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PEDIATRIA: Da Giugno cinque ambulatori aperti ai bambini nei fine settimana e nei giorni festivi nelle ASL

pediatra A01 thumb250 250Il servizio partirà a giugno a Roma, grazie a un accordo tra la Regione e le associazioni che rappresentano i pediatri, in cinque strutture. Sono in via di definizione ulteriori 4 presidi, uno in ciascun capoluogo di provincia, per garantire l'assistenza su tutto il territorio regionale anche il sabato, la domenica e nei festivi
27/04/2018 - Cinque ambulatori aperti ai bambini, nei fine settimana e nei giorni festivi, con pediatri a disposizione nei giorni più complicati per le famiglie che hanno bisogno di visite e assistenza sanitaria per i propri figli, con la possibilità di richiedere certificati e prenotare le prestazioni urgenti.
Il servizio partirà a giugno a Roma, grazie a un accordo tra la Regione e le associazioni che rappresentano i pediatri, in cinque strutture divise in diversi quadranti della Capitale:
la Casa della salute di Prati-Trionfale in via Frà Albenzio (I Municipio);
la Casa della salute Santa Caterina della Rosa in via Nicolò Forteguerri (V Municipio);
la Casa della salute di Ostia sul lungomare Paolo Toscanelli (X);
il poliambulatorio di via Lampedusa (III);
il poliambulatorio di via Camillo Sabatini (IX).
I primi dati della sperimentazione sono stati davvero incoraggianti e positivi con oltre 1.100 accessi registrati in pochi giorni in occasione delle ultime festività natalizie. Il servizio dei pediatri diventa ora stabile e anzi si estende su base volontaria in 5 presidi di Roma Capitale e sono in via di definizione ulteriori 4 presidi, uno in ciascun capoluogo di provincia, per garantire l'assistenza su tutto il territorio regionale anche il sabato, la domenica e nei festivi.
I pediatri negli ambulatori di continuità assistenziale aperti nel fine settimana, saranno collegati con i sistemi informativi regionali per poter condividere le informazioni, a partire dall'Anagrafe vaccinale, e avranno la possibilità di prenotare direttamente le prestazioni urgenti. I medici promuoveranno inoltre l'adesione agli screening, alle vaccinazioni e ai corretti stili di vita e, per i bambini dai 6 ai 9 anni, potranno rilasciare il certificato medico sportivo per attività non agonistica (una sola volta l'anno) senza costi aggiuntivi per le famiglie.

"Abbiamo avviato una vera rivoluzione della Rete di assistenza aprendo gli ambulatori di continuità assistenziale dei medici di medicina generale nel weekend e nei giorni festivi e ora con questo accordo stiamo estendendo e rendendo stabile il servizio per garantire anche l'assistenza pediatrica- commenta il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: avere un pediatra il sabato o la domenica e nei giorni festivi nell'ambulatorio da un senso di sicurezza e aumenta la qualità delle cure. Voglio ringraziare i pediatri per questo servizio che ci permetterà insieme di costruire un nuovo modello di promozione e tutela della salute. I buoni risultati raggiunti in termini di accessi ci dimostrano quanto i cittadini siano attenti alle nuove opportunità sul territorio e che la strada intrapresa è quella giusta".

