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DALLE REGIONI

BOLOGNA: Pronto soccorso, la AUSL usato come scorciatoia per esami e visite la gente va da sola bypassando il MMG

psoccLo ha affermato Francesca Novaco la direttrice della AUSL di Bologna in un intervista al Quotidiano Reppubblica sui tempi d'attesa lunghi in pronto soccorso «Il pronto soccorso è la prima porta d'accesso raggiungibile da tutti, 24 ore su 24. Per questo a volte i tempi sono più lunghi di quanto sia accettabile». Ha affermato aalla domanda delle motivazioni che inducono l'emergenza , «Abbiamo dieci azioni in cantiere peri pazienti cronici, fragili. A partire dall'infermiere di continuità, che è un'innovazione. Un professionista con una grande conoscenza del territorio che, assieme a un team multidisciplinare, valuta le sue condizioni e lo manda a casa o in una struttura protetta evitando il ricovero o attese lunghe. Sono percorsi veloci affinché il paziente rientri presto al suo domicilio. Se non è possibile il ritorno a casa, abbiamo letti speciali nelle strutture protette. Queste misure dureranno per tutto il periodo estivo e se funzioneranno le manterremo».
Tuttavia oggi molti pazienti aspettano per ore. «C'è una fascia di gente che va al pronto soccorso per patologie minori o per ottenere esami specialistici. Se stai li te li fanno, forse è questa una delle motivazioni». In una parola, lei parla di inappropriatezza. «Oggi c'è un carico di richieste che può essere gestito in modo più opportuno. Gran parte della gente va da sola al pronto soccorso, non è il medico di famiglia a mandarla. L'idea che si fanno prima tutta una serie di esami ti porta a stare N. Cosa pensa del personale aggredito dall'utenza? «E un tema attuale. Abbiamo fatto corsi di formazione per gestire un'utenza sempre più aggressiva. Le guardie giurate hanno un effetto deterrente importante».

TORINO: L'ambulanza è senza medico donna muore in casa: tre indagati

ambulanza-118 thumb250 250Tre indagati a Torino a seguito della denuncia dei familiari di uan donna di 46 anni che il 21 luglio una donna ha avuto un malore in casa ed è stata soccorsa da un ambulanza senza medici ne infermieri ma con solo 2 volontari che provano a soccorrere la paziente mentre sono al telefono con la centrale operativa ma la situazione è grave, così viene allertata una seconda ambulanza giunta solo dopo 20 minuti dall'allerta. Sul mezzo questa volta c'è un medico, una dottoressa. Ma è troppo tardi per salvare la vita alla donna. la magistratura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo per valutare la posizione di un medico e di due volontari del 118, intervenuti sul posto a bordo di due differenti ambulanze e in due distinti momenti. Il pubblico ministero Alessandro Aghemo ha «rilevato la necessità di procedere ad accertamenti tecnici al fine di stabilire le cause del decesso» e ha avviando una serie di controlli per verificare eventuali errori commessi dagli «operatori sanitari». Stando alle testimonianze raccolte dagli investigatori, nella prima ambulanza arrivata in casa della donna non c'erano né medici né infermieri: solo un paio di volontari.

BARI : L'Ordine dei medici azione civile contro il molestatore delle guardie mediche di Acquaviva e del per chiedere il risarcimento danni.

guardia-medica-webBari, 1 agosto 2018. Ieri sera il Consiglio dell'Ordine dei medici di Bari ha deliberato di portare avanti un'azione civile per chiedere il risarcimento del danno nei casi di Maurizio Zecca, accusato di stalking nei confronti di una dottoressa ad Acquaviva e in quello del molestatore seriale delle guardie mediche in provincia di Bari.
La decisione è stata presa partendo dalla necessità di un'azione concreta, che in continuità con le prese di posizione pubbliche e le azioni di sensibilizzazione, sostenga e affianchi i medici che quotidianamente sono esposti ad aggressioni e violenze. "I dati ci dicono che spesso le vittime, in molti casi donne, non denunciano o denunciano in ritardo, come nel caso di Acquaviva, a causa del trauma, per paura o per sfiducia - dichiara Filippo Anelli, Presidente dell'Omceo di Bari - Ma i danni causati da questi episodi di violenza perdurano sia per la singola vittima che per la professione medica. Per questo l'Ordine di Bari ha deciso di promuovere un'azione civile: per essere al fianco delle dottoresse coinvolte e per difendere l'esercizio e l'onorabilità della professione." L'Ordine ha infatti il compito istituzionale di tutelare la salute pubblica e l'esercizio della professione medica. Purtroppo, episodi di violenza come quelli avvenuti a Bari privano il singolo professionista e, più in generale, i medici della serenità necessaria all'esercizio corretto della professione, con potenziali danni ai cittadini, oltre che alla qualità del servizio sanitario che viene loro offerto.

