncia. Così, fintanto che sarà necessaria una querela di parte, in assenza dell'attivazione immediata di un procedimento d'ufficio, nessuno vi imputerà di nulla.
Picchiate me! Così nessuno dei nostri figli penserà domani alla professione del padre o della madre come una professione degna di un riconoscimento sociale, ma piuttosto penserà che sia una professione indegna, da correggere addirittura con la violenza e con pene corporali. E tutto questo in uno Stato che non difende chi difendendo il diritto alla salute si prende cura di del senso stesso dello Stato, come il dovere civile di essere sempre al fianco dei più fragili, gli ammalati.
Picchiate me! Così in un atto solo potete dare un messaggio forte a tutti quelli che domani penseranno di affrontare un percorso di studi tra i più lunghi e i più complessi, armati solo dall'idea di poter fare la professione più bella del mondo, per poi scoprire che questa cosa la pensano solo loro e non la società civile per cui si adoperano.
Picchiate me! Se pensate che se qualcuno ha picchiato un medico ha fatto bene, anche se semplicemente non lo dite ma lo manifestate con il silenzio verso un atto che sa solo di vigliaccheria e che per quanto non lo comprendiate sta levando un diritto anche a voi.
Picchiate me! Anche se forse non sarò l'ultimo, mentre mi starete picchiando, pensate che nel prossimo futuro ce ne saranno sempre di meno a farsi picchiare. Fino al punto di non trovarne nessuno. Allora si che avrete fatto giustizia, ma di un'unica cosa, del vostro diritto di essere assistiti e curati. E in fondo solo allora capirete che se Picchiate me, picchiate voi stessi.
Silvestro Scotti
Segretario Nazionale Fimmg- Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli

AGGRESSIONI AI MEDICI: Maio(Fimmg) d'ora in poi attività ambulatoriale solo in sedi sicure e idonee

guardiamedicacartello thumb other250 250"Nella totale indifferenza di chi ha la responsabilità di garantire la sicurezza per i professionisti, in molte sedi, cui i cittadini accedono senza alcun controllo, mancano ancora i più elementari sistemi di sicurezza". Lo ha dichiarato a Fimmg Notizie Tommasa Maio, segretario nazionale della FIMMG Continuità Assistenziale. "Nel rinnovo della nostra Convenzione abbiamo raggiunto un accordo con la parte pubblica in base al quale le attività ambulatoriali, a libero accesso per i cittadini, si svolgeranno solo in ambulatori idonei e sicuri, nelle ore diurne e serali. Nelle ore notturne, invece, tenuto conto che dalle nostre indagini il 65% delle aggressioni avviene proprio negli ambulatori e in quelle ore, le sedi non saranno più liberamente accessibili ai cittadini. In quelle ore i medici continueranno a effettuare counselling telefonico e visite domiciliari".

INTERVISTA : Il segretario della Fimmg Silvestro Scotti ,quale futuro per i medici di famiglia? "Né 'dottor Tersilli', né chiusi in un recinto come vorrebbe qualcuno. Ma in ogni caso dovremo cambiare. Ecco come".

scotti(Quotidiano sanita') 09 APR - La convenzione è stata siglata, ma la Fimmg non dorme sugli allori. "Con questa convenzione abbiamo dato risposte al passato e in questo senso gli arretrati sono una risposta concreta ad una categoria che aveva un blocco contrattuale da 8 anni. Ma è chiaro che guardando al futuro dobbiamo innovare ancora di più e per farlo occorre puntare sui giovani".
È molto chiaro Silvestro Scotti in questa prima intervista dopo la firma del nuovo accordo il 29 marzo scorso: "Il punto è che va cambiato il concetto di assistenza e presa in carico fiduciaria. Noi abbiamo voglia di metterci in gioco ma nell'era sempre più digitale mi sembra un passo indietro chiudere i medici di famiglia in un recinto come in qualche modo prevede la vecchia Balduzzi. Meglio un medico di famiglia dinamico che lavora in autonomia secondo obiettivi prefissati di salute e, soprattutto, senza pensare al suo paziente come a un numero di matricola ma assistendolo come una persona nel corso dei vari bisogni di salute, che si rendono via via necessari nell'arco della vita".

