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spacer.gif   News: EDITORIALE DI CLAUDIO CASAROLI SEGRETARIO PROVINCIALE DI FERRARA
Inviato da: 6 di Venerdì, 30 Luglio 2010 - 12:15 AM
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News Italia La cecita' burocratica non conosce confini...

http://ferrara.fimmg.org/
Editoriale IL PROBLEMA DELLE LISTE D’ATTESA: UN PROBLEMA POLITICO Il problema delle liste d’attesa non si risolve individuando presunti colpevoli nei medici di famiglia o nei cittadini. Neppure aumentando l’offerta si risolverebbe molto. Invece la soluzione è tutta nelle mani della Politica, come cercherò di evidenziare. Nell’intervista alla stampa ferrarese, il Direttore Generale presenta dei dati di fornitura di prestazioni sostanzialmente positivi. Sottolinea che solo dieci specialità presentano punti di sofferenza senza dire però che sono quelle con più richieste di prestazioni. Con grande rapidità individua le cause del disservizio in quei cittadini poco dotati di senso civico che sottraggono possibilità ad altri, e in quei medici che “fanno i furbi” giocando sull’urgenza o meno della prestazione. Il riferimento ad alcuni medici di famiglia è incidentale anche se intuibile. Ma andiamo per gradi. Per anni la Politica ha evitato accuratamente di favorire un uso responsabile dei servizi offerti dal SSN prima e dal SSR poi da parte dei cittadini. Solo negli ultimi anni, a seguito dei noti problemi economici, si è cercato di favorire un uso più consapevole delle prestazioni, e occorre dire che, i cittadini si dimostrano più attenti che in passato, ma è fuori di dubbio che se si introducesse il principio della responsabilità con sanzioni economiche per chi non disdice le prestazioni di cui non intende usufruire, anche coloro che hanno scarso senso civico starebbero più attenti. Ma questi sono provvedimenti che si possono prendere solo in sede legislativa. E veniamo ai medici. È però molto strano che Fosco Foglietta abbia voluto usare le colonne dei giornali per incolpare delle lungaggini delle liste d’attesa (anche se parla di alcuni “furbi”) una categoria di professionisti che egli negli anni del suo mandato ha finora cercato di coinvolgere nel processo di razionalizzazione dell’uso delle risorse ottenendo, peraltro, significativi risultati di ritorno che sono stati alla base del suo programma di risanamento aziendale. Se le liste di attesa fossero davvero un problema causato dalla medicina generale il Direttore avrebbe potuto convocare i coordinatori di NCP e i referenti di distretto della medicina generale, che egli ha creato, e affrontare il problema nello stesso modo, come avviene ogni anno al primo accenno di fibrillazione per la spesa farmaceutica, cercando tutte quelle misure utili a risolverle. In realtà egli sa che il vero problema (e lo si capisce tra le righe) sta altrove. Se le ore dedicate dai medici dipendenti alle prestazioni convenzionate per far fronte ad oltre l’80% delle richieste sono pari a quelle riservate alla libera professione per far fronte al poco più del 15% delle richieste, è evidente la sproporzione ed è evidente dove sta il nocciolo della questione. Ma solo la Politica avrebbe la capacità di modificare questa situazione attraverso contratti di lavoro diversi dagli attuali. Nelle polemiche che ne sono seguite poi, sono emerse distorsioni del Sistema che vedono i medici di medicina generale vittime piuttosto che protagonisti. Per cercare di favorire i cittadini, sono quasi sempre gli impiegati del Cup che suggeriscono ai pazienti stessi di ritornare dal medico per barrare l’urgenza al fine di avere la prestazione in tempi più rapidi. Dal 2007 la RER ha avviato un programma di informatizzazione chiamato Progetto Sole per consentire ai medici di medicina generale e a tutte le strutture ospedaliere della regione di essere in collegamento tra loro al fine di sveltire le procedure. Il processo è quasi ultimato per quanto riguarda i medici di medicina generale, ma l’azienda ospedaliera, i reparti ospedalieri, i reparti universitari, gli ambulatori dei medici convenzionati, quelli della guardia medica, tardano ad essere collegati o peggio ancora non ci si preoccupa di farli funzionare attraverso il sistema Sole. Il tutto si traduce in disservizi, ritardi e inefficienze che a cascata si ripercuotono sui medici di medicina generale e sui cittadini. Ma perché una Regione così importante come la RER, che ha fatto una scelta politica ed economica così onerosa per l’informatizzazione dei suoi servizi sanitari, non ha poi la forza politica di imporre comportamenti uniformi a tutti gli operatori siano essi dipendenti o convenzionati, che comunque in ultima analisi vengono pagati dalla stessa RER a fine mese? Per quale motivo si consente ai reparti universitari ed ospedalieri di crearsi regole interne per le prestazioni che devono fornire, che si traducono in appesantimento burocratico per il medico di medicina generale e code infinite per il cittadino, in barba al Nomenclatore del Progetto Sole di informatizzazione regionale pagato con le tasse dei cittadini della RER? Da quando sono entrati in vigore le norme legislative sulla tracciabilità delle prescrizioni su ricetta SSN che hanno eliminato la legge regionale sulla deburocratizzazione, è pratica invalsa che i medici dei reparti ospedalieri universitari o ambulatori specialistici convenzionati non ricettino quasi più direttamente (qualche volenteroso è rimasto) le prestazioni di cui necessitano per concludere l’iter diagnostico. Questo si è tradotto in lungaggini per i cittadini negli ambulatori dei propri medici di famiglia e appesantimento burocratico per gli stessi. E ciò senza che alcuna autorità regionale, aziendale, politica, od ordinistica (che dovrebbe tutelare il rapporto deontologico fra colleghi oltre che la salute dei cittadini) si sia preoccupata di affrontare il problema. Per non parlare delle visite di controllo, molte volte un fenomeno autoreferenziale di mantenimento della prestazione: il medico di medicina generale è il medico di fiducia del paziente ed è quello deputato a decidere le prestazioni di controllo se necessarie per il proprio assistito, e non a rincorrere le richieste degli altri colleghi. In buona sostanza ci sono problemi di fondo nella organizzazione del SSN e del SSR che hanno bisogno di una nuova risposta Politica, se si vuol davvero offrire ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno, usando al meglio le risorse economiche, purtroppo non infinite, che sono messe a disposizione con la fiscalità di tutti. Dr. Claudio Casaroli Segretario provinciale FIMMG Ferrara.

 
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