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CORONAVIRUS,: nessun risarcimento a medici di famiglia e farmacisti morti per Covid-19 Fimmg "ci sono eroi ed eroi."

 coronavirus ospedale Fg thumb large300 300Le compagnie assicurative non riconoscono l'infezione come incidente sul lavoro, pertanto chi non è iscritto all'Inail o non ha una copertura sulle malattie, non ha diritto ad alcun indennizzo, a differenza dei medici di ospedale. Le compagnie assicurative private , infatti, non riconoscono il contagio durante il servizio come infortunio sul lavoro. Pertanto medici di famiglia e gli altri professionisti della salute riceveranno un risarcimento solo nel caso in cui abbiano stipulato una polizza vita o sulla salute. Secondo i dati Inail sono 49.021 le denunce di infortuni sul lavoro da parte degli operatori del settore della sanità e dell'assistenza sociale, la categoria più colpita con 236 decessi. Il maggior numero di contagi e di decessi si è verificato fra i tecnici della salute "ci sono eroi ed eroi." Così la Federazione Italiana Medici di famiglia a "Per una questione interpretativa giuridica," rimarca la federazione " le compagnie non riconoscono l'infezione da Covid-19 come infortunio sul lavoro. C'è già chi è pronto a rivolgersi alla magistratura. Un medico, un dentista, un farmacista o un tecnico sanitario (infermieri, terapisti, radiologi ecc.) che lavorano con regolare contratto in una struttura sanitaria pubblica o privata e che si sono ammalati o si ammalano, speriamo non più, dopo essere stati contagiati da un paziente, possono contare sulla copertura assicurativa dell'Inail che considera ciò che è accaduto loro un infortunio sul lavoro. Di conseguenza, hanno diritto a un indennizzo se riportano un'invalidità permanente che, in caso di morte, viene versato ai familiari. I medici di medicina generale svolgono un servizio - è bene ricordarlo - pubblico in convenzione con il Servizio sanitario che li paga, ad esempio, per visitare i pazienti. Non possono rifiutarsi e se vengono contagiati è obiettivamente difficile non pensare a un infortunio, ovviamente sul lavoro."