Dom24062018

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DALLE REGIONI

PISA: Continuità assistenziale cambiano le tariffe per i non residenti

guardia-medica-web thumb other250 250Cambiano   le tariffe delle prestazioni assicurate ai non residenti dai servizi di continuità assistenziale (ex guardia medica) e guardia medica turistica. Il tutto a seguito della  DGRT N. 488 del 07.05.2018 dispone che in tutta la Regione Toscana le prestazioni erogate dalla continuità assistenziale ad utenti non residenti/domiciliati siano soggette a pagamento prevedendo la corresponsione di 20 euro per le visite ambulatoriali e 30 euro per la visita domiciliare.
Il servizio di guardia medica turistica prevede per utenti non residenti, sia italiani sia stranieri in soggiorno temporaneo presso località turistiche, il pagamento di 10 euro per visita breve finalizzata alla continuità terapeutica, 15 euro per visita ambulatoriale e 25 euro per prestazioni domiciliari.
Le guardie mediche vincono la battaglia per le indennità

PIEMONTE: Nominati i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie regionali

medfamigliaLa Giunta regionale, nella riunione di quest'oggi, ha nominato i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie piemontesi, con mandati di durata triennale. Sono 17 gli incarichi assegnati e 8 le conferme (in un caso, in sede diversa da quella attuale). L'Asl Città di Torino non rientrava tra le nomine, in quanto l'incarico del direttore generale Valerio Fabio Alberti scadrà nel 2019.
Le nomine che riguardano le tre aziende ospedaliere universitarie (Torino, Orbassano e Novara) sono frutto di una condivisione con l'Università degli Studi di Torino e l'Università del Piemonte Orientale. Per quanto riguarda la Città della Salute di Torino, l'assessorato alla Sanità sta studiando una modalità per consentire al commissario uscente, Gian Paolo Zanetta, di continuare a collaborare a titolo gratuito per seguire il percorso che porterà all'avvio del nuovo Parco della Salute, in virtù della competenza e della conoscenza puntuale di tutte le procedure necessarie alla realizzazione dell'opera.
Ecco l'elenco dei direttori, azienda per azienda:
Aou Città della Salute e della Scienza di Torino:
Silvio Falco, attualmente direttore generale dell'azienda ospedaliera Mauriziano di Torino, già direttore sanitario della Città della Salute dal 2012 al 2015.
Aou San Luigi di Orbassano:
Stefano Manfredi, direttore generale dell'Asl di Lecco. Era stato direttore generale del San Luigi nel 2015.
Aou Maggiore della Carità di Novara:
Mario Minola, confermato
Ao Ordine Mauriziano:
Maurizio Dall'Acqua, oggi direttore sanitario alla Città della Salute di Torino, in precedenza direttore generale dell' ex Asl To2
Ao S. Croce e Carle di Cuneo:
Corrado Bedogni, confermato
Ao SS. Antonio, Biagio e C. Arrigo di Alessandria:
Giacomo Centini, già direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera universitaria Senese, attualmente è consulente strategico della McKinsey&co, società internazionale di consulenza manageriale
Asl Torino 3:
Flavio Boraso, confermato
Asl Torino 4:
Lorenzo Ardissone, confermato
Asl Torino 5:
Massimo Uberti, confermato
Asl Vercelli:
Chiara Serpieri, confermata
Asl Biella:
Gianni Bonelli, confermato
Asl Vco:
Angelo Penna, attualmente direttore sanitario dell'Asl di Biella
Asl Novara:
Arabella Fontana, unica new entry al femminile, fino ad oggi direttore sanitario della stessa Asl
Asl Cuneo 1:
Salvatore Brugaletta, commissario dell'azienda sanitaria provinciale di Siracusa, dove era già direttore generale
Asl Cuneo 2:
Massimo Veglio, direttore sanitario all'Asl Città di Torino, in precedenza direttore generale dell'azienda Usl della Valle d'Aosta
Asl Alessandria:
Antonio Brambilla, dirigente responsabile del servizio di assistenza territoriale dell'assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna
Asl Asti:
Mario Nicola Alparone, direttore generale dell'Asst Melegnano e Martesana. In precedenza era stato direttore amministrativo dell'Asl Monza e Brianza

