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RICETTA ELETTRONICA: due giorni di caos disagi per i Mmg, Giampiero Pirro (Fimmg) medici ammortizzatori dei disservizi ci si sta abituando al caos e alla burocrazia

 ricetta14 GEN DOCTOR 33 di Mauro Miserendino Giovedì e venerdì scorsi, due giorni neri per la medicina generale un po' in tutta Italia. Il sistema di accoglienza Sogei delle ricette dematerializzate si bloccava. Il medico, compilava, inviava e il gestionale rispondeva dopo un minuto e mezzo che l'invio non era andato a buon fine, proponendo di staccarsi dalla linea telefonica e di passare alla compilazione della ricetta "rossa" per consentire di far pervenire le ricette ai farmacisti attraverso i pazienti. Qualche gestionale ha subito segnalato problemi nei server di Sogei, la società pubblica che gestisce il sistema d'accoglienza dati delle prescrizioni. La situazione si è normalizzata a poco a poco venerdì. «In alcune regioni la spedizione funzionava a singhiozzo, magari riprovando andava meglio, e il pc s'inceppava la volta dopo. Ma, specie in regioni con propri sistemi d'accoglienza dati, l'intoppo è perdurato, dovendo i sistemi locali interfacciarsi con il sistema Sogei», dice Giampiero Pirro responsabile comunicazione Fimmg Roma, che ha per primo svolto un'ampia ricognizione tra i colleghi di tutta Italia evidenziando la portata nazionale del guasto. «In alcune aree ci sono stati problemi anche per la ricezione dei certificati di malattia, risolvibili con il rilascio ai pazienti di certificazione per Inps ed attestazione per il datore di lavoro compilate a penna». Tutto si è risolto venerdì, «in mattinata da noi in Lazio; nelle regioni con un proprio sistema di accoglienza dati mi risulta si sia impiegato più tempo». Il disagio è stato importante: «Non era facile capire subito che il problema sarebbe perdurato - dice Pirro - si perdeva tempo a provare a inviare le ricette e attendere risposta». Nel compilare la ricetta cartacea, si deve fare i conti con la scarsità dei ricettari. «Un tempo erano "infiniti", ora molti colleghi devono procurarli, e ricetta elettronica stampata-ma-non-inviata e ricetta cartacea non sono intercambiabili. La ricetta "rossa" è un assegno di carta, i soldi sono lì, se il paziente lo perde la spesa del Servizio sanitario non è più riportata da nessuna parte; la ricetta dematerializzata è un bonifico, nulla di male se si perde il promemoria, che non ha identico valore giuridico. In ogni caso, la Pubblica amministrazione al momento non pare avere un piano B per i malfunzionamenti del sistema Tessera sanitaria».
Altro grave motivo di disagio «è per il medico di famiglia. Se in Lazio non mandiamo ricette dematerializzate per il 60% del totale, tra farmaci ed esami o visite specialistiche, non percepiamo parte dello stipendio, e in altre regioni la soglia da rispettare è anche più alta». Gianfranco Breccia, segretario nazionale del Sindacato Snami dal Piemonte racconta una storia in parte diversa. «I gestionali ci hanno avvertiti per tempo dei problemi, che non dipendevano dal sistema accoglienza dati regionale ma da quello nazionale, e ci hanno posti di fronte alla scelta di riprovare o di passare automaticamente alla compilazione della ricetta rossa. E del certificato di malattia cartaceo. Mi sono detto che non può gravare sul mio servizio l'intralcio burocratico dipendente da altri, e consistente nell'aggiornare i server durante l'orario di lavoro di un giorno d'inverno con l'epidemia influenzale in atto e decine di pazienti in studio. Ho redatto i certificati di malattia a mano inserendo alla fine la frase "si rilascia in modalità cartacea per disservizio Sogei". La frase in teoria si può usare pure nella ricetta su carta (preferisco la stampa alla penna perché resta traccia della prescrizione nel Pc), ma essendo giunte migliaia di segnalazioni del guasto alle Asl, e non essendo prevista alcuna decurtazione per gli stipendi del Mmg in caso di non raggiungimento della quota mensile fissata sulle ricette online per disservizi di Sogei, ho fatto prevalere la necessità dei pazienti di non perdere tempo. Per inciso, a San Silvestro è avvenuto anche l'aggiornamento del server del sistema d'accoglienza regionale e sono temporaneamente sparite dalle schede dei pazienti alcune esenzioni, in particolare di invalidità, che per tutta la scorsa settimana noi non abbiamo più potuto inserire senza incorrere nell'alert del gestionale».
Pirro riflette su come già a due giorni di distanza sui media e sui motori di ricerca dell'intoppo le cronache italiane riportino poco o niente. «Ci si sta abituando alle bizze del sistema Ts un po' come ci si rischia di abituare alle aggressioni ai medici», dice. «Il lavoro burocratico svolto ogni giorno dal Mmg per ovviare ai deficit del sistema mette una pezza e il disservizio passa sottotraccia. Ma di fatto il diritto del paziente ad avere per tempo la cura si sta allontanando. Giovedì a Napoli l'Asl non accettava le ricette "rosse" redatte dai medici in luogo di quelle dematerializzate: in certi casi è lo stesso servizio sanitario a non aiutare medici e cittadini».