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DALLE REGIONI

PIEMONTE: borse di studio di medicina generale, la regione conferma l'aumento del numero.

medfamiglia thumb medium250 250Per il triennio 2018/2021 la Regione Piemonte erogherà 119 borse di studio di Medicina generale, confermando l'aumento del 50% avvenuto negli ultimi anni: le borse sono infatti passate dalle 80 del triennio 2014/2017, alle 110 nei trienni 2015/2018 e 2016/2019, alle 120 nel triennio 2017/2020. Considerando anche i medici iscritti al corso prima del 31 dicembre 1991 (che per legge hanno diritto ad essere ammessi) il totale degli iscritti per il triennio 2017/2020 è salito a 138. Lo ha sottolineato oggi pomeriggio l'assessore regionale alla Sanità della Regione Piemonte rispondendo a un'interrogazione in Consiglio regionale. Il Piemonte continuerà così a essere una delle regioni con maggior numero di borse concesse, sia in termini assoluti che in rapporto alla popolazione, nonostante l'adozione di nuovi criteri di ripartizione dei fondi a cui la Regione ovvierà integrando lo stanziamento ministeriale: la Giunta regionale aggiungerà una quota di circa 400mila euro per la programmazione e la gestione dei corsi. E' necessario, in ogni caso, che il Governo incrementi le risorse a disposizione- ha precisato l'assessore alla Sanità, anche in qualità di coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni -. Nel primo incontro che avranno con il nuovo ministro della Salute, le Regioni solleciteranno fra le priorità l'aumento dei fondi destinati alle borse di studio per la Medicina generale e per la specialistica, chiedendo di poter utilizzare anche le risorse vincolate dagli obiettivi di piano del Fondo sanitario nazionale. Si tratta, ha aggiunto l'assessore, di portare avanti il percorso che avevamo intrapreso nei mesi scorsi per superare la carenza di medici di medicina generale e di specialisti, che rischia nei prossimi anni di mettere in pericolo l'erogazione dei servizi e la stessa tenuta del sistema sanitario pubblico.

NAPOLI : Aggressione ad un medico di famiglia da parte di un paziente per richieste di analisi inappropriate

violenzaLa denuncia da parte di O.D.M.medico di famiglia di Napoli sulla pagina facebook "nessuno tocchi ippocrate" che raccoglie testimonianze di medici aggrediti :
ecco il racconto:
"questa mattina sono stato aggredito nel mio studio da una paziente che dopo aver fatto la trafila per l'esenzione E02 , e dopo un ricovero ospedaliero al Cotugno e aver ricevuto la prescrizione di analisi chimicocliniche giovedì scorso, oggi pretendeva di nuovo le stesse analisi con la data di oggi perché il laboratorio al quale si è rivolta le ha detto che solo le analisi prescritte oggi sarebbero state gratis, esenzione E02 poiché era finito lo sciopero della Regione Campania. Dopo essere andata fuori di testa ha pure picchiato un paziente anziano in sala d'attesa con la pretesa di entrare prima di lui , questa situazione è molto incresciosa e grave per noi medici di famiglia alle prese con la burocrazia, siamo stanchi di lavorare in questa condizione , nei quartieri spagnoli della città di Napoli, noi medici siamo in trincea, ciao e buon lavoro.."

ABRUZZO: Commissione di Vigilanza Consiglio regionale il 5 audizione sul problema Indennita' Medici di continuità assistenziale


guardia6 thumb250 250Si volgera' il 5 Gliugno come quarto punto  all'ordine del giornio della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo la discussione sulle «Indennità Medici di continuità assistenziale» con le audizioni dell'Assessore Silvio Paolucci, di Angelo Muraglia , di Sandro Campanelli (Rappresentante organizzazione sindacale Fimmg), di Nicola Grimaldi (Rappresentante organizzazione sindacale Snami) e di Silvio Basile (Rappresentante organizzazione sindacale Smi). Anche alla luce delel sentenze di Chieti dove il giudic del Lavoro ha dato torto alla Regione che aveva richiesto le indennita' ai medici

