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VACCINI : Fimmg , la vaccinazione non è una pratica che si improvvisa, ma è un atto medico

vaccini thumb250 250MD DIGITAL di Francesco Gorbia : La vaccinazione è un atto medico che necessita di un'attenta valutazione della persona che ci si trova davanti; non si tratta di una meteora sganciata dalle condizioni generali di una persona, la vaccinazione si fonda su un'anamnesi accorta. Credo quindi che l'intenzione di praticare le vaccinazioni manifestata da altre categorie non trovi particolare accoglienza tra i medici proprio per questo: la vaccinazione non è una pratica che si può improvvisare: è un atto medico". Questa la risposta di Walter Marrocco, responsabile scientifico di Fimmg, alla proposta di Andrea Mandelli, vice presidente della Commissione Bilancio del Senato e presidente della Fofi; il senatore aveva avanzato l'ipotesi ("per evitare che si possa generare caos presso le strutture pubbliche") di creare un secondo polo di vaccinazioni nelle farmacie, "come avviene per esempio in Canada da parte di personale autorizzato e abilitato a fare le vaccinazioni". Marrocco non è convinto nemmeno del caos che molti prevedono nei prossimi mesi: "I medici chiedono rinforzi e credo sia corretto. Bisogna però intendersi su questi rinforzi, e penso che si possa interpretare la richiesta della categoria con la necessità di un corretto funzionamento della rete tra sistema sanitario nazionale, pediatri e medici di famiglia. In Italia, purtroppo, c'è da sperare che le norme trovino la strada dei decreti attuativi e che si concretizzi quanto è sulla carta. Personalmente non credo esista la necessità di vaccinare tutti i ragazzini entro l'inizio del prossimo anno scolastico; attendiamo le parole del Ministro che ha già annunciato una sorta di vademecum per orientare i protagonisti del mondo che ruota intorno alle vaccinazioni".
Il Consiglio dei Ministri, nella riunione dello scorso 19 maggio, ha dato il via libera al decreto-legge che introduce l'obbligo delle vaccinazioni per l'accesso alla scuola.Il provvedimento è volto a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica, con particolare riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, superando l'attuale frammentazione normativa."Il decreto è un atto positivo – commenta Marrocco –, in quanto le vaccinazioni riguardano sì i singoli individui, ma hanno ricadute sull'intera popolazione. Quindi l'appropriatezza nell'uso delle vaccinazioni non è solo un diritto, ma un preciso dovere".
I dati li fornisce la Simpios, Società scientifica per la prevenzione delle infezioni nelle organizzazioni sanitarie, che ha interpellato un campione dei professionisti della nostra sanità pubblica. Uno su tre "non ritiene certi i benefici dei vaccini e teme la possibilità di effetti avversi gravi dopo la vaccinazione". Gli effetti di questo scetticismo – che va detto non trova nessuna giustificazione scientifica – si vedono ad esempio nell'epidemia di morbillo, dove la parte dell'untore la spesso chi le malattie dovrebbe aiutare a debellarle anziché diffonderle: in Toscana nei primi due mesi del 2017 un caso di morbillo su tre si è verificato proprio tra gli operatori sanitari e nelle provincie di Pisa e Firenze la percentuale è persino del 50%.
Non si placano nemmeno le lotte dei genitori anti-vaccino. "A breve daremo istruzioni ai genitori e ai medici su come sottrarsi agli obblighi previsti dal decreto sulle vaccinazioni" annuncia il Codacons. L'associazione sta raccogliendo parecchie lettere di protesta di mamme che piuttosto che vaccinare il figlio stanno pensando di trasferirsi all'estero. Per questi motivi "l'integrazione dei servizi che devono prendere in carico le vaccinazioni è un tema centrale. Solo unendo le forze del sistema sanitario nazionale – soprattutto le banche dati vaccinazioni –, dei pediatri e dei medici di famiglia potremo dare messaggi univoci, forti e chiari alla popolazione. L'immunità di gregge è fondamentale, non ci troviamo ad affrontare gravi crisi, ma dobbiamo prevenire nel minor tempo possibile".

OMEOPATIA : Bartoletti (Fimmg) cure alternative non producono evidenze scientifiche e vanno usate assieme alla medicina tradizionale.

omeopatia(Il Messaggero) Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario nazionale vicario Fimmg -Federazione Italiana Medici di Famiglia, l'omeopatia può essere un'alternativa alla medicina tradizionale?

«Da medico, mi baso sulle evidenze scientifiche. Se ci sono prodotti omeopatici per i quali sia stata dimostrata una maggiore efficacia rispetto a quelli convenzionali, siano pubblicati. Altrimenti, continuiamo con quelli normali. Le cure non convenzionali tendono a non produrre evidenze scientifiche. In generale possiamo dire che qualsiasi cosa possa contribuire a far stare meglio un paziente, può andare bene. Non è detto, però, che il non produrre risultati non sia un danno. Bisogna mettere le persone nelle condizioni di scegliere».

Manca un'informazione adeguata?
«Se si propone una scelta tra una cura priva di effetti collaterali ma che potrebbe non avere esito, aggravando la situazione, e una cura certa con medicinali, credo sia normale scegliere la seconda. La penicillina ha cambiato la storia dell'umanità. Bisogna dare alla gente informazioni dettagliate per consentire scelte consapevoli».

Come si spiega l'aumento di persone che usano omeopatici?
«Sui social sono pubblicate opinioni più o meno autorevoli, alcune perfino affascinanti. Spesso non si scinde l'opinione dall'evidenza. Le scelte vengono fatte per ideologia. Si dice l'omeopatia fa bene, la medicina fa male. Ma lo ripeto, queste sono opinioni. Bisogna tenere conto degli studi clinici. Il resto lo hanno fatto i traguardi della scienza. Abbiamo debellato malattie che erano flagelli, come la peste, e si vive più a lungo, questo ha ridotto la percezione del rischio. Ci si sente quasi immortali».

Omeopatia "bocciata" dunque?
«Non la boccio in assoluto. Apprezzo il principio dell'ascolto del paziente e credo sarebbe utile ampliare questo aspetto anche nella medicina convenzionale. A una persona in condizioni gravissime, inoperabili, non mi sentirei di togliere la speranza di cure alternative. Ma questa è una valutazione fatta umanamente».

BONUS BEBE': Fimmg la certificazione deve essere redatta dallo specialista convenzionato il 6 giugno riunione tra le parti

gravidanza thumb medium250 250La certificazione gratuita per accedere al Bonus Bebe' deve essere prodotta dal medico specialista convenzionato, questa la conclusione e la proposta che il 6 Giugno verra'  prodotta in una riunione con l'Inps e la Sisac, proprio per dibattere della questione sulla gratuita' del certificato da parte dei medici di famiglia, e correggere la circolare Inps sul Bonus.

