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VIGILI URBANI: Roma, sotto il mirino i certificati per l'esonero ai servizi esterni revisione dai medici militari solo 2000 su 5700 in esterna

vigiliSono 700 i vigili che sono stati esentati dallo svolgimento di servizi esterni e destinati a lavoro di ufficio. Lo riporta un indagine effettuata dal quotidiano il Messaggero . Il 12% del totale dei vigili in servizio ha portato un certificato medico che attesta l'impossibilità di lavorare su strada, alcuni perché non possono stare in piedi a lungo, altri perché non possono fare lo sforzo di sollevare la paletta altriperchè non sopportano l'inquinamanto, overo un vigile su otto marca visita tanto da spingere l'amministrazione a verificare la veridicità delle attestazioni attraverso medici militari. I documenti portati prodotti dai caschi bianchi e che attestano l'obbligo di esclusione riportano cause fantasiose "dai servizi che implichino l'uso dell'arto superiore destro in segnalazioni manuali", o la necessità di "utilizzare un poggiapiedi obbligo di una pausa ogni dieci minuti per evitare lo stress, Alcuni non possono nemmeno portare la divisa per effettuare "attività che comportino stress psico-fisici" o possibili problemi derivanti dallo smog. Quindi solamente 2 mila agenti, su un totale di 5.700 effettuano servizi esterni. La polizia locale costa oltre 387 milioni di euro ai contribuenti capitolini.

REGIONE LAZIO: Renato Botti nominato direttore generale della Sanita' regionale

botti-renatoRenato Botti nominato direttore generale della Sanita' regionale della Regione Lazio . Gia' direttore generale della Regione Piemonte, In passato ha diretto la fondazione San Raffaele, è stato direttore generale dell'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e subcommissario alla Sanità della Regione Lazio ai tempi del commissariamento. "Ho avuto l'onore di essere nominato dalla Regione Lazio come direttore generale della Sanita' per contribuire in termini generali al miglioramento di un servizio sanitario di grande prestigio, ma molto complesso. Spero di dare un contributo in questo senso, consapevole di tutte le complessita' e difficolta'". Ha affermato il nuovo direttore.

VACCINI: Lazio 1° regione in Italia per copertura morbillo

morbillo44 thumb250 250Il Lazio è l'unica Regione in Italia ad aver superato il 95% della copertura vaccinale per il morbillo nella corte d'età 0-24 mesi
04/06/2018 - "Nel Lazio è inoltre disponibile l'Anagrafe Unica Vaccinale alla quale ad oggi hanno effettuato l'accesso e risultano quindi registrati, oltre 3.100 scuole e istituti per un numero di alunni complessivo pari a oltre 313 mila che rappresentano circa il 40% della popolazione scolastica nella fascia 0-16 anni e contiamo a breve di raggiungere l'obiettivo. È importante non dare alle famiglie messaggi contraddittori e soprattutto non tornare indietro"- così Alessio D'Amato, assessore alla Sanità e l'Integrazione Socio-sanitaria.

PRONTO SOCCORSO: cambiano i codici di triage in quelli della Regione

Pronto Soccorso torino thumb medium250 250E' stato presentato il 30 maggio alla presenza dell'assessore alla Sanità e Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato, l'aggiornamento delle linee guida sul Triage intraospedaliero (che verrà sancito dalla Conferenza Stato-Regioni) che sarà operativo a partire dal 2019.Un gruppo di lavoro regionale composto da operatori e professionisti ha infatti studiato e sperimentato negli ultimi due anni un nuovo Triage Ospedaliero a 5 Codici.
Il Lazio recepisce le indicazioni della Conferenza Stato Regioni con un progetto fortemente voluto e sollecitato da operatori e professionisti.
Il cuore del programma prevede di passare dai consueti 4 Codici a colore (Rosso-Giallo-Verde e Bianco) al nuovo sistema a 5 Codici numerici (dall'1 al 5) nel quale 1 è l'Emergenza, 2 l'Urgenza, 3 l'Urgenza differibile, 4 l'Urgenza minore e 5 la Non urgenza. I codici 1-2-3 sono a medio alta intensità di cure mentre 4-5 a moderata-bassa intensità. Il Gruppo di lavoro ha attivato una sperimentazione delle schede a 5 codici in 8 Pronto Soccorso generalisti e 3 Pronto Soccorso pediatrici con il coinvolgimento di circa 80 tra medici e infermieri e oltre 7.000 pazienti.
"Un lavoro molto importante, che ci è stato sollecitato dai diretti interessati e che ci permetterà di fornire cure maggiormente appropriate e di migliorare il servizio sanitario - ha detto D'Amato - Il Gruppo di lavoro ha sperimentato le nuove linee guida in piena sintonia e collaborazione con i professionisti e le diverse realtà del territorio. Oggi per la Regione Lazio si apre una nuova stagione concorsuale che ci permetterà di avere nei reparti e nei Pronto Soccorso un ricambio generazionale.
Questo lavoro sul triage si inserisce in un percorso di riorganizzazione che prevede nuovi investimenti sul personale e un programma riqualificazione dell'edilizia sanitaria e sulle tecnologie". Negli ultimi 8 anni (2010 vs 2017) l'andamento complessivo degli accessi ai servizi di emergenza ha fatto registrare una flessione del -7,3% (vedi griglia allegata). Il Codice verde rimane quello più numeroso (circa il 65-70%) presentando un rischio maggiore di errore nella determinazione del livello di priorità alla visita medica. Proprio questo elemento, insieme alle modifiche normative, ha rappresentato il fattore principale che ha indotto alla revisione del sistema nazionale e regionale di Triage.

