Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

CONSIGLIO DI STATO : Le USCA-R sono legittime annullata la sentenza TAR dello SMI , un "grave errore esegetico"

 corona1rif thumb other250 250Con la sentenza 8166/2020 il Consiglio di Stato ha accolto oggi l'appello della Fimmg avverso la sentenza del TAR Lazio, sez. III, n. 11991/2020.
Con riferimento alla nostra posizione, il Consiglio di Stato ha in primo luogo dichiarato ammissibile l'intervento per opposizione di terzo spiegato dalla Fimmg e dai medici ad essa associati.
Nel merito, il Collegio ha poi osservato come la sentenza di prime cure poggiasse su due postulati, entrambi errati:
1) il primo secondo cui l'esplosione di un evento pandemico, in quanto evento straordinario e non previsto, sia idoneo a mutare implicitamente i concetti di malattia acuta e cronica sui quali basano i LEA e i connessi accessi domiciliari nell'ambito della medicina generale. E' infatti evidente come "la tesi secondo la quale l'influenza da covid 19 non sarebbe una patologia acuta sussumibile nel disposto appena citato, si risolve in una mera illazione, posto che la patologia acuta è proprio il processo morboso funzionale o organico a rapida evoluzione, cui tipicamente è riconducibile quello conseguente a virus influenzale".
2) il secondo secondo cui l'evento pandemico sia altresì idoneo a fare tabula rasa dei precedenti sistemi organizzativi in ambito sanitario, sostituendosi integralmente all'ordinario assetto di competenze. E' chiaro infatti che le norme emergenziali, anche di carattere organizzativo, sono sempre norme speciali e derogatorie che si innestano in un contesto noto e presupposto dal legislatore, in modo da modellare l'assetto organizzativo ordinario e renderlo maggiormente idoneo a fronteggiare l'emergenza.
Ciò premesso, aderendo alla prospettazione fornita dalla Fimmg, il Collegio passa poi all'interpretazione dell'art. 4-bis del DL 18/2020, dichiarando come appaia chiaro "il senso della disposizione emergenziale in commento sia quello di alleggerire i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale, dal "carico" derivante dall'esplosione pandemica, affiancando loro una struttura capace di intervenire a domicilio del paziente, a richiesta dei primi, ove questi, attanagliati da un fase di così diffusa morbilità e astretti dalle intuibili limitazioni temporali e fisiche, o anche legate all'indisponibilità temporanea di presidi efficaci, non possano recarsi al domicilio del paziente, o ritengano, in scienza e coscienza, nell'ambito della propria autonoma e libera valutazione medica, che sia necessaria o preferibile l'intervento della struttura di supporto" (punto 10).
Del resto, "trarre dalle disposizioni in commento, un vero e proprio divieto per i medici di medicina generale di recarsi a domicilio per assistere i propri pazienti alle prese con il virus, come sostenuto in prime cure, costituirebbe, per converso, un grave errore esegetico, suscettibile di depotenziare la risposta del sistema sanitario alla pandemia e di provocare ulteriore e intollerabile disagio ai pazienti, che già affetti da patologie croniche, si vedrebbero (e si sono invero spesso visti), una volta colpiti dal virus, proiettati in una dimensione di incertezza e paura, e finanche abbandonati dal medico che li ha sempre seguiti" (punto 11).
In conclusione, con un passaggio estremamente significativo, il Collegio fa salvo l'operato regionale, sancendo che fosse già ritraibile dall'ordinamento – e solo supportato dalla stipula, a fine ottobre, del nuovo ACN – il principio secondo il quale "il medico di medicina generale (e le altre figure mediche operanti sul territorio), in scienza e coscienza ordinariamente valutano e, se necessario, effettuano, l'accesso domiciliare anche per i malati covid, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, fruendo, ove necessario o opportuno, anche in considerazione dell'eventuale insufficienza o inidoneità dei dispositivi di protezione disponibili, del supporto dei medici e del personale dell'USCAR"

IL TESTO DELLA SENTENZA

<< Indietro