NAPOLI: la fuga dei medici dal 118: dopo le botte è boom di trasferimenti La violenza dei giorni scorsi contro gli equipaggi inizia gia' a dare i primi effetti negativi 10 medici ferito medico di famiglia con un coltello

Ambulanzanapolijpg thumb large300 300Medici in fuga dalla rete del 118 in Campania: con l'assegnazione di posti disponibili nell'area dell'assistenza primaria (medici di famiglia e guardie mediche) Si sono transitati dalla rete del 118 alla Continuità assistenziale. Le Carenze i Rapporti di lavoro precari, orari disagiati, ritmi forsennati tante responsabilità le aggressioni, gli insulti e le umiliazioni da parte di cittadini esasperati che trovano nei medici dell'emergenza uno sfogo alle loro frustrazioni. Un incredibile boom di richieste di trasferimento si è registrato a Napoli e provincia con i medici, che operano sulle ambulanze del 118, che hanno chiesto il trasferimento ad altre mansioni. Una situazione figlia degli eventi e di una politica che poco fa per il problema . Oltretutto circa la metà dei camici bianchi impiegati nel 118 ha rapporti di lavoro a tempo definito. Medici con molta esperienza sulle spalle, entrati nelle file del 118 anche 15 anni fa grazie a un corso professionalizzante, senza altri titoli e per i quali la stabilizzazione resta un miraggio. Di qui la fuga ada altri lavori piu' stabili e con meno resposnabilta'. Nel Frattempo i medici della Pagina facebook " nessuno tocchi ippocrate " continuano a denunciare episodi violenti. "Ricordiamo che l'aggressioni più violente al 118 le abbiamo registrate alla postazione Chiatamone" scrivono nel post " (sequestro ambulanza) ed alla postazione Pietravalle (infermiere con ferita lacero contusa medicata con 7 punti di sutura) Ricordiamo che in alcune aggressioni più ambulanze sono state coinvolte, quindi per completezza di informazione gli equipaggi aggrediti sono 31 , i fenomeni di aggressione 26. Per i medici di medicina generale ci è pervenuta solo una segnalazione (Dott. Paolo Di Pinto ferito con coltello al mento e frattura di scapola)ma crediamo che sia una delle aggressioni più efferate. Il disagio per i medici di Continuità Assistenziale è che spesso sono da soli ad affrontare l'utenza, già noti alla cronache nazionali gli stupri a carico delle colleghe di guardia medica in diverse parti di Italia. Noi lottiamo per fermare questi episodi azzerando i numeri riportati in tabella."

NICOLOSI: condannato rapinatore di guardia medica Minacciò con un'ascia dottoressa e una sua amica

guardia2jpg thumb250 250I Carabinieri della Stazione di Pedara hanno arrestato il 38enne Giuseppe SIGNORELLI, già agli arresti domiciliari, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Catania, in ordine al reato di rapina aggravata in concorso. Erano le 4 del mattino del 23 febbraio 2016 quando due soggetti travisati si erano recati alla guardia medica del Comune di Nicolosi e fingendo di avere necessita' di cure mediche si erano fatto aprire la porta dal medico di turno. Appena all'interno i due malviventi, sotto la minaccia di un'ascia, si erano fatti consegnare dalla donna e da una sua amica che le faceva compagnia, i pochi soldi in loro possesso ed i telefoni cellulari. I due, visibilmente contrariati ed in preda ai fumi dell'alcool, non contenti del magro bottino racimolato, dapprima distrussero parte degli arredi dei locali per poi costringere le vittime a salire a bordo dell'autovettura di proprietà di una delle due donne per recarsi in uno sportello bancomat e costringere la dottoressa, sotto minaccia e dopo aver malmenato l'amica, ad effettuare diversi prelievi per un totale di circa 500 euro in contanti. Per poi abbandonarle in una zona isolata del comune pedemontano da dove, grazie al cellulare di un cittadino, riuscirono a chiamare i carabinieri. I due criminali furono quella stessa notte catturati dalle pattuglie dell'Arma attivate tramite il 112 del Comando Provinciale di Catania. Giudicato colpevole dai giudici di appello il reo dovrà scontare una pena equivalente ad anni 7 di reclusione. L'arrestato, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.

