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SERATA SULLA PREVIDENZA
LA SERATA DEL 27 APRILE ALLA FIMMG ROMA SULLA TELEMATICA IN MEDICINA
PORTA A PORTA LE CERTIFICAZIONI INPS






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Inviato da: Anonymous di Martedì, 22 Giugno 2010 - 02:22 PM
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Rassegna Stampa

I certificati medici? Da lunedì si fanno solo online 22 giugno 2010 «Le credenziali di accesso sistema per far viaggiare online i certificati di malattia saranno consegnate nei prossimi giorni ai 180mila medici abilitati. Il compito spetta alle regioni, ma ora i problemi organizzativi sono stati risolti». Parola della Funzione pubblica, che scaccia così i dubbi sul fatto che la certificazione telematica potesse rimanere una chimera. In teoria domenica (e lunedì per i medici di famiglia) il canale cartaceo si è chiuso perché si sono esauriti i tre mesi di periodo transitorio avviato dalla pubblicazione del decreto con cui il ministero del Welfare ha fissato la disciplina (il Dm è sulla «Gazzetta Ufficiale» del 19 marzo). Finita la transizione, che permetteva ai vecchi certificati cartacei di convivere con quelli in byte, si è aperto il mese di «collaudo», in cui non scattano le sanzioni per chi non si adegua ma la strada della telematica dovrebbe comunque essere esclusiva: con l'avvio effettivo del nuovo sistema, i dipendenti pubblici (ma lo stesso accade ai privati, per i quali la telematica dovrebbe funzionare da anni) non dovranno più consegnare il certificato al datore di lavoro, che lo potrà consultare sulle banche dati Inps. Secondo il calendario fissato dalla legge, il collaudo finisce il 19 luglio, e da quella data i medici che non trasferiranno la certificazione sul computer andranno incontro a penalità che possono portare fino al licenziamento (ovviamente per i dipendenti del servizio sanitario) o alla revoca della convenzione. «Il rischio di sanzioni ingiuste – spiega la Funzione pubblica – va escluso nel modo più assoluto, perché si comincerà ad applicarle solo dopo che la commissione di collaudo, a cui partecipa anche l'ordine dei medici, certificherà che tutto funzioni correttamente». L'incertezza, semmai, riguarda i tempi, anche se Palazzo Vidoni stringe per tagliare le attese. Intanto le regioni corrono ai ripari. Per il 5 luglio è in programma un incontro con il ministero della Salute per fare il punto sullo stato di diffusione dei codici di accesso e su come risolvere i problemi tecnici. Intanto ognuno cerca una sua soluzione al problema. Dal Lazio fanno sapere che domani gli operatori delle Asl e delle aziende ospedaliere incontreranno i tecnici Sogei (la società che ha reso operativo il software) «per la formazione su consegna e registrazione al portale informatizzato delle chiavi di accesso», e che le password saranno consegnate a metà luglio. Lombardia ed Emilia-Romagna hanno trovato un escamotage: la prima ha scelto di utilizzare il pin del sistema informatico che regge la carta regionale dei servizi, codice già in possesso ai medici di base; la seconda ha ottenuto il via libera del ministero delle Finanze per la carta operatore, già a disposizione dei medici di famiglia e di quelli dipendenti del Ssn. C'è poi chi, come la Liguria, ancora non ha dato le password ai medici. Per arrivare davvero al traguardo bisognerà poi convincere del tutto i professionisti: «Per superare il collaudo – ha scritto nei giorni scorsi la federazione dei medici di medicina generale ai propri associati – è necessario che siano attivi anche tutti gli aiuti all'invio telematico, a partire dal call center, e che i medici aggiornino i propri applicativi di gestione delle schede sanitarie informatizzate». Quest'ultimo è un punto dolente, perché l'update può costare «fino a 250 euro più Iva per l'acquisto e 200 euro l'anno per il canone annuo, spese che nessun medico è tenuto a fare per obbligo convenzionale». Calcoli che spingono la federazione a chiedere che i medici «siano messi in condizione di assolvere i nuovi compiti senza oneri a proprio carico».

 
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