Mar21082018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Dalle Regioni

DALLE REGIONI

EMILIA ROMAGNA: insediato il nuovo esecutivo regionale FIMMG CA Carlo Curatola è nuovo segretario

curatoleelettoSi è insediato il nuovo esecutivo regionale FIMMG CA Emilia Romagna. E' Carlo Curatola il neoeletto segretario regionale di settore. Designato a rivestire il ruolo di vice segretario vicario Daniele Morini; sarà Silvia Belardi a rivestire il ruolo di vice segretaria amministrativa, Francesco Pignatosi vice segretario organizzativo, Luca Raboni vice segretario con delega per la guardia medica turistica e Luca Catapano vice segretario referente sicurezza delle sedi. Cooptati in esecutivo Marco Cupardo come responsabile scientifico di settore e Germano Zambelli responsabile area MET. Queste le prime dichiarazioni del segretario regionale: "La responsabilità che deriva da questo mandato assume, in questo momento storico, un peso specifico importante sia in termini di rappresentatività che di capacità di far evolvere la categoria. Una categoria sempre più propensa ad avvicinarsi a quei ruoli e compiti di presa in carico della cronicità che le spettano e, nel contempo, ad allontanarsi dall'esclusività di ruolo nell'ambito della medicina di attesa. Ringrazio i segretari provinciali di settore della stima e della fiducia accordatami con questo mandato che spero di poter onorare al meglio delle mie capacità"

GUARDIA MEDICA: Adelfia,ennesima violenza all'interno di una sede paziente psichiatrico si è presentato in ambulatorio brandendo un coltello

guardia6 thumb large300 300Bari, 25 giugno 2018. Ennesima violenza ieri in una sede di continuità assistenziale. È avvenuta presso la Guardia Medica di Adelfia (Bari) dove un paziente psichiatrico si è presentato in ambulatorio brandendo un coltello e dando in escandescenze. La sede non ha vie di fuga ed era stata già segnalata come non sicura a dicembre 2017.
In questa contesto drammatico, c'è però un ulteriore aspetto allarmante. Il medico era riuscito ad attivare il pulsante collegato alla vigilanza – uno dei sistemi che dovrebbero tutelare la sicurezza del personale nei presidi di continuità assistenziale – che è arrivata sul posto ben 30 minuti dopo la chiamata, quando ormai la crisi si era risolta.
L'episodio presenta inquietanti punti di contatto con quello che portò alla morte la psichiatra Paola Labriola: un medico di guardia da solo, una sede già denunciata come insicura, un paziente che riesce ad entrare in ambulatorio con un'arma da taglio. In questo caso, fortunatamente, non si è arrivati al dramma perché il paziente ha rivolto l'arma contro se stesso e perché la dottoressa è riuscita a tranquillizzarlo, limitando le ferite che si è auto inflitto.
Ma quanto accaduto ad Adelfia ribadisce, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le sedi di continuità assistenziale della provincia di Bari sono insicure sia per i medici che per i cittadini. Questa volta la vittima è stato infatti un paziente. Il fatto che le lesioni siano state auto inflitte e che la dottoressa se la sia cavata con uno shock non rendono l'episodio meno grave.
Di fronte al ripetersi di aggressioni e alla situazione di totale abbandono di alcuni presidi, l'Ordine dei medici aveva chiesto la chiusura delle sedi di guardia medica non a norma. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

"Dopo il caso di Adelfia, chiediamo alle autorità competenti di individuare eventuali responsabilità di questo ennesimo episodio di violenza. Lo facciamo in quanto enti sussidiari dello Stato cui la legge affida la tutela della professione e quella della salute pubblica." – dice Filippo Anelli, Presidente dell'Ordine dei medici di Bari – "Chiediamo inoltre al Prefetto di convocare il Comitato per l'ordine e la sicurezza per effettuare una verifica dei sistemi di sicurezza e dei modelli organizzativi della continuità assistenziale. Oggi per un puro caso fortuito quanto accaduto ad Adelfia non è sfociato in una tragedia. I vertici regionali devono rendersi conto che non c'è più tempo da perdere e che bisogna adottare soluzioni per evitare che i medici si trovino di guardia da soli in sedi non messe in sicurezza. I medici della notte non possono sfidare la sorte ogni volta che vanno al lavoro". (FnomcEO)