Ma in ogni caso la nuova convezione è stata firmata e da lì parte la nostra conversazione con il segretario nazionale della Fimmg.

Dottor Scotti, dopo quasi 10 anni avete firmato il rinnovo della convenzione. Quali sono le novità principali?
La prima è sicuramente la forte accelerazione che il nuovo Acn dà al ricambio generazionale. Sarà possibile fare entrare medici più giovani in possesso dell'attestato che non dovranno più aspettare, come accade oggi, 1 o 2 anni. Tutto ciò significa l'ingresso nel sistema di medici più giovani che potranno avere un percorso professionale più lungo, creando anche un equilibrio previdenziale per la categoria.

Nel nuovo Acn il medico di famiglia assume nuovi compiti in linea con le politiche sanitarie degli ultimi anni. Penso ai vaccini, al Piano cronicità, alle liste d'attesa e alla riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso. Cosa vuol dire tutto ciò nella pratica?

Vuol dire che il medico di famiglia s'inserisce nell'evoluzione dei nuovi obiettivi di salute e testimonia come esso sia pronto al cambiamento e in questo senso va anche l'idea, che come Fimmg sosteniamo da tempo, sul fatto che l'evoluzione del contratto debba andare di pari passo con degli obiettivi di performance sulla salute.

Qualche esempio?

Penso al Pai (Piano assistenziale individuale) per l'assistenza dei malati cronici. Esso non può essere un mero atto burocratico. Il Pai deve voler dire presa in carico della persona e il medico a questo punto avrà degli obiettivi e degli indicatori cui mirare, come per esempio il mantenimento di una cronicità e che essa sia sotto controllo. Insomma il nostro ruolo dev'essere attivo.

A peoposito di cronicità, cose ne pensa del Piano della Lombardia?

Guardi, del Piano lombardo mi ha sempre preoccupato il termine 'gestore' che sembra riportare tutto ad un'ottica economicistica. Il medico di famiglia dev'essere un 'curatore' e responsabile della tutela della salute del cittadino e questa è la direzione che dobbiamo prendere. Per carità, può essere solo un processo dialettico ma un gestore di prestazioni sul piano economico non è un percorso cui può tendere la medicina generale.

Nel nuovo Acn si parla anche di diagnostica di primo livello negli studi.

Nel momento in cui il medico di famiglia entra in un percorso di prescrizione di farmaci per la Bpco è giusto che possa effettuare una spirometria in studio per il monitoraggio della terapia. Ma penso anche alla possibilità di effettuare un'ecografia generalista. Insomma, l'obiettivo è innalzare la dotazione strumentale del medico di famiglia, attraverso un budget, proprio per dargli l'opportunità di garantire al cittadino un'offerta più ampia e con un controllo maggiore dell'appropriatezza terapeutica.

Dopo la firma ha dichiarato che ora bisogna lavorare ad una convenzione del cambiamento. In che senso?

Con questa convenzione abbiamo dato risposte al passato e in questo senso gli arretrati sono una risposta concreta ad una categoria che aveva un blocco contrattuale da 8 anni. Ma è chiaro che guardando al futuro dobbiamo innovare ancora di più e per farlo occorre puntare sui giovani. La categoria non può permettersi di galleggiare o inerpicarsi in inutili battaglie, per esempio con l'infermiere di famiglia. Dobbiamo però partire dal fatto che la medicina generale rappresenta ancora dopo decenni un punto di riferimento e con un alto gradimento dei cittadini. Serve però più integrazione con gli altri attori del Ssn, dobbiamo, come dicevo prima, essere capaci di produrre indicatori di performance anche perché oggi ci troviamo di fronte ad un paziente molto più informato ed esigente. Glielo dico chiaramente, il medico di famiglia alla 'Tersilli' o chiuso nel suo studio a fare ricette non può essere il futuro. Il medico di famiglia deve aumentare la sua offerta e deve offrire più garanzie di risoluzione dei problemi di salute al cittadino. Il tutto anche nell'ottica di mantenere sostenibile il Ssn e frenare la deriva consumeristica di salute che ha preso piede negli ultimi anni.

