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CONFERENZA STATO-REGIONI : I testi di tutti gli ACN approvati

Conferenza-Regioni-3 thumb medium250 250Contestualmente all'ACN per al medicina Generale sono stati ratificati adalla conferenza dell Regioni anche quelli concernenti gli specialisti ambulatoriali interni veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) i medici pediatri di libera scelta tutti per il triennio 2016-2018.
Ecco i testi licenziati

Intesa su ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) triennio 2016-2018.
IL TESTO

Intesa su ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta triennio 2016-2018
IL TESTO




Intesa su ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale triennio 2016-2018.

IL TESTO

METODO PANZIRONI: dopo le denunce scattano le l’ispezioni della Guardia di Finanza e dell’AGCOM

panzironi33 thumb medium250 250(lL TIRRENO) ROMA. I controlli nazionali sono affidati alla Guardia di Finanza. Su richiesta di Agcom - l'Autorità di garanzia nelle comunicazioni - le Fiamme Gialle effettueranno un'ispezione : serve ad acquisire materiali, contenuti de "Il cercasalute", programma che diffonde "Life120", lo stile di vita ideato da Adriano Panzironi, giornalista segnalato alla Procura per «esercizio abusivo della professione» dall'Ordine dei medici di Roma ( IL VIDEO) .
In Toscana, invece, sarà il Corecom - il Comitato regionale delle comunicazioni - ad attivare verifiche sulla trasmissione. In particolare su Canale 10 che per varie ore al giorno ha in palinsesto le repliche del programma trasmesso in Italia da una rete di emittenti locali. Poi gli esperti valuteranno se ci sono gli estremi per una segnalazione al ministero dello Sviluppo economico, che rilascia "i titoli" ad andare in onda.

Agcom agisce attraverso il proprio ufficio ispettivo, a pochi giorni dalla presentazione dell'interrogazione al ministro della Salute di Fratelli d'Italia - stimolata dall'inchiesta de Il Tirreno - sui contenuti de Il cercasalute e su Life120, stile di vita che indica la dieta mediterranea e i carboidrati come i responsabili di «tutte le patologie dell'epoca moderna». Compresa la sclerosi multipla. Il concetto viene ribadito nella puntata del 17 giugno 2018 de Il Cerca salute. In diretta tv Panzironi sottolinea: «Responsabili della comparsa di questa patologia sono proprio i cibi che portiamo sulle nostre tavole. La dieta mediterranea è responsabile anche di questa patologia. Pane, pasta, pizza, patate, pizza, legumi, mais sono i diretti responsabili della sclerosi multipla».

Adriano Panzironi è il giornalista che ha inventato Life120. Uno stile di vita sintetizzato nel libro "Vivere 120 anni". Nel teso va contro la medicina tradizionale e la dieta mediterranea. La soluzione a malattie gravi sarebbe una paleo dieta e l'utilizzo di 9 diversi integratori pubblicizzati su molte emittenti private in tutta Italia (e vendute da una società della quale è proprietario lo stesso Panzironi insieme al fratello gemello). Ecco i testimoni toscani che sostengono di essere stati guariti dal metodo Panzironi

Questo, secondo Panzironi, non è un parere medico. Ma solo un'informazione da giornalista: «Molte persone possono pensare che io sia un medico per il linguaggio che utilizzo e per la preparazione che sono riuscito ad avere. Ma in tv noi spieghiamo che io sono un giornalista: informo delle verità che ho scoperto scrivendo il libro Life120, non do consigli ma mi occupo informazione». Così Panzironi si difende all'inizio della puntata del 17 giugno dall'attacco dell'Ordine dei medici di Roma rispetto all'esposto alla Procura: «Quando l'ignoranza coinvolge la classe medica è davvero preoccupante: abbiamo già spiegato molte volte che i medici italiani e in tutto il mondo non studiano alimentazione e debbo dire che questa affermazione ci conferma esattamente questo».

Lo stile di vita e l'alimentazione Life120 - prosegue Panzironi in tv - è «stata praticata dall'uomo per 2,5 milioni di anni e ci sono centinaia di studi se non migliaia che confermano come questo stile di vita sia in grado di migliorare se non guarire tantissime patologie. Credo, però, che sia più un problema di ignoranza che di di dolo parte di queste persone». Secondo Panzironi, infatti, i dottori (specialmente quelli che lo hanno denunciato) «non conoscono Life120 , non hanno letto il mio libro, non guardano il programma. Le persone che intraprendono questo stile di vita devono condividere la scelta con il medico famiglia che deve segnare loro le analisi per confermare i miglioramenti che hanno. In tanti anni non ho mai avuto una persona che mi avesse detto di aver subito un peggioramento da questo stile di vita».