ORDINE MEDICI ROMA: Medici e giornalisti insieme contro violenza e fake news

Fnomceo thumb large300 30041 aggressioni al 118, 320 negli ambulatori, 20 nelle case di riposo, 400 nei Reparti di degenza, 37 in assistenza domiciliare, 456 al Pronto Soccorso, 72 negli ambulatori del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, 62 in Terapia Intensiva, 11 nei penitenziari: disegnano un vero e proprio bollettino di guerra i nuovi dati sugli episodi di violenza ai danni di medici e di altri professionisti sanitari, compiuti nel 2017 in Italia (soprattutto in Puglia, seguita da Sicilia, Sardegna, Lombardia), e resi pubblici questa mattina dal presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Antonio Magi, nell'ambito della conferenza stampa che ha segnato la sigla di un protocollo di intesa con l'Associazione Stampa Romana per una buona comunicazione della salute e della sanità. Non va meglio ai giornalisti: secondo i numeri forniti dall'Osservatorio 'Ossigeno per l'informazione', sono 3574 i colleghi minacciati in Italia dal 2006 ad oggi, 423 solo nel 2017.
"Siamo soddisfatti di firmare un protocollo di intesa con l'Ordine dei Medici su buone pratiche comuni e condivise – ha affermato il presidente di ASR, Lazzaro Pappagallo -. Le nostre professioni sono intaccate dalle stesse problematiche, le aggressioni ma anche le fake news, e sono fondate sulla difesa di diritti costituzionalmente protetti. Anzi, i medici tutelano un valore, quello della salute, che è a monte di tutti gli altri diritti. Per questo è importante creare un'alleanza sociale tra le due professioni".
"I problemi legati alla violenza, alle minacce, alle cause temerarie, alle fake news, all'abusivismo – ha dichiarato Antonio Magi – sono diventati trasversali all'intera società: non sono più specifici di una singola professione, quella del medico, del giornalista, ma sono legati all'organizzazione che la società si sta dando. Per rispondere a questo malessere diffuso, è fondamentale creare un meccanismo nuovo per cui l'Ordine dei Medici diventi punto d'incontro con i cittadini e con le altre professioni, per offrire un miglior servizio ai cittadini stessi. In quest'ottica, insieme a Fnomceo, stiamo per partire con due campagne: la prima, contro la violenza, è la ripetizione della fortunata campagna 'Chi aggredisce un medico aggredisce se stesso'. La seconda, contro le fake news, verrà presentata in Fnomceo ai primi di maggio".
"I dati diffusi questa mattina dall'Ordine dei Medici di Roma e dall'Associazione Stampa Romana confermano una triste escalation della violenza contro medici, giornalisti, potremmo aggiungere anche insegnanti – commenta Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri- Fnomceo. – Cosa hanno in comune queste professioni? Di essere poste a garanzia di tre diritti fondamentali, costituzionalmente protetti: la tutela della salute, la libertà di stampa e di espressione, l'istruzione universalistica e gratuita. Sono diritti fondamentali perché, se vengono meno, viene meno l'essenza stessa della società civile, che salvaguarda i diritti dell'individuo nell'interesse della collettività. Chi aggredisce un medico – ma anche un giornalista, un'insegnante – aggredisce se stesso, perché rinnega e si nega i suoi stessi diritti. È una società triste e al tramonto quella che, per la pretesa di una gratificazione immediata – una notizia 'gradita', una prestazione medica da lui ritenuta preferibile a un'altra, un buon voto – violenta i propri diritti, distrugge la propria libertà. È urgente ripartire da una nuova alleanza sociale tra medici, giornalisti, insegnanti, intellettuali, cittadini,istituzioni che, con uno scatto di orgoglio, ricostruisca sulla base di valori condivisi non solo le nostre professioni, ma la stessa società civile".

CONTINUITA' ASSISTENZIALE : nel Lazio l'80% delle sedi della guardia medica notturna sono fatiscenti e non a norma

