Dom24062018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia

NEWS ITALIA

NUOVO GOVERNO: Come sara’ la sanita’ nei prossimi mesi Intervista a Pier Luigi Bartoletti vice segretario nazionale vicario Fimmg

BartolettiPierLuigiNominati i sottosegretari parte ufficialmente l'era Grillo al ministero della Salute quali i problemi e quali le prospettive da analizzare per il nuovo dicastero . L'analisi in un intervista a Pier Luigi Bartoletti vice Segretario Nazionale Vicario Fimmg e vice presidente OMCEO Roma durante la trasmissione "LA NOSTRA SANITA".

Leggi tutto...

VIOLENZA MEDICI, Tavolo Fnomceo- Sindacati: "Servono interventi strutturali e un cambiamento culturale"

violenza-medici thumb250 250Un questionario, elaborato insieme al Presidente dell'Associazione scientifica Hospital & Clinical Risk Managers, Alberto Firenze, per monitorare il fenomeno della violenza sugli operatori sanitari e il burnout. Una raccolta di firme, a sostegno di proposte di legge volte a equiparare in ogni caso le aggressioni contro gli operatori sanitari al reato di violenza e minacce a pubblico ufficiale, con conseguente procedibilità d'ufficio e aumento delle pene. Sono le due iniziative, di prossima attuazione, condivise dal Tavolo Permanente tra la Federazione nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) e i Sindacati medici, riunito ieri pomeriggio a Roma.
In crescita, purtroppo, i dati del fenomeno: alcune indagini, ancora in corso, messe in atto dall'Anaao - Assomed (Associazione medici e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale) e dalle Sigle sindacali della Medicina del Territorio (Fimmg, Smi e Snami), hanno dimostrato che più del 65% dei medici ospedalieri ha subito un'aggressione, fisica (33%) o verbale; percentuale che sale all'80% tra i medici del territorio, in particolare le guardie mediche. Ma neppure i medici di famiglia, nei loro ambulatori, sono al sicuro: Pina Onotri, Segretario Smi, ha ricordato l'aggressione, sfociata nell'omicidio di una dottoressa e nel ferimento della figlia, avvenuta alcuni anni fa a Roma.
Molte anche le iniziative messe in campo dagli Ordini provinciali, e raccolte tutte insieme nello 'speciale' sul Portale Fnomceo. Si va dal sodalizio di Pordenone, "Un alpino per amico", che presto verrà esteso su scala nazionale, per cui gli alpini scortano le guardie mediche per non lasciarle mai sole, a quello di Palermo, con l'associazione di volontariato 'Fiori d'acciaio'. Dalla commissione paritetica che, a Siena, vede impegnati insieme professionisti della sicurezza del lavoro, della prevenzione, dell'Azienda sanitaria e dell'Ordine, ai corsi Ecm organizzati dall'Ordine di Udine. Ci sono anche le iniziative 'spot', che mirano ad accendere l'attenzione sul fenomeno: i fischietti dati dall'Usl in dotazione ai medici dell'ospedale di San Donà di Piave, nel Veneziano, i corsi di autodifesa organizzati presso scuole di arti marziali.
"Ben venga l'attenzione anche mediatica, ma occorrono interventi strutturali – ha affermato il vicepresidente Fnomceo, Giovanni Leoni.
"Alcune sedi di guardia medica sono in condizioni indecorose – ha fatto notare il Segretario Roberto Monaco -: è da lì che bisogna partire, perché il decoro dell'ambiente di lavoro rispecchia il rispetto dovuto al professionista e fa da deterrente alla violenza".
"Oltre a questi elementi oggettivi, che saranno monitorati anche con le survey già lanciate, in particolare quella ideata in collaborazione con Federasanità Anci, la violenza ha risvolti soggettivi ed è causa di burnout, il quale, in un circolo vizioso, aumenta il disagio nel rapporto con i pazienti – ha spiegato il Coordinatore del Gruppo di Lavoro Fnomceo sulla Violenza, Salvatore Amato.
"Quello che occorre è un cambiamento culturale – ha concluso il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Per questo abbiamo avviato gli Stati generali della professione medica e odontoiatrica: nei prossimi giorni metteremo a disposizione di tutti un testo con cento tesi, che apriranno la discussione, con l'obiettivo di ridisegnare la figura del medico e la Professione".