Senta, ormai sono passati molti anni dalla Legge Balduzzi che disciplinava le Aft, le Uccp e l'assistenza h24. Come ricorda la legge aveva suscitato molte attese nei cittadini mentre da parte vostra c'è sempre stato un certo scetticismo. La legge però è ancora lì, formalmente inapplicata. Quindi? Come la mettiamo?

Credo che quella legge vada, se mi concede il termine, 'evoluta'. Le spiego, abbiamo un problema sulla carenza dei medici che rende francamente impossibile strutturare un modello di assistenza così com'è stato disegnato dalla Balduzzi. Un modello statico basato su piccoli 'ospedaletti' accentrati, in cui i professionisti sono bloccati in una logica oraria, di fatto allontana il cittadino dai luoghi di cura proprio in un'epoca in cui invece si vuole incentivare l'assistenza domiciliare. Ma il punto, come dicevo, è che va cambiato il concetto di assistenza e presa in carico fiduciaria. Noi abbiamo voglia di metterci in gioco ma nell'era sempre più digitale mi sembra un passo indietro chiudere i medici di famiglia in un recinto. Meglio un medico di famiglia dinamico che lavora in autonomia secondo obiettivi prefissati di salute e, soprattutto, senza pensare al suo paziente come a un numero di matricola ma assistendolo come una persona nel corso dei vari bisogni di salute, che si rendono via via necessari nell'arco della vita.

In campagna elettorale si è tornato a parlare tra gli addetti ai lavori del regionalismo sanitario? Lei come si sente? Centralista o federalista?

Non c'è dubbio che il federalismo ha una forte necessità di migliorare anche e soprattutto in termini di controllo e analisi delle differenze tra Nord e Sud. Giusto che le Regioni cerchino al loro interno di migliorare i processi ma quando si è in Conferenza delle Regioni bisogna fare delle sintesi nell'interesse del Paese perché se ognuno va per proprio conto rischiamo di perdere il senso di comunità di cui il Servizio sanitario nazionale rappresenta un collante fondamentale.

Senta, quale sarà la prima cosa che chiederete al nuovo Governo (quando ci sarà)?

Di sedermi al tavolo del Def per far capire che la questione dell'aumento delle patologie croniche dovute all'invecchiamento della popolazione rappresenta un'urgenza da affrontare con intelligenza. Occorre investire per tutelare la salute degli italiani, tutto a favore anche della produttività del Paese. Insomma vorrei far capire che la sanità non può più essere vista solo come una spesa.

ACN: Scotti Fimmg: la firma di oggi mette insieme passato e futuro

scottifirmaE' stato firmato l'Accordo tra la SISAC e i sindacati della medicina generale. In arrivo la risposta alle aspettative "passate" di professionisti che erano fermi economicamente da 8 anni, ovvero gli arretrati economici per tutti i settori: medici di famiglia, di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria territoriale e dei servizi territoriali. Ma arrivano anche sul normativo le prime importanti risposte per il "futuro" della medicina generale: velocizzazione dell'accesso alla professione dei giovani medici e indirizzi per accordi regionali che abbiano come obiettivo un aumento della intensità assistenziale attraverso diagnostica di primo livello negli studi, riconoscimento del ruolo centrale del medico di famiglia nella gestione del paziente cronico e quello attivo nelle vaccinazioni e partecipazione al governo delle liste d'attesa.

