Lun06072020

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Lazio CORONAVIRUS : all'Irccs San Raffaele, Bartoletti: «Azione tempestiva, ma i positivi saranno un centinaio»

News Lazio

CORONAVIRUS : all'Irccs San Raffaele, Bartoletti: «Azione tempestiva, ma i positivi saranno un centinaio»

 nerolacamper thumb other250 250Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell'Ordine dei medici di Roma analizza il nuovo cluster peressi l'isiituto S. Raffaele alla Pisana in una intervista resa al CORRIERE DELLA SERA DI CLARIDA SALVATORI «Fino a ottobre bisognerà lottare e rincorrere il virus, All'European hospital 100 test negativi»

Sempre in prima linea, in tutti i focolai emersi fino ad oggi nel Lazio, da Fondi a Nerola, dal Nomentano hospital a Campagnano, Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell'Ordine dei medici di Roma (Omceo), analizza l'ultimo cluster emerso a Roma, quello dell'Ircss San Raffaele alla Pisana.
In base ai numeri, questo sembra essere il cluster più pericoloso emerso finora?
«In realtà è il più pericoloso in questa fase, perché anche quelli di Rocca di Papa, dei Castelli, di Latina e della Asl Roma 4 non sono stati da meno».
E un cluster del genere in questo momento cosa vuol dire?
«Vuol dire che scoppia dentro Roma in un momento in cui c'è molta rilassatezza in giro. E scoppia in una struttura molto grande, in cui arrivano malati molto gravi, in situazioni complicate, da diversi ospedali».
Avete un'idea di come sia cominciato il contagio?
«Non dai malati. Sicuramente da fuori. Probabilmente dal personale e da quello non sanitario».
Quindi ora finiranno in isolamento anche tutti i nuclei familiari legati a operatori e degenti?
«Finiranno in isolamento domiciliare. Chi non potrà essere isolato nel domicilio andrà nelle strutture messe a disposizione sul territorio».
Cosa vi aspettate da questo cluster?
«Ancora qualche caso emergerà, non si arriverà a un centinaio. Perché ce ne siamo accorti subito e subito lo abbiamo isolato, eliminando così quei 3-4 giorni in cui le persone malate giravano liberamente, diventando pericolose. Su 30 casi, si sarebbe potuti arrivare anche a 2.700 contagi. Ma li abbiamo fermati subito».
Cosa vi dice che l'intervento è stato tempestivo?
«Ce lo dice, tra le altre cose, il fatto che all'European hospital, da cui molti dei pazienti positivi provenivano, su cento test, cento sono negativi. Anche perché lì fanno i tamponi a tutti ii pazienti in entrata».
Cosa vuol dire che esistano e emergano ancora cluster simili a Roma?
«Vuol dire che non possiamo permetterci di abbassare la guardia con questo virus che si diffonde a una velocità incredibile. Basta un attimo e ti ritrovi 500 malati. Ma vuol dire anche che dopo tre mesi dalla sua comparsa in Italia e nel Lazio siamo ancora in emergenza».
Quando si potrà tirare un sospiro di sollievo?
«Sicuramente fino a ottobre il Covid ci costringerà a una rincorsa continua. La nostra speranza era quella di arrivare all'inizio dell'autunno, quando comparirà l'influenza stagionale (per la quale la Regione Lazio ha introdotto l'obbligo vaccinale per gli over 65, i soggetti a rischio e i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, oltre che e una forte raccomandazione per tutte le altre fasce d'età, ndr) "puliti" dal coronavirus. Ma staremo a vedere se sarà davvero così».

LEGGI L'ARTICOLO