LISTE D'ATTESA : il Tar del Lazio cancella la disposizione sul "tempario" contro le liste d'attesa

file-ASL(Affari italiani) Il Tar del Lazio ha bocciato il decreto emanato lo scorso giugno dalla struttura commissariale con il quale si contingentavano i tempi per l'esecuzione di 63 esami specialistici come ad esempio: visita neurologia, 20 minuti; elettromiografia semplice, 5 minuti; elettrocardiogramma, 15 minuti; visita oncologia: 20 minuti.
Tempi rigidamente predeterminati anche per tac, risonanze magnetiche, ecografie. Il Tribunale amministrativo del Lazio pronunciandosi in merito al ricorso avverso presentato lo scorso anno dal Sumai (Sindacato unico medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell'Area Sanitaria) "da ragione - spiega una nota del sindacato - agli specialisti riaffermando in sintesi due principi. Il primo: "la durata effettiva di ogni singola prestazione è riservata in via esclusiva allo "specialista ambulatoriale"; secondo la riduzione tempi di attesa "potrebbe essere perseguito con mezzi che non necessariamente debbano coincidere con una riduzione, de facto, del tempo da dedicare ai singoli esami ed alle singole visite, al contrario, potrebbe essere piuttosto concretizzato attraverso un aumento delle risorse umane e strumentali da adibire ad un così delicato settore quale quello della pubblica sanità".

Insomma non si fissa il tempo per fare un esame, ma si assume più personale per fare prima e meglio.

Il Sumai contestò da subito il tempario sostenendo che i tempi indicati erano: "irrealizzabili, l'unico risultato che si sarebbe ottenuto era di mettere in pericolo la salute dei pazienti perché il rapporto numero di prestazioni / unità di tempo, proprio dell'industria manifatturiera, non è applicabile alla Medicina. Infatti anche il tempo di comunicazione è tempo di cura". Insieme al Sumai, ad adiuvandum, fecero ricorso contro l'atto regionale la Fnomceo, Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Viterbo. Per Antonio Magi, segretario generale del Sumai questa è una vittoria anche dei pazienti "poiché a loro il professionista, lo specialista ambulatoriale, potrà dedicare tutto il tempo necessario. Le liste d'attesa infatti non si abbattono con la ricetta della Regione Lazio quanto piuttosto, come dice il Tar, assumendo il personale, rispettando il numero di ore per la specialistica e sostituendo i medici andati in pensione con colleghi più giovani".

Al venir meno di questo decreto, di cui peraltro era già stata decisa la sospensione in attesa proprio del pronunciamento della giustizia amministrativa, si aggiunge l'inadempienza dei privati accreditati che non hanno messo a disposizione del sistema regionale entro il 31 marzo il 70% delle prestazioni così come previsto dal contratto e la perdurante incertezza gestionale del nuovo Recup il cui affidamento dopo la gara è ancora bloccato per una serie di ricorsi.

VIOLENZA MEDICI: Riunione in Prefettura con Omceo , Prefetto , e Regione

napoli violenza campagna thumb large300 300"Abbiamo fatto un punto della situazione, ora vedremo. Nessuna decisione e' stata ancora presa. Se si e' parlato di un eventuale numero di uomini da impiegare nei Pronto soccorso? No, abbiamo deciso di vederci per cominciare a studiare il fenomeno. Adesso ci risentiremo a breve, penso" queste le prime battute del presidente dell'Ordine di Roma Antonio Magi al termine della riunione in prefettura con il prefetto Paola Basilone e l'assessore alla Sanita' della Regione Lazio, Alessio D'Amato, sulle possibili soluzioni alle aggressioni ai danni del personale sanitario. Nel corso dell'incontro è stato stabilita la costituzione di un osservatorio per avviare un monitoraggio del fenomeno.