In un lungo articolato legislativo la Fimmg ha spiegato le ragioni legislative recitando al termine : " Per tutto quanto esposto ci appare necessario la proposta di correzione della circolare n. 78 del 28/04/2017 nel punto 3a come allegata, ovvero che sia chiaro in continuità con quanto fino ad oggi fatto che l'invio all'Inps delle certificazioni avvenga esclusivamente da parte degli specialisti convenzionati e dipendenti per le maternità in capo a donne lavoratrici e per tutte le donne nei casi di gravidanza a rischio (M50). Per le donne non lavoratrici e non nelle condizioni di gravidanza a rischio possa essere usato il sistema di certificazione indiretta attraverso la comunicazione da parte della richiedente del numero di ricetta dematerializzata su cui si sia apposto il codice di esenzione di maternità da M31 a M42, purché sia chiaro che tale apposizione è legata ad esclusiva raccolta anamnestica riferibile alla richiesta da parte del medico della ultima mestruazione e dalla conseguente dichiarazione della assistita, considerando necessaria a completamento di tale informativa valida gia' dal 7° mese la successiva certificazione riferita alla nascita/interruzione/aborto quale momento di controllo della richiedente il bonus bebè e non del medico, in modo da sottrarre quest'ultimo da qualsiasi responsabilità amministrativa su tale bonus bebè."

Nel frattempo la Fimmg consiglia: di "non richiedere per il momento pagamento della certificazione se necessario inviare la propria paziente dallo specialista convenzionato o dipendente per certificazione e consigliare alle donne non lavoratrici di usare la metodica di comunicazione delle ricette con esenzione però verificando che non ci siano nel prossimo futuro nuove disposizione per integrare tale dichiarazione che rimarrebbe amministrativamente nella loro responsabilità."

La Fimmg ha poi ringraziato Maria Corongiu che ha partecipato alla riunione in Sisac e Alessio Natruzzi per la segnalazione.

IL TESTO DELLA CIRCOLARE FIMMG

VACCINI: Fimmg, no a multe perché un antivaccinista ricco potrà infettare altri

vaccinazioneee"L'obbligo delle vaccinazioni nei sistemi collettivi è un obbligo civile. E' assurdo potersi sottrarre pagando una multa. Così, dunque, un antivaccinista con un buon reddito potrebbe, pagando una sanzione, non vaccinare i propri figli esponendo loro e gli altri al rischio di essere infettati. Appare una soluzione surreale" dichiara in una nota la Fimmg, in merito alle multe imposte nel decreto legge vaccini.
"I dati diffusi dal presidente dell'ISS Walter Ricciardi sul calo delle vaccinazioni nel nostro Paese sono davvero preoccupanti e non devono essere sottovalutati. - sostengono i medici di base - Non raccogliere questo campanello d'allarme importante con soluzioni che descrivano risposte ad una emergenza sanitaria e rispondere con soluzioni che faranno apparire la prevenzione vaccinale aggirabile in base al reddito individuale, ovvero alla disponibilità di pagare una multa, può solo determinare maggiore confusione su una popolazione che va innanzitutto educata alla tutela della salute collettiva". "Dovremmo piuttosto usare il periodo dell'obbligo sull'emergenza attuale per iniziare da subito a cambiare i modelli culturali su tale tema partendo proprio dalle scuole. Per la sanità tutta di questo paese ci sono poi altri rischi ovvero che l'Italia possa essere additata come 'untore' d'Europa diventa purtroppo sempre più concreto. Una situazione del genere danneggerebbe il nostro Paese anche a livello economico considerando l'impatto sul turismo e conseguentemente riducendo una voce importante del nostro PIL che ricordiamola finanzia tutta la risposta di salute che il nostro SSN offre e che ha bisogno di essere incrementata non il contrario"

VACCINI: Fimmg, no a multe perché un antivaccinista ricco potrà infettare altri (2)

vaccinazioneee"L'obbligo delle vaccinazioni nei sistemi collettivi è un obbligo civile. E' assurdo potersi sottrarre pagando una multa. Così, dunque, un antivaccinista con un buon reddito potrebbe, pagando una sanzione, non vaccinare i propri figli esponendo loro e gli altri al rischio di essere infettati. Appare una soluzione surreale" dichiara in una nota la Fimmg, in merito alle multe imposte nel decreto legge vaccini.
"I dati diffusi dal presidente dell'ISS Walter Ricciardi sul calo delle vaccinazioni nel nostro Paese sono davvero preoccupanti e non devono essere sottovalutati. - sostengono i medici di base - Non raccogliere questo campanello d'allarme importante con soluzioni che descrivano risposte ad una emergenza sanitaria e rispondere con soluzioni che faranno apparire la prevenzione vaccinale aggirabile in base al reddito individuale, ovvero alla disponibilità di pagare una multa, può solo determinare maggiore confusione su una popolazione che va innanzitutto educata alla tutela della salute collettiva". "Dovremmo piuttosto usare il periodo dell'obbligo sull'emergenza attuale per iniziare da subito a cambiare i modelli culturali su tale tema partendo proprio dalle scuole. Per la sanità tutta di questo paese ci sono poi altri rischi ovvero che l'Italia possa essere additata come 'untore' d'Europa diventa purtroppo sempre più concreto. Una situazione del genere danneggerebbe il nostro Paese anche a livello economico considerando l'impatto sul turismo e conseguentemente riducendo una voce importante del nostro PIL che ricordiamola finanzia tutta la risposta di salute che il nostro SSN offre e che ha bisogno di essere incrementata non il contrario"

