Cosa puo fare o no il farmacista
Phrmacia News del 19/08/2008 (Cornelia Pelletta) Dall\'11
maggio 2008 i farmacisti italiani, in caso di estrema necessità e urgenza, sono
autorizzati a consegnare ai pazienti medicinali assoggettati a prescrizione
medica anche in assenza di ricetta. I dubbi dei farmacisti e le precisazioni di
Federfarma su questa novità legislativa.
Si pone fine a una situazione illegale o quantomeno non
chiara, nella quale ben pochi farmacisti possono ammettere di non essersi mai
trovati: fornire un medicinale in una situazione d\'emergenza. il ministero della
salute ha espresso il proprio assenso rispetto al modello di registro per la
consegna di medicinali senza ricetta proposto dalla federazione degli ordini
unitamente a federfarma e assofarm. Tale modello potrà essere utilizzato per
tutti gli adempimenti previsti dal Dm 31/3/2008 per la registrazione delle
vendite di medicinali senza ricetta. Un decreto ministeriale che prende
coraggiosamente atto dell\'esistenza di questa dispensazione d\'urgenza da parte
dei farmacisti, con lo scopo di «ufficializzare» e regolamentare una situazione
di per sé poco regolamentabile. Da un lato questo decreto darà delle linee guida
e cautelerà i farmacisti, ma dall\'altro aumenterà inevitabilmente il loro lavoro
burocratico. D\'altra parte la questione andava affrontata. «sicuramente il
problema si sentiva e ora finalmente dopo aver interpretato le circolari, cosa
che ha richiesto l\'impegno "corale" di tutto lo staff della farmacia, cercheremo
di applicare le direttive», dice la dottoressa ezia Lombardo della farmacia
ambreck di milano. «probabilmente la presentazione di questa iniziativa avrebbe
meritato un incontro, durante il quale noi farmacisti «in prima linea» avremmo
potuto esplicitare i nostri dubbi, cosa che non è stata possibile trovandosi di
fronte a un cartaceo». con l\'intento di chiarire le "zone d\'ombra", abbiamo
dunque raccolto in questa pagine commenti e perplessità che, malgrado le
circolari esplicative del decreto ministeriale, si sono posti i farmacisti
interpellati. sulla base dei dubbi emersi abbiamo poi rivolto alcune domande a
federfarma, le cui risposte e chiarimenti sono riportati per esteso nel
riquadro. Una delle prime perplessità riguarda l\'obbligo da parte del paziente
che riceva il farmaco di portare in un secondo tempo al farmacista la ricetta
del medico. Le indicazioni della circolare infatti sono di far firmare al
paziente una dichiarazione da portare al medico di base e di cui resta in
farmacia una fotocopia, oppure di dichiarare di aver dato al paziente, di cui si
conosca la patologia e la cura, un farmaco. non viene però specificato se il
"giro" debba essere completato con la consegna della ricetta del medico al
farmacista: federfarma ci ha comunque confermato che il paziente è obbligato a
portare la dichiarazione dell\'avvenuta consegna del farmaco al proprio medico,
ma non la ricetta in farmacia. «il rapporto di fiducia e conoscenza col paziente
resta comunque per noi fondamentale e dovrebbe essere meglio delineato e
comunicato a tutti il circuito farmacista-paziente-medico», precisa un
farmacista di roma. proprio il fatto che questa erogazione di farmaci sia
un\'emergenza rende particolarmente delicata la comunicazione ufficiale alla
cittadinanza di questo diritto: da un lato è giusto che esso sia conosciuto,
dall\'altro c\'è il dubbio che poi ci si senta autorizzati costantemente a non
recarsi dal proprio medico curante. «sarebbe effettivamente opportuno che ci
venissero date indicazioni chiare anche su come comunicare alla clientela questa
possibilità», riprende la Lombardo. «non vorrei che la mancanza di chiarezza
creasse poi dei problemi come quelli che si stanno verificando con l\'obbligo di
mettere il codice fiscale sullo scontrino, di cui a distanza di quasi sei mesi
la maggior parte delle persone non sa ancora nulla». partendo dalla convinzione
che l\'informazione giochi a un ruolo fondamentale nel rapporto tra cittadino e
