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PROFESSIONE: Anelli (FnomcEo) 40.000 Giovanni laureati pugliesi sono andati via dalla nostra regione piange il cuore veder partire i nostri figli

medicifrancia40.000 Giovanni laureati pugliesi sono andati via dalla nostra regione in cerca di fortuna e lavoro. Se fossero rimasti in Puglia il nostro PIL, la nostra ricchezza, sarebbe cresciuta di 3 punti percentuali. Così Antonello Cassano su Repubblica."Così il presidente Omceo Filippo Anelli dal suo profilo Facebook "
"È l'emergenza delle emergenze! Piange il cuore veder partire i nostri figli. Alla tristezza e al rammarico spesso si associa l'orgoglio nel vedere i nostri giovani aver successo nel loro lavoro e ricoprire ruoli di responsabilità nella nostra società. Cicli storici si ripetono e come cento anni fa molti dei nostri nonni furono costretti ad emigrare a causa della crisi economica, anche oggi in forme diverse i nostri figli, spesso i migliori, vanno via. La politica, a cui si demandano spesso le soluzioni, non riesce più ad interpretare i bisogni della gente, creando rabbia, repulsione e insofferenza. Proviamo tutti a rimboccarci le maniche.
Al primo posto siano messe le politiche di formazione e di occupazione giovanile." Conclude Anelli " In fin dei conti siamo sempre l'ultima regione in Italia per numero di laureati e questo non depone bene per il futuro della nostra terra."

MINSTERO SALUTE: Giulia Grillo alle Regioni Il ministero non sarà commissariato dal Mef aumento fondo sanitario ma lotta agli sprechi

Conferenza-Regioni-3"Un Servizio sanitario nazionale robusto e civile, che combatta le diseguaglianze tra le diverse aree del Paese, che non neghi i diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini, è un segno irrinunciabile di civiltà e di crescita sociale. Questo è l'impegno che mi assumo come ministro e questo chiedo alle Regioni e alle Province autonome, per affrontare con atti concreti e con un costante sforzo comune tutte le esigenze e i numerosi problemi che la Sanità pubblica e i cittadini hanno davanti".
Con queste parole il ministro della Salute Giulia Grillo ha concluso il suo intervento all'incontro di oggi con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Un incontro che vuol essere un primo momento di confronto con tutti gli assessori delle Regioni e delle Province autonome riguardo i temi della sanità nell'esclusivo intento di migliorare l'erogazione e l'organizzazione dei servizi a disposizione dei cittadini, a prescindere dalle Regioni di residenza.
I temi sui quali maggiormente ci si è concentrati interessano:
1) la determinazione del fabbisogno di medici specialisti al fine di supplire a carenze di organico, vera e annosa spina nel fianco dei vari sistemi sanitari regionali;
2) liste d'attesa e relativo piano nazionale. Da troppi anni i cittadini aspettano un documento conforme alla realtà della situazione, con risultati, organizzazione e utilizzo degli strumenti di controllo e accesso rapido e trasparente, ancora una volta differenti tra le diverse aree del Paese;
3) governance della farmaceutica a partire dall'annosa problematica del payback che si trascina da non pochi anni e che mette seriamente a rischio la sostenibilità dei conti di molte Regioni;
4) partecipazione attiva di tutte le Regioni e Province autonome al processo di cambiamento con l'intento di lavorare di comune accordo al perseguimento di un obiettivo comune: eliminare le diseguaglianze nell'erogazione delle prestazioni. "Il ministero della Salute non sarà commissariato dal Mef - ha detto Giulia Grillo -. Il mio impegno è di aumentare il Fondo sanitario nazionale per venire incontro alle esigenze delle Regioni e ai bisogni degli assistiti. E di farlo concretamente, senza con una mano prendere, e con l'altra togliere, come è avvenuto nella passata Legislatura. Ma senza erogazioni a pioggia, chiudendo realmente i rubinetti delle inefficienze e arrestando la spesa improduttiva e gli sprechi". L'esito del confronto con tutti i rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome ha comportato l'individuazione di un metodo di lavoro che ci porterà fin dai prossimi giorni ad approfondire le quattro tematiche individuate.

ACN, Scotti (Fimmg): bene approvazione in programma domani

scottifirma «Siamo lieti che si stia chiudendo un percorso centrale per l'assistenza e per il diritto alla salute dei cittadini. Per una medicina di famiglia che veda valorizzato il proprio ruolo e che, del resto, si sente da tempo pronta a fare la propria parte al servizio del territorio. Tutto questo, senza mai perdere di vista i criteri dell'appropriatezza. L'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale è certamente un punto d'arrivo, ma allo stesso tempo anche un punto di partenza per ragionare in maniera costruttiva su temi non meno importanti per il futuro della Sanità pubblica e dell'SSN».

Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg, saluta così l'approdo in Conferenza Stato Regini dell'Accodo Collettivo Nazionale.

Una ratifica, quella di domani, che di fatto agevolerà sin da subito l'ingresso dei giovani medici e che offre l'attesa risposta alle aspettative "passate" di professionisti che erano fermi economicamente da 8 anni, ovvero gli arretrati economici per tutti i settori: medici di famiglia, di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria territoriale e dei servizi territoriali. «Sul tavolo – sottolinea Scotti – resta la discussione in essere per il 2018, per offrire le giuste risposte su molti temi che, ci sembra di poter dire, sembrano cari al ministro e sui quali siamo ben felici di fare la nostra parte».
Il segretario nazionale Fimmg si riferisce, tra l'altro, alla questione "liste d'attesa", più volte sollevata dal ministro Grillo, che speriamo di incontrare presto, e ribadisce la centralità che in quest'ottica può assumere «una medicina generale "rivalutata", con un maggiore ruolo professionale in ambito prescrittivo con particolare riferimento ai farmaci "innovativi" per le cronicità, ruolo associato a forti modelli di responsabilità grazie a meccanismi di "accontaubility" necessari alla sostenibilità del servizio sanitario pubblico».
Si riparte dunque dal nuovo Contratto, che deve «valorizzare la salute dei cittadini attraverso la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale. In questo contesto – sottolinea Scotti – si innesta un aumento della intensità assistenziale con un approccio che metta insieme la presa in carico tipica degli assistiti con un maggiore sviluppo tecnologico che, per esempio, possa arricchire l'approfondimento diagnostico nel setting delle cure primarie con visite ecoguidate». Investimenti che consentirebbero, tra l'altro, diagnosi ancor più accurate con un importante risparmio a tutto beneficio delle casse pubbliche.
«Abbiamo davanti una grande opportunità di cambiamento - prosegue -, talmente grande che non può non coinvolgere anche l'impegno del ministro del Lavoro e del Mef per le dovute valutazioni. Il giusto profilo d'azione non potrà prescindere infatti da un impegno nella finanziaria. Su questa strada la medicina genarale potrà qualificarsi come una "piccola impresa sanitaria" al servizio dell'intero sistema salute e non solo».
Unica nota di preoccupazione la «distrazione» di questi ultimi giorni rispetto al tema delle borse destinate agli aspiranti medici di medicina generale. «Dopo un primo momento – conclude Scotti – nel quale si era responsabilmente sostenuta l'esigenza di un raddoppio delle borse, ora si sente discutere solo di area specialistica. Non vorrei che alla macchina del cambiamento venga a mancare un domani la benzina delle risorse umane. Nessun sistema può essere vincente se non si investe oggi sui medici di medicina generale che dovranno arrivare domani».

PROFESSIONE: il Fisco e i giovani italiani che lavorano nel Regno Unito

lomdon33(Fisco Oggi) di Rosa Colucci Molti ragazzi stanno vivendo esperienze lavorative all'estero; in questo periodo di dichiarazioni dei redditi, per loro sarà importante capire come comportarsi dal punto di vista tributario, dove presentare il modello e come calcolare le imposte dovute. In tale ambito, una particolare rilevanza è occupata dall'Inghilterra, dove molti giovani si recano per lavorare e imparare contemporaneamente la lingua.
Gli scenari si diversificano a seconda che le persone siano ancora fiscalmente residenti in Italia oppure in Gran Bretagna (e, quindi, già iscritti all'Aire - Anagrafe degli italiani residenti all'estero); in quest'ultimo caso, devono fare i conti con il fisco del Regno Unito.