TORINO: OMCeO "La nostra professione difende l'uomo senza alcun tipo di discriminazione"

medico(Repubblica) di SARA STRIPPOLI Torino, l'appello e monito dell'Ordine dei medici: "La nostra professione difende l'uomo senza alcun tipo di discriminazione". Preoccupazione per il clima culturale attuale. L' Ordine dei medici di Torino ha scelto di richiamare i valori del medico in un momento storico che reputa allarmante e lancia un appello ai medici, ai cittadini e alla politica "per riaffermare i principi di solidarietà e umanità che fondano le democrazie europee. "Viviamo - spiegano - in tempi di disprezzo dei principi di tutela della vita, del rispetto della libertà e della dignità della persona. Diritti connaturati all'essere umano e che fondano la comunità civile". Durante la riunione dell'esecutivo dell'Ordine che si è svolto lunedì nella sede di corso Francia si è discusso e scelto di mandare un messaggio: "Sentiamo il dovere di ricordare a tutti le regole proprie della nostra professione, richiamate in tante parti del nostro codice deontologico, che sono alla base del Giuramento professionale e sono sancite nell'articolo 1 della Carta europea di etica medica: " Il medico difende la salute fisica e psichica dell'uomo, dà sollievo alle sofferenze nel rispetto della vita e della dignità della persona, senza alcun tipo di discriminazione, di qualunque natura essa sia, in tempo di pace come in tempo di guerra". Alimentare la supremazia degli egoismi particolari e nazionali, "non è terreno fertile per la risoluzione dei problemi, di qualsiasi natura essi siano.

VICENZA: minacce "no-vax" contro l'Ordine medici

novax44 thumb other250 250Intimidazioni di NO vax inun mail piena di intimidazioni e minacce giunta al presidente dell'Ordine dei medici di Vicenza, Michele Valente. La denuncia di Franco Pepe sul Giornale di Vicenza a pagina 13, il mittente si firma "Alfabetopiramidale" per contestare la recente campagna anti-bufale lanciata dall'ordine contro la disinformazione in campo scientifico.
«Il signor Michele Valente e tanti medici dovrebbero smetterla di fare i pagliacci altrimenti finiranno in prigione o anche peggio. Lo sanno tutti ormai che il problema della sanità non sono le bufale ma i crimini che si consumano negli ospedali, nei policlinici, nelle Ulss, e che gli ordini professionali sono gestiti da nord a sud da soggetti che fanno estorsioni, truffe, falsificazioni. Attenti a ciò che fate». Il presidente dell'ordine vicentino ha dichiarato che sta valutando se portare la lettera in procura: «la nostra missione è di difendere la salute delle persone. Non ci tireremo indietro». L'ordiendi Vicenza sta
da un anno sta monitorando quattro pediatri, due di Vicenza e due di Bassano, i cui assistiti mostrano una copertura vaccinale al 63-64%. I quattro sono stati convocati e hanno dichiarato che i loro pazienti hanno genitori no-vax che sono stati respinti da altri colleghi: «Ma non è vero —assicura Valente— abbiamo concesso loro un anno per mettersi in regola e in questi giorni ne verificheremo nuovamente la posizione». Altri cinque pediatri sono invece sotto inchiesta interna per un comportamento ancora più grave, se confermato: hanno vaccinato un gruppo di bambini nei loro studi, ottenendo dall'Usl di riferimento deroghe all'obbligo di immunizzare i piccoli nei Centri vaccinali, rilasciando poi ai genitori i relativi certificati. Che l'Ordine sta esaminando. «Controlliamo la corrispondenza con i lotti di vaccini che dicono di aver utilizzato — spiega Valente— abbiamo il sospetto che qualche certificato possa non essere autentico. Sugli stessi pediatri pende pure un altro sospetto: tra i loro pazienti è emersa un'anomala concentrazione di certificati di esonero dalle vaccinazioni. Se verrà fuori che si tratta di certificati compiacenti, prenderemo gli opportuni provvedimenti».