A conferma, anche nell'ultima trasmissione, viene illustrato il caso di un'anonima paziente che assicura di essere guarita dalla sclerosi multipla. Di essere passata «dallo stato quasi vegetativo», dalla paralisi «ero in carrozzina a rotelle, non ero più in grado di camminare» alla rinascita. E tutto grazie allo stile di vita Life 120 «Già dopo 15 giorni ho iniziato a sentirmi molto meglio» è il messaggio in televisione, cartelle cliniche alla mano assicurano a Il Cercasalute. Che «sono a disposizione», ribadisce il presentatore Benedetto Dionisi. Di chiunque le chiederà. Anche per verificare i contenuti del programma. Su cui è, oggi, resta in sospeso una domanda: lo spazio occupato sul canale 61 di Sky, durante la diretta della domenica sera, è a pagamento o no? La risposta arriverà nei prossimi giorni. Garantisce l'avvocato Alberto Campanella, legale di Panzironi al quale Il Tirreno ha girato il quesito: «Il mio cliente è disponibile alla massima trasparenza. Non credo che avrà difficoltà a precisare anche questo aspetto».

Per ora, Panzironi replica (via tv) solo ai «duri attacchi della medicina ufficiale». La verità - conclude - è che «Life120 è un fenomeno di enormi dimensioni. La medicina ufficiale ha paura e più che sforzarsi di comprendere preferisce denunciare. Queste persone non hanno capito che siamo tutti dalla stessa parte. Soprattutto gli Ordini professionali tendono a tutelare la casta fatta di interessi economici. Invece seguire lo stile life120 significa prendere meno farmaci. Se si torna in salute, si ha meno bisogno di farmaci e anche di vedere meno il proprio dottore o lo specialista: questo è cambiamento epocale della medicina». Ma l'ultima parola spetterà ad Agcom.

IL VIDEO CON LA DENUNCIA ALLA PROCURA DEL PRESIDENTE OMCEO ROMA

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ACN : Aumenti in convenzione, Ok dalle Regioni,ma nodi da sciogliere sull'erogazione

medicoDOCTOR -33- Convenzioni in porto: nella conferenza di ieri le regioni hanno approvato i 470 milioni per gli aumenti dei medici di famiglia, guardia, pediatri e specialisti Asl. Gli arretrati per gli anni 2010-15 (tra 5 e 7 mila euro) e gli aumenti per il 2016-17 sono virtualmente nelle tasche dei medici che li riceveranno nelle buste paga a partire da settembre-ottobre, ma come saranno erogati (ed esattamente quando) dipende dalle singole regioni. Il problema è ora finanziare il 2018; i fondi dovranno essere stanziati nella prossima finanziaria sul Fondo sanitario nazionale in cambio di nuovi compiti. E qui iniziano le schermaglie con i sindacati. Già la convenzione firmata prima delle elezioni prevede che gli aumenti 2016-17 siano attribuiti in cambio dell'accettazione di impegni, da specificare negli accordi regionali, su quattro versanti: contenimento delle liste d'attesa, dei codici bianchi in pronto soccorso, effettuazione di vaccinazioni, presa in carico delle cronicità. E se per le vaccinazioni i costi sono contenuti e dipendono dalle esigenze delle regioni, se gli screening dei codici bianchi sembrano lontani dall'assistenza primaria, se il fronte delle liste d'attesa si annuncia caldo più per quanto riguarda i collegamenti informatici degli studi con i Cup che per lo stravolgimento del lavoro del mmg (a meno sia sprovvisto di personale), la presa in carico delle cronicità può rappresentare, fatta in un certo modo, fino a un 200% in più del lavoro del medico. La cifra è buttata lì, ma la frase di Silvestro Scotti pronunciata di fronte a medici Fimmg e dirigenti della Regione Lombardia non è certo un boutade. Il segretario Fimmg ha ribadito innanzi tutto che «serve un tavolo tecnico con le Regioni per deliberare l'erogazione delle prestazioni contenute nei piani assistenziali individuali redatti dai medici di famiglia (che saranno chiamati dalle convenzioni a gestire i pazienti)». Ma ha anche aggiunto: «Il lavoro sul paziente cronico va visto come ordinario o straordinario da incentivare? Quanto una presa in carico di questo tipo può essere coperta da un pagamento a prestazione e quanto invece un percorso così totalizzante è una delle nostre attività centrali, quelle retribuite a quota capitaria nell'onorario? Io chiederei un aumento della quota capitaria», riflette Scotti. Ma di quale entità? «Come Fimmg stiamo sviluppando dei ragionamenti sulla copertura di un compito che va a rappresentare un valore aggiunto incredibile, ed ingloba attività che, messe in atto in una società che invecchia, consentono di evitare al paziente giorni di malattia e di recuperare alla collettività valore-lavoro. D'altra parte, stiamo riflettendo sul fatto che le risorse per la medicina territoriale non devono venire necessariamente solo dal Fondo sanitario nazionale, e su questo tema possiamo costruire una forte alleanza con le Regioni. Stiamo altresì riflettendo come, ragionando da imprese e contribuendo a un aumento del Pil, meritiamo una decontribuzione e una defiscalizzazione sulla fornitura degli strumenti. Dato che l'accordo nazionale ci giudicherà per come avremo saputo rispondere e realizzare gli obiettivi, non è più possibile che la politica non ci aiuti con investimenti sul personale e la piccola diagnostica».
Occorre peraltro che i medici di famiglia prendano atto della trasformazione dei modelli organizzativi, «il professionista si approccia anche con modalità imprenditoriali al bene del suo paziente, e del resto dall'Unione Europea a impresa è equiparato. Non significa che dobbiamo cambiare modelli di attività, ma dobbiamo rappresentarci con caratteristiche che ci consentano di acquisire dinamicità in relazione ai nostri obiettivi. La formula della cooperativa consente questo percorso, ma i colleghi vanno accompagnati nel cambiamento. I pazienti temono di essere inghiottiti da forme spersonalizzate di presa in carico e scelgono noi come gestori, da qui dobbiamo partire per far valere le nostre istanze al tavolo per il rinnovo dell'accordo nazionale». Per la cronaca, la convenzione firmata ieri dalle regioni disciplina anche il diritto di sciopero e la possibilità, al netto dei trasferimenti, anche per chi non ha finito il triennio per giustificato motivo (esempio, gravidanza) di far domanda in graduatoria concorrendo per zone ed ore carenti al pari dei colleghi che hanno conseguito il diploma. Alla trattativa per gli aumenti 2018 che parte a fine estate è invece legato il tema della trasformazione della sanità penitenziaria e qualche altro forse si aggiungerà strada facendo.

