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News: IL SOLE 24 ORE- Riforma Brunetta e medici di famiglia: come si esce da un cul-de-sac?
Inviato da: 6 di Giovedì, 01 Luglio 2010 - 12:44 AM |
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Articolo di Paola Briguori Magistrato della Corte dei Conti
Riforma Brunetta e medici di famiglia: come si esce da un cul-de-sac?
di Paola Briguori - Magistrato della Corte dei conti
Per una volta è doveroso fare il punto sulla Riforma “Brunetta” cambiando angolo prospettico e rilevando più di una criticità, di cui poco si parla nell’ambito del dibattito che tende a vedere il solo lavoratore pubblico schiacciato dalla novella al Tu n. 165/2001.
Quanti dipendenti pubblici negli ultimi mesi sono passati dal loro medico di base a chiedere un certificato a giustificazione di una loro assenza per malattia? Quanti di loro gli hanno anche chiesto che si occupasse di tutti gli adempimenti di legge in materia di certificazione delle assenze per malattia?
Se lo hanno fatto, si saranno accorti che nulla è cambiato nell’ambulatorio del loro medico di fiducia. Molti ambulatori medici della penisola non sono pronti per il cambiamento. In realtà, non sono pronti i medici che, già oberati dal peso del delicato quotidiano lavoro di diagnosi e cura dei loro assistiti, devono trasformare il loro ambulatorio in una struttura burocratica e sofisticata, attrezzata con strumenti informatici e collegamento ad internet. Non sono pronte neppure le Asl (e le Regioni), che non hanno ancora distribuito su tutto il territorio nazionale la password che dovrà utilizzare ciascun medico per l’invio telematico della certificazione. Eppure l’inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica della certificazione medica concernente assenze per malattia è una nuova forma di illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta l’applicazione della sanzione del licenziamento o, per i medici in rapporto convenzionale con le Asl, della decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi. Ma il Dm 26 febbraio 2010 ha disposto che solo per i tre 3 mesi successivi alla sua pubblicazione il medico potrà procedere al rilascio cartaceo dei certificati, secondo le modalità attualmente vigenti. La circolare del Dfp n. 1/2010 ha indicato nel 3 aprile la data dalla quale scatta l’obbligo della trasmissione telematica all’Inps dei certificati di malattia dei dipendenti pubblici.
Altra criticità è quella relativa alla mancata previsione di compenso ulteriore per il medico, nonostante l’indubbio aumento del suo lavoro e dei suoi investimenti in materiale informatico. Al medico rimane riconosciuta solo una generica voce lorda di un’indennità forfetaria mensile di 77,47 euro, già concessa dall’Accordo collettivo nazionale 23 marzo 2005 per la gestione della scheda sanitaria individuale e la stampa prevalente (non inferiore al 70%) delle prescrizioni farmaceutiche e delle richieste di prestazioni specialistiche, nonché per altri specifici adempimenti per via telematica. Nonostante i contratti collettivi integrativi abbiano previsto un piccolo aumento di tale voce, non può seriamente ritenersi – anche alla luce dell’art. 36 Cost. - che il medico di medicina generale sia adeguatamente retribuito per questo ulteriore incombente che non figura affatto tra le controprestazioni della suddetta indennità.
http://www.professioni-imprese24.ilsole24ore.com/content/professioni24/pa/news/paradossi.html
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