Chi è fiscalmente residente in Italia deve presentare la dichiarazione dei redditi all'Agenzia delle entrate del nostro Paese. In poche parole, chi, per il 2017, è stato iscritto nelle Anagrafi comunali della popolazione residente per la maggior parte dell'anno (cioè, almeno 183 giorni) oppure ha nel territorio italiano il domicilio o la residenza ovvero si è trasferito in un Paese a fiscalità privilegiata, ai fini delle imposte sui redditi si considera residente in Italia, anche se attualmente lavora oltre Manica.
Gli interessati devono raccogliere tutte le Certificazioni uniche/buste paga, italiane ed estere, e ragionare secondo le regole di casa nostra, vale a dire verificare, innanzitutto, di aver superato la soglia minima di reddito imponibile, sommando i redditi italiani con quelli inglesi e calcolando, per questi ultimi, il cambio medio mensile in euro, al netto dei contributi previdenziali.
Molto probabilmente, le buste paga inglesi, in particolare dei giovani arrivati in UK da pochi mesi, non avranno voci relative alla tassazione, perché il datore di lavoro ha calcolato che il dipendente, fino alla termine dell'anno fiscale del Regno Unito, non avrebbe raggiunto la soglia minima di reddito imponibile. Attenzione, tale circostanza non ha effetti sulla dichiarazione dei redditi italiana che deve contenere anche detti importi.
Nel modello dichiarativo possono essere inserite anche tutte le voci che, secondo le norme nazionali, rappresentano oneri deducibili o detraibili (spese sanitarie, di istruzione, eccetera).
Chi ha superato la soglia di esenzione per la Gran Bretagna, si troverà ad aver pagato già le tasse inglesi. Che succede in questi casi? Le imposte sono dovute anche da noi, utilizzando il modello Redditi Pf, attraverso il quale, però, è possibile, contestualmente, recuperare le imposte estere sotto forma di credito d'imposta (articolo 165, Tuir), evitando così la doppia imposizione sullo stesso reddito.

Lavoratori dipendenti fiscalmente inglesi

Il criterio cambia per chi è fiscalmente residente nel Regno Unito, in quanto tenuto a seguire le regole britanniche, senza dover fare i conti con il sistema italiano.
Innanzitutto, il periodo fiscale UK va dal 6 aprile al 5 aprile dell'anno successivo. Inoltre, vige un sistema di "autovalutazione" (Self assessment), cioè di un meccanismo che l'HM Revenue and Customs utilizza per incassare l'imposta sul reddito, in genere riscossa automaticamente da salari, pensioni e risparmi. Le trattenute fiscali effettuate dal datore di lavoro sulla busta paga sono calcolate sullo stipendio lordo al netto dei contributi previdenziali.

La presenza di altri redditi, invece, va segnalata nella relativa dichiarazione.

A differenza del nostro sistema fiscale, quello britannico non prevede deduzioni e detrazioni per alcune spese sostenute nell'anno come, ad esempio, quelle sanitarie o per l'affitto della casa.

CARENZA PERSONALE : Saitta non possiamo assumere il governo sbocchi i tetti lo diremo al ministro oggi

fileasl33La commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, coordinata da Antonio Saitta (Assessore della Regione Piemonte), incontrerà mercoledì 20 giugno (alle ore 12.00 presso la sede della Conferenza delle Regioni, in via Parigi 11 a Roma) la ministra Giulia Grillo. «Porteremo al tavolo con il ministro il problema della mancanza di specialisti: mancano pediatri, anestesisti, ortopedici, medici di emergenza-urgenza, le borse di studio sono sempre di meno e invece va affrontato il tema di come aumentarle – spiega Saitta –. Per ridurre le liste di attesa servono un maggior numero di assunzioni, servono risorse umane. Chi, tra le Regioni, è riuscito a farlo, ci ha messo risorse. Bisogna poter assumere». Perché, come ricorda Saitta, oggi anche chi, in base ai propri conti, può assumere «in realtà non può farlo». «C'è un vincolo nazionale che dice che la spesa per il personale non può essere superiore a quella del 2004 ridotta dell'1%. È una soglia che vogliamo sia rimossa e lo chiederemo al ministro», sottolinea Saitta.

FISCO: GDF, Gen. Toschi, ridurre al minimo l'invasività dei controlli, puntiamo su semplificazione e buona fede dei cittadini

guardia-di-finanza«Un approccio fondato sulla semplificazione fiscale, sulla buona fede e sulla cooperazione tra le parti teso ad eliminare le misure che penalizzano i cittadini onesti, favorendo invece l'adeguamento spontaneo agli obblighi tributari e riducendo al minimo, dove possibile, l'invasività dei controlli». Così il Comandante generale Giorgio Toschi Nel corso delle Celebrazioni del 224/esimo anniversario del corpo
il corpo ha sottolineato Toschi vuole «sostenere convintamente il cambiamento nei rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente». Sono pero' stati presentati anche I numeri su 17 mesi di attività, dal 1 gennaio 2017 al 31 maggio 2018 , appalti irregolari per 2,9 miliardi, un settore particolarmente sensibile alle irregolarità, e nel mirino delle mafie, dove la Gdf ha scoperto irregolarità sull'aggiudicazione del 40% delle gare di appalto esaminate , danni all'erario per 5 miliardi, mille grandi evasori che hanno sottratto al fisco 2,3 miliardi, più di due milioni a testa. 600 milioni di euro sequestrati. Su un totale di gare sottoposte a controllo per 7,3 miliardi, il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 2,9 miliardi.