REGGIO CALABRIA: mancano i gessi pazienti medicati con pezzi di cartone il ministro invia i NAS

CARTONE thumb medium250 250La denuncia dell'Anaao: «Tutori e stecche rigide ci sono solo nel reparto di ortopedia, che però alle 20 deve chiuder e Non ci sono medici sufficienti, non c'è personale e non ci sono gessi e tutori. Ip azianti fasciati con bende e cartoni . Il Ministro della Salute invia un controllo annunciandolo stamattina: "Quello che è accaduto al pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, presso gli Ospedali Riuniti, dove dei pazienti con fratture sarebbero stati curati con fasciature di fortuna e cartoni, è di una gravità estrema. Nessuno intende sottovalutare le oggettive difficoltà in cui gli operatori svolgono la loro attività, ma quanto accaduto, se confermato, è frutto di evidenti ed ingiustificabili carenze organizzative. I carabinieri del Nas, che ringrazio per il prezioso lavoro, sono già stati sul posto e i miei Uffici hanno formalmente preso contatti con il Commissario Scura e con il Direttore generale, a cui chiederemo di riferire, con urgenza e puntualmente, sui gravi fatti denunciati dalla stampa. Come ministro della Salute, assicuro tutto il mio impegno ad andare fino in fondo alla questione, sia per far emergere le relative responsabilità, sia per evitare che fatti come questo si ripetano in futuro".

BARI: minacce e molestie alla dottoressa della guardia medica, niente carcere per un 51enne in attesa di processo

guardia medica2.0A novembre di quest'anno ha perseguito e violentato sul luogo di lavoro una dottoressa di cui si era invaghito, arrivando a minacciare la donna di morte e costringendola a cambiare tre volte la sede di lavoro, ora è libero con solo l'obbligo di dimora. Il Tribunale del Riesame di Bari ha confermato che il 51enne , Maurizio Zecca non dovrà andare in carcere. Sul fatto si era espresso il Tribunale del Riesame di Bari che aveva annullato l'ordinanza di arresto disponendo la scarcerazione dell'uomo. Il provvedimento era poi stato impugnato dalla Procura tornando a ri chiedere il carcere, ritenendo che il reato di violenza sessuale fosse procedibile d'ufficio perché connesso allo stalking. La Cassazione aveva successivamente accolto il ricorso annullando con rinvio la decisione sulla scarcerazione e invitando il riesame a rivalutare gli aspetti di procedibilità dei reati contestati. Ieri il Tribunale della Libertà ha confermato l'obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento solo per il reato di stalking. Intanto nel processo già iniziato dinanzi al Tribunale di Bari, su richiesta del difensore dell'imputato, è stata disposta una perizia psichiatrica per l'imputato.

PADOVA : Focolaio di febbre West Nile con 10 casi , bonificata la zona del contagio

zanzaratigre2 thumb other250 250Un focolaio di febbre West Nile, una malattia provocata dal virus West Nile è satao rilevato con 10 casi a Padova : La malattia scoperta nel 1937 in Uganda si trasmette tramite punture di zanzare infette con un periodo di incubazione fra 2 i due 14 giorni. Le ricerche effettuate in citta' hanno rilevato al fonte del contagio in un giardino della scuola agraria dove sono state ritrovate uova, larve ed esemplari adulti di Culex pipiens, le zanzare in grado di trasmettere il virus. L'Usl 6 e il Comune si sono attivati per bonificare l'area circostante. Dopo la disinfestazione ci saranno altri rilievi per verificare che non ci sia più pericolo. Comunque il virus non può essere trasmesso da persona a persona, ma solo attraverso le punture di insetti