CHIETI: Il giudice del lavoro dà lo stop al recupero di migliaia di euroalla Contiunuta' assistenziale il segretario della Fimmg, Campanelli: «Ora la Regione può rispondere alla Corte dei conti»

guardiamedicasala thumb other250 250(Il Centro) di Gianni La Macchia Il giudice del Lavoro del Tribunale di Chieti ha dato ragione ai medici di guardia, ai quali Asl e Regione hanno sospeso le indennità di rischio, chiedendo indietro le somme già percepite. Quelle indennità pagate dalle Asl, e contestate dalla Regione, erano legittime e compatibili col contratto nazionale in base a una sentenza emessa ieri. Un pronunciamento che rappresenta una svolta nella vertenza scoppiata a luglio quando, a seguito di un'indagine avviata dalla procura regionale della Corte dei conti sulla legittimità delle indennità pagate alle ex guardie mediche per il rischio a cui erano sottoposte, la Regione ha dato mandato di bloccare tale indennità e di procedere al recupero delle somme erogate negli ultimi 10 anni. In molti casi si tratta di cifre altissime, che hanno creato non pochi problemi a centinaia di famiglie. Le pressioni sindacali avevano portato la Regione a mettere in stand by il recupero, in attesa della decisione dei giudici. Ma una nuova richiesta della Procura della Corte dei conti, aveva indotto l'ente a recedere dall'atteggiamento prudente, e a sollecitare nuovamente le Asl affinché provvedessero al recupero degli arretrati. Ieri è arrivata la sentenza che riporta i serenità tra i medici, alcuni dei quali si erano già visti recapitare richieste per decine di migliaia di euro. Il giudice del lavoro, Ilaria Prozzo, ha dunque riconosciuto legittimo l'accordo regionale, che prevedeva l'indennità per compensare i medici dei rischi a cui sono sottoposti con un lavoro di trincea, accogliendo le ragioni dello studio legale Crocetta che ha difeso i professionisti. La sentenza, a questo punto, offre alla Regione Abruzzo motivazioni autorevoli per giustificare alla Corte dei conti l'erogazione dell'indennità di rischio negli ultimi 11 anni. In particolare il giudice rileva che nemmeno la parte pubblica poteva negare la sussistenza per i medici «di particolari rischi legati alla tipologia dell'attività svolta sul territorio abruzzese», e che non si può negare che sia legittima «un'indennità che vada a compensare la pericolosità dell'attività». «È una prima vittoria che aprirà la strada agli altri ricorsi pendenti davanti a giudici del lavoro di tutto l'Abruzzo», commenta il segretario regionale della Fimmg Continuità Assistenziale, Sandro Campanelli. «In alcuni casi le somme richieste indietro dalle Asl avrebbero corso il rischio di creare seri problemi a intere famiglie, e questo non sarebbe stato giusto».
«Una sentenza che ristabilisce una giusta visione della faccenda», secondo il dottor Marco Di Clemente, segretario provinciale Chieti della Fimmg Continuità Assistenziale. «Ci auguriamo che la Regione dia mandato alle Asl di sospendere da subito le procedure di richiesta di arretrati ».
Maria Grazia Terenzio, segretario provinciale Fimmg di Pescara, ringrazia «pubblicamente l'avvocato Riccardo Crocetta per la dedizione e l'impegno profuso». Soddisfazione anche da Valentino De Majo segretario provinciale dell'Aquila: «Sono estremamente contento per tutti quei medici che trovano in questa sentenza la concreta speranza di non dover restituire le ingenti somme loro richieste».
Valentina Antonacci, segretario di Teramo, afferma: «Finalmente dopo quasi un anno un primo punto fermo per noi che non avevamo alcuna responsabilità in questa vicenda». Conclude l'avvocato Crocetta: «Un importante risultato raggiunto dallo studio legale grazie anche all'ausilio dei numerosi sindacalisti che mi hanno concesso la loro fiducia e patito con me i momenti più duri di questa vicenda. Un pensiero particolare va ai medici della continuità assistenziale con i quali ho condiviso le loro paure e le loro speranze. È una bella pagina di giustizia».