farmacista, federfarma Veneto ha scelto di affrontare l\'argomento «consegna
d\'emergenza» in una conferenza stampa, per spiegare che solo in pochi e
circoscritti casi la farmacia può dispensare un farmaco senza la relativa
ricetta. «il dialogo diretto», ha detto l\'ufficio stampa della federazione
veneta», ha permesso di fugare sul nascere i dubbi dei giornalisti, che poi
nella loro autonomia e con il linguaggio appropriato hanno potuto riportare con
articoli e servizi televisivi il contenuto del decreto al loro pubblico di
lettori e telespettatori». in questa occasione annamaria Brusadini, presidente
di federfarma Veneto, ha sottolineato che «il decreto conferma e sottolinea il
ruolo della farmacia come punto di riferimento e primo presidio sanitario al
quale il cittadino si rivolge in caso di necessità». e parlando dei dubbi più
comuni riguardo alla dispensazione senza ricetta, Brusadini ha chiarito poi a
sua volta che «si tratta di una procedura eccezionale: appena possibile, il
paziente dovrà informare il proprio medico di averla utilizzata. il decreto
prevede che il costo del farmaco sia a totale carico del cittadino e che non
possano essere consegnati farmaci sonniferi o psicofarmaci». altro problema
sollevato è se il pagamento del farmaco possa essere "sospeso" in attesa della
ricetta, ma è superato dal fatto che sono esclusi da questa dispensazione
d\'urgenza i farmaci a carico del ssn. si viene incontro al paziente
permettendogli di fare la cura, ma non esentandolo dal pagare a prezzo pieno il
farmaco. Questo sicuramente creerà discussioni e problemi, soprattutto con chi
effettivamente abbia difficoltà economiche, ma è comprensibile questa rigidità,
altrimenti si rischia di far diventare norma l\'eccezione. insomma, il cittadino
deve capire che si tratta di un\'emergenza ed essendo toccato nel portafoglio è
assai più probabile che non faccia ricorso a questa possibilità, se non i
condizioni di effettiva necessità. Questioni delicate altro problema sollevato è
se il pagamento del farmaco possa essere "sospeso" in attesa della riUn vuoto
legislativo da colmare resta però quello della dispensazioni di farmaci a
pazienti dimessi dall\'ospedale il sabato, quando non c\'è il medico di base,
perché non tutti gli ospedali hanno il ricettario del ssn e quindi possono
consegnare al paziente la ricetta. «ora noi possiamo dispensare i farmaci, anche
perché abbiano il foglio di dimissioni, ma a pagamento e questo è un vero
problema, di cui il paziente non ha colpa», dice un farmacista di un piccolo
centro. resta ancora un dubbio: nel caso il farmacista non ritenga opportuno
dare un farmaco, pur negli otto casi previsti dal decreto, può essere denunciato
dal paziente? probabilmente sì, perché si rischia l\'abuso di ufficio, anche se
come ci ha spiegato federfarma si tratta di una «facoltà» del farmacista e non
già di un obbligo, ma ciò non è ben specificato dal decreto. alcuni farmacisti
hanno espresso poi il timore di contestazioni nel caso venga chiesto da un
paziente un farmaco escluso dal decreto, come gli stupefacenti, e di essere
accusati di «mancanza di umanità e comprensione». ma questo pu rtroppo fa parte
delle problematiche insite nei rapporti umani che tutti farmacisti devono
comunque affrontare tutti i giorni, a prescindere da decreti e leggi.. c\'è poi
chi ritiene limitativa l\'iniziativa e auspica sia solo un inizio per rendere più
autonomo il farmacista, che deve essere libero di dispensare in scienza e
coscienza il farmaco che ritiene opportuno. «noi dobbiamo avere la possibilità
di fare da filtro, perché le richieste di farmaci senza ricetta sono costanti e
non possiamo negarli, soprattutto se conosciamo i paziente», dice il dottor
Learco sandi della farmacia melozzo da forlì di milano. «se la dispensazione si
limiterà a questi farmaci, mi sembra invece un decreto ipocrita che restringe
troppo l\'iniziativa del farmacista». Da ultimo, c\'è preoccupazione per l\'aumento
delle pratiche burocratiche e per tutte le carte che i farmaci sti dovranno
