Norme Aifa e in linee guida si scontrano nella realtà quotidiana
Brescia Oggi
di Andrea Podestani Da una parte le leggi, l\'etica e l\'ordine, ossia i fulcri istituzionali per antonomasia della professione medica, tradotti in norme Aifa e in linee guida da seguire scrupolosamente. Dall\'altra la pratica di tutti i giorni, la vita ambulatoriale, il contatto assiduo e il rapporto con pazienti sempre più alla ricerca di farmaci lenitivi di ogni tipo di dolore e sempre meno disposti a sopportare terapie alternative. Un bivio di difficile gestione, per i medici di base, cui si aggiunge la ben nota mancanza di risorse che affligge tutto il sistema sanitario italiano e che si concretizza in una serie di restrizioni imposte dall\'alto (Corte dei conti, Asl, ministero della Salute) per l\'erogazione dei servizi di primo livello (farmacologia) come di secondo, intendendo con essa la diagnostica e il ricovero. Proprio nel tentativo di elaborare una soluzione efficace a un panorama sempre più fosco (tanto per i dottori quanto per i malati) si è tenuto ieri un convegno sul «rapporto tra gli aspetti medico-legali e il ruolo etico del medico nell\'ambulatorio di medicina generale», organizzato dall\'Ordine dei medici di Brescia nella propria sede di via Lamarmora. Un confronto ampio, dove non è mancato lo spazio per mettere in luce alcune ristrettezze nella vita professionale dei medici, come l\'impossibilità, in certi casi, di ricorrere a prescrizioni di farmaci oltre una certa dose. «È vero, alcune limitazioni ci sono - ha detto Bruno Platto, segretario dell\'Ordine -, anche se si tratta di consigli riguardanti la somministrazione per i casi meno gravi, quelli cioè che potrebbero essere trattati con terapie alternative. Il punto rimane il seguente: la professione del medico, specie se generico, dovrà sempre più tener conto del contatto umano, dell\'informazione nei confronti del paziente circa le sue effettive necessità cliniche e mediche, delle attenzioni verso di lui e le sue peculiarità, senza perdere comunque di vista l\'importanza della selezione preventiva, per evitare di perdere tempo con i casi non gravi. In questo modo - ha aggiunto Platto - medici dotati di un buon bagaglio professionale e scientifico potranno ricorrere a metodi più \"naturali\" e non necessariamente farmacologici». Linee programmatiche, quelle elaborate durante il convegno, per guidare scelte responsabili nel rilascio di ricette e nella prescrizione delle terapie, secondo l\'Ordine e l\'Asl (presente in veste non ufficiale con un suo amministratore, Fabio Sandrini); imposizioni dall\'alto, invece, secondo alcuni medici. Che di fronte alle insistenti richieste di verifica della Corte dei Conti sull\'idoneità di molte prescrizioni, accusano: «Molte, troppe ricette che facciamo passano al setaccio dell\'Asl, e questo limita l\'azione del medico, che in caso di comprovata inattendibilità professionale, deve difendersi come può, ma senza garanzie». «In realtà la situazione non è proprio questa - ha spiegato Sandrini -: l\'Asl ha un ruolo subordinato a quello della Corte dei Conti, e su richiesta dell\'organo di controllo è tenuta a fornire i database elettronici. Inoltre i medici possono difendersi se presentano database in linea con i programmi della carta regionale dei servizi».
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