Mar21082018

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DALLE REGIONI

SAVONA: censura dell’Ordine al medico di famiglia anti vaccini

novax2 thumb large300 300Atto di censura da parre dell'ordine professionale per il medico di famiglia savonese anti vaccini, Fabio Vaccaio. Il procedimento aperto poco più di due anni fa per le dichiarazioni e atti palesemente anti vax . il caso arrivato dopo varie segnalazioni alla Commissione disciplinare dell'Ordine presieduto da Luca Corti La censura è una dichiarazione di biasimo per i fatti contestati, con un avviso scritto da parte dell'Ordine e non impedisce l'esercizio della professione sanitaria, ma rimane segnalata sul curriculum del medico nel caso, ad esempio, della partecipazione ad un concorso pubblico.

NAPOLI: Allarme fimmg, ospedali rischiano di svuotarsi di medici = a causa dei piani ferie che sguarniranno ancor più organici delle strutture del centro partenopeo

ospedale thumb medium250 250Roma, (AdnKronos Salute) - «Siamo molto preoccupati per le condizioni di tutti gli ospedali del centro storico di Napoli, per l'abbandono che si prospetta nel corso dell'estate a causa dei piani ferie che sguarniranno ancor più organici già molto risicati». È un vero e 'proprio allarme vacanzè quello lanciato dai medici di medicina generale della Fimmg Napoli, preoccupati per l'assistenza ai cittadini nel mese di agosto. «Le notizie che ci arrivano dal territorio non lasciano dubbi, già oggi molti nostri pazienti si trovano spaesati - avvertono Luigi Sparano e Corrado Calamaro, rispettivamente segretario provinciale e segretario amministrativo della sezione partenopea della Fimmg - per l'assenza di servizi ambulatoriali e per il blocco di molte attività chirurgiche di elezione». Secondo i medici di famiglia, la città rischia di trasformarsi in «un deserto sanitario, nel quale l'incidente potrebbe essere dietro l'angolo. Soprattutto ora che Napoli vede un tale afflusso turistico». Dal canto loro, i due esponenti della Fimmg rilanciano e rivendicano il ruolo della medicina generale quale elemento di raccordo del territorio. «I nostri studi - sottolineano i medici - sono sempre più dei punti di riferimento e di assistenza, ed è giusto che sia così. Ma non si può accettare che i pazienti non sappiano a chi rivolgersi una volta indirizzati verso una struttura ospedaliera, o che debbano aspettare mesi per fare semplici esami. Ci auguriamo - concludono - che l'Asl metta in campo ogni possibile rimedio atto ad evitare che d'estate gli ospedali cittadini diventino cattedrali (vuote) nel deserto».

MONZA: Ancora aggressioni in Pronto soccorso: nel mirino medici e infermieri

prontosocc1(Il Giorno) Monza, 22 giugno 2018 - Marco Galvani «Quando quell'uomo ha manifestato le sue intenzioni, immediatamente sono state chiamate le forze dell'ordine e i vigili del fuoco mentre noi abbiamo iniziato a sfollare i pazienti all'interno del pronto soccorso». Troppo rischioso restare dentro con quell'odore pungente di benzina con cui un cinquantenne della provincia con problemi psichiatrici si era appena inzuppato i vestiti. Minacciando di darsi fuoco con un accendino. Ore 19 circa di un mercoledì qualunque in ospedale. Quell'uomo è arrivato senza destare alcun sospetto. Ma una volta superate le porte a vetro scorrevoli si è lasciato sopraffare dalla follia. Ha preteso di parlare con la sua ex, che lavora all'interno dell'ospedale per una ditta esterna. Al rifiuto, ha aperto due piccole taniche di benzina cospargendosi il corpo. Immediatamente è scattato l'allarme.