"E' un punto di partenza di grande valore per il dichiarato impegno a sostegno dell'evoluzione della medicina generale che, nel rispetto e nella continuità della sua tradizione e della sua peculiarità, è riconosciuta come soggetto di riferimento per rispondere alle richieste di salute dei cittadini italiani garantendo la sostenibilità del SSN". E' il commento del segretario nazionale della FIMMG Silvestro Scotti. "È stato un gioco di squadra tra ministero, regioni e sindacato - prosegue Scotti - che ha consentito di prevedere particolari tutele per le colleghe in gravidanza e per i giovani che acquisiscono il titolo di formazione specifica. Si è previsto inoltre che le attività di continuità assistenziale vengano svolte in sedi idonee a garantire la sicurezza soprattutto delle colleghe, cominciando a mantenere così una promessa che ci eravamo fatti al nostro ultimo Congresso.

La larga condivisione sindacale rappresenta poi un valore aggiunto se si riuscirà a mantenere sugli accordi decentrati unità di intenti pur nelle diversità.
"Non sono solo buone notizie – aggiunge Scotti – poiché quello che era sembrato risolvibile nel breve tempo, ovvero un aumento del numero delle borse attraverso l'uso dei fondi di piano finalizzati dal Ministero della salute a questo scopo, pare sia bloccato per opposizione di una sola Regione. Ricordiamo a questa Regione che velocizzare l'accesso senza formare nuovi medici peggiorerà la situazione, rendendo l'emergenza un fatto di sua esclusiva responsabilità. Sul proseguo delle trattative saremo inamovibili, soprattutto sul tema della assistenza penitenziaria che non possiamo caricare sui numeri del diploma in Medicina Generale quali quelli della programmazione attuale, per cui chi prende queste decisioni forse sta sottovalutando il problema che, nel caso dei detenuti, potrebbe addirittura diventare drammatico.
Vogliamo però essere ancora ottimisti, anche perché siamo in un momento di nuovo assestamento del panorama politico nazionale, – conclude Scotti – e trovate le giuste misure noi proseguiremo il dialogo con le Regioni e con la compagine governativa che si andrà a costituire per un percorso di rinnovamento che mantenga però sempre lo stesso impegno e lo stesso sguardo rivolto all'interesse del cittadino e alla difesa costituzionale della sua salute".

FIMMG Ca : Soddisfazione per il nuovo ACN

guardia-medica-webFIMMG Continuità Assistenziale esprime soddisfazione per la firma dell'ACN che realizza obiettivi su cui lavora da anni, a partire dalla dichiarazione a verbale sulla sicurezza dei Medici di Continuità Assistenziale.
Si impegnano infatti le ASL a individuare per attività ambulatoriale a libero accesso per i cittadini solo sedi idonee e sicure.
Si impegnano inoltre le Regioni a definire le fasce orarie di apertura degli ambulatori solo in ore diurne e serali, considerato che il 70% delle aggressioni avviene di notte, mantenendo comunque attivo il servizio nelle ore notturne con il counseling telefonico e le visite domiciliari.
Si tratta di un primo passo concreto ed efficace per affrontare l'emergenza sicurezza su cui vigileremo con estremo impegno affinché i dirigenti delle Aziende Sanitarie mettano in atto quanto previsto dall'ACN minor tempo possibile in tutto il Paese.
Finalmente si realizzano le tanto attese soluzioni ai problemi che le donne medico di Continuità Assistenziale, ovvero la fascia più rappresentata dei medici del Settore, devono affrontare in caso di maternità: dalla possibilità di inserirsi in graduatoria regionale appena conseguito il titolo di medicina generale, assorbendo il ritardo attuale di un anno e mezzo, alla salvaguardia del punteggio per la graduatoria regionale in caso di sospensione per maternità.
Misure che non consideriamo esaustive, ma un primo segnale di attenzione e un primo traguardo raggiunto per una categoria sempre più al femminile.
Il sistema della Continuità Assistenziale si rafforza, grazie alle nuove possibilità di acquisizione degli incarichi a tempo indeterminato e alla priorità per le sostituzioni per chi frequenta il triennio di formazione specifica; viene valorizzato infatti chi ha investito nella medicina generale, stabilizzando così il settore grazie a medici che, avendo fatto una precisa scelta vocazionale, transiteranno più facilmente e rapidamente dagli incarichi temporanei a quelli di titolarità.
Una firma importante quella di oggi: firma che consideriamo l'inizio di un cammino che pone le basi per un rinnovo contrattuale nel quale le grandi sfide della cronicità, della prevenzione e della medicina di iniziativa vedranno coinvolti, in maniera paritaria, tutti i Medici di Medicina Generale.

