Sulle misure previste
Memoria del Procuratore Generale della corte dei Conti/vaccino
H1N1
"La vicenda relativa ai possibili gravi rischi conseguenti alla temuta
pandemia influenzale provocata dal virus A/H1N1 (la c.d. influenza suina) ha
presentato caratteri del tutto peculiari e pertanto anche la sua analisi
comporta valutazioni diverse dalle solite.
A pericolo ormai scongiurato, sarebbe infatti fin troppo facile trarre
conclusioni semplicistiche e per certi versi scontate, sulla sostanziale
inutilità delle costose misure poste in atto per affrontare un pericolo di fatto
rivelatosi inesistente e, quindi, sarebbe fin troppo ingeneroso criticare le
scelte effettuate sotto una comprensibile pressione psicologica.
Non possono essere, tuttavia, taciute o sottovalutate le molteplici
perplessità che hanno animato la sua storia, anche quando i timori apparivano
reali e concreti,seppure inseriti in un clima da subito apparso, ad una visione
oggettivamentepiù disincantata, fin troppo allarmistico ed indirizzato.
L'acritica adesione a decisioni assunte in altri sedi (per quanto prestigiose
ed importanti, ma pur sempre potenzialmente fallaci), la scelta di rispondere
alla temuta emergenza con una vaccinazione di massa e non con altri possibili (e
comunque altrettanto disponibili) rimedi terapeutici, la diversa composizione
del prodotto scelto per l'operazione e la sua auspicata ma non verificata
efficacia, le innegabili divergenze emerse nel mondo scientifico sulla validità
generale di una simile scelta, la stipula di un contratto di approvvigionamento
dalle caratteristiche inusuali e con un iter ampiamente derogatorio delle
normali regole di settore, i ritardi di distribuzione dei vaccini (poi
fortunatamente inutilizzati), il generale rifiuto a sottoporsi alla vaccinazione
proprio da parte dei soggetti intuitivamente ritenuti più a rischio, la prevista
impossibilità di vaccinazione da parte di altri che magari avrebbero invece
voluto farlo, tanto per esemplificare, sono alcuni aspetti che impongono, da un
lato, la necessità di trarre dall'esperienza comunque compiuta i necessari
insegnamenti e, dall'altro, la doverosità, secondo le varie
competenzeistituzionali, di verificare, sia pure con le dovute accortezze
proprie di un'analisi svolta a posteriore, la ragionevolezza e la funzionalità
di quanto predisposto ed attuato.
In altri termini, rimane difficile non interrogarsi sui costi effettivamente
sostenuti, sugli impegni presi, sulle esigenze di rendicontazione dei prodotti
acquisiti, su quale destinazione sarà individuata per i prodotti inutilizzati,
sui prevedibili problemi di stoccaggio e conservazione di un così gran numero di
confezioni.
Il contratto di fornitura del vaccino ha previsto una spesa di euro 186,600
milioni per l'acquisto di complessivi 24 milioni di dosi del prodotto, destinate
a soddisfare le esigenze di profilassi del 40 per cento della popolazione
italiana.
Tenuto conto dei termini inconsueti nei quali si è sviluppata tutta la
vicenda e gli oggettivi condizionamenti che hanno condotto, fra l'altro, la
Sezione centrale del controllo di legittimità di questa Corte ad ammettere al
visto il provvedimento di approvazione di un simile contratto, potrebbero
comunque emergere profili di responsabilità amministrativa-contabile a carico di
soggetti intervenuti nella vicenda, per gli aspetti che in sede di controllo non
è stato possibile valutare.
In tal caso non dovrebbe costituire esimente l'avvenuta registrazione del
contratto.
La fattispecie potrebbe peraltro costituire una deroga alle disposizioni che
limitano l'esercizio dell'azione di responsabilità, in presenza di atti
assoggettati con esito positivo al controllo, laddove venisse ravvisata
un'ipotesi di abuso del diritto (uso strumentale di norme, solo formalmente
legittimo), nei termini teorizzati di recente dalla Suprema Corte di
cassazione".
IL TESTO INETEGRALE DELLA RELAZIONE DAL
SITO DELLA CORTE DEI CONTI
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