VACCINI: FIMMG, ottimo risultato ma era auspicabile obbligo alle elementari

scuola(AdnKronos Salute) - «Apprezziamo il lavoro svolto dal ministro Beatrice Lorenzin, che si è impegnata a reintrodurre l'obbligo delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola, anche se sarebbe stato auspicabile estenderlo a tutto il periodo delle elementari per evitare la diffusione di epidemie altrimenti sempre possibili». Così il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, commenta l'approvazione del decreto sulle vaccinazioni in Cdm. «Ma ora ancora di più - avverte in una nota - sarà importante coinvolgere i medici di famiglia, che per lo stretto contatto con i propri assistiti potranno recuperare la consapevolezza dei genitori delle coorti di età non coinvolte». «Sarà bene in futuro - prosegue Scotti - anche superare la dicotomia tra vaccini obbligatori e non, che lascia percepire esistano immunizzazioni di serie B, quando invece i vaccini sono sempre essenziali alla tutela della salute pubblica. Ci auguriamo che, in sede di conversione in legge del decreto, sia dato ascolto ai numerosi appelli delle società scientifiche fatti in questi giorni sul tema e che il ministro Lorenzin ha sostenuto in sede di Consiglio dei ministri. Ora, però, è tempo di rimboccarsi le maniche per evitare rischi di epidemia, già in corso per il morbillo, che sta coinvolgendo nel 50% dei casi soggetti adulti». «Per raggiungere un livello di copertura ottimale del 95% della popolazione - sottolinea il numero uno della Fimmg - occorrerà somministrare circa un milione di vaccini e richiami, un impegno che non può prescindere dalla rete capillare degli studi dei medici di famiglia, fino ad oggi coinvolti solo nella campagna vaccinale contro influenza e pneumococco. Il nostro ruolo potrebbe invece essere determinate per un recupero di fiducia verso la pratica vaccinale». «Ma per questo - precisa Scotti- è necessario che il medico di famiglia sia messo nelle condizioni di prendere in carico sia gli assistiti da vaccinare che le famiglie dei minori, aumentando le informazioni e la consapevolezza di una pratica che appaia il meno possibile un obbligo coercitivo e sempre di più un diritto consapevole». «In tal senso - suggerisce il segretario nazionale della Fimmg - è auspicabile che la Conferenza delle Regioni produca un nuovo atto di indirizzo per l'Acn della medicina generale che, oltre ai numerosi temi ormai più volte dichiarati come il ricambio generazionale e le politiche per l'accesso rapido dei giovani alla professione, dia ruolo e responsabilità ai medici di famiglia italiani sul tema delle pratiche e coperture vaccinali e sul coordinamento informativo tra noi, i pediatri di famiglia e i servizi di prevenzione vaccinale». «Solo così - conclude Scotti - eviteremo paradossi come quello accaduto in Lombardia, dove la necessità di un accordo regionale non permette ai medici Fimmg di partecipare alla campagna per il meningicocco a favore dei propri assistiti. Forse solo così si comprenderà che, proprio partendo da un tema come le vaccinazioni, si possa creare il giusto gioco di squadra tra attori diversi che è la base per una vera riforma dell'assistenza territoriale, ovvero quella fatta con i professionisti e non sui professionisti».

ACN: Bartoletti (Fimmg) Il rinnovo del contratto s'ha da fare! Ma con le elezioni all'orizzonte...

bartoletti thumb250 250Md Digital di Simone Matrisciano "Certo il tema delle tariffe legate alla gestione delle cronicità sarà centrale al momento della trattativa per il rinnovo del contratto. Ma credo che non sia ancora il momento di avanzare queste discussioni". Con queste parole il Vicesegretario nazionale Fimmg Pierluigi Bartoletti torna sul tema sollevato la scorsa settimana da M.D. Digital circa le possibili tariffe per la gestione del paziente cronico. In un'intervista, Fiorenzo Corti – anch'egli vicesegretario nazionale Fimmg – sosteneva che "il rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale dei medici di famiglia dovrà affrontare due questioni spesso ai margini del dibattito: la gestione proattiva del paziente cronico e la prevenzione legata ai vaccini. Crediamo che si debba al più presto ragionare in termini di tariffe legate a queste attività".
"Abbiamo un problema più urgente - continua Bartoletti - che scaturisce dalla scarsa considerazione della medicina generale nel nostro Paese: come viene considerata la professione del medico di famiglia nella nostra società? A questa domanda le istituzioni non danno risposte se non attraverso atti inadeguati che minano le basi stesse della professione. Non possiamo quindi addentrarci in discussioni di dettaglio quando manca un quadro e un accordo generale".
Bartoletti è esplicito nel linguaggio, e lascia intendere che di tariffe si vuole e si dovrà parlare; tuttavia non in un periodo storico nel quale la medicina generale a stento pare sopravvivere nelle menti di politici incamminati su percorsi economicistici. E spesso coi paraocchi.
E se la medicina generale sta subendo una "demolizione pezzo dopo pezzo", cosa succederebbe innescando un discorso legato a nuovi compensi economici per i colleghi? "Per ragionare sulle possibili tariffe per la gestione delle cronicità bisognerebbe almeno aver stabilito come devono essere gestiti i pazienti cronici, dove e in quali strutture, secondo quali percorsi assistenziali. Ho l'impressione che lanciarsi in discussioni tariffarie possa solo costruire castelli di sabbia che verranno giù alla prossima ondata di atti istituzionali".
In altre parole, non si può definire un ruolo (e le sue caratteristiche) senza aver prima chiarito gli obiettivi – di salute in questo caso – che quel ruolo giocherà nel contesto sociale: "noi siamo pronti a firmare un contratto anche domattina; ma un contratto che definisca chiaramente gli obiettivi del medico di famiglia. Mi rendo conto che la situazione politica incerta (basti pensare alla paralisi parlamentare che potrebbe scaturire – come altre volte successo nella storia italiana – dalla compagna elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, ndr) difficilmente favorirà aperture di tavoli e chiusure di trattative".

VACCINI: Fimmg, Bene obbligo per iscrizione a scuola, ora coinvolgere i medici di famiglia nelle campagne di educazione

vaccinos"Siamo al fianco del ministro Lorenzin sul tema delle vaccinazioni. Chi non vaccina i propri figli lede il diritto alla salute e all'istruzione dei bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute". Così il Segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (FIMMG), Silvestro Scotti, commenta la proposta del ministro della Salute di aprire una discussione nel governo sull'obbligatorietà delle vaccinazioni più importanti per l'iscrizione alla scuola dell'obbligo.
"Perché si possano immunizzare anche quelle decine di migliaia di bambini e ragazzi ancora non vaccinati occorre però un maggior coinvolgimento nella campagne di educazione alla vaccinazione dei medici di famiglia, oggi chiamati a vaccinare solo per influenza e pneumococco, mentre potrebbero avere un ruolo fondamentale nel recupero di fiducia verso la pratica vaccinale – sottolinea Scotti -.
E' necessario che il medico di medicina generale sia messo in grado di prendere in carico sia gli assistiti da vaccinare, seguendoli anche durante la fase dei richiami, sia le famiglie per un rinforzo delle loro comunità di pazienti sulla responsabilità e diritto alla vaccinazione".

Scotti poi aggiunge: "Mi auguro che la nuova Convenzione risolva lo scarso coordinamento informativo tra noi e i servizi di prevenzione vaccinale, oggi troppo lasciata alla buona volontà dei professionisti e poco strutturata. Il risultato è che spesso non sappiamo chi dei nostri pazienti e stato immunizzato e chi no".