NUOVO ACN : Fimmg, ecografie e vaccini dai MMG , pronti a convocazioni anche nella settimana santa per chiudere la nuova convenzione

medicofamiglia56Roma, (AdnKronos Salute) - Un ruolo più incisivo dei medici di famiglia nella riduzione delle liste d'attesa, nelle vaccinazioni, nell'evitare gli accessi inutili al pronto soccorso, nell'assistenza a tutto tondo dei pazienti cronici. Con la possibilità per i cittadini di poter fare un'ecografia, una spirometria o avere altre prestazioni direttamente dal proprio dottore di fiducia. Sono alcune novità che diventeranno possibili con la nuova Convenzione di medicina generale che sembra avviata alla fase finale dopo l'ok della Ragioneria dello Stato all'atto di indirizzo integrativo, di cui hanno dato notizia le Regioni e che sblocca la trattativa. «Manca solo il via libera della presidenza del Consiglio, che dovrà arrivare entro domani, anche per tacito assenso, per poter concretamente avviare la chiusura della parte economica dell'intesa con la parte pubblica», spiega all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). «Non ho dubbi sul 'sì' della presidenza del Consiglio - aggiunge il leader sindacale - considerato l'atteggiamentop positivo avuto fino ad oggi in tutte le fasi della trattativa da parte del ministro Beatrice Lorenzin. Una volta ottenuto il via libera «si potranno così avviare - precisa Scotti - le fasi procedurali per arrivare alla ratifica in conferenza Stato Regioni, che renderà l'accordo effettivo». Ma è il momento, continua Scotti, di dare un'accelerazione alle trattative. Per questo i medici della Fimmg sono «disponibili - assicura Scotti - a convocazioni anche nella Settimana Santa, perché né i medici e né cittadini posso più aspettare. E se si chiude la prossima settimana, entro maggio l'intesa potrà essere pubblicata in Gazzetta ufficiale». Questo «permetterà di avviare gli accordi regionali utili alla riduzione delle liste di attesa, ad evitare accessi inutili al pronto soccorso, a migliorare la presa in carico dei pazienti cronici, vera e propria emergenza dei prossimi anni. Ma anche a velocizzare l'accesso dei giovani alla medicina generale, come parziale soluzione alla carenza di medici e che farebbe rischiare a un italiano su 3 di non avere un medico di famiglia entro 8 anni» . Nella nuova Convenzione, infatti, sono contenuti «gli strumenti necessari a mettere in campo, a livello regionale, progetti per l»evoluzionè della medicina generale, grazie ad un ruolo primario del medico di famiglia nell'assistenza territoriale«

BORSE DI STUDIO MMG: Bartoletti (Fimmg) aumenti di massimale solo mirati e adeguati no ad apertura delle graduatorie ai non diplomati