guardia medica2 4(Affari Italiani) I Carabinieri del Nas stanno passando a setaccio, in questi giorni, le sedi della guardia medica notturna di Roma e delle province. Sotto osservazione lo stato delle strutture che ospitano i medici durante le ore di servizio e le modalità operative. I militari dell'arma hanno fatto sopralluoghi nelle sedi di Fiumicino, Ladispoli, Cerveteri ma anche in due postazione della provincia di Rieti. Di ogni visita è stato redatto un verbale consegnato ai vertici dell'Azienda sanitaria interessata. Gli accertamenti sembra siano partiti dalla segnalazione di presunti disservizi, relativi soprattutto allo stato di fatiscienza della quasi totalità delle sedi ospitate spesso in locali non a norma.
Sotto osservazione anche le modalità di svolgimento del servizio da parte dei medici. In vari casi, secondo decisioni formali assunte dalla Asl territoriale il servizio di guardia medica notturna viene svolto direttamente dal domicilio del medico purché la sua abitazione si trovi in un area baricentrica rispetto alla zona da servire e tale da garantire la visita a domicilio al massimo entro 35 minuti. Accordi di questo tipo sono stati siglati in quasi tutte le Asl del Lazio proprio per ovviare alla fatiscienza delle sedi.
La rete è attualmente composta da 53 studi notturni, non aperti al pubblico, dove il medico di notte attende di intervenire su chiamata della Centrale operativa del 118. Secondo il dottor Aldo Sotira responsabile Fimmg Lazio (Federazione medici di medicina generale), dei medici di continuità assistenziale "l'80 per cento dei locali destinati ad ospitare i medici di notte sono malridotti, spesso privi di adeguate misure di sicurezza, alcuni sono semplicemente impraticabili, altri necessiterebbero di urgenti lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria".
Questi sono i luoghi di lavoro di circa 620 medici, tanti sono nel Lazio quelli che assicurano la copertura assistenziale dopo il tramonto e nei week end dalle 10 di sabato. Si tratta della metà dell'organico previsto dalle norme nazionali e che nel Lazio prevede, per realizzare la copertura ottimale, quasi il doppio dei medici attuali. Loro sono quelli che arrivano di notte direttamente a casa per la visita a domicilio. Spesso quando la situazione è molto critica. Spesso sono giovani, spesso donne. Sono i medici nei confronti dei quali si sono registrati nell'ultimo anno il maggior numeri di aggressioni proprio perché nessuna delle sedi è protetta da un qualche dispositivo di allarme e difesa.
"Ben venga l'indagine dei Nas- aggiunge il dottor Sotira - perchè cosi il problema si porrà in modo definitivo all'attenzione dei vertici aziendali e della Regione che sarà cosi indotta ad affrontare il tema delle precarie condizioni di lavoro cui è costretto a funzionare il servizio notturno e realizzare un modello che superi la logica delle sedi e adotti modalità operative più adeguate a tutela del cittadino e della dignità dei medici. Per questo occorre che si apra la piu presto un tavolo di confronto in Regione per ridefinire le regole d'ingaggio del servzio e restituire serenita' al lavoro dei medici".

REGIONE LAZIO: Pubblicate le zone carenti per l’assistenza primaria rilevate al 1 marzo e al 1 settembre anno 2017

regione lazio thumb250 250Determinazione 13 aprile 2018, n. G04957 Bando per la copertura delle zone carenti di assistenza primaria rilevate in data 1 marzo e 1 settembre anno 2017, ai sensi degli articoli 33 e 34 dell'Accordo Collettivo Nazionale con i medici di medicina generale,sottoscritto in Conferenza Stato Regioni in data 23 marzo 2005 testo integrato con l'ACN 29/07/2009.

IL TESTO SUL BURL

REGIONE LAZIO: sistema informatico in tilt disagi in asl ospedali e medici di famiglia

file-ASLTutto fermo dalle prime ore della mattina di ieri il sistema informatico della Regione Lazio, a causa di un importante black out dei sistemi informatici. Lo annuncia la regione stessa in una note "A causa di un importante guasto ai sistemi informatici della Regione Lazio tutti i sistemi informatici regionali risultano inattivi. Il guasto interessa gli uffici regionali, gli ospedali e le Asl. I tecnici informatici della Regione sono al lavoro dalle prime ore di questa mattina per risolvere la situazione nel piu' breve tempo possibile." In serata la rete è tornata attiva come annunciato dalla stessa Regione"La rete informatica è tornata operativa", spiegando che "gli ultimi problemi sono in via di risoluzione e i tecnici sono al lavoro per completare al 100% le operazioni di ripristino e di monitoraggio. Non hanno subito alcuna interruzione il 112 e 118".

VIOLENZA MEDICI: Maria Corongiu (Fimmg) la continuità assistenziale provata da difficili condizioni di lavoro proposte e soluzioni presentate da un anno ma sono restate inascoltate

violenzame"Il cambio di passo è urgente. Già a settembre 2017 la scrivente aveva segnalato alle S.V. quanto fosse importante attivarsi per promuovere sicurezza in tutti gli ambiti sanitari, scrivevo infatti: "Ragionare sulla sicurezza è ormai una priorità assoluta. La Continuità assistenziale anche nel Lazio è provata da difficili condizioni di lavoro che vanno dalle sedie rotte alla mancanza di strumenti tecnologici, ma soprattutto alla mancanza totale di sicurezza. Non esiste medico di CA nel Lazio che non abbia subito minacce, aggressioni, furti." Queste le parole del Segretario Regionale Fimmg Lazio Maria Corongiu in una lettera alla Regione Lazio alla luce degli ennesimi episodi di violenza riportati dalle cronache e dai quotidiani"
"Raramente si denuncia, tanto si sa che le denunce finiscono nel nulla. Solo pochi mesi fa un nostro Medico di CA ha subito una aggressione a Fiano, picchiato durante una visita domiciliare. Il soggetto aggressore era persona già nota al medico per questo si è scongiurato il peggio visto che il Medico non fidandosi aveva chiesto alle forze dell'ordine di accompagnarlo, eppure anche in presenza dei Carabinieri il nostro medico è stato percosso. È evidente che la società sta peggiorando tra povertà e disagio sociale, ma allora dobbiamo pensare ancora di più a non lasciare soli i medici durante le visite a domicilio soprattutto di notte. Il mio pensiero va anche purtroppo agli ospedali, dove non si contano atti vandalici e aggressioni al personale che lavora anch'esso in condizioni proibitive. Credo necessario che le Istituzioni, e in questo ci fa piacere l'intervento del Ministro Lorenzin, si facciano carico del problema e difendano i loro Medici."