ABRUZZO: Medici di continuità assistenziale sul piede di guerra in Abruzzo

guardiamedicasala thumb other250 250MD Doctor Il dado è tratto e la decisione è presa. I medici della continuità assistenziale dell'Abruzzo sono sul piede di guerra e non intendono restituire l'indennità di rischio percepite negli anni passati. Hanno deciso di indire una conferenza stampa per sensibilizzare l'opinione pubblica su una questione che definiscono paradossale.
Non solo si sono visti sospendere l'indennità di rischio, ma ora le Asl chiedono indietro le somme percepite a tale titolo nel corso degli anni. Al momento sono circa 500 le lettere delle Asl arrivate ai medici delle guardie mediche che intimano di pagare quanto ottenuto in busta paga dal 2006. Si tratta di cifre ingenti che in qualche caso raggiungono anche i 70mila euro da restituire in 4 anni, a fronte di stipendi mensili che mediamente si aggirano sui 1.600 euro. Tale pretesa è la conseguenza della famigerata delibera di Giunta regionale che dava seguito alla segnalazione della Corte dei Conti, numero 398 del 18 luglio 2017, sull'illegittimità del'accordo siglato con i sindacati nel 2008 che garantiva l'indennità di rischio per i medici di CA.
Da allora sono seguite molte proteste che hanno provocato l'ingolfamento dei pronto soccorso per attività che le guardie mediche non hanno più svolto (mansioni che non rientrano nei compiti degli stessi ma che venivano garantiti comunque fino ad allora). Dopo le proteste dei responsabili dei pronto soccorso abruzzese, la Regione si è attivata per cercare di trovare una soluzione e calmare gli animi in vista delle elezioni di marzo 2018. Dopo un autunno di proteste, si è arrivati ad un accordo. L'accordo integrativo aziendale per la continuità assistenziale, stabiliva che a partire dal primo febbraio 2018 per prestazioni aggiuntive dei medici, venivano erogati 4 euro lordi l'ora per le attività ambulatoriali, come stabilito nel lontano 2008 dall'Accordo Regionale Integrativo, ma mai attuato, anche con il silenzio dei sindacati. Le Asl a febbraio hanno richiesto ai medici la disponibilità a svolgere l'incarico aggiuntivo e i medici hanno risposto positivamente. Ma nelle buste paga di febbraio, marzo e aprile, il compenso per aver svolto servizio aggiuntivo come previsto dall'Air, non c'era. E nel frattempo la pratica di riscossione degli arretrati è andata avanti ed ora è diventata realtà.

FERRARA: Carenza medici, assunti pensionati a paga zero per frenare gli esodi

mediciospedaleDOCTOR 33 Di Mauro Miserendino : Medici in pensione impiegati gratuitamente, a titolo volontario, per incarichi di assistenza e ricerca: fin qui nessuno ha fatto domanda ma il regolamento c'è e, prima in Italia, lo ha preparato l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Anna di Ferrara, anche per ovviare all'esacerbarsi della carenza di medici. Ingaggiati dall'azienda - che non va confusa con l'Ausl e con la sanità territoriale e i medici di famiglia - camici over 65 possono fin d'ora fare consulenze, insegnare, ricoprire incarichi a costo zero, persino guidare progetti di ricerca. Tutto firmando un contratto di collaborazione con l'ente, gratuita.
Il regolamento approvato dall'Aou emiliana è aperto sia a pensionati del pubblico sia a medici in quiescenza provenienti dal privato. E si fonda su una norma italiana, approvata in piena crisi - nel 2012, decreto legge numero 95 - volto a razionalizzare la spesa delle amministrazioni pubbliche. Poi convertito, il provvedimento all'articolo 5 comma 9 vieta agli enti pubblici economici di conferire incarichi di studio. Accesso proibito a ex funzionari collocati a riposo ove abbiano svolto l'ultimo anno di servizio funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dello stesso incarico di studio e di consulenza che va in assegnazione. L'obiettivo della disposizione era vietare il prolungamento de facto dell'attività di "burocrati" andati in pensione e agevolare il ricambio. Ma, forse non abbastanza nascosta dal divieto, c'è l'altra faccia della medaglia: se l'incarico è gratuito - si evince dalla norma - l'ostracismo al pensionato cessa ed è possibile conferirgli a tempo, magari per più di un anno, incarichi di studio, consulenza o persino in organi dirigenziali.

Due successive circolari del Ministero della pubblica amministrazione (6/14 e 4/15) distinguono gli incarichi di quest'ultimo tipo in dirigenziali puri e direttivi; per gli over 65, non solo è possibile essere impiegati a oneri zero in caso di incarichi di docenza, insegnamento ad alta qualificazione, ricerca, ma è possibile inserirsi persino nell'attività sanitaria e ricoprire, da "direttivi", il ruolo di direttore scientifico. Attività e bagaglio di relazioni rimangono ma i compensi non sono ammessi. O meglio, come ci spiegano informalmente all'Aou, il lavoro può essere prestato in cambio di un rimborso spese di viaggio e vive fino a 300 euro al mese, o fino a 15 euro al giorno per attività rigorosamente svolte in azienda. E' inoltre possibile l'accesso alla mensa, ma solo se il medico si trattiene tutto il giorno. Ancora non sono arrivate richieste di impiego da medici anziani all'azienda ferrarese, anzi stanno arrivando un po' di specialisti in più che in passato a rilevare i pensionati (gli esodi crescono in tutta la Regione e molto anche sul territorio, dove in teoria pure l'Asl potrebbe applicare la norma); tuttavia, come spiega ai media locali il direttore amministrativo del Sant'Anna Savino Iacoviello, «se arriveranno saremo pronti perché abbiamo fatto tutti i passi amministrativi necessari per avviare il rapporto».

