Mar21082018

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DALLE REGIONI

PIEMONTE: Al lavoro per stabilizzare i medici precari del 118 sulle ambulanze

Ambulanzanapolijpg thumb large300 300La Giunta regionale sta lavorando per trovare una soluzione che consenta la stabilizzazione dei medici con contratto a tempo determinato che prestano servizio sulle ambulanze del 118. Lo ha annunciato oggi pomeriggio l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta nel corso della discussione di alcune mozioni presentate sul tema in Consiglio regionale.
"E' una questione che seguiamo con grande attenzione perché non riguarda solo i medici che svolgono il loro prezioso lavoro sulle ambulanze del 118 ma in generale il sistema sanitario regionale di cui il Dipartimento di emergenza ed urgenza è un tassello fondamentale - ha precisato l'assessore Saitta -. In ogni caso la soluzione va trovata a livello regionale perché l'ipotesi di inserire una norma di carattere nazionale richiede tempi eccessivamente lunghi".
Secondo le stime degli uffici dell'assessorato alla Sanità, in Piemonte sono oltre 60 i medici che lavorano a tempo determinato sulle ambulanze del 118. Ad oggi, le norme richiedono ai medici per poter svolgere questo tipo di attività un doppio requisito, ossia l'aver superato il corso di Medicina generale e aver superato il corso di Emergenza.
"Le possibilità allo studio sono due - ha aggiunto l'assessore -, ovvero ammettere in sovrannumero i medici in questione al corso di Medicina generale, eventualità che però richiederebbe degli adeguamenti in particolare dal punto di vista organizzativo, oppure procedere con un provvedimento di Giunta sul modello di quanto fatto in altre regioni come la Toscana. Lavorerò con le organizzazioni sindacali per trovare insieme un'intesa".

MILANO: Legionella, a Bresso quarantadue contagi

ospedale thumb medium250 250Epidemia di Legionella salgono a 42, da 40, le persone contagiate a Bresso alle porte di Milano. Il rilevamento da parte della Ats Città Metropolitana del capoluogo lombardo. Le due nuove persone contagiate sono andate sabato sera all'ospedale milanese di Niguarda: uno è stato dimesso con terapia antibiotica domiciliare, il secondo è stato ricoverato. Il totale dei cittadini di Bresso che hanno contratto il batterio della legionella è quindi di 42 persone. Intanto continuano i prelievi nelle abitazioni: sotto esame 396 campioni provenienti da 37 abitazioni della cittadina. I risultati nei prossimi giorni.

VENETO: Vaccini, no a quarantena per i bambini presa di posizione del gruppo sanità del Partito democratico del Veneto

vaccinos thumb other250 250Il Partito democratico del Veneto ritiene totalmente fuori luogo la posizione di chi afferma che, riguardo alla certificazione vaccinale, le scuole prevedano un periodo di isolamento di 4-6 settimane per i bambini appena vaccinati con virus attenuato. Questo equivarrebbe a "mettere in quarantena" i bambini che fanno le vaccinazioni, rischiando di far perdere loro le lezioni anche per oltre un mese ma soprattutto capovolgendo il concetto che in realtà sono i bambini non vaccinati quelli a rischio.
Il Partito democratico del Veneto nel febbraio 2018 riguardo all'accesso alle scuole dei bambini non vaccinati si è espresso ritenendo "sbagliato prevedere ulteriori deroghe per chi palesemente si oppone ad una legge dello Stato mirata a tutelare la salute della comunità nel suo insieme e dei più deboli in modo particolare", aggiungendo inoltre "che a maggiore rischio di morte per molte delle malattie per le quali è prevista la vaccinazione sono i bambini che realmente non possono vaccinarsi per un deficit del loro stato immunitario dovuto soprattutto a patologie oncologiche (leucemie e linfomi in primis) o a patologie di origine genetica" e che "vanno protetti con l'immunità di gregge".
Il Pd Veneto continua ad essere convinto che la salute delle persone, adulti e bambini, che fanno parte di una società sia un bene collettivo che quindi deve essere tutelato dallo Stato. E laddove si possono attuare interventi di prevenzione e promozione della salute su larga scala è appropriato attuarli anche con obblighi di legge, anche se ci possano essere "mutate condizioni socio-sanitarie".
Il Pd Veneto esprime piena fiducia nella professionalità di pediatri e medici di medicina generale nell'informare i pazienti sugli atti sanitari come disposto dal Codice Deontologico medico.