medfamiglia thumb other250 250DOCTOR 33 di Mauro Miserendino Da mille a duemila, il raddoppio delle borse di studio per futuri medici di famiglia è alle porte. Con l'anno accademico 2018-19 resterebbero fuori mille laureati in medicina in meno, da 3 mila scenderebbero a 2 mila, e forse ancor meno se si penserà a Pediatria e alle specialità in via di spopolamento. La risposta per ovviare agli esodi nella medicina generale è stata concordata dai 21 assessori regionali alla sanità coordinati dal piemontese Antonio Saitta. Con i sindacati, le regioni puntano su due leve: primo, utilizzare l'intero fondo disponibile per finanziare borse di studio, che alzerebbe le borse da 1000 a 1185 contro le attuali meno di mille. Poi ogni regione cercherebbe di finanziare borse di studio aggiuntive, tratte da quelle stanziate per gli obiettivi di piano; dunque, con risorse derivanti dalle disponibilità lasciate alle regioni per realizzare il piano sanitario nazionale, si approderebbe a quota 2000. Resta un solo problema: i mille in più "sbarcheranno" nelle graduatorie del 2022, ma intanto che si fa nelle regioni dove ci sono molti pensionamenti e pochi medici in graduatoria? Pierluigi Bartoletti vicesegretario Fimmg aveva ammonito a non aprire le zone carenti in modo indiscriminato a medici senza una formazione ad hoc, perché ciò creerebbe disparità nella qualità dell'assistenza erogata tra pazienti che hanno un mmg "vero" e altri che non lo hanno. Oggi ci spiega: «Con l'accordo tra regioni entriamo in una logica di programmazione, d'ora in poi avremo una previsione su più annualità sulla cui base progettare i fabbisogni di anno in anno; in pratica, ora affrontiamo la desertificazione per il 2022 e dopo torneremo ai livelli standard evitando la pletora».
E di qui al 2021? «La toppa a colori del massimale a 1800 proposto in Sisac non ci ha convinti, non è un rimedio per tutte le regioni, soprattutto l'idea di non pagare le indennità per gli assistiti in più ci è sembrata un rischio sul futuro della nostra professione, in quanto come soluzione è meno costosa che convenzionare giovani. In realtà, alcune regioni hanno carenze oggettive e altre no. Nelle prime - Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna - è plausibile un intervento sul massimale, nelle altre no. Nelle regioni dove serve intervenire, abbiamo chiesto (e ottenuto grazie allo stralcio della proposta dal testo di accordo nazionale) che si garantiscano le indennità sui fattori produttivi per gli assistiti in più».
«In ogni caso - continua Bartoletti - l'aumento di massimale è una soluzione-tampone. Dobbiamo fare in modo con la programmazione che a un certo numero di laureati in medicina corrisponda lo stesso numero di sbocchi tra contratti e borse. La soluzione, più che aprire il numero delle immatricolazioni a Medicina, è favorire un aumento delle borse in tutte le specialità in crisi». Per quanto riguarda l'equiparazione della borsa di medicina generale al contratto di specialità del triennio (oggi 800 euro/mese contro 1600, rispettivamente), Bartoletti ammette che è molto complicato. «Già quest'anno le regioni alle prese con il deficit hanno tagliato le borse. La leva sulla quale lavorare in questa fase è l'incompatibilità, che per chi prende meno, come l'aspirante medico di famiglia del triennio, va sbloccata in modo da costruire remunerazioni più appetibili. Non nascondo la speranza che tra un anno si ragioni su un fondo incrementato, ma al momento la priorità è stabilizzare i precari e costruire contratti che formalmente e contabilmente stiano in piedi».

AGGRESSIONI MEDICI: Fimmg CA Due episodi in una settimana, gravissimo l'immobilismo delle Asl.

guardia2jpg thumb large300 300"Due aggressioni a medici di guardia medica in una sola settimana: al peggio non sembra esistere un limite. Si tratta di episodi gravissimi, come altrettanto grave è l'immobilismo dei direttori generali delle Asl che in questi mesi, nonostante le ripetute violenze e le segnalazioni ricevute, non hanno fatto nulla per la messa in sicurezza degli operatori. Probabilmente ritengono che non sia un'emergenza su cui valga la pena intervenire". Lo dichiara il segretario nazionale del Settore Continuità Assistenziale della FIMMG, Tommasa Maio, in merito alle aggressioni subite nei giorni scorsi da un medico di continuità assistenziale a Novara e da una collega in provincia di Lecce.