" La fuga dalle vaccinazioni – conclude Scotti- e' un problema culturale e di disinformazione alimentata dalle bufale che circolano sul web. Non possiamo però permetterci epidemie, come quella di
morbillo in corso, in attesa che i seguaci dei no-vax si convincano che la scienza e' quella basata sulle evidenze, tutte a favore dei vaccini, e non sulle opinioni. I medici di famiglia possono dare un contributo determinante a superare le resistenze in fasce ancora troppo estese della popolazione".

CARENZA MEDICI: il 18 Maggio tavolo al Ministero ecco i dossier della Fimmg

medfamiglia"Salutiamo con soddisfazione la convocazione dell'incontro congiunto al Ministero della Salute con il MIUR, previsto per il prossimo 18 maggio" dichiara Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Fimmg.
"In tale sede verrà effettuata un prima analisi del fabbisogno di professionisti medici, sia specialisti che medici di medicina generale per i prossimi anni e auspichiamo che si giunga in poco tempo, una volta stabilito il fabbisogno reale, ad adottare i provvedimenti conseguenti. Non possiamo però che rilanciare il grido d'allarme dei mesi scorsi," conclude Scotti": va aumentato da subito, e in modo consistente, il numero delle borse per il corso di formazione specifica in medicina generale".
E le richieste della Fimmg potrebbero arrivare al raddoppio, tenendo conto di alcune variabili come la convenzione e dell'eventuale aumento dei massimali e la doppia partita vaccinazioni e cronicità.
Due i fattori de depauperamento, in primis l'imminente pensionamento di un numero massivo di medici di Medicina Generale, e il basso numero di medici che hanno conseguito il titolo richiesto dalle norme nazionali ed europee per accedere agli incarichi di Medicina Generale.
Il numero di medici che in realtà acquisiscono il titolo è inferiore a quello delle borse stanziate poiché il Corso conta circa il 20% di abbandoni causati dal disagio del medico in formazione che percepisce una remunerazione di circa il 50% di quanto erogato per le scuole di specializzazione, interamente tassata, gravata da spese fisse quali l'assicurazione professionale obbligatoria, il versamento previdenziale,
Secondo le stime Fimmg raccolte nei due dossier sulla base dei dati Enpam nell'immediato futuro un numero progressivamente crescente di Regioni, saranno private dell'assistenza offerta dal medico di famiglia.

IL DOSSIER FIMMG

LE PROSPETTIVE DEMOGRAFICHE DELLA MEDICINA GENERALE

IL TREND DELLE BORSE

SANITA' DIGITALE: Medici di Famiglia no al promemoria di carta, unici nel settore sanitario ad aumentare investimenti sul digitale

promemoria(ANSA) - I medici di famiglia non ne vogliono più sapere del promemoria cartaceo della ricetta e investono nel digitale. Emerge da un'indagine condotta dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Centro Studi della Fimmg, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, con il supporto di DoxaPharma. Dal sondaggio risulta che sono gli unici nel sistema sanitario ad aver incrementato gli investimenti (+3%) nel digitale durante il 2016 rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda i servizi utilizzati, la consultazione online di dati di laboratorio è stata utilizzata nell'ultimo anno dal 47% del campione, quella di referti specialistici dal 32%, di referti di diagnostica per immagini dal 30%, di lettere di dimissione ospedaliere e da pronto soccorso dal 20%. Tra il 5 e il 7% i professionisti che si sono detti non interessati. «Dall'indagine viene fuori una distanza tra Regioni e medici», afferma Chiara Sgarbossa, Direttore dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, «se da un lato, gli strumenti digitali sono entrati nella quotidianità professionale dei medici, dall'altro gli strumenti messi a disposizione dalle Regioni, come il Fse, sono ancora percepiti come inadeguati rispetto alle esigenze della professione e quindi poco utilizzati».

FIMMG: I database dei MMG nell'assistenza delle popolazioni in caso di catastrofe