VENEZUELA: Torna la poliomielite dopo 29 anni per il crollo della coperture vaccinali intervista video con il Prof. Fabrizio Pregliasco Virologo Universita' degli studi di Milano

Il Venenzuela come un esempio di cio' che potrebbe succedere in uno stato in cui calassero le coperture vaccinali sotto una gettyimages-955571094certa soglia, con il 67% e' dilagato il morbillo poi la difterite con 1200 casi ora la poliomielite complice la profonda crisi economica del paese. Nell'intervista durante la trasmissione "LA NOSTRA SANITA" il Prof. Fabrizio Pregliasco virologo dell'Universita' degli Studi di Milano un analisi della situazione.

Leggi tutto...

CERTIFICATI DI MALATTIA: Maria Corongiu (Fimmg) Situazione fuori controllo , negli ospedali non si certifica la malattia ai medici di famiglia il 95% delle certificazioni

prontoaccettaDOCTOR 33- (Mauro Miserendino) Da Milano a Roma, pubblici o privati, i pronto soccorso dimettono i lavoratori senza la prognosi essenziale ai fini di continuità della presa in carico e di percezione dell'indennità Inps. Al certificato deve pensare il curante sul territorio, ma non sempre può; ad esempio, quando il paziente è stato trattenuto uno o più giorni in attesa di accertamenti, senza essere ricoverato in reparto, e poi torna a casa con la diagnosi ma senza certificato. Certificare retrodatando sarebbe falso in atto pubblico: qualcuno propone di denunciare per omissione d'atti d'ufficio il collega del Ps che indirettamente induce al reato, visto che la legge Brunetta (165/2001) è chiara. Ma si continua a far finta di niente. Maria Corongiu segretario Fimmg Lazio a marzo ha scritto alla Regione. «Nel Lazio noi medici di famiglia tuttora redigiamo il 95% e passa dei certificati di malattia, gli ospedali che fanno altrettanto si contano sulla punta delle dita, è più diffusa l'inadempienza. A 15 anni di distanza la legge Brunetta non è applicata, e neanche il suo seguito del 2012 (decreto interministeriale 18/4 e legge 221, ndr) in cui è chiarito che per ogni paziente ricoverato al momento delle dimissioni va allegato il certificato di malattia: malgrado i colleghi siano precettati a certificare, nulla è successo. E penso che molti non conoscano nemmeno questa normativa». La patata si fa bollente quando il paziente passa dal Ps in astanteria e trascorre giorni interi in attesa di esami ed esiti, «dopodiché è dimesso senza certificato e viene da me. Con circolare 1074 del 9 marzo scorso -ricorda Corongiu- l'Inps ha ricordato a ospedali e medici dipendenti di non danneggiare i pazienti in questi casi, e di certificare su carta se proprio non ci sono le condizioni per fare il certificato telematico ma il messaggio è caduto nel vuoto più totale. I nostri assistiti continuano a venire con la lettera di dimissione senza prognosi, ma noi non sappiamo nulla della procedura avvenuta in Ps, né possiamo certificare la malattia a ritroso. Finisce che quei giorni di malattia vanno a incidere sulle ferie. Questa non è tutela del lavoratore».
Mauro Martini, già leader Snami ai tempi del recepimento della legge Brunetta in convenzione, esercita in una zona di Milano circondata da un anello di cliniche di rilievo nazionale, dove «le Asst fanno i certificati, anche qualche struttura privata, ma altre accreditate tentennano. Rispetto a un anno fa la situazione è migliorata ma solo in parte. In ogni caso, posso certificare il mio paziente e dargli prognosi dacché è tornato sul territorio. Se lamenta di esser stato dimesso dopo uno o più giorni di PS gli raccomando di farsi certificare, anche tornando in ospedale, la sua presenza nella struttura. All'Inps la certificazione di ricovero fa testo». Dal punto di vista del medico di Ps l'astensione dalla certificazione è omissione di atti d'ufficio. «Lo è se l'ospedale ha dato al collega gli strumenti per certificare e lui non lo fa -dice Martini - ma se la struttura non offre tesserina operatore e collegamento all'Inps l'omissione è della struttura». Denunciare all'Ordine? Per Martini «nel primo caso ci può stare, teniamo presente che chiedere a noi mmg di trascrivere dati - i giorni di prognosi - già inseriti nella lettera di dimissione a seguito di un percorso cui non abbiamo preso parte, stando in fiducia, non è un atto corretto né adeguato ai tempi, che a tutti i medici chiedono di affrontare un po' di burocrazia». Per Corongiu, «in genere partiamo dal presupposto che si tratti di colleghi come noi, oberati e non messi in condizione di lavorare bene, è difficile sentirsela di fargli passare un brutto quarto d'ora. Così come è inutile denunciare le mancanze della struttura all'Inps: sanno tutto e hanno fatto la circolare a marzo». Ma per il medico che non certifica, e pure per il suo dirigente, si configura illecito disciplinare. «L'ho ribadito nella nota alla Regione Lazio: la legge Brunetta e le successive sono state recepite nei contratti di lavoro e l'inosservanza degli obblighi di trasmissione dei certificati di malattia è soggetta a richiamo dell'azienda. Se ripetuta, comporta il licenziamento o, per i medici in convenzione con le Asl, la decadenza da quest'ultima».