CONFERENZA REGIONI: : Umbria, Marche e Veneto sono le "Regioni benchmark"

medicoscriveLe tre "regioni benchmark", e cioè di riferimento, della sanità, sono Umbria, Marche e Veneto": la decisione è stata assunta dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 21 giugno. L'Umbria è prima regione "benchmark" per la sanità italiana, per la definizione dei criteri di qualità dei servizi erogati, dell'appropriatezza e dell'efficienza delle prestazioni, ai fini della determinazione dei costi e dei fabbisogni standard, anche per stabilire le quote di riparto del Fondo sanitario nazionale. "Guidare la classifica della qualità dei servizi dei sistemi sanitari regionali, dopo esserne stati per anni ai vertici - hanno sottolineato la presidente della Regione, Catiuscia Marini e l'assessore regionale alla Salute, Luca Barberini - è un risultato molto positivo, che ci riempie di orgoglio e soddisfazione, frutto del percorso di riorganizzazione ed efficientamento realizzato in questi anni, attraverso il continuo miglioramento qualitativo delle prestazioni". Secondo presidente e assessore - è detto in una nota congiunta - "si tratta di un obiettivo importante raggiunto grazie a un grande lavoro di squadra". "Che vede innanzitutto protagonisti - hanno sostenuto Marini e Barberini - gli operatori della sanità umbra, a cui va il nostro più sentito ringraziamento per la dedizione e l'impegno di ogni giorno a servizio dei cittadini. Essere la migliore regione di riferimento assicura all'Umbria l'assegnazione di una quota percentuale certa di accesso alle risorse, che consentirà di portare avanti la programmazione definita. In questi anni - hanno ribadito Marini e Barberini - la sanità umbra ha fatto tanta strada, ma non ci accontentiamo di questo risultato. Continueremo a lavorare per innalzare ancor di più la qualità assistenziale e delle prestazioni, con particolare attenzione ai temi dell'abbattimento delle liste di attesa, della riqualificazione della rete ospedaliera, del potenziamento delle cure primarie e dei servizi territoriali per realizzare una sanità sempre più vicina ai bisogni di salute dei cittadini". L'Umbria - sulla base dell'Indicatore di qualità e di efficienza (Iqe) - è risultata prima regione "benchmark", superando altre quattro regioni "eligibili". Il Ministero della Salute ha operato la valutazione attraverso una serie di indicatori di appropriatezza, qualità ed efficienza dei servizi e delle prestazioni, riferiti a dati 2015, relativi alla qualità assistenziale e della spesa. In particolare, sono stati considerati il punteggio della griglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), i risultati di esercizio valutati dal tavolo degli adempimenti relativi, la degenza media pre-operatoria, la spesa farmaceutica pro capite e il costo medio dei ricoveri. Per le Marche "La conferma anche per quest'anno - afferma il presidente della regione, Luca Ceriscioli - significa che la nostra sanità è un servizio di qualità sia per ciò che riguarda l'organizzazione e l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sia per gli aspetti economici e gestionali del sistema. Un risultato raggiunto grazie al lavoro serio e di qualità degli operatori sanitari che ogni giorno sono al servizio dei cittadini". "Inoltre – aggiunge Ceriscioli - è una conferma che la strada delle riforme è quella giusta ma resta lo stimolo a fare sempre meglio per rispondere alle esigenze dei cittadini, in particolare, per l'abbattimento delle liste di attesa". Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia ringrazia "i colleghi Presidenti delle Regioni e, come in passato, garantisco che siamo a totale e disinteressata disposizione per condividere le nostre buone pratiche e confrontarle con quelle degli altri per dare il meglio ai malati". "Con modestia, ma con altrettanto orgoglio – aggiunge Zaia – ritengo si tratti di un riconoscimento che la sanità veneta si è meritata, con i risultati clinici, con l'organizzazione in continuo aggiornamento, con il rispetto pressochè di tutti i parametri nazionali in materia, con l'impegno per la razionalizzazione della spesa e la lotta agli sprechi, con il lavoro quotidiano per progredire nel cammino delle cure e delle nuove tecnologie". Infine l'assessore alla sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, ribadisce che "si tratta di una vittoria di squadra" così come sostenuto da Zaia, "non posso dimenticare che raggiungiamo questo riconoscimento a fronte di sette anni di continui tagli, reali e lineari, ai fondi per la sanità, nel corso dei quali abbiamo mantenuto i conti in ordine e sostenuto il progresso del sistema sanitario".