PIEMONTE : Prescrizioni SSN anche agli specialisti accreditati che potranno prescrivere esami e farmaci

medicoscrive thumb large300 300Il nuovo servizio sarà attivo dal 1° settembre 2018 per alcuni presidi accreditati sul territorio gli Irccs e i Presidi ex articoli 42 e 43 e dal 1° gennaio 2019 entrerà a regime in tutte le strutture sanitarie private accreditate e riguarderà tutti gli assistiti residenti in Piemonte. Il provvedimento che permetterà anche ai medici specialisti delle strutture private accreditate di prescrivere visite, esami e farmaci ai pazienti del servizio sanitario piemontese, attraverso la ricetta dematerializzato, è previsto da una delibera dell'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta approvata dalla Giunta regionale . L' della ricetta dematerializzata, che permettera' di monitorare le prescrizioni e tenere sotto controllo i tetti di spesa.. L'estensione della prescrizione a tutti gli specialisti consentirà ai pazienti piemontesi di evitare il ritorno dal proprio medico di famiglia per ottenere una prescrizione con il SSR , nel caso siano necessari ulteriori visite o approfondimenti diagnostici.

CATANIA: CasaPound: presidi nelle guardie mediche contro la violenza a Gravina di Catania e Trecastagni

guardia medica2 4 thumb250 250(Repubblica ) di NATALE BRUNO Li hanno chiamati "presidi notturni" a tutela degli operatori sanitari di Catania e provincia. Ma anche se i militanti neo-fascisti di CasaPound fanno mostra di non volere usare la parola "ronde", che aveva provocato polemiche a Palermo qualche mese fa, proprio di ronde si tratta: da lunedì, gli attivisti dell'organizzazione di estrema destra hanno iniziato a presidiare di notte le guardie mediche, cominciando da quelle di Gravina di Catania e Trecastagni. Quest'ultima, nei mesi scorsi, è stata teatro dello stupro di una dottoressa. E lì - guidati dal leader provinciale ed ex candidato (poi escluso) alla presidenza della Regione Pierluigi Reale - hanno iniziato il loro presidio a "tutela dei medici che da soli spesso affrontano il loro servizio nelle guardie mediche senza alcuna sicurezza". Ma, appunto, non vogliono che siano chiamate ronde: "Abbiamo iniziato dalle guardie mediche, strutture sanitarie indispensabili per il territorio – afferma Reale – perché maggiormente isolate. I nostri sono presidi di osservazione e sostegno silenzioso a supporto e a tutela degli operatori. Nelle prossime settimane proseguiranno in altre guardie mediche e anche nei pronto soccorso cittadini del Vittorio Emanuele e Garibaldi vecchio". Nelle ultime settimane sono state diverse le aggressioni ai medici e al personale di ospedali e guardie mediche: l'ultimo caso risale a ieri mattina, quando una guardia giurata è stata picchiata a Partinico, in provincia di Palermo. "La nostra iniziativa - dice Reale - vuole rappresentare un segno di presenza e sostegno tangibili per contrastare l'inciviltà e la violenza che trovano terreno fertile nell'assenza delle istituzioni. Non ci lasceremo condizionare o fermare dalle accuse dei benpensanti che anziché trovare soluzioni per garantire condizioni di sicurezza a cittadini e operatori, puntano il dito contro chi è concretamente al fianco di chi lavora in assoluta solitudine e a rischio della propria incolumità fisica". Lunedì notte gli attivisti di CasaPound sono stati identificati dai carabinieri. Intanto il giornalista Riccardo Orioles ha presentato un esposto alla Procura di Catania nei confronti di Reale. Secondo Orioles l'iniziativa è illegale e nell'esposto depositato dal suo legale, l'avvocato Goffredo D'Antona, chiede alla magistratura se è stata commesso il reato di 'vigilanza abusiva' perché attuata da personale senza alcuna licenza concessa dalla prefettura, da personale non specializzato e senza altri requisiti di legge. Orioles nell'esposto-querela si riserva di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale e chiede la punizione del responsabile e di essere avvisato in caso di eventuale richiesta di archiviazione da parte della Procura di Catania.