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CASO AVANTIS- LUCENTIS: dirigenti Aifa indagati per danno all'erario

 roche novartis thumb250 250Dirigenti e componenti pro tempore della Commissione consultiva tecnico scientifica dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, accusati di aver provocato un danno all'erario do 200 milioni nel "caso" 'Avastin' e 'Lucentis' per avere imposto limitazioni alla prescrivibilità di un farmaco più economico per curare alcune malattie oculari, costringendo il Servizio sanitario nazionale a sostenere costi maggiori. Il tutto nell'interesse di due multinazionali farmaceutiche, Roche e Novartis. La Guardia di Finanza ha notificato ai soggetti coinvolti un invito a dedurre per l'indagine della Corte dei Conti del Lazio. Duri i capi di accusa risultati dopo gli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma, coordinati dal procuratore regionale della Corte dei Conti Andrea Lupi e dal vice procuratore Massimo Perin. Gli accusati avrebbero consentito di accertare che i farmaci 'Avastin' e 'Lucentis' avessero la stessa equivalenza terapeutica, come risultava da una serie di studi comparativi. non aggiornando le indicazioni d'uso per il farmaco piu economico tra i prodotti rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e imponendo una serie di "ingiustificate limitazioni" al suo utilizzo almeno fino al 2017, causando un aggravio di spesa per lo Stato. L'indagine dopo la sentenza del Consiglio di stato dove si era accertato che Roche e Novartis hanno fatto concertazione illecita ai danni dei pazienti e del sistema sanitario nazionale. L'aggravio economico, spiega una nota della Gdf, è stato calcolato in base alla differenza di prezzo dei farmaci, tra i 600 e i 730 euro per singola dose, in relazione al numero di trattamenti complessivamente effettuati con il più costoso Lucentis. Le persone destinatarie del provvedimento, cui all'epoca era rimessa la valutazione, sotto il profilo sia tecnico-scientifico che economico-finanziario, sull'inclusione dei medicinali nella lista di quelli rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, hanno ora 60 giorni di tempo per fornire le deduzioni difensive ai magistrati della Corte dei Conti.