FNOMCEO: "Prontuario farmaci secondo equivalenza terapeutica penalizzante per i cittadini"

farmacicostosi thumb250 250Aumenterebbe le disuguaglianze di salute, così come interventi parziali sulle liste d'attesa senza prima aumentare il numero di specialisti
"Apprendiamo da un articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Stampa che il Ministro della Salute, on. Giulia Grillo, starebbe preparando insieme alle Regioni una rivoluzione del prontuario farmaceutico, dove i medicinali sarebbero classificati, e rimborsati, non più per principio attivo ma secondo 'classi terapeutiche omogenee'. Se la notizia corrispondesse al vero, saremmo seriamente preoccupati: iniziative di questo genere possono infatti incidere in modo pesante sulle disuguaglianze di salute, in questo caso discriminando chi percepisce un reddito più basso, che, non potendo pagare farmaci o sovrapprezzi, dovrà accontentarsi del medicinale che costa meno, l'unico erogato interamente dal Servizio Sanitario Nazionale".

Con queste parole, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, insieme a tutto l'Esecutivo, commenta notizie di stampa secondo le quali il Ministro, insieme alle Regioni, avrebbe intenzione di adottare, come criterio di rimborsabilità dei medicinali, quello dell'"equivalenza terapeutica", secondo il quale ad essere rimborsato sarebbe il medicinale a minor costo tra tutti quelli che hanno lo stesso meccanismo di azione, anche se differenti per principio attivo.

"In quanto alle liste d'attesa, non si ridurranno agendo sull'intramoenia ma solo aumentando il numero degli specialisti – continua Anelli, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate ieri del Ministro in occasione dell'incontro con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni -. Questa proposta aumenterebbe le disuguaglianze tra Regioni, penalizzando quelle che hanno carenze di personale".

"Quanto riportato sembra andare in direzione nettamente opposta rispetto alle dichiarazioni programmatiche per una maggiore universalità ed equità del Servizio sanitario nazionale – conclude il presidente Fnomceo -. Ribaltare le responsabilità delle liste d'attesa sui medici, anziché su chi gestisce la sanità, ci sembra del tutto fuori luogo, così come fortemente penalizzante per i cittadini è razionare la spesa secondo logiche economicistiche anziché obiettivi di appropriatezza e di salute".

LA CONFERENZA STATO-REGIONI RATIFICA L'ACN PER LA MEDICINA GENERALE

ACN thumb other250 250La Conferenza Stato-Regioni nella seduta odierna ha raggiunto l'Intesa sull'ipotesi di ACN della Medicina Generale che dunque è definitivamente approvato ed entra formalmente in vigore da oggi. Il testo verrà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

IL TESTO ORIGINALE RATIFICATO