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CASO PANZIRONI: la condanna dei medici: «Metodo pseudo-scientifico anche i biologi uniti contro il giornalista

 panzironi33( Il Tirreno) di Ìlaria Bonuccelli LIVORNO. Nas e ministero della Salute. Carabinieri e governo. Biologi e medici uniti contro Life120. Contro il metodo Panzironi, lo stile di vita che - attraverso la televisione - promette di campare fino a 120 anni se si abbandona la dieta mediterranea, se si ripudiano i carboidrati e, magari, se si consumano un po' di integratori a base di spezie prodotti dai fratelli Adriano e Roberto Panzironi che il metodo Life 120 lo hanno inventato.
Il 15 febbraio 2018 i biologi italiani si dicono preoccupati «dalla diffusione di un metodo pseudo-scientifico che può creare condizioni di rischio per la salute dei soggetti attratti da falsa propaganda». In una lettera alla Federazione nazionale dei Medici l'ordine nazionale dei Biologi avverte che riterrebbe opportuno un controllo dei Nas su Life120, per valutare le «ricadute e eventuali illegittimità connesse a tale attività». La Federazione accoglie l'appello e sollecita il ministro della Sanità: rettifichi le informazioni «pseudo-scientifiche» trasmesse in tv. Una rete di emittenti locali - in Toscana Canale 10 - rilancia la trasmissione "Il cercasalute" che serve a Panzironi promuovere Life120, una catena di montaggio: libro, dieta e integratori. In ogni trasmissione la scaletta è identica: Panzironi svela la vera causa di malattie anche gravi (autismo, Alzheimer, ipertensione, diabete e così via). La vera causa è sempre la stessa: il consumo di carboidrati: pane, pasta, pizza, legumi, patate. E c'è sempre un testimone che racconta la propria guarigione da un sacco di patologie. Quando i testimoni cominciano a essere medici, la Federazione sollecita due ordini - quello della Toscana e quello della Campania - ad aprire due procedimenti nei confronti dei propri iscritti. Uno a carico di un dentista di Firenze - come anticipato da Il Tirreno - e uno a carico di un medico di Napoli «coinvolti nella propaganda del metodo Life 120». Alla Federazione dei Medici arrivano - scrive il presidente Filippo Anelli - continue «sollecitazioni per intervenire sul metodo Panzironi». Che i Biologi definiscono «privo di qualunque base scientifica». Dopo questa presa di posizione, Anelli scrive al ministero della Salute, alla Direzione generale delle Professioni sanitarie, e sollecita l'attivazione di controlli in base alla legge sulla «pubblicità sanitaria e la repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie». Per la Federazione, visti i messaggi lanciati da Panzironi «appare indispensabile procedere a rettificare informazioni pseudo-scientifiche che continuano a essere promosse dalle reti radiofoniche e televisive».
Metodo Panzironi, le spezie dei "miracoli" e i testimoni toscani Adriano Panzironi è il giornalista che ha inventato Life120. Uno stile di vita sintetizzato nel libro "Vivere 120 anni". Nel teso va contro la medicina tradizionale e la dieta mediterranea. La soluzione a malattie gravi sarebbe una paleo dieta e l'utilizzo di 9 diversi integratori pubblicizzati su molte emittenti private in tutta Italia (e vendute da una società della quale è proprietario lo stesso Panzironi insieme al fratello gemello). Ecco i testimoni toscani che sostengono di essere stati guariti dal metodo Panzironi - Questo può essere fatto in base a una legge che esiste dal 1992. È la 175 e l'articolo 7 prevede, con chiarezza, che il ministro della Sanità: 1) di propria iniziativa o su richiesta degli ordini professionali, disponga la «rettifica di informazioni e notizie su argomenti di carattere medico controversi, forniti al pubblico in modo unilaterale attraverso la stampa o i mezzi di comunicazione radiotelevisivi»; 2) sentito il parere del Consiglio superiore di sanità, invita i responsabili della pubblicazione o della trasmissione, a «provvedere alla divulgazione della rettifica, che, in caso di trasmissioni televisive, deve avvenire nelle stesse ore in cui è stata diffusa la notizia cui si riferisce la rettifica»; 3) i responsabili delle reti radiofoniche e televisive sono «tenuti a fornire al ministero, agli ordini professionali, su richiesta, il testo integrale dei comunicati, interviste, programmi su argomenti medici o d'interesse sanitario trasmessi». Chi non ottempera, paga multe da migliaia di euro (secondo quanto previsto dalla normativa vigente). Il ministero della Salute, in realtà, in piene elezioni non sembra aver ancora risposto a questa sollecitazione, malgrado il presidente Anelli sottolinei nella propria nota: «Considerata la delicatezza della questione, si richiede un sollecito riscontro su una questione che interferisce in modo negativo sulla vera tutela della salute dei cittadini». Difficile, a questo punto, per il ministero continuare a ignorare il sollecito. Soprattutto ora che la ministra Giulia Grillo si è insediata.