telemedicina(Paolo Misericordia, Responsabile area ICT della FIMMG) L'informatica è in grado di fornire supporto ed aiuto nella assistenza sanitaria in caso di catastrofi? Può, in particolare, sostenere gli interventi di assistenza primaria nei confronti delle popolazioni colpite?
A queste domande abbiamo dovuto, purtroppo, rispondere in occasione dei terremoti che, recentemente, in più momenti, hanno sconvolto il centro Italia, con vittime, danni ed un numero rilevante di sfollati ospitati, per lo più, nei centri della costa adriatica. Molti paesi si sono svuotati; i crolli, le case inagibili e la paura hanno fatto sì che, nel giro di poche ore circa 30mila persone si siano trovate fuori dalle loro abitazioni, con pochi oggetti personali a disposizione, rapidamente trasportate a decine di chilometri di distanza dalle loro residenze. È stata coinvolta una popolazione mista, soprattutto anziana per l'elevata età media che prevale nelle zone colpite. Molti assumevano terapie continuative, quasi sempre composte da più farmaci, avevano storie mediche complesse, si trovavano, soprattutto, nelle condizioni di non avere con sé documenti sanitari e di non ricordare neanche il nome delle loro abituali medicine.
La difficoltà, in questi casi, non è stata solo quella dei pazienti, ma anche dei medici che si sono trovati a decidere senza essere informati e senza avere la possibilità di procedere a verifiche di tipo clinico in realtà organizzative emergenziali o comunque molto precarie. Gli sfollati sono stati infatti assistiti, dal punto di vista medico, nelle località ospitanti, dalla rete dei medici di medicina generale che si sono messi a disposizione volontaristicamente; nei punti di maggiore accoglienza sono state allestite strutture ambulatoriali con medici in turni di disponibilità diurna e notturna.
Uno degli aspetti sicuramente carenti in tutto questo, come accennato, è stato quello della continuità informativa: nessun medico chiamato ad assistere queste persone, sapeva niente della loro storia clinica, né i pazienti ed i loro familiari avevano molti elementi per aiutare il medico a conoscere. Spesso i pazienti, come detto, non ricordavano neanche il nome dei farmaci assunti. Si trattava di informazioni, peraltro, presenti nei database ambulatoriali dei MMG: disporre di questi dati per poterli mettere a disposizione dei medici chiamati ad assistere in emergenza questi pazienti sarebbe stato, in questa occasione, di grande aiuto.
In realtà, la Medicina Generale ha a disposizione, da qualche anno, risorse tecnologiche (vedi NETMEDICA ITALIA) in grado di riprendere i dati dai database ambulatoriali dei medici (prescindendo dalle differenze dei software gestionali utilizzati) e di trasferirli, dopo averli standardizzati, su una piattaforma in cloud, per renderli disponibili online alla consultazione di medici adeguatamente autorizzati. Si tratta di piattaforme realizzate in prospettiva della strutturazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali della Medicina Generale ("legge Balduzzi"), ma che sarebbero state in condizione di risolvere le difficoltà di assistere popolazioni in situazioni di emergenza. Il medico, utilizzando questo sistema, può, inoltre, prescrivere e inserire nuovi dati clinico-assistenziali nel database, informazioni che vengono archiviate nel sistema e notificate in tempo reale, via email, al medico titolare della scelta del paziente.
Così nella fase immediatamente successive al terremoto sono state acquisite le disponibilità a collaborare da parte di molti medici residenti nei luoghi del sisma: erano pronti a far confluire sul cloud i dati dei loro database di studio (solo in pochissimi casi i crolli degli ambulatori rendevano indisponibili sia i DB che i loro backup). I medici sulla costa, d'altronde, avevano più volte sollecitato la possibilità di avere a disposizione i dati sanitari degli sfollati con soluzioni informatizzate che agevolassero l'attività professionale, compresa quella prescrittiva. Per i pazienti, avere un medico informato sulla propria storia sanitaria, avrebbe costituito un elemento di sicurezza ed un segnale di un sistema organizzato e affidabile, rassicurandolo in un momento in cui tante certezze erano crollate insieme con la propria abitazione.
Nonostante queste premesse favorevoli, non è stato possibile attivare questo processo per le difficoltà procedurali che sono insorte. L'esperienza e la consapevolezza che ne è derivata devono servire a pianificare le soluzioni migliori per essere pronti in occasione di analoghi eventi calamitosi.
C'è stata innanzitutto la "questione Privacy". Nonostante la piattaforma proposta avrebbe tracciato qualsiasi accesso e qualsiasi attività riconducendola con esattezza al protagonista, nonostante il paziente avrebbe dovuto sottoscrivere un consenso prima che il medico fosse potuto entrare nella sua scheda, nonostante il medico avrebbe dovuto registrare anche informaticamente il consenso ottenuto, nonostante il medico titolare della scelta sarebbe stato informato, in tempo reale via email, dell'identità dell'altro medico quando anche solo avesse fatto accesso alla scheda di un suo assistito, nonostante il medico titolare della scelta avrebbe potuto escludere un qualsiasi medico al quale precedentemente era stato consentito di accedere al database, nonostante ci stesse un'emergenza che stava coinvolgendo improvvisamente tre regioni ed un insieme di circa 50mila persone, ebbene, nonostante tutto questo, la prudenza e la difficoltà nello stabilire chi avrebbe potuto responsabilmente "attivare il sistema", hanno impedito di procedere.
Quali sono le situazioni, quindi, da affrontare e da risolvere, per riuscire a rispondere efficacemente a queste problematiche?
Le tutele sopra descritte dovrebbero essere adeguate per attivare con sicurezza questi processi: rispondono, in particolare, alle necessità di disporre di un consenso informato da parte del paziente rispetto all'accesso ai suoi dati assistenziali, senza il quale l'accesso allo stesso dato configurerebbe un atto irregolare e sanzionabile. La possibilità, in questa direzione, di tracciare completamente, sui file log della piattaforma, ogni attività in essa svolta, costituisce elemento di garanzia.D'altronde il consenso dell'assistito normalmente acquisito dal MMG titolare della scelta (e registrato sul proprio DB di studio) informa rispetto ai meccanismi di condivisione dei dati che sono in uso in Assistenza Primaria: viene richiesto un consenso alla condivisione del dato clinico con i medici sostituti e con quelli che fanno parte della aggregazione a cui il medico appartiene. Il paziente in genere non viene informato sull'ipotesi che, in caso di emergenza , il suo dato possa essere reso disponibile a gruppi di medici più "allargati", che non sono coinvolti normalmente nel consueto processo assistenziale. Questo aspetto, però, non può costituire un impedimento insuperabile in caso, appunto, di emergenza.
I livelli istituzionali che gestiscono e coordinano queste crisi dovrebbero, inoltre, assumere la responsabilità di attivare questi percorsi, quando sono informati e consapevoli dei sistemi di tutela presenti su queste piattaforme.
È fondamentale, evidentemente, la disponibilità dei MMG a collaborare. In attesa che si realizzino efficacemente i sistemi di FSE e che la massa critica della popolazione autorizzi la costituzione del proprio, dovrebbe diventare un obiettivo condiviso, soprattutto nelle aree del Paese maggiormente a rischio, promuovere presso i MMG l'accesso alle piattaforme cloud che offrono queste risorse e queste garanzie: un sistema pronto per essere utilizzato costituisce, in quei momenti, la risposta migliore per limitare pericoli, difficoltà, e ulteriori sofferenze.