Subito è partita l'evacuazione. «Sono stati utilizzati gli accessi sul retro dell'ospedale – spiega Ernesto Contro, responsabile del pronto soccorso del San Gerardo -. Lo stesso abbiamo fatto per i pazienti che arrivavano sul piazzale con i propri mezzi». Appena è esplosa l'emergenza che ha costretto a bloccare e sgomberare il reparto, è stata allertata anche la centrale operativa regionale per dirottare le ambulanze su altri ospedali della zona, ma i cittadini che raggiungono il pronto soccorso da soli, quelli non potevano essere avvisati: «Grazie ai rinforzi del 118 siamo riusciti a gestire quei pazienti sul piazzale esterno, all'interno delle ambulanze e in caso di necessità, abbiamo portato all'interno le persone utilizzando porte secondarie - ricostruisce Contro -. Sono stati momenti di tensione, anche perché tutto è avvenuto in un punto nevralgico, proprio all'ingresso, nel box del triage, ma fortunatamente si è risolto per il meglio e in tempi brevi».

Alle 20.30 pericolo passato. Il cinquantenne è stato bloccato dopo una tesa trattativa di polizia, carabinieri e vigili del fuoco. Ammanettato l'uomo, a quel punto l'impresa di pulizia ha potuto iniziare la bonifica dei locali dalla benzina e dall'acqua «sparata» dai vigili del fuoco per «disarmare» l'uomo che teneva in ostaggio l'intero pronto soccorso. Candeggina, saponi profumati, ventilatori per buttar fuori l'odore di benzina.

Alle 23 circa tutto è tornato alla normalità. Pronto soccorso riaperto e rientrato nel circuito del 118. In prima linea. Come lo sono sempre, medici e infermieri. Pronti ad affrontare le emergenze sanitarie e, ormai troppo spesso, i colpi di testa di pazienti o loro familiari. Di giorno ma soprattutto la sera e di notte. Insultati, minacciati, aggrediti fisicamente. «Sberle, pugni, occhiali rotti, c'è anche chi ha addirittura usato spray al peperoncino contro la guardia», racconta il primario. Già, una guardia giurata non armata c'è. Giorno e notte. In orari di ufficio è anche operativo un presidio della polizia, proprio all'ingresso del pronto soccorso.

Ma «come si fa a prevenire? Certe situazioni non si possono evitare - riconosce Contro -. Il pronto soccorso è un servizio pubblico, dev'essere sempre accessibile non puoi barricarti dentro o prevedere l'accesso con un badge». E succede che dall'inizio dell'anno sono già quasi una decina le aggressioni subite da medici e infermieri in un reparto che in meno di sei mesi ha già registrato oltre 51mila accessi. Circa il 23% sono codici bianchi. casi che potrebbero essere gestiti da guardia medica o medico di base. Casi che, inevitabilmente, hanno lunghe attese. Che non tutti sopportano. Per questo «il nostro obiettivo è di creare due percorsi completamente separati per le alte intensità (codici gialli e rossi) e per i pazienti che arrivano in verde o bianco - anticipa Contro -. In questo modo evitiamo che la gente assolutamente non grave si veda passare davanti tanti pazienti che, invece, pur arrivando dopo hanno necessità di cure immediate». Una soluzione. Perché «la nostra missione è continuare a curare la gente». Anche nonostante botte e minacce.