"Il medico che fa visita domiciliare" Continua Maria Corongiu " non può più andare da solo, anche in considerazione che ormai circa il 60% dei medici di CA è donna: poiché le aggressioni avvengono principalmente di notte tra l'una e le cinque il medico deve essere accompagnato da un altro medico o infermiere, provvisti di segnalatore di emergenza, allertando le forze dell'ordine in caso di visita in quartieri notoriamente a rischio o al domicilio di soggetti con disagio psichico o sociale, l'automezzo deve essere quello aziendale, visti i numerosi atti vandalici subiti sulle autovetture di proprietà dei medici."
"La videosorveglianza nelle postazioni, sistemi di sicurezza, quali porte blindate, grate, corsi di difesa personale, sistemi di emergenza, controllo dopo massimo mezzora da parte della Centrale per verificare le condizioni del medico, tutela del decoro e della dignità professionale, sono misure che debbono essere prese se si vuole mantenere il Servizio, anche perché un ambiente degradato, con finestre e vetri rotti, mobili impilati di scarto, strutture fatiscenti, topi e scarafaggi, rubinetti che perdono senza che nessuno li aggiusti, costituiscono un sottinteso invito per alcuni soggetti ad aggiungere degrado."

"Esiste anche un altro problema, quello cioè della mancanza di database nelle centrali di ascolto. Lo storico di casi già noti e particolari permetterebbe di fare un primo filtro ed essere preparati a situazioni pericolose. Invece si hanno archivi cartacei che, ovviamente, nessuno va a sfogliare ad ogni chiamata che arriva."

"Purtroppo dopo un'unica audizione in sede regionale le richieste effettuate sono cadute nel vuoto. Ora gli eventi numerosi in Italia, circa 3.000 l'anno, costringono a prendere provvedimenti immediati per tutelare i Medici e gli operatori sanitari tutti da violenze e aggressioni per motivi di cui nessun medico o infermiere può essere responsabile e che in larga parte sono dovuti ai tagli sulla spesa sanitaria con depauperamento di organico, tagli ai posti letto, PS vissuti come gironi dell'inferno dove Medici ed operatori sono lasciati soli a reggere l'ingestibile, senza nessun riconoscimento neanche morale."

IL TESTO DELLA LETTERA

FARMACI IN STUDIO: Maria Corongiu sempre possibile la svista sulle scadenze ma puo' costare cara occorre prestare maggiore attenzione

mediciepc"E' sempre possibile una svista ,ma occorre prestare maggiore attenzione nelle scadenze dei farmaci presenti negli studi e anche ai farmaci senza le fustelle che potrebbero essere restituiti da parenti di pazienti purtroppo deceduti." Lo ha dichiarato la Dotasse Maria Corongiu Segretario regionale della Fimmg Lazio " La legislazione sulla conservazione dei farmaci è ben precisa continua Maria Corongiu ma non sempre c'è un dolo anche una semplice svista o dimenticanza potrebbe far incappare il medico in un risvolto penale conseguente all' art 443 del codice penale , quindi il consiglio è di prestare sempre attenzione sia ai farmcai conservati nello studio che quelli detenuti nella borse per le emergenze."
Alla luce di questo abbiamo nei giorni scorsi deciso di intervistare la prof. Tasselli farmacologa esperta nel campo che in un video (guarda il video )
ci ha spiegato quali sono le procedure da tenere nell'acquisto nelle detenzione dei farmaci e nel loro mantenimento nei nostri studi "