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ITC : F. Del Zotti (Fimmg) I medici hanno bisogno di una maggiore dignità digitale

 sanitatelematicaMD digital : Quanto accaduto di recente a Treviso, dove un paziente si è visto rifiutare la stipula di un'assicurazione sulla vita perché la compagnia era a conoscenza dei suoi problemi di salute, ha riportato alla ribalta un problema mai sopito inerente al rischio sicurezza relativo alla condivisione dei dati sanitari dei pazienti, in particolare quelli relativi al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). La Regione Veneto è ancora in fase di implementazione del FSE, ma i numeri di adesione e di utilizzo sono in continua crescita.
"È positiva questa disposizione dei medici veneti verso le novità telematiche - sottolinea a M.D. Digital Francesco del Zotti, medico di famiglia di Verona e membro del gruppo di lavoro FNOMCeO Information Communication Technology - ma ci sono dei rischi per gli stessi Mmg e per i cittadini che è bene non sottovalutare". Del Zotti tiene a precisare che in merito al trattamento e alla condivisione dei dati sanitari il rischio sicurezza sarà sempre presente, per questo le procedure di attivazione del FSE possono fare la differenza.
Ricordiamo che l'attivazione del FSE da parte dei cittadini può avvenire secondo diverse modalità in quanto ogni Regione o provincia autonoma può prevedere autonomamente una o più procedure di attivazione. Tra le possibili modalità di attivazione vi sono: il recarsi presso il Mmg o il Pls presso il personale delle strutture appartenenti al al Ssn, direttamente on-line tramite un portale dedicato e con le autenticazioni necessarie, presso sportelli dedicati al cittadino. In Veneto la sperimentazione prevede l'adesione dei medici di famiglia volontaria al progetto FSEr.
"In altre Regioni - spiega Del Zotti - sono state attivate procedure in cui il cittadino è al centro della decisione di aderire o meno e come al FSE. In Veneto invece, in base a direttive e accordi fatti con i medici di famiglia, sono quest'ultimi ad attivare il FSE, previo consenso del paziente. In qualche modo è come se i Mmg si sostituissero ai pazienti. Non entro nel merito dei rischi che questa procedura può rappresentare per noi medici, ma penso che non sia appropriato su queste tematiche un paternalismo facilitante, che semplifichi la via al cittadino e continui a porlo quale oggetto e non soggetto dell'assistenza sanitaria. Questa modalità di fatto è in contraddizione con le finalità stesse del Fascicolo sanitario Elettronico e con quanto contemplato dal GDPR che fa del cittadino un elemento centrale".
"Serve una tecnologia più avanzata - precisa Del Zotti - capace di coniugare centralità attiva del paziente e massima sicurezza. È più difficile, mi rendo conto, ma il cambiamento è epocale e prenderci del tempo per avere più energie e tecnologia di qualità e più democrazia è importante. I rischi sulla sicurezza del trattamento dei dati sanitari ci saranno sempre ed è per questo che diventa fondamentale una valutazione personale dei cittadini dei vantaggi e degli svantaggi del mettere in comune i propri dati. Quanto alla centralità del medico io ancora aspetto che in Veneto a tutti noi, iniziando dai giovani medici sia fornita un'identità e una firma digitale seria cosa che in altre Regioni, come la Lombardia e la Puglia è già fattiva. Ciò darebbe ai medici una maggiore dignità digitale e impedirebbe i tanti problemi che abbiamo ogni volta che abbiamo bisogno di un sostituto. La telematica sanitaria è il nostro futuro, abbiamo bisogno di una tecnologia avanzata per un reale empowerment dei cittadini e dei professionisti".