AIFA-Medici di M.G.: Avviare la sperimentazione su Piani Terapeutici Web Based

farmaci 6 66471Il farmaco è un importante e irrinunciabile strumento tecnologico per la cura, prevenzione, riabilitazione e diagnosi dei pazienti. L'uso appropriato dei farmaci richiede un adeguato livello di conoscenze tecnico-scientifiche, di competenze professionali e di consapevolezza del rapporto rischio-beneficio e costo-beneficio da parte di chi li prescrive (medici), li dispensa (farmacisti) e li utilizza (personale sanitario e pazienti). L'uso appropriato dei farmaci è anche una delle condizioni essenziali per contenere la spesa farmaceutica (pubblica e privata) entro i limiti della sostenibilità economica della società e in particolare del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il Medico di Medicina Generale (MMG) è uno dei principali attori della gestione dei farmaci a beneficio dei pazienti. Come erogatore di assistenza di primo livello, il MMG è direttamente implicato nella scelta appropriata e nell'utilizzo efficiente della maggior parte dei farmaci. Inoltre, avendo la tutela complessiva della salute dei pazienti che a lui si affidano, al MMG è anche richiesto di gestire le terapie farmacologiche prescritte da specialisti ambulatoriali e ospedalieri, garantendo la continuità delle cure in un'ottica di condivisione responsabile di obiettivi e di strumenti. Sosteniamo come la MG abbia sempre, e ancor più oggi, voluto dare il suo fondamentale contributo all'uso del bene farmaco, ponendosi a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e ottenendo importanti risultati, vedi i dati OSMED pubblicati da AIFA, che evidenziano attenzione ai bisogni del paziente e ai bisogni di sostenibilità del sistema anche, attraverso il rispetto delle decisioni regolatorie. Intendiamo però sottolineare con forza come la sostenibilità economico-finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale e le relative implicazioni in termini di accesso al farmaco non possano limitarsi al mero aspetto contabile, al solo scopo di valutare e monitorare il costo dei farmaci, ma soprattutto debbano guardare con attenzione al "tipo" e alla "quantità" di salute che, con l'accesso al farmaco, si possa produrre: in base a queste valutazioni potrà essere ricavato l'orientamento terapeutico. Per proporre un orientamento sulle principali linee prescrittive dedicate a obiettivi di salute in assistenza primaria, riteniamo pertanto necessario valorizzare un approccio olistico al bene farmaco, con una piena valorizzazione della MG, che passi attraverso un'analisi comparata dei costi globali di gestione delle patologie in esame, principalmente le patologie croniche. La partecipazione della MG all'analisi del profilo farmacologico-clinico di un medicinale (caratteristiche del farmaco, sintesi dei dati di efficacia sperimentale, alternative terapeutiche disponibili, grado di innovatività esistente, valutazione dell'efficacia reale, eventuale progetto di risk management), può rappresentare un valido ausilio per il medico prescrittore nella scelta terapeutica da adottare, con l'obiettivo di promuovere e tutelare la salute dei propri assistiti pur nel rispetto di una adeguata valutazione costo-benefico. Tutto questo si dovrà realizzare nella presa in cura dei pazienti, in particolare quelli affetti da patologie croniche, ambito affidato dalle norme vigenti alla MG, attraverso la possibilità di prescrivere i farmaci nel rispetto delle norme regolatorie di garanzia per il paziente (vedi Piani Terapeutici, ecc), senza però discriminazione del prescrittore, se non per particolari ambiti. Vedi in particolare il PNC (Piano Nazionale Cronicità), che identifica il MMG come l'attore primario della presa in carico del paziente affetto da Cronicità, impedendone la frammentazione della cura globale. La MG è, inoltre, in grado di produrre dati epidemiologici, misure su indicatori di processo e di esito in riferimento alle patologie territoriali e alla attività assistenziale svolta. In particolare possono essere fornite informazioni di dettaglio sulle relazioni tra scenari epidemiologici, quadri clinici, eventi prescrittivi ed assunzioni di farmaci. Da qualche tempo la MG dispone infatti di una piattaforma di aggregazione e archiviazione di dati in cloud estratti dai gestionali ambulatoriali, funzionale ai sistemi di rete professionale, attraverso cui vengono offerti al medico servizi di audit e benchmarking orientati al miglioramento delle performance professionali, da cui possono derivare fondamentali informazioni su dati aggregati da poter condividere anche con i livelli istituzionali. Riteniamo quindi fondamentale la collaborazione della MG con l'AIFA che in sintesi si potrebbe così sviluppare: In un ottica di costo-beneficio assegnare ai farmaci: • valore clinico • sicurezza • adattabilità di uso in MG • valutazioni di HTA La MG potrà così dare consigli in merito all'opportunità di prescrivere prodotti nelle cure primarie in accordo con la buona pratica clinica, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti, di produrre un orientamento sulle principali questioni di prescrizione per le cure primarie e di definire, attraverso una maggiore appropriatezza d'uso dei farmaci, una maggiore collaborazione tra il MMG e lo specialista per consentire un'ottimale cura del paziente, anche attraverso la partecipazione agli stessi strumenti regolatori utilizzati nel momento prescrittivo, vedi Note, Piani Terapeutici e Registri. Riteniamo di dover proporre ambiti operativi immediati che, per il livello di analisi e di decisioni già avanzate possano essere da subito temi dell'istituendo Gruppo della MG in AIFA. Ci riferiamo nello specifico all'attuazione del Progetto dell'uso dei PPTT in MG, che potrebbe svilupparsi, in fase iniziale su almeno due ambiti, tra quelli già individuati: BPCO, Anticoagulanti Orali di nuova generazione, Incretine.

VACCINI: Scotti (Fimmg) Nel movimento 5 stelle credono che la scienza, come la politica, possa essere sottoposta ai sondaggi web

scottiadn(Adnkronos.com) Le domande e le risposte sui vaccini in un manuale, destinato a informare e a sfatare i falsi miti sulle vaccinazioni. Il primo instant book 'Domande e risposte sui vaccini', realizzato dalla Società italiana di medicina generale (Simg) in collaborazione con Cittadinanzattiva, è consultabile online sul sito della Simg e distribuito, in versione cartacea, in tutti gli ambulatori dei medici di famiglia e nelle farmacie italiane. Un manualetto che fa chiarezza anche sulle bugie che circolano in rete sui rischi della vaccinazione. "In internet ci sono dei gruppi che amano il complottiamo a nche sulla scienza spiega Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) -. Ma quest'ultima non è un tema di democrazia come ha spiegato il Roberto Burioni, lo abbiamo vissuto in Italia con la vicenda Stamina". Ma c'è in Italia una sponda politica che dà il fianco a queste derive? "Sì – risponde Scotti – Non ho difficoltà a nominare il M5S, ci sono dentro questo movimento posizioni che sostanzialmente credono che la scienza, come la politica, possa essere sottoposta ai sondaggi web". Oltre al decalogo informativo sulle vaccinazioni, l'e-book risponde a tutte le domande più frequenti: che cos'è il vaccino, chi lo somministra, quali sono i reali rischi. Distingue per sesso e per età,riassumendo le indicazioni previste nel nuovo Piano nazionale di prevenzione 2017-2019.

MEDICINA PENITENZIARIA: in aumento le aggressioni ai medici in carcere ,Fimmg, "Adesso BASTA"

carcere 1Viva preoccupazione per i molteplici episodi di aggressione ai medici che lavorano in carcere durante la loro attività , ormai non si contano più gli episodi che stanno avvenendo su tutto il territorio nazionale . Lo scrive il segretario nazionale di FIMMG Settore Medicina Penitenziaria, Franco Alberti, in una lettera al Ministero della Giustizia, al Ministero della Salute e al Capo Dipartimento del DAP.

Due giorni fa , a distanza di soli 15 gg , nuovo episodio di aggressione presso il carcere di Barcellona Pozzo del Gotto , tra l'atro dello steso detenuto – prosegue la lettera - Ma le segnalazioni sino numerose .

A Firenze Sollicciano un medico è stato aggredito per cui è ricorso al Pronto Soccorso e l'Azienda Sanitaria ha dovuto assegnarlo a un altro servizio esterno per la sua sicurezza

Analoghi episodi sono stati segnalati in Sardegna , Campania e recentemente in Basilicata

La situazione diventa sempre più grave e a quanto pare incontrollabile da parte dell' Amministrazione Penitenziaria.