compilare e che si aggiungeranno a tutte quelle già inevitabili. Precisazioni
sul decreto
La Presidenza di Federfarma ha risposto alle domande - emerse
dal nostro dialogo con i farmacisti - che le abbiamo rivolto: riportiamo qui
integralmente le risposte. Quali problemi si prefigge di risolvere innanzitutto
questo decreto? «Il provvedimento che consente al farmacista, a partire dall\'11
maggio, di consegnare in determinate situazioni particolari e urgenti i farmaci
soggetti a obbligo di ricetta anche se il cittadino è sprovvisto di prescrizione
medica, è da valutare positivamente per due motivi. Anzitutto, va concretamente
incontro alle esigenze dei pazienti semplificandone l\'accesso al farmaco in
situazioni particolari: pensiamo a un malato cronico che si accorge il sabato o
la domenica - quando gli ambulatori medici sono chiusi - di aver terminato la
medicina o a un paziente dimesso dall\'ospedale durante il week-end. Prima di
questo decreto ministeriale, in entrambi i casi, per ottenere il farmaco il
malcapitato era costretto a recarsi al pronto soccorso con inevitabili disagi e
perdite di tempo. In secondo luogo, il provvedimento riconosce e sottolinea la
professionalità del farmacista che, attenendosi alle circostanze e alle modalità
stabilite, può dispensare il farmaco anche senza ricetta. Penso che tale
ulteriore responsabilità attribuita alla farmacia, lungi dal prevaricare la
competenza prescrit- tiva propria del medico, contribuisca a rafforzare la
collaborazione tra le due categorie e a consolidare il rapporto di fiducia tra
queste e il cittadino». A quale struttura va poi consegnato il registro delle
dispensazioni di emergenza? «Il farmacista deve annotare su apposite schede
numerate, timbrate e siglate, la consegna dei farmaci effettuata ai sensi del
presente decreto, riportando il nome del farmaco, le iniziali del paziente, la
condizione che ha dato luogo alla consegna del farmaco, allegando, nei casi
previsti, la dichiarazione del cliente. Entro il mese di dicembre del corrente
anno Federfarma dovrà raccogliere e comunicare al ministero della Salute e
all\'Aifa i dati relativi alla numerosità e alla tipologia dei casi di ricorso
alle presenti procedure, registrati fino al mese di novembre 2008». Il paziente
dovrà impegnarsi a portare la richiesta del medico? «No, ma il farmacista
all\'atto della erogazione del medicinale dovrà dare al paziente una scheda da
inoltrare al medico, contenente la specificazione del medicinale consegnato». Il
pagamento viene rimandato a quando il paziente porterà la richiesta del medico?
Il pagamento viene rimandato a quando il paziente porterà la richiesta del
medico? «La dispensazione d\'urgenza non riguarda l\'erogazione di farmaci in
regime di SSN». Il pagamento viene rimandato a quando il paziente porterà la
richiesta del medico? «La dispensazione d\'urgenza non riguarda l\'erogazione di
farmaci in regime di SSN». Il farmacista che non ritenga opportuno dispensare un
farmaco può essere denunciato dal paziente? «Il provvedimento fa espressamente
riferimento alla "facoltà" del farmacista di dispensare. Naturalmente il
paziente che ritenga che sussistano le condizioni previste e non ottenga il
farmaco richiesto può denunciare il farmacista per non aver rispettato la
legge». Il farmacista che non ritenga opportuno dispensare un farmaco può essere
denunciato dal paziente? «Il provvedimento fa espressamente riferimento alla
"facoltà" del farmacista di dispensare. Naturalmente il paziente che ritenga che
sussistano le condizioni previste e non ottenga il farmaco richiesto può
denunciare il farmacista per non aver rispettato la legge». Il farmacista che
non ritenga opportuno dispensare un farmaco può essere denunciato dal paziente?
«Il provvedimento fa espressamente riferimento alla "facoltà" del farmacista di
dispensare. Naturalmente il paziente che ritenga che sussistano le condizioni
previste e non ottenga il farmaco richiesto può denunciare il farmacista per non
aver rispettato la legge».