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CARENZA MEDICI : con il DL Calabria che diventa legge, il via definitivo all'accesso dei tirocinanti in formazione alle zone carenti di assistenza primaria fino al 2021

 triennio44Con l'approvazione del Decreto Calabria ora legge dello stato prendono il via le misure volte ad arginare la carenza dei medici di Famiglia. Il tutto era partito dal decreto semplificazioni che alcuni mesi fa aveva rimodulato i requisiti per l'accesso alla titolarita' per la medicina Generale permettendo la partecipazione dei bandi anche a coloro che frequentavano il corso di formazione in medicina generale, secondo delle modalita' definite (leggi qui)  e normate in seguito dalle regioni, (Leggi qui).  Il tutto per un tempo definito fino al 2021. Ora con il Decreto Calabria diventato legge viene incluso nel DL 17 agosto 1999, n.368 che norma il diploma di formazione, anche la figura del medico che frequenta il corso tra le figure che possono accedere agli incarichi sancendo di fatto la caduta di una incompatibilta', anche se la loro assegnazione è sempre subordinata ad una carenza, ovvero che coloro gia' in possesso del diploma non abbiano coperto tutti i posti disponibili messi a disposizione nel bando.

ecco i dispositivi di legge modificati :

DL CALABRIA ( approvato il 18 giugno in Senato)

Al decreto legislativo 17 agosto 1999, n.368, sono apportate le seguenti modificazioni:

a)all'articolo 21, comma 1, dopo le parole «diploma di formazione specifica in medicina generale» sono aggiunte le seguenti:
«o l'iscrizione al corso di formazione specifica in medicina generale»;

b)all'articolo 24, comma 3, sono abrogate le lettere d) ed e).

Decreto legislativo 17 agosto 1999, n.368
(con modifica dopo il DL Calabria)

Art. 21

1. Per l'esercizio dell'attivita' di medico chirurgo di medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e' necessario il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale o l'iscrizione al corso di formazione specifica in medicina generale

2. fermo restando la validita' degli attestati gia' rilasciati ai sensi del decreto del Ministro della sanita' di concerto con il Ministro della pubblica istruzione 10 ottobre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale n. 267 del 14 novembre 1988 e del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 256.ù

Art. 24

3. La formazione a tempo pieno, implica la partecipazione alla totalità delle attività mediche del servizio nel quale si effettua la formazione, comprese le guardie, in modo che il medico in formazione dedichi a tale formazione pratica e teorica tutta la sua attività professionale per l'intera durata della normale settimana lavorativa e per tutta la durata dell'anno. La frequenza del corso non comporta l'instaurazione di un rapporto di dipendenza o lavoro convenzionale nè con il Servizio sanitario nazionale, nè con i medici tutori. Le regioni e le province autonome possono organizzare corsi a tempo parziale purchè siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a) il livello della formazione corrisponda qualitativamente a quello della formazione a tempo pieno;

b) la durata complessiva della formazione non sia abbreviata rispetto quella a tempo pieno;

c) l'orario settimanale della formazione non sia inferiore al 50% dell'orario settimanale a tempo pieno;

d) ( ABROGATO)
(la formazione comporti un congruo numero di periodi di formazione a tempo pieno sia per la parte dispensata in un centro ospedaliero, che per la parte effettuata in un ambulatorio di medicina generale riconosciuto o in un centro riconosciuto nel quale i medici dispensano cure primarie;)

e) ( ABROGATO)
(i periodi di formazione a tempo pieno, sopraindicati, siano di numero e durata tali da preparare in modo adeguato all'effettivo esercizio della medicina generale.»;)

DL SEMPLIFICAZIONI

Art. 9. (Disposizioni urgenti in materia di formazione specifica in medicina generale)

1. Fino al 31 dicembre 2021, in relazione alla contingente carenza dei medici di medicina generale, nelle more di una revisione complessiva del relativo sistema di formazione specifica i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale, iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, possono partecipare all'assegnazione degli incarichi convenzionali, rimessi all'accordo collettivo nazionale nell'ambito della disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. La loro assegnazione è in ogni caso subordinata rispetto a quella dei medici in possesso del relativo diploma e agli altri medici aventi, a qualsiasi titolo, diritto all'inserimento nella graduatoria regionale, in forza di altra disposizione. Resta fermo, per l'assegnazione degli incarichi per l'emergenza sanitaria territoriale, il requisito del possesso dell'attestato d'idoneità all'esercizio dell'emergenza sanitaria territoriale. Il mancato conseguimento del diploma di formazione specifica in medicina generale entro il termine previsto dal corso di rispettiva frequenza, comporta la cancellazione dalla graduatoria regionale e la decadenza dall'eventuale incarico assegnato.

2. Per le finalità di cui al comma 1, le regioni e le province autonome, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 24, comma 3, del decreto legislativo 17 agosto 1999,n. 368, possono prevedere limitazioni del massimale di assistiti in carico ovvero organizzare i corsi a tempo parziale, prevedendo in ogni caso che l'articolazione oraria e l'organizzazione delle attività assistenziali non pregiudichino la corretta partecipazione alle attività didattiche previste per il completamento del corso di formazione specifica in medicina generale.

3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in Atti Parlamentari. In sede di Accordo collettivo nazionale, sono individuati i criteri di priorità per l'inserimento nelle graduatorie regionali dei medici iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale di cui al comma 1, per l'assegnazione degli incarichi convenzionali, nonché le relative modalità di remunerazione. Nelle more della definizione dei criteri di cui al presente comma, si applicano quelli previsti dall'Accordo collettivo nazionale vigente per le sostituzioni e gli incarichi provvisori.

4. Dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigenti.
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