UDINE: primo corso Ecm sulle violenze contro gli operatori sanitari

violenzaMEDICI thumb other250 250È Udine il primo Ordine dei medici a organizzare un corso Ecm per prevenire aggressioni e violenze sul posto di lavoro, dopo che l'Agenas ha inserito l'argomento tra le tematiche di interesse nazionale (v. 'Medici a scuola di autodifesa, 5-4-2018). L'Ordine dei medici di Udine infatti, condividendo la posizione della FNOMCeO e le iniziative messe in campo per combattere il fenomeno della violenza contro il personale sanitario, ha deciso di organizzare il corso Ecm "Aggressioni sul posto di lavoro: come riconoscerle per prevenirle", che avrà luogo il 29 giugno presso la sede dell'Omceo.
Il corso è destinato a 40 colleghi coinvolti in prima linea: quelli della continuità assistenziale, del pronto soccorso e i medici di medicina generale, cui saranno forniti gli strumenti per comprendere le dinamiche alla base degli atteggiamenti e dei comportamenti aggressivi, per conoscere il proprio stile comunicativo e per approdare a modi funzionali nell'affrontare le situazioni di conflitto, evitando così di essere travolti dall'emozione trovando soluzioni negoziali efficaci.
Il corso di formazione vedrà come docente Vito Cortese, Medico Chirurgo Specialista in Anestesia e Rianimazione

BARI : Ordine dei medici alle ASL Immediata chiusura delle sedi di guardia medica e di continuità assistenziale che risultino non idonee per la sicurezza

guardia medicaImmediata chiusura delle sedi di guardia medica e di continuità assistenziale che risultino non idonee a tutelare la sicurezza di medici e cittadini. Questa la richiesta formalizzata nella seduta di ieri del Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Bari, in seguito al susseguirsi di aggressioni ai danni degli operatori sanitari e alle dichiarazioni dei direttori generali delle ASL di Bari e Taranto sulla mancata adozione delle idonee misure di sicurezza nelle sedi di continuità assistenziale.
È dal 2013, dalla tragica uccisione di Paola Labriola, che l'Ordine denuncia le diffuse condizioni di insicurezza in cui i medici sono costretti ad operare. A settembre dello scorso anno i Presidenti degli Ordini pugliesi avevano incontrato il Presidente Emiliano per discutere di possibili soluzioni alle drammatiche condizioni di sicurezza. Il 10 novembre scorso l'intero mondo sanitario, guidato dagli Ordini e dai sindacati, era sceso in piazza a Bari per protestare contro le inaccettabili condizioni di rischio in cui i medici sono costretti a svolgere il proprio servizio. Su proposta del Presidente Anelli si è costituito a livello nazionale l'Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza, la cui costituzione è stata annunciata dal Ministro Lorenzin proprio a Bari lo scorso febbraio. Eppure, nulla finora è cambiato nelle sedi in cui operano quotidianamente i medici.
"È inaccettabile che strutture pubbliche da anni non ottemperino gli obblighi di legge per garantire la sicurezza di cittadini e operatori - dichiara Filippo Anelli, Presidente dell'Ordine di Bari - "Le Asl si giustificano dicendo di non avere i soldi ed espongono quotidianamente i colleghi al rischio di aggressioni. Ma possiamo mai accampare motivazioni economico-finanziarie quando si parla di sicurezza? Quanto vale la vita di un essere umano?".
A questo proposito, a seguito delle dichiarazione del Dg dell'Asl Bari alla trasmissione "Non è l'Arena", l'Ordine ha inviato una lettera al Direttore Generale della Asl, Vito Monatanaro e ha chiesto al comandante dei Nas di poter accedere al verbale delle ispezioni svolte presso le sedi Asl.
È improrogabile che sia garantita la massima sicurezza ai cittadini ed ai medici con l'immediata chiusura delle sedi non idonee e la riorganizzazione del servizio stesso con modalità che non espongano i colleghi a condizioni di rischio, senza alcun pregiudizio economico e occupazionale per il personale medico.