Non viene più garantita la sicurezza da parte dell'Amministrazione Penitenziaria degli operatori sanitari che svolgono la loro preziosa opera all'interno degli istituti penitenziari a salvaguardia della salute della popolazione detenuta

Con il passaggio al SSN della Sanità Penitenziaria dal Ministero della Giustizia si sta assistendo a uno scarica barile delle competenze dimenticando l'estremo disagio di chi opera in carcere , polizia penitenziaria inclusa , e facendo finta che nulla stia succedendo .

medici e tutto il personale sanitario che opera negli IIPP si trova a dovere fronteggiare una situazione critica dove oltre ai problemi cronici dell'ambiente carcerario dovuti al sovraffollamento con le relative tensioni interne si sovrappone una logica di gestione della sanità penitenziaria al di fuori della realtà , spesso poista nelle mani di dirigenti senza nessuna esperienza e senza specifiche conoscenze , considerando questo servizio come un servizio esterno senza considerare la specificità dell'ambiente e delle persone a cui è rivolto .

Si continua a lavorare in un clima di precarietà , dal 2008 salvo rare eccezioni , le regioni non hanno concordato con i sindacati di categoria l'inquadramento e il ruolo dei medici penitenziari che dovrebbe essere previsto nel nuovo ACN per la medicina generale determinando una situazione variegata , non uniforme , a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale e diseguaglianze non solo per il personale sanitario , ma anche per gli stessi detenuti .
E' stato tollerato troppo , nel passato alcuni medici hanno pagato con la vita il fatto di lavorare in carcere , vogliamo arrivare di nuovo a questo prima di un intervento in merito ?

E' giunto il momento di dire BASTA !!!

Fino ad ora i medici e tutti gli operatori sanitari hanno lavorato nel silenzio conoscendo la realtà dell'ambiente e che eventuali azioni di protesta danneggerebbero solo una popolazione che già di per se è penalizzata

Chiediamo un intervento immediato del Ministero della Giustizia e del DAP per fare si che tali episodi non si ripetano e al Ministero della Salute e alle Regioni interventi mirati alla salvaguardia del posto di lavoro , coinvolgendo i medici che da anni lavorano in carcere e conoscono le problematiche del carcere facendo presente che qualora perduri la situazione non si esclude una dimissioni in massa di tutto il personale medico operante negli IIPP , e non si pensi che sia facile sostituirlo , quello che lavora all'interno a contatto con i detenuti e che rischia ogni giorno , non certo quello che dall'esterno pontifica , ma si guarda bene dall'entrare e operare con i detenuti .

La categoria qualora non vi siano risposte in merito si vedrà costretta a proclamare lo stato di agitazione

Segretario Nazionale FIMMG Settore Medicina Penitenziaria - Franco Alberti

CONGRESSO FIMMG : Bartoletti la difficolta' sta nel sintetizzare la complessita'

bartolettiLa difficolta' sta nel sintetizzare la complessita' siamo in un sistema regolato dalla Balduzzi e volenti o nolenti dobbiamo lavorarci dentro se in sanita' non si abbattono i costi di produzione non si esce dai piani di rientro lo stesso nella medicina Generale . Non dobbiamo essere schiavi della tecnologia ma usare la tecnologia per rendere semplici processi complessi in questo verso va la governante delle liste d'attesa .......

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CONGRESSO FIMMG Lazio : Scotti (Fimmg) Ogni Regione vuole fare come vuole abbiamo perso di vista la visione nazionale

scotti2 copyOgni Regione vuole fare come vuole abbiamo perso di vista la visione nazionale globale altrimenti avremo 21 sistemi diversi se non centinaia di difformita'......fondamentale la presa in carico

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AIFA: Scotti (Fimmg), con Vella massima disponibilità a collaborare

vellaRoma (AdnKronos Salute) - «Auguriamo buon lavoro a Stefano Vella e, conoscendo la sua particolare sensibilità verso i bisogni del paziente derivata da una lunga esperienza professionale come medico di famiglia, offriamo la massima disponibilità alla collaborazione della medicina generale italiana, sicuri di perseguire un obiettivo comune: quello di valutare e sostenere la qualità è la quantità di salute prodotta dal farmaco nel nostro Ssn». Lo afferma il segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, commentando la nomina di Stefano Vella a nuovo presidente di Aifa.

NUOVI LEA : Anellli e Marinoni (Fimmg) scenario differente dal DL Lorenzin, ma bisogna assumersi la responsabilità del proprio comportamento prescrittivo

laboratorianalisi thumb other250 250Di Filippo Anelli e Guido Marinoni , Il recente DPCM sui "nuovi LEA" ha suscitato una serie di discussioni relative alle limitazioni dell'attività prescrittiva del medico.
Qualche chiarimento sembra necessario.
Fondamentale è la distinzione tra "indicazioni di appropriatezza" e "condizioni di erogabilità".
Le "condizioni di erogabilità" sono precisi vincoli prescrittivi che vietano al medico di attuare una prescrizione.
Sono state limitate a pochissime situazioni, quali i test genetici, la densitometria ossea, alcune prestazioni di medicina nucleare.
Hanno, di fatto, lo stesso significato delle note AIFA.
Le "indicazioni di appropriatezza" , invece, sono uno strumento per il medico prescrittore che consente di identificare le situazioni nelle quali le evidenze scientifiche rendono raccomandabile l'esecuzione di un accertamento.
Le indicazioni relative ai test allergologici, oggetto di recente polemica, si collocano proprio tra queste.
Di per se non pongono alcun vincolo al medico, che, nella singola situazione clinica, può derogare alle stesse senza che ciò gli venga contestato.
Tuttavia, le "indicazioni di appropriatezza" consentono alle Regioni dalla Aziende Sanitarie di disporre di indicazioni ufficiali sulle quali indirizzare le attività di controllo e valutare il comportamento prescrittivo complessivo del medico, compito comunque di difficile attuazione, ma del tutto impossibile in assenza di riferimenti validati da uno specifico consenso.
Tuttavia, dal momento che le conoscenze scientifiche e di conseguenza le linee guida sono in continua evoluzione, è previsto l'aggiornamento periodico delle indicazioni di appropriatezza da parte dell'apposita commissione ministeriale, che è già al lavoro.
Vale la pena di ricordare come anche la recente legge sulla responsabilità del medico faccia espresso riferimento alle linee guida anche in tema di responsabilità penale: i due ambiti sono solo apparentemente diversi.
Come poi Regioni e Aziende Sanitarie attueranno i controlli sul complessivo profilo prescrittivo del medico è ancora materia tutta da definire, per molti aspetti legata anche al prossimo rinnovo convenzionale.
Medicina amministrata? Forse, ma forse anche necessità di assumere la responsabilità del proprio comportamento prescrittivo sostenendolo dal punto di vista scientifico oltre che da quello dell'uso appropriato delle risposte.
Certo è che rispetto al "Decreto appropriatezza", formalmente abrogato proprio dal DPCM "Nuovi Lea" lo scenario è completamente cambiato.