TOSCANA: Consiglio Regionale Fimmg sulla figura dell'infermiere di famiglia

medicinfermieri3 thumb other250 250La Federazione Regionale della FIMMG riunitasi a Firenze il giorno 26 Luglio c.a. in merito alla delibera regionale 597 del 4 Giugno 2018: prende atto dei contenuti professionali presenti nella delibera in oggetto che sottendono alla valorizzazione della figura dell'infermiere territoriale: qualificazione professionale che può essere ottenuta anche mediante un percorso formativo specificamente orientato alle esigenze del territorio. Questo può costituire la premessa per il miglioramento qualitativo delle prestazioni socio-sanitarie ai cittadini toscani, anche facilitando l'attuazione della sanità d'iniziativa .
La riunificazione in una unica figura professionale delle competenze dell'infermiere della sanità d'iniziativa con quello che lavora a livello del distretto socio sanitario è sicuramente un fatto positivo che migliora la qualità delle prestazioni erogate a livello territoriale come già auspicato nella delibera 650 del 5 Luglio 2016
Si valuta in modo negativo l'aver omesso nella delibera che la collaborazione con la medicina generale e l'autonomia professionale del personale infermieristico avvengono nel rispetto del parere del consiglio dei sanitari n. 37 del 9 settembre 2008 che prende atto del rapporto di fiducia del cittadino nei confronti del medico di Medicina generale.
Si ricorda che, ai sensi dell'833 e del 229, la responsabilità globale del cittadino è affidata al medico di Medicina generale e che la diagnosi e la terapia sono compiti inderogabili dei medici.
Si ricorda alla regione che l'accordo sulla sanità d'iniziativa prevede che in caso di carenza del personale infermieristico, rispetto ai parametri previsti, le aziende dovranno finanziare l'assunzione di personale infermieristico da parte della medicina generale.
Si chiede pertanto alla Regione di non dar seguito alle sperimentazioni proposte nella attesa di una convocazione a un tavolo per definirne insieme i compiti e le funzioni dei professionisti coinvolti e gli obiettivi che la regione si pone con questa delibera.

CATANIA: Aggredisce un medico all'ospedale con una forbiciata in testa, arrestato per tentato omicidio.

prontosocc1 thumb250 250(ANSA) - Ennesima aggressione a un medico in un ospedale, strutture che per i sindacati di categoria «sono diventati come il Far West». A colpire alla testa, con una forbice presa dalla sala gessi, un ortopedico che avrebbe dovuto ingessargli la caviglia ad Acireale è stato un paziente di 35 anni che è stato arrestato dai carabinieri della locale compagnia mentre era ancora in fuga dentro il nosocomio nel Catanese. Militari dell'Arma hanno anche recuperato l«armà, trovata spezzata. L'uomo è stato portato in carcere, su disposizione della Procura di Catania, che gli contesta il tentativo di omicidio. Il medico ferito è ricoverato con la prognosi riservata nell'ospedale di Acireale assistito dai suoi colleghi, ancora sconvolti per l'accaduto. Ha una profonda ferita lacero-contusa alla fronte, ma non è considerato in pericolo di vita. »È stato un miracolato - commenta attonito un medico - ma non ci sono sempre i santi a proteggerti...«. Il paziente era arrivato ieri per una sospetta frattura. E aveva già dato segnali di irrequietezza tanto che dall'ospedale per due volte avevano chiamato i carabinieri, ma gli allarmi erano rientrati. Stamattina l'aggressione in sala gessi dove l'uomo era in attesa del medico che doveva procedere alla fasciatura della caviglia dopo un consulto col primario del reparto. Il 35enne quando l'ortopedico è rientrato in sala ha preso la forbice e lo ha colpito alla testa. Sul posto sono subito intervenuti carabinieri della compagnia di Acireale che hanno bloccato il 35enne e lo hanno arrestato. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, si è detta »molto scossa«, aggiungendo che »fare il medico sta diventando un atto di eroismo«. »Stiamo affrontando il problema - ha annunciato - interverremo con un disegno di legge che prevede un inasprimento delle pene per gli atti violenti contro il personale sanitario«. »Il ministero e il governo ci sono per migliorare i servizi, ma non ci vuole un giorno - ha precisato - e quelli venuti prima di noi non hanno alzato un dito«. L'assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha definito l'aggressore »un criminale« e, dopo avere »ringraziato ancora una volta le forze dell'ordine«, ha auspicato »un giudizio per direttissima ed una condanna esemplare per l'autore di questo gesto ignobile«. »L'episodio - ha sottolineato - segna il livello di inciviltà che si può raggiungere se non si pone un argine a questa recrudescenza di violenza nei confronti dei camici«. Per i sindacati »ormai siamo al Far West«. »Quanti medici ancora - si chiede la Cisl Medici - dovranno essere malmenati o dovranno pagare con la propria vita la colpevole assenza delle istituzioni? Non possiamo attendere ancora: è giunta l'ora che le Istituzioni mettano fine a questa barbarie«. Il senatore Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione Sanità a Palazzo Madama, chiede »Cosa stanno aspettando i ministri Salvini e Giulia Grillo? Che si arrivi alla morte di qualcuno? Intendono occuparsi del problema delle continue aggressioni negli ospedali - chiosa - o continueranno a fare solo campagna elettorale a due mesi dalle elezioni?«.

CROTONE: Carenza medici di guardia restano posti vacanti

guardia-medica-webMancano i Medici di Continuta' assistenziale a Crotone, il bando regionale che prevedeva 61 posti di titolarita' assegnati dopo 10 anni di chiusura non sono stati coperti difatti solo 51 medici hanno risposto lasciandone vacanti 11 . il problem della carenza di madici è un fatto reale che ha portato a lasciare turni scoperti in localita' come Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto. La provincia di Crotone ha 31 ambulatori di C.A. ognuno organizzato in 4 turni, quindi servirebbero 124 medici titolari, ma l'Asp ne ha a disposizione solo 56. mancano quindi 68 medici titolari. Adesso La asl per porre rimedio ha proposto un aumento orario ai titolari presenti portandoli da 24 ore, a 38 ore settimanali ma solo 21 hanno accettato adesso la ASL ha convocato 76 giovani medici ai quali conferire incarico trimestrale, ma la situazione resta difficile e molti incarichi restano scoperti