GOVERNO :nominati i sottosegretari, alla Salute Bartolazzi (M5S) e Fugatti (Lega)

fugattiIl 57enne dirigente medico di I livello Armando Bartolazzi (nella foto), oncologo e patologo del Sant'Andrea di Roma, e il 46enne deputato leghista Maurizio Fugatti sono stati nominati ieri sottosegretari al ministero della Salute, dove affiancheranno la ministra Giulia Grillo. Bartolazzi, presentato come ministro della Salute designa to da Di Maio prima delle elezioni era balzato agli onori della cronaca, in quei giorni, per alcune dichiarazioni a proposito dei vaccini. Intervistato, nel corso della trasmissione L'aria che tira di Myrta Merlino su La7, Bartolazzi affermò tra l'altro che nel nostro Paese il vaiolo sarebbe stato sconfitto "con una semplice campagna di informazione". Maurizio Fugatti, invece eletto a Montecitorio nel collegio uninominale della Valsugana. Laureato in Scienze politiche all'Università di Bologna è stato segretario nazionale della Lega Nord Trentino dal 2005 al 2018 ed era già stato deputato, nella XV e XVI legislatura. Nel corso di quest'ultima, è stato anche vicecapogruppo vicario del suo partito alla Camera.

ISS: Nel 2017 calati donatori di sangue, mai così pochi in 10 anni Il 14 giugno Giornata Mondiale dell'Oms, al via la campagna 'Be There'