NUOVI LEA: Rientra il decreto Lorenzin dalla finestra, Bartoletti (Fimmg) "una limitazione nell'operato dei medici, non si puo' normare un atto clinico"

lettiospedale thumb large300 300Lo ha affermato Pier Luigi Bartoletti vice segretario nazionale Vicario della Fimmg in una lunga intervista a MD DIGITAL realizzata da Simone Matrisciano e che riportiamo integralmente anche in audio
"Le cose vanno descritte per quello che sono e non farcite di significati che non hanno: il cosiddetto Decreto Lorenzin sull'appropriatezza prescrittiva non è mai stato cancellato o sospeso, e questo provvedimento sui nuovi Lea ne è la dimostrazione. Si tratta, ancora una volta, dell'affermazione di una logica di limitazione dell'operato dei medici e si aggiunge un ulteriore tassello alla crisi del sistema sanitario pubblico". È questa l'opinione di Pierluigi Bartoletti, vicesegretario Fimmg, in merito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Insomma: il tanto vituperato "Decreto Lorenzin", lesivo dell'attività clinica dei medici e della fruibilità del sistema sanitario pubblico, cacciato dalla porta pare rientrare dalla finestra. "Nessuno nega la necessità di trovare una strada per risparmiare - continua Bartoletti - ma questi provvedimenti restrittivi dell'attività medica determinano un effetto, soprattutto sui pazienti che usufruiscono per necessità dell'assistenza pubblica, che dovranno muoversi in un percorso tortuoso e a ostacoli; chi può utilizzare servizi privati, invece, non vivrà cambiamenti nella sua esperienza in termini assistenziali. È per questo che bisognerebbe cominciare a ragionare sull'accesso alle cure".Tornano quindi alle note limitative alla prescrizione degli esami specialistici e delle analisi che tanto avevano fatto discutere qualche mese fa: l'elenco stilato nei nuovi Lea sembra l'ennesimo tentativo da parte dello Stato di limitare l'utilizzo di esami nella pratica clinica e nell'iter che normalmente porta alla diagnosi o al controllo di una patologia, "ma ciò che è ancora peggio - commenta Bartoletti - limita lo screening preventivo. Adesso la palla passa alle Regioni, sono loro che dovranno mettere in campo le modalità applicative relative ai nuovi Lea. Noi medici abbiamo già sollevato le nostre perplessità ed evidenziato le criticità relative al tentativo di normare l'atto clinico, difficilmente standardizzabile, ponendo vincoli per giungere a una corretta diagnosi. Adesso vedremo cosa faranno le Regioni, costretto ad applicare il provvedimento in ottemperanza ai Lea"."Sono sempre stato abituato all'idea di migliorare ciò che non funziona e mantenere ciò che funziona. Mi domando come ci si possa accanire sui medici di famiglia, gli unici che garantiscono l'accesso alle cure senza liste d'attesa, senza ticket e con orari di apertura al pubblico molto ampi". Bartoletti è molto critico anche verso l'idea delle nuove strutture della medicina del territorio (come le future UCCP): "la medicina generale va migliorata inserendo i medici di famiglia in strutture come le unità di cure complesse, sostiene la politica. Io sono solo un medico, non un politico, ma mi porrei anche solo un problema logistico legato agli spostamenti dei pazienti prima di concentrare medici in una struttura unica e toglierli dal loro territorio di riferimento. Questo anche perché siamo molto bravi a proporre modelli, ma un po' meno a capire - dopo un periodo di applicazione del modello di turno - se funzionano o meno".

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FIMMG e SUNAS: Medici di famiglia e assistenti sociali rinnovano l' intesa su percorsi di sperimentazione e nuovi modelli organizzativi

anziANISi è svolto nei giorni scorsi un incontro tra le Segreterie Nazionali della FIMMG e del SUNAS per una verifica dei contenuti del documento d'intesa siglato tra le due organizzazioni sindacali nel 2013, con l'intento di avviare una ricerca comune di percorsi innovativi tesi alla sperimentazione di un nuovo modello organizzativo basato sull'integrazione interprofessionale e multidisciplinare, come elemento significativo e qualificante dell'integrazione socio-sanitaria, nell'ambito del nuovo assetto istituzionale dell'intero sistema sanitario e socio-sanitario.
Erano presenti per la FIMMG il nuovo Segretario Generale Dott. Silvestro Scotti e il Dott. Massimo Magi Segretario Regionale delle Marche; per il SUNAS il Segretario Generale Dott. Salvatore Poidomani e il Vice Segretario Generale Domenico Pellitta.
Nel confermare la volontà di continuare nel rapporto di collaborazione, ritenendo ancora validi gli aspetti generali dell'intesa, si è convenuto sulla opportunità di avviare una fase di riflessione e di confronto su alcuni aspetti specifici che necessitano di essere aggiornati e ridefiniti alla luce dell'evoluzione normativa
Relativamente alla concretizzazione degli obiettivi dell'accordo è stato confermato il pieno sostegno all'avvio del Progetto sperimentale di modello organizzativo per l'integrazione dell'assistente sociale nei Team AFT-UCCP di Medicina Generale da realizzarsi nella Regione Marche, elaborato e condiviso oltre che dalla FIMMG e dal SUNAS anche dall'Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, dall'Ordine Regionale degli Assistenti Sociali delle Marche e dal CRIASS dell'Università Politecnica delle Marche.
"Il progetto si colloca in una concezione di multidisciplinarità delle risposte, in grado di affrontare la salute del cittadino nella sua globalità, promuovendo l'integrazione e il coordinamento degli interventi di natura sanitaria con quelli di tipo socio-assistenziale, al fine di realizzare percorsi di presa in carico globale socio-sanitaria che accompagnino il cittadino tenendo conto in maniera integrata delle sue esigenze, con la massima attenzione per la qualità della vita.
A tale proposito, il Progetto mira a ricomporre l'unità dell'offerta dei servizi costruiti attorno alla persona, per metterla in condizione di acquisire quelle abilità che le consentano di muoversi con maggiore competenza nella gestione della propria condizione, sia sotto il profilo clinico sia nella sua dimensione sociale."

Il Segretario Generale FIMMG Silvestro Scotti

Il Segretario Generale SUNAS Salvatore Poidomani