UDINE: Guardia Medica infestata da pulci e scarafaggi

bacarozzoUDINE Today: di Giancarlo Virgilio Invasione di insetti nel seminterrato del Distretto Sanitario di Cervignano del Friuli dell'Azienda Sanitaria 2, negli spazi destinati al personale della Guardia Medica. La disinfestazione è in atto, i medici sono stati spostati in una stanza provvisoria al primo piano della struttura di viale Trieste, ma il personale lamenta l'assenza di mobili per la sosta e il riposo notturno, come previsto da contratto.
Due mesi fa l'ambulatorio della Guardia Medica presente nel seminterrato dello stabile è stato chiuso al pubblico a causa di molteplici problematiche, contrattuali e strutturali. Dopo la decurtazione di tre euro l'ora dalla busta paga dei medici coinvolti nel Servizio di Continuità Assistenziale, era stato proclamato lo stato di agitazione. Alle proteste del personale, era seguita la chiusura degli spazi al pubblico, poichè risultati non agibili in quanto presentano scale, barriere architettoniche e l'assenza di servizi igienici per i pazienti. A seguito dello stop, anche il sindaco Gianluigi Savino aveva chiesto che si superassero le problematiche tecniche dell'ambulatorio, promettendo che sarebbe stato valutata una nuova allocazione per la Guardia Medica in attesa del nuovo Distretto Sanitario in progettazione nell'ex caserma Monte Pasubio.
Da anni i medici di Guardia, che ora svolgono solamente attività telefonica e domiciliare, lamentano la presenza di scarafaggi negli ambienti a loro destinati. Ma da alcune settimane è scoppiata una nuova infestazione molto più inquietante: quella dei sifonatteri. Le pulci sono state identificate lunedì mattina, 18 giugno, dopo che sono state notate alcune strane punture sul corpo di 3 dei 9 medici in servizio. Il personale medico è riuscito a campionare un insetto e a farlo esaminare da un veterinario che ha confermato l'allarme pulci. Da qui sono iniziati i lavori di disinfestazione degli ambienti e il personale è stato spostato in una sede provvisoria al primo piano, dove però non sono presenti i letti e le strutture adeguate, come previsto da regolamento per il riposo dei medici, che – lo ricordiamo – lavorano in particolar modo di notte e nei fine settimana. Si attendono ora i risultati dell'esame dell'Istituto zooprofilattico per capire quale tipologia di pulce effettivamente sia entrato all'interno del Distretto.

MILANO : Rubavano le ricette dai medici di famiglia, poi vendevano i farmaci all'estero: arrestati in 12

ricetteSSN(ANSA) - MILANO, I carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni) di Milano, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano nei confronti di 14 persone (otto in carcere, quattro ai domiciliari e due con obbligo di firma), nelle province di Milano, Lodi, Caserta e Napoli, a conclusione dell'indagine 'Sic iubeò, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale e ricettazione di farmaci inviati all'estero. Le indagini, avviate nel 2015, hanno consentito di individuare un'organizzazione che rastrellava illecitamente medicinali nelle farmacie di tutta la Lombardia, utilizzando «ricette rosse», che comportano l'esenzione dal ticket, rubate in ospedali e a medici di famiglia. I medicinali erano venduti all'estero con la complicità di operatori della distribuzione dell'area campana, che li spedivano verso Paesi extraeuropei, utilizzando canali illegali ed in totale assenza di attenzione alla corretta modalità di conservazione dei prodotti, con grave pericolo per la salute delle persone. Durante l'operazione sono state arrestate in flagranza cinque persone sorprese in possesso di farmaci ricettati, mentre sono stati denunciati a piede libero 48 fiancheggiatori. I carabinieri del Nas hanno rintracciato migliaia di ricette mediche, già contabilizzate nei flussi della Regione Lombardia per il rimborso, con l'accertamento di un danno erariale al Servizio Sanitario Nazionale quantificato in oltre 500mila euro per il solo 2016. È stato inoltre individuato un canale illecito di reimpiego degli ingenti profitti ottenuti con il traffico reinvestiti un una attività parallela di procacciamento e spendita di banconote false che sono state sequestrate.

NAPOLI: De Luca: aggressioni abulanze? serve pugno di ferro

Ambulanzanapolijpg"Prenderemo le misure necessarie per tutelare gli operatori ma dovremo chiedere anche alle forze dell'ordine di usare il pugno di ferro verso delinquenti irresponsabili. Certo non possiamo avere delle pattuglie a ogni angolo di strada o a tutela di ogni singola ambulanza Cosiì il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca intervenuto a margine della Giornata mondiale del donatore sull'emergenza aggressioni nei confronti di operatori del 118 "Serve una crescita in termini di civilta' ma quando non ci sono insegnamenti in famiglia, a scuola o nei luoghi di lavoro, a quel punto deve intervenire la repressione. Prendiamo i delinquenti e buttiamoli in galera, altrimenti dovremmo perdere anni a insegnare anche le regole minime del vivere civile e non possiamo permettercelo non solo perche' un operatore viene aggredito ma anche perche' si produce un danno grave al sistema sanitario".