donazione-sangue-987x1024Continua a calare nel 2017 il numero dei donatori di sangue in Italia, dopo aver già toccato il record negativo dal 2009 lo scorso anno. Lo certificano i dati raccolti dal Centro Nazionale Sangue e presentati, insieme a una campagna di sensibilizzazione realizzata con il CIVIS, il Coordinamento delle Associazioni di volontari del dono del sangue, oggi a Roma nella sede del Senato in previsione del World Blood Donor Day, che l'OMS celebra il 14 giugno. Secondo le cifre presentate i donatori lo scorso anno sono stati poco più di un milione e 680mila, in calo di 8mila unità rispetto al 2016, di cui 304mila nuovi. Il calo continua dal 2012, anno 'di picco' con quasi un milione e 740mila donatori registrati. Il 31% è donna, e la fascia di età in cui sono più numerosi è quella 46-55 anni, il 29% del totale, e quelli tra 36 e 45, il 26%. Il 13% ha tra 18 e 25 anni. Nel 2017 sono state effettuate oltre tre milioni di donazioni (3.006.726 per la precisione), trentamila in meno rispetto all'anno precedente. Attraverso le donazioni in aferesi è stato possibile invece raccogliere quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita, con un aumento dell'1,8% rispetto al 2016. Grazie al sistema sangue italiano, che si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni, per interventi chirurgici o terapie di malattie come la talassemia. Le trasfusioni di globuli rossi sono in leggero calo grazie anche alle tecniche di Patient Blood Management, fortemente supportate dal Ministero della salute, anche con provvedimenti normativi, che permettono di ottimizzare l'utilizzo delle unità di sangue e migliorare i risultati in termini di salute per i cittadini.
"Per quanto riguarda il sangue, sottolinea il Direttore del CNS Giancarlo Maria Liumbruno, l'Italia è autosufficiente, grazie alla compensazione tra Regioni. Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. E' importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue anche durante i primi mesi dell'anno o quelli estivi e conseguire gli obiettivi di raccolta del plasma e del sangue contenuti nel programma nazionale di autosufficienza, che dalle Regioni è stato condiviso. Anche sulla raccolta del plasma, per cui non siamo autosufficienti, occorre uno sforzo organizzativo delle istituzioni regionali per garantire questa risorsa strategica. Lo sforzo organizzativo dovrebbe avere anche il fine di reperire le risorse necessarie ad ampliare gli orari e i giorni di apertura delle strutture trasfusionali, in modo da favorire con la massima flessibilità l'accesso dei donatori di plasma e sangue".
Quest'anno in occasione della giornata il CNS e il CIVIS, il coordinamento delle associazioni e federazioni dei donatori di sangue, che riunisce Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, hanno organizzato una campagna, che riprende quella dell'Oms, intitolata quindi 'Be there for someone else', diretta in maniera particolare alla sensibilizzazione dei giovani sul tema della donazione.
L'iniziativa prevede una pagina web sul sito del CNS che verrà messa on line il 14 giugno che raccoglie video di testimonianza raccolti sia tra i pazienti che tra i donatori, iniziative specifiche e contributi di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e dello sport. Il materiale verrà anche rilanciato sui diversi social network. Fa parte della campagna anche una conferenza internazionale sulla donazione di plasma prevista per il 15 giugno in collaborazione con Fiods, la federazione internazionale dei donatori di sangue.
"La donazione di sangue ed emocomponenti è un atto volontario, anonimo e responsabile: per questo in occasione del 14 giugno vogliamo innanzitutto dire grazie al milione e 680mila donatori che tendono il proprio braccio a favore di quanti necessitano di terapie trasfusionali – ricorda Aldo Ozino Caligaris, portavoce protempore del Civis – Al tempo stesso, tuttavia, è necessario continuare nell'attività di sensibilizzazione delle nuove generazioni affinché sperimentino l'importanza di questo gesto etico e solidaristico a favore degli altri e di se stessi in quanto contribuisce a tenere sotto controllo il proprio stato di salute e a perseguire corretti stili di vita".
Su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento informazione e editoria verrà riprogrammato sulle reti RAI lo spot sulla donazione del sangue realizzato dal Dipartimento nel 2015 a firma congiunta Presidenza del Consiglio e Ministero della Salute.
Due innovazioni appena introdotte potrebbero aiutare le Regioni a far fronte alle carenze 'periodiche' che si verificano nei mesi estivi e in quelli di picco dell'influenza. Il Ministero della Salute ha inserito per la prima volta i donatori di sangue tra le categorie per cui è possibile offrire gratuitamente il vaccino antinfluenzale, e una raccomandazione del Centro Nazionale Sangue dà la possibilità a tutte le Regioni di non sospendere i donatori che provengono da aree dove è presente il virus West Nile ma di fare loro il test per scoprirne l'eventuale presenza.