"Il silenzio delle Asl è vergognoso - aggiunge Maio - FIMMG CA ha effettuato indagini, raccolto denunce, fornito puntuali informazioni sulle situazioni che vanno immediatamente affrontate ma ci troviamo di fronte a un muro di gomma. Non è stato fatto nulla neppure nei luoghi in cui si sono verificate le aggressioni. Quante volte in Puglia un medico è stato aggredito o minacciato? Quanti direttori generali hanno preso seri provvedimenti che vadano ben oltre uno sterile comunicato? A settembre abbiamo inviato una lettera ai direttori generali di tutte le Asl italiane richiedendo copia del parere del Comitato Provinciale per la Sicurezza Pubblica per ciascuna delle sedi del servizio di continuità assistenziale, ma ad oggi oltre il 90% non ha risposto. Non intendiamo rimanere in silenzio davanti a una situazione del genere né voltare le spalle ai colleghi che si espongono a enormi pericoli per svolgere la professione e per questo agiremo in tutte le sedi istituzionali non lasciando nulla d'intentato perché non intendiamo tollerare più alcuna irresponsabilità da parte di chi ha il dovere di garantire sicurezza".

Fimmg Ca Piemonte e FIMMG CA Lecce hanno già richiesto alle ASL in cui si sono verificati gli episodi informazioni sul rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalle norme vigenti e sulle iniziative intraprese per affrontare il problema. "Ogni aggressione rappresenta un evento sentinella e come tale va affrontata anche nell'ambito delle logiche di Risk Management che ogni Azienda deve mettere in atto: gli strumenti esistono e vanno forniti ai medici."

"Stiamo inoltre lavorando" continua Maio " per affrontare il problema alla radice, in sede di contrattazione nazionale dove, fortunatamente, abbiamo trovato attenzione vedendo accolta la nostra proposta che prevede, già nel Preaccordo in via di definizione, atti sostanziali che rappresenteranno l'inizio di un nuovo percorso. La logica dell'approccio basato sull'occasionalità di contatto e l'assenza di dati informativi devono scomparire. La tutela dell'incolumità degli operatori deve fondarsi sulla definizione di nuove modalità operative che, con il supporto di tutti gli strumenti che la tecnologia mette a nostra disposizione, partano dalla piena conoscenza del paziente che si ha di fronte, dalla condivisone di dati, da una rete della medicina generale che permetta ai medici di non andare allo sbaraglio. Non vorremmo che come negli Stati Uniti si armano gli insegnanti nelle scuole, si pensi di armare i medici di continuità assistenziale trasformando un professionista dedito alla cura degli altri in un individuo costretto a concentrarsi solo sulla propria difesa".

ASSISTENZA DOMICILIARE : Depressione grosso problema per le caregiver, ma dalle donne medico 'solidarietà di genere'

ricordo thumb other250 250L'assistenza domiciliare è gestita quasi sempre da una figura femminile. E' quanto emerge da un sondaggio sui caregiver (persone impegnate nell'assistenza dei malati a domicilio) condotto dal Centro studi della FIMMG. All'indagine ha partecipato un campione di oltre 500 mmg distribuiti su tutto il territorio italiano, di cui la metà è costituito da donne. La "badante" sembrerebbe essere la figura più frequentemente coinvolta: viene inserita al primo posto dal 50% dei medici, in particolare al Centro (figura segnalata al primo posto dal 58% del campione), di meno al Sud (42%) dove la famiglia sembrerebbe svolgere un ruolo prevalente.
Il caregiver può appoggiarsi "quasi sempre/spesso" sulla presenza di una rete familiare di sostegno per il 49% del campione, solo "a volte" per un 41%, "raramente/quasi mai" per il 10%; quest'ultimo dato è più marcato al Sud (15%). Appare su questo esservi discordanza tra quanto riferito dai due generi dei medici; le donne sembrano percepire una minore disponibilità della rete familiare, presente "Quasi sempre/Spesso" nel 41% delle risposte, rispetto ai colleghi uomini che, alla stessa domanda, rispondono affermativamente nel 58% dei casi. Per il 50% del campione lo stesso caregiver presenta "Quasi sempre/Spesso" una patologia cronica, con una più elevata prevalenza di risposte affermative al Sud (61%). Si tratta di un aspetto percepito con maggiore evidenza dalle donne medico (patologia cronica del caregiver presente "Quasi sempre/Spesso" nel 55% dei casi, contro un 44% riferito dai medici uomini). Sembrerebbe, in particolare, che il caregiver presenti frequentemente sintomi riferibili a sindrome depressiva ("Quasi sempre/Spesso" riportato dal 57% del campione, con punte del 64% al Sud). Anche in questo caso sembrerebbe essere il MMG donna a riscontrare più frequentemente tale criticità (il 64% di loro risponde che questo problema affligge il caregiver "Quasi sempre/Spesso", contro un 51% dei medici maschi).
Quasi tutti i medici (91% del campione) identificano in una figura femminile la persona che si reca in genere dal medico a riferire i problemi di salute di altri suoi familiari.
Per il 40% dei MMG coinvolti (per il 48% dei medici donna e per il 32% dei medici uomini) la quota delle donne lavoratrici con impegni assistenziali importanti, supera il 4% delle proprie assistite.
"Formare i medici di famiglia al contatto con i caregiver al femminile diventa sempre più significativo visto l'aumento dell'età media e delle patologie croniche – sottolinea il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti - La presenza sempre più numerosa di figure intermedie come badanti, familiari e donne lavoratrici che si prendono carico dei pazienti più fragili e la necessità di stabilire con loro un rapporto di fiducia è un fatto ormai consolidato nella pratica quotidiana del medico di famiglia. Migliorare le relazioni con i caregiver, anche attraverso iniziative di formazione, rappresenta per noi medici di famiglia una grande occasione per non perdere gran parte del nostro potenziale assistenziale – prosegue Scotti -. Abbiamo il dovere di comprenderne il carico ed essere al loro fianco.
Curare se stessi diventa infatti aver cura degli altri, evolvendo il detto normalmente riferito al solo medico ovvero 'caregiver cura te stesso'". "Sempre più in difficoltà appare, complessivamente, la rete familiare che non sempre riesce a supportare il caregiver – commenta Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi FIMMG - La delicatezza di questo ruolo deve fare i conti con le malattia croniche e la depressione che spesso lo affliggono. Si tratta di problemi che sembrano essere prevalenti nelle regioni del Sud, dove il ruolo di caregiver è meno frequentemente delegato alle badanti e dove, pertanto, il carico assistenziale espone maggiormente i familiari, spesso anziani". "Un altro dato interessante – continua Misericordia – riguarda la maggiore capacità delle donne medico nel percepire le criticità di questo particolare ambito assistenziale, rispetto ai colleghi uomini: sembrerebbe emergere, cioè, una loro sensibilità maggiore, sostenuta probabilmente da una sorta di «solidarietà di genere», resa evidente anche dalla elevata partecipazione di donne medico a questa indagine."

FIMMG CA: solidarietà a guardia medica discriminata

guardiamedicaEsprimiamo solidarietà al collega che svolge servizio di guardia medica a Cantù (provincia di Como) vittima di una discriminazione razzista da parte di una paziente. Quello che è accaduto è vergognoso". Lo dichiara il segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, Tommasa Maio. "Siamo indignati per questo grave episodio di razzismo che, purtroppo, non è il primo che viene segnalato - prosegue Maio - Sono atteggiamenti che offendono nel profondo la dignità umana e che devono essere condannati con forza. E' importante di fronte a episodi simili non rimanere in silenzio- conclude Maio - e isolare questi comportamenti".